LIBRO SECONDO
Delle successioni
TITOLO III
Delle successioni testamentarie
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 588

Disposizioni a titolo universale e a titolo particolare
TESTO A FRONTE

I. Le disposizioni testamentarie, qualunque sia l'espressione o la denominazione usata dal testatore, sono a titolo universale e attribuiscono la qualità di erede, se comprendono l'universalità o una quota dei beni del testatore. Le altre disposizioni sono a titolo particolare e attribuiscono la qualità di legatario.

II. L'indicazione di beni determinati o di un complesso di beni non esclude che la disposizione sia a titolo universale, quando risulta che il testatore ha inteso assegnare quei beni come quota del patrimonio.


GIURISPRUDENZA

Successione – Testamentaria – Interpretazione del testamento – Sussidiarietà del ricorso a elementi estrinseci al testamento – Affermazione

Lascito di usufrutto universale – In assenza di altre disposizioni attributive della qualità di erede – Natura di legato – Affermazione
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L’interpretazione del testamento è caratterizzata, rispetto a quella contrattuale, da una più penetrante ricerca della volontà del testatore, la quale va individuata con riferimento sulla base dell’esame globale della scheda testamentaria e, solo in via sussidiaria, con il ricorso ad elementi estrinseci ma pur sempre riferibili al testatore, quali ad esempio la personalità dello stesso, la sua mentalità, cultura, condizione sociale, ambiente di vita, ecc.. L’accertamento di tale volontà è sindacabile in sede di legittimità solo per violazione delle regole di ermeneutica sopra descritte. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Costituisce un legato – non subentrando l’usufruttuario in rapporti qualitativamente uguali a quelli del defunto - il lascito avente ad oggetto l’usufrutto, generale o pro quota, dell’asse, ove non accompagnato da altre disposizioni idonee a far derivare la qualità di erede. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. II, 31 Maggio 2018, n. 13868.