Codice Civile


LIBRO SESTO
Della tutela dei diritti
TITOLO V
Della prescrizione e della decadenza
CAPO I
Della prescrizione
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 2934

Estinzione dei diritti
TESTO A FRONTE

I. Ogni diritto si estingue per prescrizione, quando il titolare non lo esercita per il tempo determinato dalla legge.

II. Non sono soggetti alla prescrizione i diritti indisponibili e gli altri diritti indicati dalla legge.


GIURISPRUDENZA

Prescrizione civile - Interruzione - Idoneità dell'atto ad avere efficacia interruttiva - Condizioni - Chiara indicazione del soggetto obbligato - Esplicitazione di una precisa pretesa o intimazione di pagamento - Necessità - Ricorrenza - Apprezzamento rimesso al giudice di merito - Fattispecie.
Al fine di produrre effetti interruttivi della prescrizione un atto deve contenere, oltre alla chiara indicazione del soggetto obbligato (elemento soggettivo), l'esplicitazione di una pretesa e l'intimazione o la richiesta scritta di adempimento, idonea a manifestare l'inequivocabile volontà del titolare del credito di fare valere il proprio diritto, con l'effetto sostanziale di costituire in mora il soggetto indicato (elemento oggettivo). La valutazione circa la ricorrenza di tali presupposti - il secondo dei quali, pur richiedendo la forma scritta, non postula l'uso di formule solenni, né l'osservanza di particolari adempimenti - è rimesso all'accertamento di fatto del giudice di merito ed è, pertanto, del tutto sottratto al sindacato di legittimità. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, che aveva riconosciuto efficacia interruttiva a due raccomandate inviate dal creditore e contenenti l'invito al debitore ad adempiere, cui questi aveva risposto riconoscendo la legittimità dell'altrui pretesa, manifestando, altresì, la propria volontà di pronto adempimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Maggio 2021, n. 15140.


Accettazione dell’eredità – Termine di prescrizione – Eccezione di parte non rilevabile d’ufficio – Operatività della consumazione del termine per atti compiuti dopo il suo perfezionamento.
In materia successoria, il termine di cui all’art. 480 c.c. qualificato come prescrizione, ha funzione estintiva ex art. 2934 c.c. del diritto del delato di acquistare la qualità d’erede.

Il chiamato all’eredità può acquistare la qualità di erede, per accettazione espressa o tacita, anche dopo il decorso del termine di prescrizione, quando nessuno degli interessati eccepisca l’estinzione per prescrizione del diritto di accettazione.

L’eventuale accettazione tardiva è valida se nessuno abbia eccepito l’estinzione del diritto di accettare o fintanto che non venga rilevata la prescrizione, che può esser sollevata da chiunque vi abbia interesse, anche se estraneo all’eredità.

La ricostruzione è confermata, dal punto di vista sistematico, dall’art. 525 c.c. per cui i chiamati, anche se hanno rinunciato, possono sempre validamente revocare la rinuncia e accettare l’eredità, ma solo sino al termine di compimento della prescrizione. (Simone Voltarel) (riproduzione riservata)
Tribunale Treviso, 06 Maggio 2021.


Contratti bancari - Contratto di conto corrente assistito da apertura di credito - Azione di ripetizione dell’indebito del correntista - Eccezione di prescrizione estintiva della banca - Contenuto - Indicazione delle specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte - Necessità - Esclusione.
In tema di prescrizione estintiva, l’onere di allegazione gravante sulla banca che voglia opporre l’eccezione di prescrizione al correntista, che abbia esperito l’azione di ripetizione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto di conto corrente assistito da apertura di credito, è soddisfatto con l’affermazione dell’inerzia del titolare del diritto, unita alla dichiarazione di volerne profittare, senza che sia necessaria  l’indicazione delle specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte.

