Codice Civile


LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO IX
Della potestà dei genitori

Art. 337

Vigilanza del giudice tutelare
TESTO A FRONTE

I. Il giudice tutelare deve vigilare sull'osservanza delle condizioni che il tribunale abbia stabilito per l'esercizio della responsabilità genitoriale (1) e per l'amministrazione dei beni.



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(1) L'art. 54, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, ha sostituito, con effetto dal 7 febbraio 2014, la parola "potestà" con le parole "responsabilità genitoriale".

GIURISPRUDENZA

Tribunale per i minorenni - Procedimento ex art. 330 c.c. - Successiva proposizione avanti al tribunale ordinario di domanda ex art.316 c.c. - Attrazione della competenza da parte del tribunale per i minorenni - Esclusione - Fondamento.
La proposizione, ex art. 316 c.c., avanti al tribunale ordinario da parte di uno dei genitori di una domanda per l'affidamento esclusivo di un minore, ai sensi degli artt. 337 quater e 316 bis c.c., nella pendenza avanti al tribunale per i minorenni di un procedimento per la decadenza dalla responsabilità genitoriale dell'altro genitore, pur escludendo l'attrazione al tribunale ordinario del procedimento "de potestate", in quanto anteriormente instaurato, non determina l'attrazione della competenza sul procedimento per l'affidamento del figlio al tribunale minorile, senza che rilevi la circostanza che, nella specie, l'oggetto della domanda, proposta ai sensi dell'art. 316 c.c., sia costituito unicamente dall'adozione dei provvedimenti nell'interesse della prole, poichè il carattere tassativo delle competenze attribuite al tribunale per i minorenni e la mancata previsione di una "vis attractiva" in favore dello stesso, impongono di ritenere che il giudizio successivamente promosso dinanzi al tribunale ordinario resti attribuito alla sua competenza, ferma restando la necessità di tener conto nell'adozione dei provvedimenti nell'interesse della prole delle determinazioni assunte dal giudice specializzato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Giugno 2021, n. 16340.


Fallimento – Azione ex art. 44 l.fall. – Effetti – Declaratoria di inefficacia dell’atto di trasferimento della casa familiare al coniuge – Diritto personale di godimento sui generis – Sussistenza.
In tema di fallimento, una volta ritenuto improduttivo di effetti nei confronti della procedura ex art. 44 l. fall. l'atto traslativo dell'immobile già oggetto di assegnazione come casa familiare in favore del coniuge o del convivente affidatario di figli minori (o convivente con figli maggiorenni non economicamente autosufficienti), la declaratoria di inefficacia non travolge il diritto personale di godimento "sui generis" sorto in capo all'assegnatario,che, in quanto contenuto in un provvedimento di data certa, è suscettibile d'essere opposto, ancorché non trascritto, anche al terzo acquirente in data successiva per nove anni dalla data dell'assegnazione medesima, ovvero, qualora il titolo sia stato in precedenza trascritto, anche oltre i nove anni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Gennaio 2021, n. 377.


Assegno di mantenimento - Spese straordinarie - Nozione - Ricomprensione forfettaria nell'assegno - Esclusione - Fondamento.
In tema di mantenimento della prole, devono intendersi spese "straordinarie" quelle che, per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità, esulano dall'ordinario regime di vita dei figli, cosicché la loro inclusione in via forfettaria nell'ammontare dell'assegno, posto a carico di uno dei genitori, può rivelarsi in contrasto con il principio di proporzionalità sancito dall'art. 155 c.c. e con quello dell'adeguatezza del mantenimento, nonché recare nocumento alla prole che potrebbe essere privata, non consentendolo le possibilità economiche del solo genitore beneficiario dell'assegno "cumulativo", di cure necessarie o di altri indispensabili apporti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 23 Gennaio 2020, n. 1562.


Assegnazione casa coniugale - Criteri - Esclusiva considerazione interesse dei figli.
La casa familiare deve essere assegnata tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli minorenni e dei figli maggiorenni non autosufficienti a permanere nell'ambiente domestico in cui sono cresciuti, per garantire il mantenimento delle loro consuetudini di vita e delle relazioni sociali che in tale ambiente si sono radicate, sicchè è estranea a tale decisione ogni valutazione relativa alla ponderazione tra interessi di natura solo economica dei coniugi o dei figli, ove in tali valutazioni non entrino in gioco le esigenze della prole di rimanere nel quotidiano ambiente domestico, e ciò sia ai sensi del previgente articolo 155 quater c.c., che dell'attuale art. 337 sexies c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Ottobre 2018, n. 25604.


Vigilanza del giudice tutelare – Art. 337 c.c. – Ricorso del genitore – Instaurazione del contraddittorio – Proposta conciliativa contenuta nel decreto di convocazione dei genitori .
In materia di vigilanza del giudice tutelare, ex art. 337 c.c., convocando i genitori per la soluzione del conflitto insorto, il giudice tutelare può promuovere un accordo conciliativo suggerendo la soluzione che appare conforme all’interesse del minore così provocando nei genitori un atteggiamento conciliativo piuttosto che di scontro. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23 Luglio 2014.