LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO X
Della tutela e dell'emancipazione
CAPO I
Della tutela dei minori

Art. 343

Apertura della tutela
TESTO A FRONTE

I. Se entrambi i genitori sono morti o per altre cause non possono esercitare la responsabilità genitoriale (1) dei genitori, si apre la tutela presso il tribunale del circondario dove è la sede principale degli affari e interessi del minore.

II. Se il tutore è domiciliato o trasferisce il domicilio in altro circondario, la tutela può essere ivi trasferita con decreto del tribunale.



_______________
(1) L'art. 56, d.lg. 28 dicembre 2013, n. 154, ha sostituito, con effetto dal 7 febbraio 2014, la parola "potestà" con le parole "responsabilità genitoriale".

GIURISPRUDENZA

Minore straniero di nazionalità albanese affidato con atto notarile a parente entro il quarto grado residente in Italia - Nomina del tutore -  Competenza del Giudice Tutelare - Sussistenza.
Il minore di nazionalità albanese affidato con atto notarile dai suoi genitori a parente entro il quarto grado residente in Italia deve ritenersi privo di rappresentanza nel territorio italiano ma non di assistenza sicché lo stesso non può considerarsi minore straniero non accompagnato ai sensi dell’art. 2 della legge 7-4-2017 n. 47: ne consegue che competente alla nomina del tutore è il Giudice Tutelare ai sensi dell’art. 343 c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26 Luglio 2018.


Amministrazione di Sostegno – Competenza territoriale – Sopravvenuto mutamento della residenza abituale del beneficiario – Trasferimento del procedimento presso il Giudice tutelare competente in ragione della nuova dimora del beneficiario – Sussiste – Prevalenza della residenza anagrafica – Esclusione (artt. 343, 410, 411 c.c.)..
In materia di volontaria giurisdizione rileva la competenza del giudice al momento in cui debbono essere adottati determinati provvedimenti sulla base di una serie di sopravvenienze. Fra le stesse non può non includersi lo stesso mutamento (da intendersi in senso effettivo, a prescindere dalle risultanze anagrafiche) di residenza o di domicilio del beneficiario, che evidentemente, cosi come costituisce il presupposto della competenza territoriale in relazione alla nomina dell'amministratore di sostegno, deve presiedere, sulla base delle circostanze sopravvenute, per quanto attiene ai provvedimenti successivi da adottarsi nell'ambito dell'amministrazione di sostegno. D'altra parte, nella convenzione dell'Aja del 13 gennaio 2000 per la protezione internazionale degli adulti “vulnerables” si fa riferimento al concetto di "residenza abituale", comunemente interpretato nel senso della necessita di individuare un foro maggiormente idoneo a tutelare l'interesse dell'adulto incapace. Ne assume rilievo il carattere unitario della procedura: la stessa ipotesi disciplinata dall'art. 343, comma 2, c.c. dimostra come una procedura già "aperta" sulla base della competenza sussistente al momento della domanda, possa essere trasferita in altro circondario. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 03 Maggio 2013.


Amministrazione di Sostegno – Competenza territoriale – Sopravvenuto mutamento della residenza abituale del beneficiario – Trasferimento del procedimento presso il Giudice tutelare competente in ragione della nuova dimora del beneficiario – Sussiste – Prevalenza della residenza anagrafica – Esclusione..
In materia di volontaria giurisdizione rileva la competenza del giudice al momento in cui debbono essere adottati determinati provvedimenti sulla base di una serie di sopravvenienze. Fra le stesse non può non includersi lo stesso mutamento (da intendersi in senso effettivo, a prescindere dalle risultanze anagrafiche) di residenza o di domicilio del beneficiario, che evidentemente, cosi come costituisce il presupposto della competenza territoriale in relazione alla nomina dell'amministratore di sostegno, deve presiedere, sulla base delle circostanze sopravvenute, per quanto attiene ai provvedimenti successivi da adottarsi nell'ambito dell'amministrazione di sostegno. D'altra parte, nella convenzione dell'Aja del 13 gennaio 2000 per la protezione internazionale degli adulti “vulnerables” si fa riferimento al concetto di "residenza abituale", comunemente interpretato nel senso della necessita di individuare un foro maggiormente idoneo a tutelare l'interesse dell'adulto incapace. Ne assume rilievo il carattere unitario della procedura: la stessa ipotesi disciplinata dall'art. 343, comma 2, c.c. dimostra come una procedura già "aperta" sulla base della competenza sussistente al momento della domanda, possa essere trasferita in altro circondario. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 03 Maggio 2013.


Trasferimento del tutore – Trasferimento conseguente della tutela – Art. 343 c.c. – Applicabilità all’amministrazione di sostegno – Esclusione.

Trasmissione degli atti da un Giudice tutelare all’altro – Restituzione degli atti – Regolamento di competenza richiesto d’Ufficio – Applicabilità – Sussiste.

Amministrazione di Sostegno – Competenza territoriale – Giudice del luogo di effettiva dimora del beneficiario – Prevalenza sulla residenza formale – Sussiste – Forum conveniens.
.
L’art 343 c.c. - che consente il trasferimento della tutela nel luogo in cui si trasferisce il tutore - previsto per la misura di protezione dell’interdizione, non è applicabile analogicamente all’amministrazione di sostegno. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Il regolamento di competenza richiesto d'ufficio non costituisce un mezzo d'impugnazione, ma è uno strumento volto a sollecitare alla Corte regolatrice l'individuazione del giudice naturale, precostituito per legge, al quale compete la trattazione, interinale o provvisoria, ma comunque esclusiva, dell'affare. E’, quindi, esperibile anche per il caso in cui, trasferiti gli atti da un giudice tutelare all’altro, per ritenuta competenza, questi li restituisca esprimendo opinione difforme. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

La ratio legis sottesa alla individuazione dell’organo competente per la tutela dell’incapace è quella di offrire al medesimo “il servizio pubblico di protezione a lui più vicino”, nel rispetto della dignità del protetto e nella ricerca della soluzione giuridica a lui più confacente. E, allora, è l’organo del luogo dove l’adulto incapace effettivamente vive a dovere curare il percorso fisiologico del soggetto sub protezione. Il criterio per la competenza territoriale, pertanto, è in via primaria quello della cd. residenza abituale (forum conveniens). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Tribunale Varese, 16 Febbraio 2012.