Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO I
Della trascrizione
CAPO I
Della trascrizione degli atti relativi ai beni immobili

Art. 2652

Domande riguardanti atti soggetti a trascrizione. Effetti delle relative trascrizioni rispetto ai terzi
TESTO A FRONTE

I. Si devono trascrivere, qualora si riferiscano ai diritti menzionati nell'articolo 2643, le domande giudiziali indicate dai numeri seguenti, agli effetti per ciascuna di esse previsti:

1) le domande di risoluzione dei contratti e quelle indicate dal secondo comma dell'articolo 648 e dall'ultimo comma dell'articolo 793, le domande di rescissione, le domande di revocazione delle donazioni, nonché quelle indicate dall'articolo 524.

Le sentenze che accolgono tali domande non pregiudicano i diritti acquistati dai terzi in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

2) le domande dirette a ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo a contrarre.

La trascrizione della sentenza che accoglie la domanda prevale sulle trascrizioni e iscrizioni eseguite contro il convenuto dopo la trascrizione della domanda;

3) le domande dirette a ottenere l'accertamento giudiziale della sottoscrizione di scritture private in cui si contiene un atto soggetto a trascrizione o a iscrizione.

La trascrizione o l'iscrizione dell'atto contenuto nella scrittura produce effetto dalla data in cui è stata trascritta la domanda;

4) le domande dirette all'accertamento della simulazione di atti soggetti a trascrizione.

La sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

5) le domande di revoca degli atti soggetti a trascrizione, che siano stati compiuti in pregiudizio dei creditori.

La sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i diritti acquistati a titolo oneroso dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

6) le domande dirette a far dichiarare la nullità o a far pronunziare l'annullamento di atti soggetti a trascrizione e le domande dirette a impugnare la validità della trascrizione.

Se la domanda è trascritta dopo cinque anni dalla data della trascrizione dell'atto impugnato, la sentenza che l'accoglie non pregiudica i diritti acquistati a qualunque titolo dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda. Se però la domanda è diretta a far pronunziare l'annullamento per una causa diversa dall'incapacità legale, la sentenza che l'accoglie non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda, anche se questa è stata trascritta prima che siano decorsi cinque anni dalla data della trascrizione dell'atto impugnato, purché in questo caso i terzi abbiano acquistato a titolo oneroso;

7) le domande con le quali si contesta il fondamento di un acquisto a causa di morte.

Salvo quanto è disposto dal secondo e dal terzo comma dell'articolo 534, se la trascrizione della domanda è eseguita dopo cinque anni dalla data della trascrizione dell'acquisto, la sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i terzi di buona fede che, in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda, hanno a qualunque titolo acquistato diritti da chi appare erede o legatario;

8) le domande di riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie per lesione di legittima.

Se la trascrizione è eseguita dopo dieci anni dall'apertura della successione, la sentenza che accoglie la domanda non pregiudica i terzi che hanno acquistato a titolo oneroso diritti in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda;

9) le domande di revocazione e quelle di opposizione di terzo contro le sentenze soggette a trascrizione per le cause previste dai numeri 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 395 del codice di procedura civile e dal secondo comma dell'articolo 404 dello stesso codice.

Se la domanda è trascritta dopo cinque anni dalla trascrizione della sentenza impugnata, la sentenza che l'accoglie non pregiudica i diritti acquistati dai terzi di buona fede in base a un atto trascritto o iscritto anteriormente alla trascrizione della domanda.

II. Alla domanda giudiziale è equiparato l'atto notificato con il quale la parte, in presenza di compromesso o di clausola compromissoria, dichiara all'altra la propria intenzione di promuovere il procedimento arbitrale, propone la domanda e procede, per quanto le spetta, alla nomina degli arbitri.


GIURISPRUDENZA

Domanda di esecuzione in forma specifica di contratto preliminare - Trascrizione - Effetti prenotativi a norma dell'art. 2652 n. 2 cod. civ. - Presupposti - Definizione del processo con verbale di conciliazione - Esclusione.
La trascrizione della domanda di esecuzione in forma specifica di contratto preliminare retroagisce al momento della domanda, solo in caso di trascrizione della successiva sentenza di accoglimento e non anche quando il processo sia stato definito con verbale di conciliazione, mancando in tal caso un accertamento giudiziale sul trasferimento del bene oggetto della controversia. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 Settembre 2020, n. 20533.


