LIBRO SECONDO
Delle successioni
TITOLO I
Disposizioni generali sulle successioni
CAPO V
Dell'accettazione dell'eredità
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 476

Accettazione tacita
TESTO A FRONTE

I. L'accettazione è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede.


GIURISPRUDENZA

Successioni a causa di morte – Erede beneficiario di amministrazione di sostegno – Accettazione tacita dell’eredità – Legittimità – Sussiste – Presupposti.
Non vi sono ragioni per escludere, in capo ai beneficiari di amministrazione di sostegno, la capacità, in linea generale, di procedere all’accettazione tacita dell’eredità; con la precisazione che, laddove al beneficiario sia imposto di accettare l’eredità solo previa autorizzazione del Giudice tutelare (art. 374, comma 1, nr. 3, c.c.), dovrà essere sottoposto al predetto vaglio giudiziale proprio l’atto il cui compimento importerà accettazione ereditaria, con completa illustrazione della circostanza che quest’ultima sarà foriera di conseguenze positive per il soggetto beneficiario, o quantomeno scevre da controindicazioni. (Carlo Bianconi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 03 Marzo 2017.


Misure di protezione delle persone prive in tutto o in parte di autonomia – Interdizione e amministrazione di sostegno – Criterio discretivo – Maggior grado di protezione assicurato dall’interdizione – Esclusione – Maggiore adeguatezza dell’amministrazione di sostegno nella generalità delle situazioni di bisogno – Sussiste.
Non può essere condivisa l’opinione secondo la quale, in certi casi, la misura dell’interdizione sarebbe maggiormente tutelante rispetto a quella dell’amministrazione di sostegno, in relazione a ragioni anagrafiche o riconducibili alla natura vasta e composita del patrimonio del soggetto privo di autonomia, criteri discretivi che non è possibile rinvenire nel panorama normativo. Al contrario, la misura di amministrazione di sostegno, con gli opportuni correttivi, è sempre maggiormente protettiva del soggetto bisognoso, sulla scorta di una rigorosa analisi degli istituti di diritto positivo del nostro Ordinamento (tra i quali: l’identità dei requisiti per la nomina ad amministratore di sostegno e dei relativi obblighi, rispetto alla tutela; la maggiore protezione, nell’amministrazione di sostegno, in esito al compimento di atti non autorizzati; i vantaggi processuali ed economici per il beneficiario; la possibile minore limitazione della capacità di agire del beneficiario; la possibile l’estensione, in favore del beneficiario – oltre che delle limitazioni e delle decadenze – anche degli “effetti” benefici, dell’interdizione o dell’inabilitazione). Può dunque affermarsi la maggiore adeguatezza dell’amministrazione di sostegno, rispetto alla tutela, con riferimento alla totalità delle situazioni di bisogno. (Carlo Bianconi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 28 Dicembre 2016.


Successione ereditaria – Erede nel possesso dei beni – Atti che configurano accettazione tacita – Fattispecie..
In tema di successioni per causa di morte configura un’accettazione tacita dell’eredità il comportamento dell’erede che, trovandosi nel possesso dei beni del defunto, compia atti che presuppongono necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede (nella fattispecie la convenuta contumace, essendo in possesso di un immobile del de cuius, lo occupava gestendolo e pagando alcune rate del mutuo stipulato dal defunto, lo concedeva in locazione riscuotendone il canone, stipulava con la Banca una transazione, poi non eseguita completamente, pagava gli oneri condominiali e partecipava attivamente alle assemblee, dichiarava in un’opposizione all’esecuzione promossa dalla Banca di essere erede del de cuius). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15 Febbraio 2014.