Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO III
Del pegno
SEZIONE III
Del pegno di crediti e di altri diritti

Art. 2803

Riscossione del credito dato in pegno
TESTO A FRONTE

I. Il creditore pignoratizio è tenuto a riscuotere, alla scadenza, il credito ricevuto in pegno e, se questo ha per oggetto danaro o altre cose fungibili, deve, a richiesta del debitore, effettuarne il deposito nel luogo stabilito d'accordo o altrimenti determinato dall'autorità giudiziaria. Se il credito garantito è scaduto, il creditore può ritenere del danaro ricevuto quanto basta per il soddisfacimento delle sue ragioni e restituire il residuo al costituente o, se si tratta di cose diverse dal danaro, può farle vendere o chiederne l'assegnazione secondo le norme degli articoli 2797 e 2798.


GIURISPRUDENZA

Espropriazione di beni indivisi - Cause di prelazione.
In caso di vendita del compendio staggito in sede di divisione endoesecutiva, il creditore ipotecario del comproprietario in bonis ha diritto alla conservazione della garanzia (v. art. 2825, co. 3, c.c.), pertanto occorrendo preservare tale garanzia sul ricavato destinato altrimenti ai condividenti.
E’ rimessa alla fase distributiva del giudizio endoesecutivo l’effettiva percezione dell’incasso, ove consti la rituale introduzione di procedura esecutiva nei confronti dei comproprietari in bonis nelle forme del pignoramento presso terzi (cfr. Cass., n. 8877/2020) nel caso in cui il debito sia già scaduto, altrimenti dovendo il giudice della divisione, al cospetto di credito ipotecario non ancora scaduto, accantonare l’importo e costituire deposito di garanzia, vincolato fino al momento della scadenza (arg. ex art. 2803 c.c.). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 05 Ottobre 2021.


Responsabilità patrimoniale - Cause di prelazione - Pegno di titoli di credito - Creditore pignoratizio - Facoltà del creditore di riscuotere alla scadenza e di acquistare titoli della stessa natura - Surrogazione dell'oggetto del pegno regolare - Fallimento del debitore - Diritto allo “svincolo” dei titoli - Esclusione - Fondamento.
In caso di fallimento del debitore, il creditore pignoratizio cui sia stato accordato di provvedere autonomamente alla riscossione dei titoli concessi in pegno alla scadenza e di impiegare gli importi riscossi nell'acquisto di altrettanti titoli della stessa natura, restando tuttavia gli importi riscossi e i titoli con essi acquistati soggetti all'originario vincolo di pegno regolare, non ha diritto di ottenere dal giudice delegato lo “svincolo” dei medesimi titoli, poiché la facoltà di disporre degli stessi è attribuita al creditore, ex art. 1851 c.c., soltanto nel pegno irregolare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01 Febbraio 2018, n. 2503.


Pegno di credito all'acquisto e alla consegna di titoli non ancora emessi - Natura giuridica - Pegno di credito futuro..
Il pegno di credito all’acquisto e alla consegna di titoli non ancora emessi ha natura di pegno di credito futuro, che fino a quando non si verifica la consegna ha effetti obbligatori e non attribuisce prelazione, che sorge solo dopo la specificazione o la consegna. A differenza del pegno di credito alla consegna di denaro o altra cosa fungibile (art. 2803 c.c.) già esistenti al momento della convenzione, i titoli di Stato, in regime di materializzazione, non sono ancora esistenti fino a quando non viene formato il documento che li incorpora e pertanto, fino a che non venga effettuata l’individuazione non può sussistere la prelazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 02 Ottobre 2012, n. 16725.


Appalto - Pegno irregolare costituito dall'appaltatore - Fallimento - Obbligo della controparte di restituire il pegno - Esclusione

.
Il pegno irregolare costituito dall'appaltatore a garanzia delle obbligazioni derivanti dal contratto di appalto non è influenzato dal fallimento del costituente. Pertanto, la dichiarazione di fallimento dell'appaltatore, intervenuta prima che il contratto di appalto sia stato eseguito, non obbliga la controparte alla restituzione della somma ricevuta in pegno. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Luglio 1974, n. 2132.