Pertanto, allorché l’intento della banca di avvalersi della prescrizione sia stato manifestato mediante l’apposita eccezione, la genericità e persino l’eventuale errore relativamente al periodo di tempo che dovrebbe intendersi coperto dalla stessa non incide sul potere-dovere del giudice di esaminare l’eccezione e di stabilire in concreto ed autonomamente – in base agli elementi di fatto ritualmente acquisiti al giudizio – se essa sia fondata in tutto o in parte, determinando il periodo colpito dalla prescrizione e la decorrenza di esso in termini eventualmente diversi da quelli prospettati dalla parte medesima. (Costanza Radice) (riproduzione riservata)
Appello Torino, 15 Febbraio 2021.


Contratti bancari – Conto corrente assistito da apertura di credito – Azione di ripetizione dell’indebito da parte del correntista – Eccezione di prescrizione estintiva della banca – Natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse – Prova – Onere a carico del correntista.
Nell’azione di ripetizione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto di conto corrente assistito da apertura di credito intentata dal correntista, un volta eccepita dalla banca la prescrizione del diritto alla ripetizione dell’indebito per decorso del termine decennale dal pagamento, è onere del correntista provare l’esistenza di un contratto di apertura di credito, che qualifichi il versamento come mero ripristino della disponibilità accordata e che sposti per quel versamento l’inizio del decorso della prescrizione al momento della chiusura del conto. (massima ufficiale) Appello Torino, 15 Febbraio 2021.


Opposizione allo stato passivo - Costituzione tardiva del curatore - Decadenza dall'eccezione di prescrizione - Rilevabilità d'ufficio - Sussiste - Ragioni - Fattispecie.
In tema di opposizione allo stato passivo, la decadenza dall'eccezione di prescrizione può essere rilevata d'ufficio dal giudice, anche se la parte interessata abbia sollevato tardivamente la relativa eccezione. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto con il quale il tribunale aveva omesso di rilevare la decadenza dall'eccezione di prescrizione formulata dal curatore, che si era tardivamente costituito). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 28 Gennaio 2021, n. 1821.


Contratti bancari – Forma scritta – Nullità – Eccezione di prescrizione – Onere della prova.
La mancata pattuizione degli interessi importa la necessità di operare un ricalcolo applicando gli interessi di legge, la mancata produzione tout court del contratto importa, secondo la più recente giurisprudenza della Cassazione, l’obbligo della Banca di restituire al correntista tutte le somme addebitate a titolo di interessi, essendo il contratto insanabilmente nullo. Dalla nullità assoluta del contratto deriva l’inapplicabilità al rapporto di qualsivoglia interesse passivo, nemmeno moratorio, nonché delle spese e commissioni di massimo scoperto.

In tema di rapporto bancario di conto corrente, qualora la Banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo non fornisca prova del credito vantato con il contratto di apertura del conto corrente, come richiesto a pena di nullità ex art. 117 T.U.B., oltre a tutti gli estratti conto in ordine alla certezza del saldo indicato nella fase monitoria, il decreto ingiuntivo va senz’altro revocato in quanto l’indisponibilità del contratto e degli estratti conto hanno, quindi, impedito di accertare la presenza delle clausole nulle, come indicate dall’opponente e di ricostruire, precipuamente, l’andamento del rapporto, con l’eventuale depurazione di interessi, spese e commissioni non dovute, ovvero il corretto rapporto di dare ed avere tra le parti in causa.

La produzione in giudizio dei solo estratti conto, non accompagnata dalla produzione del contratto, non può ritenersi idonea a provare la fondatezza dell’eccezione di prescrizione alla luce della più recente giurisprudenza della Cassazione, la quale con recentissima pronuncia ha affermato che per verificare se un versamento effettuato dal correntista nell’ambito di un rapporto di apertura di credito in conto corrente abbia avuto natura solutoria o solo ripristinatoria non è possibile operare una valutazione ex ante che si basi sulle annotazioni effettuate dalla Banca, dovendosi, contra, porre in essere una valutazione ex post che tenga conto della declaratoria di nullità da parte del giudice del merito delle clausole anatocistiche e, per l’effetto, dell’eliminazione di tutti gli addebiti. (Marco Pellegrino) (riproduzione riservata)
Tribunale Cuneo, 26 Ottobre 2020.


