Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO II
Delle prove
CAPO II
Della prova documentale
SEZIONE III
Delle scritture contabili delle imprese soggette a registrazione

Art. 2709

Efficacia probatoria contro l'imprenditore
TESTO A FRONTE

I. I libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l'imprenditore. Tuttavia chi vuol trarne vantaggio non può scinderne il contenuto.


GIURISPRUDENZA

Curatore nella funzione di gestione del patrimonio del fallito - Applicabilità degli artt. 2709 e 2710 c. c. - Esclusione - Rilevabilità d'ufficio - Fondamento.
Al curatore fallimentare, che agisca non in via di successione in un rapporto precedentemente facente capo al fallito ma nella sua funzione di gestione del patrimonio di costui, non è opponibile l'efficacia probatoria tra imprenditori, di cui agli artt. 2709 e 2710 c.c., delle scritture contabili regolarmente tenute, senza che tale inopponibilità, in sede di accertamento del passivo, resti preclusa ove non eccepita, trattandosi di eccezione in senso lato - e, dunque, rilevabile d'ufficio in caso di inerzia del curatore - poiché non si riconnette ad una azione necessaria dell'organo, ma al regime dell'accertamento del passivo in sé, nel cui ambito il curatore, quale rappresentante della massa dei creditori, si pone in posizione di terzietà rispetto all'imprenditore fallito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 Dicembre 2020, n. 27902.


Domanda di adempimento dell'obbligazione del terzo nei confronti dell'imprenditore poi fallito - Subentro del curatore nella posizione sostanziale e processuale del fallito - Conseguenze - Eccezioni proponibili dal terzo.
Il curatore fallimentare che proponga una domanda di adempimento dell'obbligazione contratta dal terzo nei confronti dell'imprenditore in epoca antecedente al fallimento esercita un'azione già esistente nel patrimonio del fallito, subentrando, conseguentemente, nella stessa posizione sostanziale e processuale di quest'ultimo, indipendentemente dal dissesto successivamente verificatosi; ne consegue che il terzo convenuto in giudizio dal curatore può opporre tutte le eccezioni che avrebbe potuto opporre all'imprenditore fallito, comprese le prove documentali da questi provenienti, senza i limiti di cui agli artt. 2704 ss. c.c. e senza che sia di ostacolo l'art. 2709 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Novembre 2019, n. 30446.


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In tema di insinuazione allo stato passivo, la banca mutuante che chieda l'ammissione del proprio credito nel fallimento del mutuatario assolve l'onere di provare la consegna del denaro, mediante la produzione della quietanza di erogazione del mutuo e della contabile che attesta lo svincolo delle somme, riprodotte in un atto notarile. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto non provata l'erogazione del mutuo, in mancanza della produzione degli estratti del conto corrente su cui era stato effettuato l'accredito, nonostante fosse stata depositata la sopra illustrata documentazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Novembre 2019, n. 28526.


Prova – Scritture contabili prescritte dalle leggi tributarie – Prova contro l'imprenditore – Prova scritta.
Il fatto che le scritture prescritte dalle leggi tributarie, come lo sono i registri contenenti le annotazioni delle fatture indicate dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 22, non rientrino nella disciplina dettata dagli artt. 2709 (secondo cui i libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione fanno prova contro l'imprenditore) e 2710 c.c. (il quale stabilisce che i libri bollati e vidimati nelle forme di legge, quando sono regolarmente tenuti, possono formare prova tra imprenditori per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa) per i libri e le altre scritture contabili delle imprese soggette a registrazione, non impedisce di considerarle idonee prove scritte dell'esistenza di un credito, giacché la relativa annotazione, con richiamo alla fattura da cui nascono, costituisce atto ricognitivo in ordine ad un fatto produttivo di un rapporto giuridico sfavorevole al dichiarante, con efficacia confessoria ex art. 2720 c.c. (Cass. 01/08/2008, n. 20982; Cass. 18/02/2005, n. 3383). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 20 Dicembre 2018, n. 32935.


Fallimento - Rapporti inerenti l'impresa - Efficacia probatoria nei confronti del curatore dei libri contabili regolarmente tenuti - Esclusione.
Gli articoli 2709 e 2710 c.c., che conferiscono efficacia probatoria tra imprenditori, per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa, ai libri regolarmente tenuti, non trovano applicazione nei confronti del curatore del fallimento, il quale agisca non in via di successione in un rapporto precedentemente facente capo al fallito, ma nella sua funzione di gestione del patrimonio di costui, non potendo egli, in tale sua veste, essere annoverato tra i soggetti considerati dalle norme citate, le quali sono operanti solo tra imprenditori che assumono la qualità di controparte nei rapporti di impresa; conseguentemente, nel giudizio di opposizione allo stato passivo, non assumono la predetta efficacia probatoria le fatture cui si riferiscono i crediti oggetto di domanda di ammissione al passivo proposta da un imprenditore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Luglio 2015.


Fallimento - Efficacia probatoria delle scritture contabili ex artt. 2709 2710 c.c. - Applicazione nei confronti del curatore - Esclusione - Eccezione rilevabile d'ufficio.
È rilevabile d'ufficio la non applicabilità nei confronti del curatore delle disposizioni di cui agli articoli 2709 e 2710 c.c. che, per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa, conferiscono efficacia probatoria tra imprenditori ai libri contabili regolarmente tenuti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Luglio 2015.


Risultanze informatiche delle registrazioni delle operazioni – Scritture contabili – Sostanziale parificazione..
Le risultanze informatiche delle registrazioni delle operazioni effettuate sono sostanzialmente assimilabili ai libri contabili dell’impresa, ai sensi delle previsioni di cui agli art. 2709 e 2710 c.c. In ogni caso, anche quando possono fare prova in favore dell’impresa da cui provengono, alle stesse non può riconoscersi l’efficacia di prova legale, non foss’altro perché si tratta pur sempre di atti formati dalla stessa parte che mira ad avvalersene e a trarne vantaggio. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 03 Aprile 2013, n. 1768.


Servizi di pagamento e/o incasso - Carta di credito e/o bancomat - Prelievo di contanti - Risultanze informatiche delle registrazioni - Valore probatorio delle scritture contabili..
Le risultanze informatiche delle registrazioni effettuate da apparecchiature quali bancomat o ATM sono assimilabili alle scritture contabili dell’imprenditore, le quali possono costituire prova a favore del medesimo solo nei rapporti tra imprenditori, inerenti all’esercizio dell’impresa e fermo restando che si tratta di prove liberamente valutabili dal giudice. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Roma, 02 Dicembre 2011, n. 2648.