LIBRO SECONDO
Delle successioni
TITOLO III
Delle successioni testamentarie
CAPO VII
Degli esecutori testamentari

Art. 703

Funzioni dell'esecutore testamentario
TESTO A FRONTE

I. L'esecutore testamentario deve curare che siano esattamente eseguite le disposizioni di ultima volontà del defunto.

II. A tal fine, salvo contraria volontà del testatore, egli deve amministrare la massa ereditaria, prendendo possesso dei beni che ne fanno parte.

III. Il possesso non può durare più di un anno dalla dichiarazione di accettazione, salvo che l'autorità giudiziaria, per motivi di evidente necessità, sentiti gli eredi, ne prolunghi la durata, che non potrà mai superare un altro anno.

IV. L'esecutore deve amministrare come un buon padre di famiglia e può compiere tutti gli atti di gestione occorrenti. Quando è necessario alienare beni dell'eredità, ne chiede l'autorizzazione all'autorità giudiziaria, la quale provvede sentiti gli eredi.

V. Qualsiasi atto dell'esecutore testamentario non pregiudica il diritto del chiamato a rinunziare all'eredità o ad accettarla col beneficio d'inventario.


GIURISPRUDENZA

Esecutore testamentario ed erede – Rendimento del conto della gestione – Approvazione del giudice in sede non contenziosa di volontaria giurisdizione – Non necessità – Procedura di rendimento del conto ex art. 263 cpc – autonomo giudizio a cognizione ordinaria – Inapplicabilità.
L’esecutore testamentario – contestualmente erede – è tenuto a rendere il conto della gestione, ai sensi dell’art. 709 c.c., esclusivamente agli altri eredi, in quanto la norma non prevede alcuna approvazione del conto da parte del Giudice nella sede non contenziosa della volontaria giurisdizione, attraverso le forme dei procedimenti camerali. (Dario Gramaglia) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 15 Giugno 2016.


Esecutore testamentario – Decadenza dall’ufficio coincidente con la scadenza del termine per il possesso dei beni ereditari – Insussistenza.
Le funzioni di esecutore testamentario non cessano dopo un anno dall’accettazione della nomina; tale limitazione è posta dalla legge solo per il possesso dei beni ereditari, non anche per l’amministrazione degli stessi da parte dell’esecutore testamentario, la cui gestione deve durare, salvo contraria volontà del testatore, fino a quando non siano esattamente eseguite le disposizioni di ultima volontà del defunto. (Liberatore Mautone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 14 Giugno 2016, n. 12241.