Ipoteca – Trascrizione successiva domanda giudiziale ex art. 2652 cod. civ. – Forma pignoramento – Accoglimento domanda – Improcedibilità espropriazione – Esclusione – Facoltà soggetto trascrivente – Intervento.
In tema di espropriazione immobiliare di bene oggetto di garanzia ipotecaria, qualora sia stata trascritta nelle more domanda giudiziale ex art. 2652 cod. civ., l’azione esecutiva è correttamente eseguita nei confronti del soggetto che risulti in quel momento proprietario del bene, atteso che la trascrizione della domanda è funzionale unicamente alla “prenotazione” degli effetti della futura pronuncia giudiziale e non incide, di per sé, sulla titolarità del bene in capo all’esecutato.

Ne consegue che l’eventuale accoglimento della domanda non pregiudica la prosecuzione dell’espropriazione in tal modo promossa, bensì legittima la chiamata e l’intervento nel processo esecutivo del soggetto autore della trascrizione al fine di consentirgli l’esercizio dei diritti connessi alla posizione sostanziale di volta in volta rilevante, quali, segnatamente: nel caso di soggetto che risulti titolare di un diritto reale sul bene pignorato, il rilascio ex artt. 2861 e seguenti cod. civ. e/o la liberazione ex artt. 2889 e seguenti cod. civ. e, in generale, le facoltà processuali spettanti all’esecutato; nel caso di soggetto che risulti titolare di un diritto di credito, la partecipazione alla distribuzione del ricavato della vendita. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 04 Marzo 2020.


Actio pauliana - Sequestro conservativo ancillare al suo effetto utile - Trascrizione della domanda revocatoria - Interesse alla misura cautelare - Opportunità della custodia - Necessità di sostanziare elementi fattuali specifici - Difetto - Carenza di periculum in mora.
Va negato ogni automatismo tra il fumus boni iuris dell'azione revocatoria e la concessione del sequestro ex art. 2905, co. 2, c.c., occorrendo pur sempre - per la concessione della cautela - quel quid pluris rappresentato dal "pericolo di perdere la garanzia del proprio credito" (art. 671 c.p.c.).

Pur non trovando riscontro normativo la limitazione dell'operatività del sequestro conservativo ex art. 2905, co. 2, c.c. ai soli beni mobili non registrati, per ottenere il sequestro di beni immobili o mobili registrati occorre comunque che il creditore/attore in pauliana - che già riceve tutela adeguata in forza dell'effetto prenotativo della trascrizione della domanda giudiziale - dimostri l'esistenza di un'ulteriore fonte di pregiudizio non eliminabile con la trascrizione, già di per sé idonea ad impedire che l'ulteriore alienazione del bene da parte del terzo acquirente vanifichi l'esperimento della revocatoria, ossia ad assicurare gli identici effetti che sarebbero ottenuti con il sequestro conservativo.

Là dove abbia dunque provveduto alla avvenuta trascrizione della domanda revocatoria nei registri immobiliari, il ricorrente ha l'onere di sostanziare l'interesse ad ottenere la misura cautelare, e ad ottenere la conseguente nomina di un custode, evidenziando specifiche ed effettive condizioni di incuria od abbandono dell'immobile che ne compromettano le condizioni ed il valore, e che siano tali da motivare l'opportunità della custodia: in difetto di tali allegazioni il ricorso per sequestro conservativo andrà rigettato per carenza di periculum in mora. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata)
Tribunale Padova, 18 Ottobre 2019.


Azione revocatoria ordinaria - Creditore vittorioso - Prelazione rispetto ai creditori dell’acquirente - Condizioni.
Il creditore che abbia ottenuto la dichiarazione di inefficacia dell’atto di alienazione del proprio debitore all’esito di azione revocatoria, trascrivendo la domanda e poi annotando la sentenza che ha dichiarato l’inefficacia dell’atto, e i creditori intervenuti nell’azione revocatoria medesima ovvero che abbiano esperito ulteriore ed autonoma azione revocatoria vittoriosa, divengono titolari di una garanzia specifica, quale causa di prelazione, rispetto ai creditori del terzo acquirente, cosicché in sede esecutiva, al momento della predisposizione del piano di riparto, i creditori vittoriosi in sede revocatoria saranno preferiti ai creditori del terzo acquirente. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 29 Luglio 2019.


