Codice Civile



Art. 336-bis

Ascolto del minore (1).
TESTO A FRONTE

I. Il minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento è ascoltato dal presidente del tribunale o dal giudice delegato nell'ambito dei procedimenti nei quali devono essere adottati provvedimenti che lo riguardano. Se l'ascolto è in contrasto con l'interesse del minore, o manifestamente superfluo, il giudice non procede all'adempimento dandone atto con provvedimento motivato.

II. L'ascolto è condotto dal giudice, anche avvalendosi di esperti o di altri ausiliari. I genitori, anche quando parti processuali del procedimento, i difensori delle parti, il curatore speciale del minore, se già nominato, ed il pubblico ministero, sono ammessi a partecipare all'ascolto se autorizzati dal giudice, al quale possono proporre argomenti e temi di approfondimento prima dell'inizio dell'adempimento.

III. Prima di procedere all'ascolto il giudice informa il minore della natura del procedimento e degli effetti dell'ascolto.

IV. Dell'adempimento è redatto processo verbale nel quale è descritto il contegno del minore, ovvero è effettuata registrazione audio video.



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(1) Articolo inserito dall'art. 46, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, con effetto dal 7 febbraio 2014.

GIURISPRUDENZA

Posizione del minore nei procedimenti giudiziari che lo riguardano - Parte in senso formale - Esclusione - Parte in senso sostanziale - Sussiste - Conseguenze - Audizione obbligatoria - Fondamento - Fattispecie.
In generale i minori, nei procedimenti giudiziari che li riguardano, non possono essere considerati parti formali del giudizio, perché la legittimazione processuale non risulta attribuita loro da alcuna disposizione di legge; essi sono, tuttavia, parti sostanziali, in quanto portatori di interessi comunque diversi, quando non contrapposti, rispetto ai loro genitori. La tutela del minore, in questi giudizi, si realizza mediante la previsione che deve essere ascoltato, e costituisce pertanto violazione del principio del contraddittorio e dei diritti del minore il suo mancato ascolto, quando non sia sorretto da un'espressa motivazione sull'assenza di discernimento, tale da giustificarne l'omissione. (La S.C. ha dettato il principio in giudizio nel quale i nonni del minore, che domandavano di essere ammessi ad incontrarlo, avevano contestato la nullità della sentenza a causa della mancata nomina di un difensore del minore, critica respinta, e della sua mancata audizione, censura che è stata invece accolta, con rinvio al giudice dell'appello). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Luglio 2020, n. 16410.


Minori – Provvedimenti ex art. 336 c.c. – Affidatari – Legittimazione attiva – Esclusione – Ascolto del minore – Legittimazione attiva – Affidamento etero familiare – Sussistenza.
Gli affidatari di minori, ex art. 5, c.1, l. n. 184 del 1983 (affido eterofamiliare), così come sostituito dalla l. n. 173 del 2015, devono essere convocati a pena di nullità anche nei procedimenti in tema di responsabilità genitoriale ed hanno facoltà di presentare memorie scritte nell'interesse del minore oltre a poter rivolgere segnalazioni o richieste al Pubblico Ministero affinché attivi il procedimento de potestate ma non hanno la qualità di parti dal momento che il nuovo regime giuridico dell'affido non incide direttamente sulla norma (art. 336 c.c.) che individua i soggetti legittimati ad agire. Essi, tuttavia, sono legittimati a far valere la violazione degli artt. 315 bis e 336 bis c.p.c. per la mancata audizione del minore nel medesimo procedimento, in quanto tale censura attiene al diverso aspetto della proroga dell'affidamento eterofamiliare per cui hanno presentato richiesta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Luglio 2019, n. 18542.


Giudizio di separazione personale tra coniugi – Audizione del minore – Obbligo di motivare con rigore la decisione di disattendere la volontà del minore – Necessità di preservare la conservazione del rapporto tra fratelli e sorelle.
Nel giudizio di separazione personale tra coniugi il giudice non è tenuto a recepire, nei suoi provvedimenti, le dichiarazioni di volontà che emergono dall’ascolto del minore o le conclusioni dell’indagine peritale. Tuttavia, qualora intenda disattendere tali dichiarazioni e tali conclusioni, ha l’obbligo di motivare la sua decisione con particolare rigore e pertinenza.

La tutela del diritto fondamentale di sorellanza e fratellanza impone la necessità di preservare nelle separazioni tra coniugi la conservazione del rapporto tra fratelli e sorelle e di non adottare provvedimenti di affidamento che comportino la loro separazione se non per ragioni ineludibili e, comunque, sulla base di una motivazione rigorosa che evidenzi il contrario interesse del minore alla convivenza. (Annamaria Varini) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. I, 24 Maggio 2018, n. 12957.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Necessità ascolto dei minori - Non sussiste.
Non sussiste la necessità di ascoltare in sede giudiziale i minori quando tale ascolto non è rispondente all'interesse dei minori. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Collocamento dei minori - Abitazione diversa dalla casa famigliare - Ammissibile .
E' possibile collocare i minori con la madre presso una abitazione diversa dalla casa familiare quando quest'ultima, insieme ai minori, ha già lasciato la casa familiare. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Provvedimenti cautelari penali di limitazione alla possibilità di rapporto del padre con i figli - Diritto di visita del padre - Non sussiste.
Non sussiste il potere del giudice civile di prevedere il diritto di visita del padre quando il giudice penale, adottando provvedimenti cautelari, ha posto al padre limitazioni alla possibilità di rapporti con i propri figli. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Ricorso per l'affidamento e il mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio - Quantificazione assegno di mantenimento - Redditi fiscalmente dichiarati - Incompatibilità con gli oneri economici sostenuti dall'obbligato.
Vanno disattesi i redditi fiscalmente dichiarati dall'obbligato all'assegno di mantenimento nel caso in cui gli oneri economici sostenuti dallo stesso durante la convivenza more uxorio siano incompatibili con tali redditi. (Luigi Cardillo) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22 Luglio 2015.


