LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO IX Bis
Ordini di protezione contro gli abusi familiari

Art. 342-bis

Ordine di protezione contro gli abusi familiari
TESTO A FRONTE

I. Quando la condotta del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio all'integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell'altro coniuge o convivente, il giudice, su istanza di parte, può adottare con decreto uno o più dei provvedimenti di cui all'articolo 342-ter.


GIURISPRUDENZA

Famiglia - Ordine di protezione contro gli abusi familiari - Competenza - “Vis actrativa” del tribunale in composizione collegiale rispetto al tribunale in composizione monocratica - Condizioni - Fondamento.
In tema di ordini di protezione contro gli abusi familiari, di cui agli artt. 342-bis e 342-ter c.c., l’attribuzione della competenza al tribunale in composizione monocratica, stabilita dall’art. 736-bis, comma 1, c.p.c., non esclude la “vis actrativa” del tribunale in composizione collegiale chiamato a giudicare in ordine al conflitto familiare che sia stato già incardinato avanti ad esso, atteso che una diversa opzione ermeneutica, che faccia leva sul solo tenore letterale delle citate disposizioni, ne tradirebbe la “ratio”, che è quella di attuare, nei limiti previsti, la concentrazione delle tutele ed evitare, a garanzia del preminente interesse del minore che sia incolpevolmente coinvolto, o del coniuge debole che esiga una tutela urgente, il rischio di decisioni intempestive o contrastanti ed incompatibili con gli accertamenti resi da organi giudiziali diversi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Giugno 2017, n. 15482.


Ordine di protezione ex art. 342-bis c.c. – Richiesto dal figlio nell’interesse della madre – Legittimazione attiva – Esclusione

Ordine di protezione ex art. 342-bis c.c. – Persona sottoposta ad amministrazione di sostegno – Legittimazione dell’amministratore di sostegno – Sussiste
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L’ordine di protezione ex art. 342-bis c.c. deve essere richiesto direttamente dal titolare del diritto soggettivo leso, giusta la disposizione generale di cui all’art. 81 c.p.c. In particolare, il figlio maggiorenne non convivente, non può presentare istanza di protezione al fine di tutelare la condizione soggettiva della madre, oggetto di turbative e molestie da parte di terzi. In questo caso, il ricorso è inammissibile per difetto di legitimatio ad causam, rilevabile d’ufficio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

In caso di persona sottoposta ad amministrazione di sostegno, l’ordine di protezione ex art. 342-bis c.c. può essere richiesto dall’amministratore previamente autorizzato dal giudice tutelare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 18 Marzo 2015.


Procedimento ex art. 317-bis c.c. pendente – Ricorso ex art. 342-bis c.c. – Dinanzi al giudice adito ex art. 317-bis c.c. – Necessità – Sussiste..
Dove sia già pendente procedimento ex art. 317-bis c.c., è in quella sede che, sussistendone le ragioni e i presupposti, la parte interessata deve rivolgere le eventuali istanze ex art. 342-bis c.c.. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 05 Luglio 2013.


Tutela Cautelare ex art. 700 c.p.c. – Diritto di famiglia – Ammissibilità dello strumento cautelare – Esclusione (art. 700 c.p.c.).

Domanda introduttiva del procedimento – Manifesta inammissibilità – Decisione de plano – Sussiste (art. 111 Cost.).
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Il diritto di famiglia prevede rimedi speciali, tipici e settoriali per porre rimedio a ciascuna delle possibili violazioni che uno dei partners dovesse porre in essere: garanzie per l’assegno di mantenimento (156 c.c.); provvedimenti atipici per le condotte aggressive (342-bis c.c.); sanzioni e risarcimento del danno (709-ter c.p.c.); modifica/revoca dei provvedimenti interinali (709, ult. comma, c.p.c.); ingiunzioni di pagamento in ragione delle condizioni di separazione o divorzio, costituenti titolo esecutivo; sequestro dei beni del coniuge allontanatosi (146 c.c.); presentazione della domanda di separazione o divorzio. In particolare, nel caso in cui uno dei coniugi ponga in essere condotte lesive della persona del congiunto, è dato ricorso agli ordini giudiziali ex art. 342-bis c.c., 736-bis c.p.c., nella cui sede sono anche ammesse statuizioni di tipo economico. Ne consegue che, in tutti questi casi, difetta la residualità richiesta dall’art. 700 c.p.c. per l’ammissibilità dello strumento cautelare. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Secondo la giurisprudenza di questo ufficio, «Dove emerga, in ragione di un quadro normativo consolidato, che il ricorso introduttivo del giudizio è inammissibile (nel caso di specie: artt. 446 c.c., 700 c.p.c.) è superflua la previa instaurazione del contraddittorio con controparte, atteso che non potrebbe per tale via neppure in ipotesi giungersi al superamento delle considerazioni in rito. E’ conseguentemente ammissibile la chiusura del procedimento in rito, de plano» (v. Trib. Milano, sez. IX civ., ordinanza 2 - 3 aprile 2013 Pres. est., G. Servetti). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 17 Aprile 2013.