Fallimento – Domanda di esecuzione in forma specifica – Domanda proposta anteriormente alla dichiarazione di fallimento del promittente venditore – Effetti della trascrizione.
Le sezioni unite civili della Corte di cassazione, con sentenza n. 18131 del 16 settembre 2015, hanno ribadito il precedente orientamento espresso nel 2004, affermando - ancora una volta - che il curatore, in ipotesi di domanda di esecuzione in forma specifica proposta anteriormente alla dichiarazione di fallimento del promittente venditore e riassunta nei confronti del curatore, mantiene senza dubbio la titolarità del potere di scioglimento dal contratto sulla base di quanto gli riconosce la l. fall., articolo 72, ma l'esercizio di tale diritto da parte del curatore non è opponibile nei confronti di quell'attore promissario acquirente che abbia trascritto la domanda prima del fallimento.

Ciò vuol dire che la domanda ex articolo 2932 c.c., ancorché trascritta prima della iscrizione della sentenza dichiarativa di fallimento nel registro delle imprese, non impedisce al curatore di recedere dal contratto preliminare, ma gli impedisce, piuttosto, di recedere con effetti nei confronti del promissario acquirente che una tale domanda ha proposto, sempre che – naturalmente – la domanda sia stata accolta e la relativa sentenza, a sua volta, trascritta. Il che si coniuga con l'effetto prenotativo che attua la trascrizione della domanda ex articolo 2652 c.c., n. 2, il cui meccanismo pubblicitario si articola in due momenti: quello iniziale, costituito dalla trascrizione della domanda giudiziale, e quello finale, rappresentato dalla trascrizione della sentenza di accoglimento.

In conclusione, il giudice può senz'altro accogliere la domanda pur a fronte della scelta del curatore di recedere dal contratto con una sentenza che, a norma dell'articolo 2652 c.c., n. 2, se trascritta, retroagisce alla trascrizione della domanda stessa e sottrae, in modo opponibile al curatore, il bene dalla massa attiva del fallimento. Diversamente, se la domanda trascritta non viene accolta, l'effetto prenotativo della trascrizione della domanda cessa, con la conseguente opponibilità all'attore della sentenza dichiarativa di fallimento rendendo, in tal modo, efficace, nei suoi confronti, la scelta del curatore di sciogliersi dal rapporto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Appello Bari, 28 Maggio 2019.


Fallimento – Contratti pendenti – Preliminare di vendita – Domanda ex art. 2932 c.c. trascritta  prima del fallimento – Facoltà di scioglimento del curatore – Effetti.
Il curatore conserva il potere di sciogliersi dal contratto previsto dall'art. 72 L. Fall., ma l'esercizio di detto potere resta inopponibile nei confronti del promissario acquirente che abbia trascritto la domanda ex art. 2932 c.c. prima del fallimento, grazie all'effetto prenotativo contemplato dall'art. 2652 c.c., comma 1, n. 2), il cui meccanismo pubblicitario si articola in una duplice fase, quella iniziale (trascrizione della domanda) e quella finale (trascrizione della sentenza di accoglimento della domanda); di conseguenza, il giudice può accogliere la domanda ex art. 2932 c.c. pure a fronte della scelta del curatore di recedere dal contratto, con una sentenza che, se trascritta, retroagisce alla trascrizione della domanda stessa e sottrae, in modo opponibile al curatore, il bene della massa attiva del fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22 Ottobre 2018, n. 26641.


Preliminare di vendita immobiliare - Facoltà di scioglimento del curatore del promittente venditore - Limiti di esercizio - Trascrizione della domanda ex art. 2932 c.c. da parte del promissario acquirente - Trascrizione anche della sentenza di accoglimento della domanda - Effetto ostativo - Sussistenza - Fondamento.
Il curatore fallimentare del promittente venditore di un immobile non può sciogliersi dal contratto preliminare ai sensi dell'art. 72 l.fall. con effetto verso il promissario acquirente, se quest'ultimo abbia trascritto prima del fallimento la domanda ex art. 2932 c.c. e successivamente anche la sentenza di accoglimento della stessa, in quanto, a norma dell'art. 2652, n. 2, c.c., detta trascrizione prevale sull'iscrizione della sentenza di fallimento nel registro delle imprese. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Maggio 2018, n. 13687.


