LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia

TITOLO IX
Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri del figlio (1)
(1) Intitolazione sostituita dall'art. 7, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154. La intitolazione sostituita era «Della potestà dei genitorie dei diritti e doveri del figlio».

CAPO I
Dei diritti e doveri del figlio (1)
(1) Capo inserito dall'art. 7, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154.


Art. 315

Stato giuridico della filiazione
TESTO A FRONTE

I. Tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico. (1)



_______________
(1) Articolo sostituito dall'art. 1 della legge 10 dicembre 2012, n. 219 con effetto dal 1 gennaio 2013. L'articolo sostituito così disponeva:

"Art. 315 (Doveri del figlio verso i genitori)

I. Il figlio deve rispettare i genitori e deve contribuire, in relazione alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finché convive con essa."


GIURISPRUDENZA

Famiglia – Filiazione – Status di figlio – Diritti del minore – Presupposti – Necessità riconoscimento del genitore – Esclusione.
La riforma della filiazione (legge 219/2012; d.lgs. 154/2013) ha abrogato la precedente distinzione tra figli legittimi e figli naturali riconoscendo (art. 315 c.c.) l’unicità dello status del figlio nato nell’ambito o al di fuori di un matrimonio, confermando espressamente (art. 315 – bis c.c.) il diritto del minore ad essere mantenuto, educato ed istruito da entrambi i genitori sin dalla nascita indipendentemente dal riconoscimento da parte del genitore. Tale riconoscimento non è elemento costitutivo o condizione di efficacia dello status di figlio che sorge con la nascita ma condiziona esclusivamente il concreto esercizio, e riconoscimento esterno, della responsabilità genitoriale (art. 361, comma 4 c.c.) di cui sono titolari i genitori, in ragione degli evidenti profili di pubblicità legati alla registrazione negli archivi dell’Ufficio dello Stato Civile dell’atto di riconoscimento. (Marco Valecchi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 26 Luglio 2017.


Famiglia – Filiazione – Riconoscimento – Rifiuto del consenso da parte dell’altro genitore – Modalità di esercizio del diritto al riconoscimento.
La manifestazione della volontà di riconoscere il figlio nato fuori dal matrimonio, irrevocabile ai sensi dell’art. 256 c.c., avviene secondo le forme previste dall’art. 254 c.c. o, in difetto del consenso dell’altro genitore che lo abbia già effettuato, con la notifica del ricorso ai sensi dell’art. 250, comma 4 c.c. che instaura un procedimento regolato dal rito camerale che si conclude con una sentenza con cui, ove l’opposizione sia ritenuta infondata, il tribunale ordinario detterà contestualmente i provvedimenti ritenuti opportuni ai sensi degli artt. 315 – bis e 262 c.c. dando atto del perfezionamento dell’efficacia della volontà di riconoscere il figlio palesata con la proposizione del ricorso e non revocabile ed ordinando all’Ufficiale di Stato Civile l’annotazione nell’atto di nascita del minore ai sensi dell’art. 49, comma 1 lett k) del DPR 396/2000. (Marco Valecchi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 26 Luglio 2017.