Audizione del minore – Capacità di discernimento – Accertamento – Presunzione – Frequenza della scuola – Sussiste.
L’audizione del minore infradodicenne presuppone (anche) che lo stesso sia capace di discernimento in relazione alla sua età ed al grado di maturità. Il riscontro di tale capacità è devoluto al libero e prudente apprezzamento del giudice e non necessita di specifico accertamento positivo d’indole tecnica specialistica, anticipato rispetto al tempo dell’audizione. Tale capacità, peraltro, non può essere esclusa con mero riferimento al dato anagrafico del minore, se esso non sia di per sé solo univocamente indicativo in tale senso, mentre può presumersi in genere ricorrente, anche considerati temi e funzione dell’audizione, quando si tratti di minori per età soggetti ad obblighi scolastici e, quindi, normalmente in grado di comprendere l’oggetto del loro ascolto e di esprimersi consapevolmente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Gennaio 2015.


Audizione del minore – Riforma del codice civile (dlgs 154/2013) – Audizione cd. indiretta – Ammissibilità – Sussiste .
Anche nel vigore dell’art. 336-bis cod. civ., il giudice può procedere all’audizione dei fanciulli in via indiretta, tramite CTU, soprattutto nel caso in cui i minori siano al centro di un aspro conflitto genitoriale (duraturo nel tempo), conflitto che impedisce un naturale e sano esercizio della responsabilità genitoriale condivisa e provoca pregiudizio alla prole. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Milano, 11 Agosto 2014.


Audizione del minore – Dichiarazioni del minore – Sindacato del giudice – Sussiste – Possibilità del giudice di discostarsi dalla volontà espressa dal minore – Sussiste – Condizioni.
Nell’approccio alla valutazione complessiva delle dichiarazioni dei minori non si può prescindere da una analisi che vada oltre il mero significato letterale, tenendo conto delle motivazioni fornite e considerando che le decisioni sul luogo di vita e collocamento dei minori non possono essere rimesse acriticamente alle dichiarazioni dei fanciulli ma devono essere assunte nel loro reale interesse, con approfondita valutazione delle conseguenze che deriverebbero dall’una scelta piuttosto che dall’altra. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Milano, 11 Agosto 2014.


Audizione del minore – Oggetto del conflitto genitoriale di minima rilevanza – Manifesta superfluità – Sussiste..
E’ manifestamente superflua l’audizione del minore se oggetto del contendere sono delle questioni di scarsa rilevanza e di minima importanza per la vita del fanciullo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Marzo 2014.


Audizione del minore – Procedimento avente ad oggetto solo questioni economiche – Obbligo dell’audizione – Esclusione..
L’audizione del minore è manifestamente superflua se il processo ha ad oggetto solo questioni economiche. Questa scelta è adottata dal Legislatore con le modifiche introdotte dal d.lgs. 154/2013. La delega, infatti, tra le norme modificate, ritocca l’art. 371 c.c. che riguarda il minore sotto tutela. Nella norma in esame, è previsto che il giudice assume, d’intesa con il tutore, i provvedimenti circa l'educazione del minore e l'amministrazione del suo patrimonio. Ebbene, pur potendo introdurre, in generale, l’obbligo di audizione del fanciullo, in questo caso, il legislatore sceglie di inserire espressamente l’adempimento dell’ascolto solo nel n. 1) dell’art. 371 c.c., relativo alle questioni «di vita» del bambino (dove vuole vivere, che studi vuole fare, che mestiere/arte imparare) escludendolo, invece, nei numeri 2 e 3 che riguardano il mantenimento, l’amministrazione del patrimonio e le eventuali imprese/società. Ciò rivela l’intentio legis del Legislatore nel senso di ritenere contraria all’interesse del minore (336-bis c.c.) l’audizione del minore in processi che abbiano ad oggetto solo questioni economiche  e patrimoniali. L’audizione, insomma, è necessaria per le questioni relative alla cura personae e non per quelle relative alla cura patrimonii. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Marzo 2014.


Audizione del minore – Interesse prevalente del minore – Audizione cd. indiretta, a mezzo di ausiliario o CTU – Ammissibilità – D.lgs. 154/2013 – Sussiste..
Pur dopo il d.lgs. 154/2013 (v. art. 336-bis cod. civ. dove è prevista l'audizione cd. diretta) resta ferma la facoltà per il giudice di provvedere alla audizione in forma indiretta del fanciullo, posto che è l'interesse preminente del minore a plasmare le forme processuali e ciò contrasta con una modalità di audizione rigida imposta ex lege (v. Linee Guida europee per una Giustizia a Misura dei bambini). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26 Febbraio 2014.


Audizione del Minore – Esclusione – Tenera età – Sussiste (art. 336-bis cod. civ.).
L’audizione del minore può essere omessa nei casi in cui il giudice del merito, secondo il suo prudente apprezzamento, ravvisi il pericolo di pregiudizio per il fanciullo ovvero un contrasto con gli interesse superiori per l'interessato, ovvero reputi il minore non adeguatamente maturo alla stregua della situazione di fatto considerata (Cass. SU n 22238/2009, n. 12293/2010, 13241/2011, 17201/2011). In particolare, il giudice di merito può escludere l’ascolto sulla base di una valutazione, ancorata a un dato oggettivo come quello costituito dalla tenera età, circa l'insussistenza di una apprezzabile capacità di discernimento, valutazione che può essere sinteticamente motivata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14 Febbraio 2014, n. 3540.