Fallimento - Domanda di rivendica - Pendenza del giudizio ordinario di accertamento dell'autenticità delle sottoscrizioni della scritta privata di vendita - Inammissibilità.
Il procedimento di rivendica non può essere instaurato, ai sensi degli artt. 93 e 103 legge fall., in pendenza del giudizio ordinario di accertamento dell'autenticità delle sottoscrizioni della scritta privata di vendita, in quanto, fino al positivo esaurimento di quel giudizio e fino alla trascrizione dell'atto contenuto nella scrittura, difetta il presupposto cui associare il titolo di legittimazione nei confronti del fallimento.

Nel caso di specie, la stessa ricorrente aveva evidenziato che era sempre pendente il giudizio ordinario di cognizione teso a ottenere l'accertamento giudiziale delle sottoscrizioni della scrittura di vendita, per quanto - e ovviamente - con previa trascrizione della relativa domanda ai sensi dell'art. 2652, n. 3, cod. civ. ai fini della retrodatazione degli effetti della trascrizione della scrittura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 18 Gennaio 2018, n. 1190.


Esecuzione forzata - Immobiliare - Vendita - Trasferimento - Aggiudicazione di bene immobile in base a vendita forzata - Natura - Acquisto a titolo derivativo - Conseguenze in tema di applicazione della normativa tavolare.
L’acquisto di un bene immobile da parte dell'aggiudicatario in sede di esecuzione forzata, pur non dipendendo dalla volontà del precedente proprietario, giacché connesso al decreto di aggiudicazione emesso dal giudice dell'esecuzione, ha comunque natura di acquisto a titolo derivativo, traducendosi nella trasmissione dello stesso diritto del debitore esecutato; ne consegue che, nel sistema tavolare, a tale acquisto si applicano le speciali regole di efficacia previste dalla relativa normativa per gli atti "inter vivos". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Agosto 2017, n. 20608.


Dovere di consiglio del notaio - Contratto preliminare - Attività preparatorie e successive necessarie ad assicurare la serietà e la certezza degli effetti tipici dell'atto e del risultato pratico perseguito ed esplicitato dalle parti.
Il notaio, incaricato della redazione ed autenticazione di un contratto preliminare per la compravendita di un immobile, non può limitarsi a procedere al mero accertamento della volontà delle parti e a sovrintendere alla compilazione dell'atto, occorrendo anche che egli si interessi delle attività preparatorie e successive necessarie ad assicurare la serietà e la certezza degli effetti tipici dell'atto e del risultato pratico perseguito ed esplicitato dalle parti stesse.

[Nel caso di specie, in cui le parti avevano pattuito un termine particolarmente lungo tra la stipula del contratto preliminare e quella del contratto definitivo, la Corte ha ritenuto che rientra nel c.d. "dovere di consiglio", cui il notaio è tenuto in forza dell'art. 42, comma 1, lett. a) del codice di deontologia notarile, avvertire le parti che gli effetti della detta trascrizione cessano, in ogni caso, qualora, entro tre anni dalla trascrizione predetta, non sia eseguita la trascrizione del contratto definitivo o di altro atto che costituisca comunque esecuzione del contratto preliminare o della domanda giudiziale di cui all'articolo 2652, primo comma, numero 2), c.c.]". (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 18 Maggio 2017, n. 12482.


Negozio traslativo di quote di s.r.l. - Domanda di caducazione - Non trascrivibilità nel Registro Imprese - Richiesta di sequestro giudiziario - Periculum connesso al rischio di cessione a terzi in carenza di un sistema di pubblicità in pubblici registri per le domande aventi ad oggeto i trasferimenti di quote sociali - Negazione.
Le circostanze che rendano "opportuno" provvedere alla custodia o alla gestione della cosa la cui proprietà sia controversa, richiesta quale requisito di periculum in mora dall'art. 670, n. 1, c.p.c., debbono sussistere in concreto ed emergere sulla base di specifici elementi fattuali. Non è pertanto sufficiente il mero pericolo di alienazione a terzi insito nel semplice fatto che per le domande aventi ad oggetto i trasferimenti di quote sociali non esiste un sistema di pubblicità nei pubblici registri, posto che altrimenti si verrebbe ad adombrare un periculum in mora in re ipsa di contro all'esigenza che l’opportunità della custodia debba poter esser desunta da specifici elementi, anche presuntivi, attinenti la fattispecie concreta sub iudice. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 11 Marzo 2017.


Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Non eseguita - Preliminare di vendita immobiliare - Facoltà di scioglimento del curatore del promittente venditore - Limiti di esercizio - Trascrizione della domanda ex art. 2932 c.c. da parte del promissario acquirente - Effetto ostativo - Sussistenza - Condizioni - Fondamento.
Il curatore fallimentare del promittente venditore di un immobile non può sciogliersi dal contratto preliminare ai sensi dell'art. 72 l.fall. con effetto verso il promissario acquirente ove questi abbia trascritto prima del fallimento la domanda ex art. 2932 c.c. e la domanda stessa sia stata accolta con sentenza trascritta, in quanto, a norma dell'art. 2652, n. 2, c.c., la trascrizione della sentenza di accoglimento prevale sull'iscrizione della sentenza di fallimento nel registro delle imprese.


"...la norma [art. 1932 c.c., ndr], come quella in tema di trascrizione delle domande giudiziali, va necessariamente letta in modo da evitare [...] che la durata del processo possa compromettere la realizzazione di quella piena tutela, di cui la parte ha diritto di godere secondo il diritto sostanziale.
[...]
Il curatore in ipotesi di domanda di esecuzione in forma specifica proposta anteriormente alla dichiarazione di fallimento del promittente venditore e riassunta nei confronti del curatore - parte del giudizio ex art. 43 l.f., ma terzo in relazione al rapporto controverso - mantiene senza dubbio la titolarità del potere di scioglimento dal contratto sulla base di quanto gli riconosce l'art. 72 l.f.
Ma - ed è ciò che rileva ai fini che qui interessano - se la domanda sia stata trascritta prima del fallimento, l'esercizio del diritto di scioglimento da parte del curatore non è opponibile nei confronti di quell'attore promissario acquirente a norma dell'art. 2652, n. 2, c.c.
Ciò che vuol dire che la domanda ex art. 2932 c.c. - trascritta prima della iscrizione della sentenza dichiarativa di fallimento nel registro delle imprese - non impedisce al curatore di recedere dal contratto preliminare: gli impedisce, piuttosto, di recedere con effetti nei confronti del promissario acquirente che una tale domanda ha proposto.
Tutto ciò, naturalmente, se la sentenza è accolta ed è trascritta a sua volta. E ciò si coniuga con l'effetto prenotativo che attua la trascrizione della domanda ex art. 2652, n. 2 c.c. il cui meccanismo pubblicitario si articola in due momenti: quello iniziale, costituito dalla trascrizione della domanda giudiziale e quello finale, rappresentato dalla trascrizione della sentenza di accoglimento.
Il giudice, pertanto, può senz'altro accogliere la domanda pur a fronte della scelta del curatore di recedere dal contratto: con una sentenza che, a norma dell'art. 2652, n. 2, c.c., se trascritta, retroagisce alla trascrizione della domanda stessa e sottrae, in modo opponibile al curatore, il bene dalla massa attiva del fallimento.
Diversamente, se la domanda trascritta non viene accolta, l'effetto prenotativo della trascrizione della domanda cessa, con la conseguente opponibilità all'attore della sentenza dichiarativa di fallimento rendendo, in tal modo, efficace, nei suoi confronti, la scelta del curatore di sciogliersi dal rapporto.
Ciò consente di mantenere inalterata la facoltà di scelta del curatore, quale espressione di un potere sostanziale che l'ordinamento con l'art. 72 I.f. gli riconosce, ma che, nella concorrenza di determinati evenienze, non è opponibile - in caso di accoglimento della domanda in forma specifica - al promissario acquirente che abbia trascritto tale domanda anteriormente alla iscrizione della sentenza dichiarativa di fallimento del promittente venditore nel registro delle imprese. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
[...]
Cassazione Sez. Un. Civili, 16 Settembre 2015, n. 18131.


