LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO IX
Della potestà dei genitori

Art. 320

Rappresentanza e amministrazione
TESTO A FRONTE

I. I genitori congiuntamente, o quello di essi che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale (1), rappresentano i figli nati e nascituri, fino alla maggiore età o all'emancipazione (2) in tutti gli atti civili e ne amministrano i beni. Gli atti di ordinaria amministrazione, esclusi i contratti con i quali si concedono o si acquistano diritti personali di godimento, possono essere compiuti disgiuntamente da ciascun genitore.

II. Si applicano, in caso di disaccordo o di esercizio difforme dalle decisioni concordate, le disposizioni dell'articolo 316.

III. I genitori non possono alienare, ipotecare o dare in pegno i beni pervenuti al figlio a qualsiasi titolo, anche a causa di morte, accettare o rinunziare ad eredità o legati, accettare donazioni, procedere allo scioglimento di comunioni, contrarre mutui o locazioni ultranovennali o compiere altri atti eccedenti la ordinaria amministrazione né promuovere, transigere o compromettere in arbitri giudizi relativi a tali atti, se non per necessità o utilità evidente del figlio dopo autorizzazione del giudice tutelare.

IV. I capitali non possono essere riscossi senza autorizzazione del giudice tutelare, il quale ne determina l'impiego.

V. L'esercizio di una impresa commerciale non può essere continuato se non con l'autorizzazione del tribunale su parere del giudice tutelare. Questi può consentire l'esercizio provvisorio dell'impresa, fino a quando il tribunale abbia deliberato sulla istanza.

VI. Se sorge conflitto di interessi patrimoniali tra i figli soggetti alla stessa responsabilità genitoriale (1), o tra essi e i genitori o quello di essi che esercita in via esclusiva la responsabilità genitoriale (1), il giudice tutelare nomina ai figli un curatore speciale. Se il conflitto sorge tra i figli e uno solo dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale (1), la rappresentanza dei figli spetta esclusivamente all'altro genitore.



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(1) L'art. 44, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, ha sostituito, con effetto dal 7 febbraio 2014, alla parola «potestà», le parole: «responsabilità genitoriale». Ai sensi dell’art. 108, d.lg. n. 154 del 2013. (2) L'art. 44, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, con effetto dal 7 febbraio 2014, dopo le parole: «i figli nati e nascituri» ha inserito le parole: «, fino alla maggiore età o all'emancipazione».

GIURISPRUDENZA

Figli minori – Autorizzazione ex art. 320 c.c. – Trasferimento immobiliare – Autorizzazione ex ante a patti futuri generici – Esclusione – Autorizzazione alla stipula con esonero del notaio “da ogni responsabilità” – Esclusione .
In materia di provvedimenti autorizzatori ex art. 320 c.c., il g.t. non può concedere l’autorizzazione con riguardo a clausole generiche che rimettano ai genitori di «convenire, patti, servitù, clausole di qualsiasi genere ed epoche di godimento» trattandosi di provvedimenti pronunciati ex ante rispetto ad atti di cui non si conosce la natura; stessa sorte spetta alla richiesta di ottenere «l’esonero da responsabilità del notaio o per ogni altro ufficio o persona interessata» poiché contraria a norme imperative. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Luglio 2014.


Figli minori – Autorizzazione ex art. 320 c.c. – Autorizzazioni cd. dinamiche – Sussiste .
Le autorizzazioni ex art. 320 c.c. contenuto nel decreto del g.t. sono cd. dinamiche: il rappresentante può compiere, senza necessità di specifica autorizzazione del giudice tutelare, anche tutti i singoli atti strettamente collegati e necessari per il perseguimento e la realizzazione dell’obbiettivo finale autorizzato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Luglio 2014.


