Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO III
Della responsabilità patrimoniale, delle cause di prelazione e della conservazione della garanzia patrimoniale
CAPO IV
Delle ipoteche
SEZIONE III
Dell'ipoteca giudiziale

Art. 2818

Provvedimenti da cui deriva
TESTO A FRONTE

I. Ogni sentenza che porta condanna al pagamento di una somma o all'adempimento di altra obbligazione ovvero al risarcimento dei danni da liquidarsi successivamente è titolo per iscrivere ipoteca sui beni del debitore .

II. Lo stesso ha luogo per gli altri provvedimenti giudiziali ai quali la legge attribuisce tale effetto.


GIURISPRUDENZA

Iscrizione ipotecaria – Azione revocatoria – Estinzione di un debito a seguito della vendita immobiliare – Legittimità dell’iscrizione ipotecaria su immobile di terzo anteriormente all’avvio dell’azione revocatoria – Responsabilità ex art. 96 comma 2 c.p.c.

Appello incidentale adesivo – Inammissibilità – Omessa notifica al contumace
.
È valida l’ipoteca iscritta successivamente all’atto dispositivo e prima dell’avvio dell’azione revocatoria volta a rendere inefficace la compravendita immobiliare ed in caso di rigetto dell’azione revocatoria l’iscrizione ipotecaria – pur ingiusta – non integra un abuso processuale e può essere fonte di responsabilità risarcitoria solamente laddove si individui l’elemento soggettivo del dolo o della colpa.

L’appello incidentale volto a promuovere l’accoglimento dell’azione revocatoria rigettato in primo grado, quand’anche sia speculare all’appello principale promosso da altra parte processuale, deve essere notificato, a pena di inammissibilità, al terzo contumace che pur abbia ricevuto la notifica dell’appello principale poiché non può esservi impugnazione meramente adesiva nel giudizio ex art. 2901 c.c. in considerazione della natura personale dell’azione che non può estendersi e giovare ad altri creditori. (Leonardo Torsani) (riproduzione riservata)
Appello Bologna, 14 Dicembre 2020.


Società in nome collettivo - Mancata registrazione - Reponsabilità dei soci - Escussione preventiva del patrimonio sociale - Beneficio limitato alla fase esecutiva - Azione di cognizione - Ammissibilità - Fattispecie.
Il beneficio d'escussione previsto dall'art. 2304 c.c. ha efficacia limitatamente alla fase esecutiva, nel senso che il creditore sociale non può procedere coattivamente a carico del socio se non dopo avere agito infruttuosamente sui beni della società, ma non impedisce allo stesso creditore d'agire in sede di cognizione per munirsi di uno specifico titolo esecutivo nei confronti del socio, sia per poter iscrivere ipoteca giudiziale sugli immobili di quest'ultimo, sia per poter agire in via esecutiva contro il medesimo, senza ulteriori indugi, una volta che il patrimonio sociale risulti incapiente o insufficiente al soddisfacimento del suo credito. (Nel riaffermare il principio, la S.C. ha confermato che la responsabilità illimitata e solidale del socio accomandatario può essere fatta valere dal creditore per tutte le obbligazioni contrattualmente assunte nel nome della società, anche se è diverso il soggetto che per quest'ultima abbia contratto con il terzo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 16 Ottobre 2020, n. 22629.


Mediazione - Verbale omologato dal tribunale - Efficacia esecutiva ed esecuzione - Iscrizione di ipoteca - Ammissibilità - Sindacato sul contenuto dell’atto da parte del Conservatore dei registri immobiliari - Esclusione.
Il verbale sottoscritto ai sensi dell’art. 12 D.Lgs. n. 28/2010 che sia stato omologato dal tribunale costituisce titolo per l’iscrizione di ipoteca ai sensi dell’art. 2818 c.c., senza che vi sia possibilità di sindacato sul contenuto dell’atto da parte del Conservatore dei registri immobiliari; su tale contenuto prevale infatti la volontà negoziale espressa dalle parti e l’efficacia che ne consegue deriva ope legis dalle modalità attraverso le quali è raggiunto l’accordo, con la conseguenza che non residua alcun margine per la valutazione della ricevibilità dell’atto ai fini dell’iscrizione d’ipoteca. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Ascoli Piceno, 11 Ottobre 2017.


Fallimento - Azione revocatoria fallimentare - Ipoteca legale ai sensi dell'art. 77 d.p.r. 29 settembre 1973 n. 602 - Revocabilità - Esclusione.
L'iscrizione di ipoteca ai sensi dell'art. 77 d.p.r. 29 settembre 1973 n. 602 sugli immobili del debitore e dei coobbligati al pagamento dell'imposta, non è riconducibile all'ipoteca legale prevista dall'art. 2817 c.c., né è ad essa assimilabile, mancando un preesistente atto negoziale il cui adempimento il legislatore abbia inteso garantire; essa, peraltro, neppure può accostarsi all'ipoteca giudiziale, prevista dall'art. 2818 c.c. con lo scopo di rafforzare l'adempimento di una generica obbligazione pecuniaria ed avente titolo in un provvedimento del giudice, in quanto quella in esame si fonda su di un provvedimento amministrativo; ne deriva che, non rientrando nel disposto dell'art. 67, comma 1, n. 4 legge fall., l'ipoteca in questione non è suscettibile di revocatoria fallimentare, limitata a quelle volontarie e giudiziali (Cass. 3 aprile 2014 n. 7868; Cass. 5 marzo 2012, n. 3397; Cass. 1 marzo 2012, n. 3232). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Marzo 2016, n. 4464.