LIBRO SECONDO
Delle successioni
TITOLO V
Delle donazioni
CAPO IV
Della revocazione delle donazioni

Art. 801

Revocazione per ingratitudine
TESTO A FRONTE

I. La domanda di revocazione per ingratitudine non può essere proposta che quando il donatario ha commesso uno dei fatti previsti dai numeri 1, 2 e 3 dell'articolo 463, ovvero si è reso colpevole d'ingiuria grave verso il donante o ha dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui o gli ha rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti ai sensi degli articoli 433, e 436.


GIURISPRUDENZA

Donazione - Revoca per ingratitudine - Nozione di "ingiuria grave" ex art. 801 c.c. - Comportamento legittimo del donatario - Rilevanza - Esclusione - Fattispecie.
L'ingiuria grave richiesta, ex art. 801 c.c., quale presupposto necessario per la revocabilità di una donazione per ingratitudine, pur mutuando dal diritto penale la sua natura di offesa all'onore ed al decoro della persona, si caratterizza per la manifestazione esteriorizzata, ossia resa palese ai terzi, mediante il comportamento del donatario, di un durevole sentimento di disistima delle qualità morali e di irrispettosità della dignità del donante, contrastanti con il senso di riconoscenza che, secondo la coscienza comune, aperta ai mutamenti dei costumi sociali, dovrebbero invece improntarne l'atteggiamento. Peraltro, in presenza di tali presupposti, resta indifferente la legittimità del comportamento del donatario. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto ingiurioso il comportamento dei donatari che, in assenza di un'oggettiva giustificazione, avevano dapprima intimato, con lettera formale, alla donante il rilascio dell'immobile oggetto della donazione e successivamente agito a tal fine in giudizio, chiedendo altresì il pagamento di un'indennità di occupazione). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 13 Agosto 2018, n. 20722.


Donazione – Revocazione per ingratitudine – Rifiuto ingiustificato di alimenti dovuti al donante – Nozione

Donazione – Revocazione per ingratitudine – Grave pregiudizio dolosamente arrecato al patrimonio del donante – Nozione
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In tema di revocazione della donazione per ingratitudine, motivata dal rifiuto ingiustificato di alimenti dovuti al donante, la revoca non può essere chiesta nei confronti del donatario che rifiuti indebitamente gli alimenti dovuti qualora questi non sia obbligato a prestarli in ragione di un rapporto di parentela o affinità con il donante. Inoltre, nonostante la norma si riferisca ai profili subiettivi, in relazione alle persone obbligate, per il sorgere dell'obbligazione alimentare è pur sempre necessario anche il concorso dei presupposti obiettivi degli alimenti, individuati nello stato di bisogno, nella impossibilità dell'avente diritto di provvedere al proprio mantenimento e nella capacità economica dell'obbligato. Pertanto, deve annettersi rilevanza, ai fini della revoca della donazione, soltanto al rifiuto della prestazione alimentare opposto dal donatario nonostante il verificarsi delle condizioni di legge.

In tema di revocazione della donazione per ingratitudine, motivata dal grave pregiudizio dolosamente arrecato al patrimonio del donante, il danno deve essere sempre sorretto, sotto il profilo soggettivo, dalla coscienza e volontà, in capo al donatario, di danneggiare il donante, peraltro senza necessità della specifica intenzione di nuocere. Il requisito della gravità del pregiudizio al patrimonio del donante, invece, deve essere valutato oggettivamente, in comparazione con la concreta entità di quest'ultimo, vale a dire con riferimento alla situazione economica nel suo complesso. Il depauperamento doloso del patrimonio del donante, per causa imputabile al donatario, in tanto giustifica la revoca della donazione in quanto si dimostri di notevole importanza e tale da escludere o da diminuire grandemente le residue sostanze tenute per sé dal donante. (Antonio Angioi) (riproduzione riservata)
Tribunale Oristano, 06 Novembre 2017.