Figli minori – Autorizzazione ex art. 320 c.c. – Trasferimento immobiliare – Autorizzazione ex ante a patti futuri generici – Esclusione – Autorizzazione alla stipula con esonero del notaio “da ogni responsabilità” – Esclusione.
In materia di provvedimenti autorizzatori ex art. 320 c.c., ove i genitori, in nome del minore rappresentato coinvolto in un fatto illecito generatore di danno, richiedano l’autorizzazione alla sottoscrizione di una transazione proposta dall’ente assicurativo, il patto deve essere rispettoso dei parametri liquidatori cd. tabellari, privilegiando le cd. tabelle di Milano (ediz. 2014), per la loro diffusione sul territorio nazionale. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Luglio 2014.


Minori – Indennità di frequenza e di accompagnamento – Art. 320 c.c. – Necessità dell’autorizzazione giudiziale – Esclusione..
Non deve ritenersi soggetta ad autorizzazione del Giudice Tutelare la riscossione di somme a scadenza periodica, non costituenti provento di lavoro del minore (per cui vale la disciplina di cui all’art. 324 comma 2 nr. 1 c.c.) quali, appunto, l’indennità di frequenza o l’indennità di accompagnamento, in quanto il termine “capitali” contenuto nella disposizione di cui all’art. 320 c.c. deve intendersi riferito a somme versate “una tantum” e destinate, di conseguenza, a produrre frutti nel lungo periodo. Le somme erogate periodicamente a titolo di indennità di frequenza  o di indennità di accompagnamento sono, invece, destinate per loro natura a essere direttamente utilizzate dall’esercente la potestà per l’assistenza e la cura del minore portatore di handicap e non sono soggette a prescrizioni sul reimpiego da parte del G.T., dovendo dunque essere lasciate nella disponibilità dei genitori per la realizzazione delle finalità stabilite dalla legislazione (frequenza di corsi scolastici o di formazione o svolgimento di trattamenti terapeutici o riabilitativi), fatta solo salva la loro responsabilità circa il corretto utilizzo. Le esposte considerazioni devono essere estese anche all’ipotesi in cui i genitori del minore debbano riscuotere i ratei arretrati dell’indennità di frequenza o di accompagnamento , posto che la natura giuridica di detta indennità non muta in relazione alle concrete modalità di erogazione o alla tempestività della stessa. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 31 Ottobre 2013.


Curatore speciale nominato ex art. 320 c.c. - Compenso - Spettanza..
Se pure deve convenirsi che il curatore speciale nominato ex art. 320 c.c. non sia un ausiliario del magistrato (v. art. 3 d.p.r. 115/2002), la sua posizione appare equiparabile a quella del tutore essendo egli chiamato a porre in essere atti che, in difetto di un conflitto di interessi, dovrebbe realizzare il secondo sicchè, quanto al suo compenso, può trovare applicazione analogica la disposizione di cui all’art. 379 c.c. che, pur stabilendo la gratuità dell’ufficio, prevede tuttavia che il giudice tutelare possa assegnare al tutore una equa indennità. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22 Novembre 2012.


Incidente “Costa Concordia” – Proposta di transazione al minore coinvolto – Euro 11.000,00 per “tutti i danni” – Utilità della transazione per il minore – Non sussiste..
Per il minore coinvolto nell’incidente della Costa Concordia, fatto notorio, la somma offerta a titolo risarcitorio, in via di transazione, di Euro 11.000,00 non può essere ritenuta vantaggiosa per lo stesso, se proposta a copertura di “tutti i danni”, in assenza di indici probatori unitari. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 18 Maggio 2012.


Conflitto di interessi – Art. 320 comma V c.c. – Conflitto “diretto” di interessi – Esclusione del cd. conflitto indiretto..
Il conflitto di interessi contemplato dall'art. 320, comma 6 c.c. è esclusivamente quello diretto che sussiste fra il genitore e il figlio minore in potestà - e non anche quello indiretto che investe i rapporti fra il genitore in conflitto diretto di interessi con il minore e l'altro genitore ovvero quello che riguarda i rapporti fra i genitori - a contenuto patrimoniale e oggettivamente apprezzabile, nel senso che deve sussistere in relazione all'intrinseca situazione giuridica. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 24 Agosto 2011.