Lavoro e previdenza - Eccezione di prescrizione tardivamente sollevata dal convenuto - Preclusione ex art. 416 c.p.c. - Sussistenza - Rilevabilità d'ufficio da parte del giudice - Configurabilità - Mancato rilievo - Conseguenze - Denuncia del vizio in sede di gravame dalla parte interessata - Necessità - Omissione - Formazione del giudicato interno.
Nel rito del lavoro, l'eccezione di prescrizione, in quanto eccezione in senso stretto, è soggetta alla preclusione di cui all'art. 416 c.p.c. sicché la tardività della relativa deduzione può essere rilevata dal giudice anche d'ufficio. Tuttavia, ove manchi tale rilievo officioso, la parte interessata è tenuta - in forza di quanto si evince dall'art. 161 c.p.c., per cui tutti i motivi di nullità della sentenza si convertono in motivi di impugnazione, tranne l'omessa sottoscrizione della sentenza da parte del giudice - a denunciare il vizio in sede di gravame, pena il formarsi del giudicato interno sul punto e la preclusione sia della sua rilevabilità d'ufficio da parte del giudice d'appello, sia della sua deducibilità nei successivi gradi di giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 25 Agosto 2020, n. 17643.


Terzi acquirenti del bene ipotecato - Prescrizione dell’ipoteca nei loro confronti ex art. 2880 c.c. - Ammissione allo stato passivo del fallimento del debitore iscritto e rinnovazione dell’iscrizione ipotecaria contro lo stesso - Idoneità a interrompere la prescrizione dell’ipoteca verso il terzo acquirente nell’ipotesi di cui all’art. 20 del r.d. n. 646 del 1905 - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
In tema di ipoteca, la distinzione - presupposta dall'art. 2880 c.c. - tra diritto del creditore di espropriare il bene nei confronti del terzo acquirente e diritto di credito vantato nei confronti del debitore comporta che il creditore (o il suo avente causa), per evitare la prescrizione dell'ipoteca verso il terzo acquirente, debba promuovere contro il medesimo, nei termini, il processo esecutivo individuale, senza che costituisca valido atto interruttivo della prescrizione del diritto di garanzia l'ammissione al passivo del fallimento del debitore iscritto, che di quel bene abbia perduto la disponibilità, neppure nell'ipotesi prevista dall'art. 20 del r.d. n. 646 del 1905 (applicabile "ratione temporis"), che, in caso di mancata notificazione del subentro al debitore dei successori a titolo universale o particolare e degli aventi causa, si limita ad attribuire al creditore fondiario la possibilità di promuovere l'azione esecutiva individuale direttamente nei confronti del debitore, anche quando il bene sia stato venduto a terzi. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha negato che costituissero validi atti interruttivi della prescrizione dell'ipoteca nei confronti del terzo acquirente del bene sia l'ammissione al passivo del fallimento dell'originario debitore, che del bene aveva perduto la disponibilità, da parte dell'originario creditore fondiario, dante causa della società ricorrente, sia il successivo atto di rinnovazione dell'iscrizione ipotecaria contro il debitore originario). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 28 Agosto 2019, n. 21752.


Revocatoria ordinaria - Esperimento da parte del curatore fallimentare di società di capitali - "Eventus damni" - Onere della prova - Contenuto.
In materia di azione revocatoria ordinaria di un atto di disposizione patrimoniale compiuto da società di capitali successivamente dichiarata fallita, il curatore, al fine di dimostrare la sussistenza dell'"eventus damni", ha l'onere di provare la consistenza dei crediti vantati dai creditori ammessi al passivo fallimentare; la sussistenza, al tempo del compimento del negozio, di una situazione patrimoniale della società che mettesse a rischio la realizzazione dei crediti sociali ed il mutamento qualitativo o quantitativo della garanzia patrimoniale generica, rappresentata dal patrimonio sociale, determinato dall'atto dispositivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Luglio 2019, n. 19515.