Fallimento - Effetti - Sui rapporti preesistenti - Vendita - Non eseguita - Contratto preliminare - Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto - Trascrizione della relativa domanda - Rilevanza in caso di successivo fallimento del promissario inadempiente - Conseguenze..
In tema di contratto preliminare di compravendita immobiliare, se la domanda diretta ad ottenere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di concludere il contratto è stata trascritta prima della dichiarazione di fallimento del promittente venditore, la sentenza che l’accoglie, anche se trascritta successivamente, è opponibile alla massa dei creditori e impedisce l’apprensione del bene da parte del curatore del contraente fallito, il quale non può quindi avvalersi del potere di scioglimento accordatogli, in via generale, dall’art. 72 della legge fallimentare. Tribunale Udine, 13 Febbraio 2014.


Registro delle Imprese – Tipicità delle annotazioni – Sussistenza

Pubblicità camerale – Tipicità – Completezza annotazioni – Sussistenza

Pubblicità camerale atti tipici – Efficacia – Prova contraria – Esclusione

Annotazioni camerali in tema di Srl – Interpretazione estensiva dettato art. 2470 c.c. – Sussistenza

Annotazioni in tema di Srl – Vicende relative partecipazione societaria – Sussistenza

Annotazione di azione simulazione cessione quote Srl – Ammissibilità – Sussistenza

Annotazione di azione revocatoria cessione quote Srl – Ammissibilità – Esclusione
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Dal combinato disposto dell’art. 7, comma 2, dpr n. 581/1995 e dell’art. 2188 c.c. emerge che devono essere iscritti nel Registro delle Imprese i soli atti per i quali tale adempimento è previsto dalla legge. Tali norme esprimono chiaramente il principio della tipicità delle annotazioni. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La funzione propria della pubblicità non può prescindere dalla certezza degli atti da iscrivere. Ed infatti la disciplina di cui all’art. 2193 c.c. da un lato prevede che non possano essere opposti ai terzi i fatti non iscritti dei quali la legge prevede l’iscrizione, salvo che non si provi che questi ne abbiano avuto aliunde conoscenza; dall’altro, che l’ignoranza dei fatti per cui è prevista detta iscrizione non possa essere opposta dal momento in cui l’annotazione sia effettivamente avvenuta. Quindi l’efficacia della pubblicità è riconosciuta tale da non ammettere prova contraria. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Ai sensi dell’art. 2470 c.c. il trasferimento delle partecipazioni nell’ambito della Srl è opponibile alla società solo per effetto della relativa iscrizione camerale; nel conflitto tra più acquirenti della stessa partecipazione, prevale quello che ha iscritto per primo. Con l’abrogazione del libro dei soci (avvenuta con la legge 2/2009), di ogni vicenda modificativa delle intestazioni di quota, cui va collegata la legittimazione all’esercizio dei diritti connessi, non può darsi notizia se non attraverso l’iscrizione  camerale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Varie norme del codice civile rendono palese la volontà del legislatore di offrire pubblicamente notizie omnicomprensive sull’imprenditore e/o sulla società (si cfr. ad esempio l’art. 2196 c.c. sull’imprenditore individuale, gli artt. 2328 e 2330 c.c. sulla spa, gli artt. 2463 e 2470 c.c. sulla srl etc.). Del resto la disposizione citata di cui all’art. 2470 c.c. è tesa a consentire il raggiungimento della massima trasparenza in tema di partecipazioni societarie e degli assetti proprietari. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

E’ condivisibile quell’orientamento giurisprudenziale che ritiene di dare un’interpretazione estensiva del comma 3 dell’art. 2470, riferendolo non solo agli atti di trasferimento in senso tecnico delle partecipazioni societarie, quanto anche a quelli destinati ad incidere comunque su tale titolarità. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

La trascrizione delle domande giudiziali è disciplinata dall’art. 2652 c.c. ed è diretta a regolamentare gli effetti della decisione sull’oggetto del processo cui l’avente causa del convenuto è ( o può esser stato) estraneo. Quindi è norma che assolve alla cd. funzione prenotativa, nel senso di prevedere l’opponibilità ai terzi della sentenza emessa nel conflitto tra chi agisce ed il convenuto soccombente.  La previsione di cui all’art. 2470 viceversa  mira solo a regolamentare il conflitto tra più acquirenti di una quota di srl privilegiando quello che abbia iscritto per primo e che, tuttavia, sia in buona fede. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Può essere iscritta nel Registro delle Imprese la domanda di simulazione proposta, da un lato per l’obiettivo di rendere ostensibile ai terzi le vicende del bene e, quindi, di possibili atti prodromici ad un suo successivo trasferimento: ed invero l’eventuale accoglimento della domanda porrebbe il problema della reintegrazione e/o riattribuzione della quota del capitale della ENNI assegnata al Santoro in proporzione ad un conferimento inesistente. Dall’altro poiché la formalità varrebbe ad influire, in ipotesi di cessione della stessa nelle more del giudizio, nella valutazione della buna fede del terzo acquirente. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)