Contratto di conto corrente assistito da apertura di credito – Azione di ripetizione dell’indebito del correntista – Eccezione di prescrizione estintiva della banca – Contenuto – Necessità di indicare le specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte – Esclusione.
In tema di prescrizione estintiva, l'onere di allegazione gravante sull'istituto di credito che, convenuto in giudizio, voglia opporre l'eccezione di prescrizione al correntista che abbia esperito l'azione di ripetizione di somme indebitamente pagate nel corso del rapporto di conto corrente assistito da apertura di credito, è soddisfatto con l'affermazione dell'inerzia del titolare del diritto, unita alla dichiarazione di volerne profittare, senza che sia necessaria l'indicazione delle specifiche rimesse solutorie ritenute prescritte. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Giugno 2019, n. 15895.


Litispendenza - Effetti - Riassunzione del processo davanti al giudice preventivamente adito - Conseguenze - Fattispecie.
Per effetto della dichiarazione di litispendenza, il processo innanzi al giudice successivamente adito si esaurisce definitivamente, salvo il regolamento di competenza ex art. 42 c.p.c., con la conseguenza che non è più possibile la ripresa del suo svolgimento attraverso la proposizione di un'istanza di riassunzione ma la parte può far valere il suo diritto nel diverso processo preventivamente instaurato. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto che la corte d'appello avesse erroneamente fatto discendere dall'ipotizzata - ma insussistente - inadempienza a un presunto obbligo di impugnare o in alternativa di proporre nuova azione di merito, anche rispetto a quella proposta e definita con dichiarazione di litispendenza, la conseguenza della prescrizione del diritto al risarcimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 20 Maggio 2019, n. 13500.


Rapporto di apertura di credito in conto corrente – Ripetizione somme non dovute per interessi eccessivi e illegittima capitalizzazione anatocistica – Natura ripristinatoria delle rimesse – Eccezione di prescrizione e prova dei fatti che ne costituiscono il fondamento.
L’eccezione di prescrizione non può considerarsi validamente proposta, allorquando non vengano allegati i fatti che ne costituiscono il fondamento, alla luce del principio che sancisce la presunzione della natura ripristinatoria delle rimesse nel contratto di apertura di credito. (Sara Rosaria Tundo) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Luglio 2018, n. 17998.


Apertura di credito in c/c – Prescrizione – Eccezione di prescrizione specifica – Prova dell’esistenza del fido – Fido per facta concludentia.
In presenza di apertura di credito che assista un rapporto di conto corrente bancario, la natura ripristinatoria delle rimesse è presunta, ed è onere della Banca che eccepisca la prescrizione individuare specificatamente le rimesse aventi natura ripristinatoria.

In merito alla prova del fido per l’individuazione delle rimesse solutorie, l’apertura di credito può attuarsi per facta concludentia, rilevabile pertanto mediante la compresenza di indici rilevatori della stabilità e non occasionalità dell’esposizione a debito. (Antonio Giulio Pastore) (riproduzione riservata)
Tribunale Massa, 21 Dicembre 2017.


Azione di annullamento del licenziamento – Termine di prescrizione di cui all’art. 1442 c.c. – Deposito del ricorso introduttivo del giudizio nella cancelleria del giudice adito – Idoneità ad interrompere il corso del termine di prescrizione dell’azione – Sussiste.
Nel caso di azione di annullamento del licenziamento, la lettura costituzionalmente orientata che si impone dell’art. 1442 cod. civ. induce a ritenere che costituisce atto idoneo ad interrompere il corso della prescrizione (nella specie quinquennale) il solo deposito del ricorso introduttivo della causa nella cancelleria del giudice adito, non potendosi far ricadere sul soggetto che agisce in giudizio i tempi di emanazione del decreto di fissazione dell’udienza di discussione. (Roberto Cerreti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 20 Aprile 2017, n. 10016.


Prescrizione - Contestazione del quantum del credito - Rapporto con l'eccezione di prescrizione..
La contestazione sul quantum di un determinato credito vantato non implica l’ammissione della mancata estinzione del debito relativamente agli altri debiti per i quali è stata eccepita la prescrizione. (Mario Guido) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 06 Marzo 2014.


Prescrizione - Eccezione - Formule sacramentali - Riferimento a precisi dati normativi - Esclusione..
L’eccezione di prescrizione può essere proposta senza l’uso di formule sacramentali e senza il riferimento a precisi dati normativi. (Mario Guido) (riproduzione riservata) Tribunale Arezzo, 06 Marzo 2014.