Non può essere iscritta nel Registro delle Imprese l’azione revocatoria proposta, poiché l’accoglimento del rimedio non avrebbe la portata di rimuovere la validità e l’efficacia tra le parti degli atti dispositivi impugnati, quanto di ricostituire la pienezza della garanzia patrimoniale del disponente. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli, 15 Ottobre 2013.


Espropriazione per pubblica utilità – Mancato utilizzo del bene espropriato – Retrocessione – Efficacia..
La domanda di retrocessione del bene espropriato per pubblica utilità, che presuppone che l’opera pubblica non sia stata realizzata nel termine di legge, con ciò facendo sorgere in capo al soggetto che ha subito l’espropriazione un diritto potestativo alla restituzione del bene, va trascritta ai sensi dell’art. 2652 n. 2 c.c., con gli effetti di cui all’art. 2644 c.c., giacché mira ad ottenere una sentenza, in luogo del consenso non prestato dalla PA, che realizzi la causa del contratto di trasferimento della proprietà non stipulato dalla pubblica amministrazione. Ne consegue che, qualora in pendenza del giudizio di retrocessione il terzo estraneo al processo abbia acquistato il diritto di proprietà e abbia trascritto il proprio titolo, la sentenza che accoglie la domanda di retrocessione non è opponibile al terzo se essa domanda di retrocessione non sia stata trascritta, in virtù del disposto dell’art. 111 c.p.c., il quale, nel disciplinare la successione a titolo particolare nel diritto controverso, fa salve le norme sulla trascrizione. (Stefano De Luca Musella) (riproduzione riservata) Appello Roma, 08 Novembre 2012.


Fallimento - Effetti per i creditori - Ripartizione dell'attivo tra creditori privilegiati, ipotecari e pignoratizi - Fallimento dell'acquirente di immobile - Domanda di revocatoria ordinaria della compravendita - Trascrizione da parte del creditore dell'alienante prima del fallimento - Accoglimento - Conseguenze sul diritto dell'attore vittorioso rispetto al bene compravenduto - Separazione di somma corrispondente al suo credito dal ricavato della liquidazione fallimentare dell'immobile - Titolo per il soddisfacimento, nella sede del riporto fallimentare, in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali - Spettanza - Fondamento

Fallimento - Fallimento dell'acquirente di immobile - Domanda di revocatoria ordinaria della compravendita - Trascrizione da parte del creditore dell'alienante prima del fallimento - Accoglimento - Conseguenze sul diritto dell'attore vittorioso rispetto al bene compravenduto - Separazione di somma corrispondente al suo credito dal ricavato della liquidazione fallimentare dell'immobile - Titolo per il soddisfacimento, nella sede del riporto fallimentare, in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali - Spettanza - Fondamento
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In caso di fallimento dell'acquirente di un bene immobile, il creditore dell'alienante, che, per ottenere pronuncia di inefficacia relativa della compravendita, abbia trascritto domanda ex art. 2901 cod. civ. anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'acquirente, ove l'azione sia accolta, viene a trovarsi, rispetto all'immobile ormai acquisito all'attivo fallimentare, in posizione analoga a quella del titolare di diritto di prelazione su bene compreso nel fallimento e già costituito in garanzia per credito verso debitore diverso dal fallito, rappresentando il diritto tutelato in revocatoria, analogamente al detto diritto di prelazione, una passività dalla quale il patrimonio del fallito deve essere depurato prima della ripartizione dell'attivo fra i creditori concorsuali; pertanto, l'attore vittorioso in revocatoria, che non è creditore diretto del fallito e non partecipa quindi al concorso formale, può tuttavia ottenere, in sede di distribuzione del ricavato della vendita fallimentare dell'immobile, la separazione della somma corrispondente al suo credito verso l'alienante, per esserne soddisfatto in via prioritaria rispetto ai creditori concorsuali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2011.


Fallimento - Effetti sugli atti pregiudizievoli ai creditori - Azione revocatoria ordinaria - Esercizio da parte del creditore dell'alienante - Trascrizione anteriore al fallimento - Procedibilità dopo la dichiarazione di fallimento dell'acquirente - Condizioni - Fondamento.
Il divieto di azioni esecutive individuali posto dall'art. 51 legge fall. non osta alla procedibilità della revocatoria ordinaria già promossa dal creditore dell'alienante, ove la domanda ex art. 2901 cod. civ. sia stata trascritta anteriormente alla dichiarazione di fallimento dell'acquirente; diversamente, il creditore dell'alienante, pur trovandosi nella condizione di opponibilità alla massa, ai sensi dell'art. 45 legge fall., dell'azione proposta, resterebbe privo della garanzia patrimoniale ex art. 2740 cod. civ. e l'atto fraudolento gioverebbe ai creditori dell'acquirente fallito (per la sola sostituzione a questi dal curatore); l'azione revocatoria, infatti, pur se preordinata al soddisfacimento esecutivo del creditore, non può considerarsi un'azione esentiva, volta com'è a rendere in opponibile al creditore l'atto dispositivo compiuto dal debitore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 02 Dicembre 2011.


Trascrizione – Atti relativi a beni immobili – Effetti della trascrizione – Opponibilità ai terzi – Riferimento alla nota di trascrizione – Stretta correlazione – Necessità. .
E’ invalida, e ne va ordinata la cancellazione, la trascrizione ex art. 2652, n. 2, c.c. che faccia specifico riferimento a domanda giudiziale radicata davanti ad un tribunale, quando si tratta in realtà dell’atto introduttivo di un giudizio arbitrale. Di conseguenza, essa non è opponibile al terzo che ha trascritto successivamente sugli stessi beni un pignoramento immobiliare, essendo necessaria a tal fine una stretta correlazione tra la situazione reale e quella descritta nella nota di trascrizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 03 Novembre 2011.


Provvedimenti cautelari ex art. 700 c.p.c. - Trascrizione di domanda giudiziale illegittima - Ordine alla parte di prestare il consenso alla cancellazione - Ammissibilità..
Deve accogliersi il ricorso ex art. 700 c.p.c. con il quale si chiede al giudice di ordinare alla parte che abbia proceduto ad una trascrizione “illegittima” della domanda giudiziale, di prestare il consenso alla cancellazione della trascrizione medesima, quando il ricorrente dimostri che, a seguito della trascizione “illegittima”, subisca conseguenze negative a causa della incommerciabilità di fatto dei beni oggetto della lamentata trascrizione. (Gioacchino La Rocca) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Giugno 2011.


Vendita - Patto di prelazione - Domanda giudiziale di accertamento dell'esistenza di un patto di prelazione - Trascrivibilità - Esclusione - Fondamento.
La domanda giudiziale volta ad ottenere l'accertamento dell'esistenza di un patto di prelazione in caso di vendita di un bene immobile, in assenza di una specifica previsione normativa al riguardo, non è suscettibile di essere trascritta; il patto di prelazione, infatti, non può essere assimilato al contratto preliminare, in quanto in quest'ultimo è individuabile un'obbligazione già esistente, rispetto alla quale ha senso assicurare l'effetto di prenotazione della trascrizione, effetto che non è invece collegabile al patto di prelazione, che non prevede alcun obbligo di futuro trasferimento. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 23 Marzo 2011, n. 6597.


Esecuzione specifica dell'obbligo di concludere il contratto - Trascrizione della relativa domanda giudiziaria - Rilevanza - Nel caso di successivo fallimento del promissario inadempiente - Conseguenze - Opponibilità alla massa dei creditori della sentenza di accoglimento - Preclusione della scelta del curatore "ex" art. 72 legge fall. - Sussistenza.
Quando la domanda diretta ad ottenere l'esecuzione in forma specifica dell'obbligo di concludere il contratto è stata trascritta prima della dichiarazione di fallimento, la sentenza che l'accoglie, anche se trascritta successivamente, è opponibile alla massa dei creditori e impedisce l'apprensione del bene da parte del curatore del contraente fallito, che non può quindi avvalersi del potere di scioglimento accordatogli, in via generale, dall'art. 72 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 07 Luglio 2004.