LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO I
Dei beni
CAPO II
Dei beni appartenenti allo Stato, agli enti pubblici e agli enti ecclesiastici

Art. 823

Condizione giuridica del demanio pubblico
TESTO A FRONTE

I. I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi, se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano.

II. Spetta all'autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso regolati dal presente codice.


GIURISPRUDENZA

Decreto di esproprio non seguito da alcun atto della P.A. espropriante di materiale apprensione del bene espropriato – Non idoneità del decreto a determinare, di per sé, l’estinzione delle situazioni di fatto sul bene – Possesso ultraventennale esercitato sul bene da un privato – Acquisto del diritto per usucapione da parte del privato – Possibilità

Retroattività degli effetti dell’usucapione – Esclusione ab origine del carattere di illiceità al comportamento di chi ha usucapito – Estinzione sia della tutela reale, sia della tutela obbligatoria per il risarcimento del danno provocato al proprietario del fondo – Affermazione
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Il decreto di esproprio, non seguito da alcun atto della P.A. espropriante di materiale apprensione del bene che ne costituisce l’oggetto, non è idoneo, di per sé, a determinare l’estinzione delle situazioni di fatto sul bene e, quindi, in caso di comprovato possesso ultraventennale esercitato sul bene, oggetto di espropriazione, da un privato nel concorso dei requisiti oggettivi e soggettivi richiesti per l’acquisto a titolo originario, è possibile l’acquisto in favore del privato stesso della proprietà del bene per usucapione. (Vito Colucci) (riproduzione riservata)
 
La retroattività degli effetti dell’usucapione esclude ab origine il carattere di illiceità al comportamento di chi ha usucapito. Con l’acquisto a titolo originario del diritto cessa l’illiceità, e perciò si estingue non solo la tutela reale, ma anche quella obbligatoria per il risarcimento del danno provocato al proprietario del fondo per il ventennale possesso del diritto fino ad usucapirlo. (Vito Colucci) (riproduzione riservata)
Appello Salerno, 26 Giugno 2015.


Acque pubbliche – Demanio lacuale e marittimo – Sdemanializzazione tacita – Non configurabilità

Acque pubbliche – Demanio lacuale e marittimo – Sdemanializzazione – Provvedimento espresso – Usucapione
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In materia di demanio lacuale e marittimo la sdemanializzazione tacita non è ipotizzabile. (Alessandro Albè) (riproduzione riservata)

Un’area demaniale non perde la sua natura in mancanza di un provvedimento espresso di sdemanializzazione e il possesso di essa da parte di privati è inidoneo all’acquisto della proprietà per usucapione. (Alessandro Albè) (riproduzione riservata)
Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, 24 Aprile 2014.


Decreto Bassanini - Compiti di polizia idraulica di cui al regio decreto 523 del 1904 - Delega alle regioni - Obbligo di provvedere all'introito di un canone - Ampia funzione autorizzatoria relativa alla gestione del Demanio.

Canone di polizia idraulica - Canone di occupazione di aree appartenenti al demanio idrico - Occupazione da parte di Telecom Italia S.p.A. con proprie infrastrutture - Applicazione del d.lgs. n. 259 del 2003 - Canone di concessione per l'occupazione di aree appartenenti al demanio fluviale dello stato - Riserva di legge regionale.
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Le norme del decreto Bassanini di cui alla lettera c dell'articolo 89, il quale richiama i compiti di polizia idraulica di cui al regio decreto 523 del 1904, nonché quella di cui al comma 2 dell'articolo 86 prevedono "per legge" la delega alle Regioni ad esercitare le funzioni di polizia idraulica mediante atti permissivi dell'occupazione di aree a titolo oneroso ed obbligano contabilmente l'amministrazione regionale all'introito di un canone. Occorre, poi, precisare che alle Regioni non è assegnato solo il "demanio idrico" attinente all'uso di derivazione, in quanto la relativa funzione autorizzatoria va letta come semplice specificazione di una ampia gestione del demanio, comprensiva, anche, delle pertinenze e delle aree fluviali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il canone per l'occupazione di un bene appartenente al demanio idrico imposto dalla Regione Lombardia è prestazione imposta per legge e trova fondamento nella normativa primaria (decreto Bassanini) di cui la legge regionale costituisce mera attuazione, restando pienamente soddisfatto ogni requisito prescritto dal d.lgs. n. 259 del 2003, inclusa la riserva di legge ivi prevista. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Appello Milano, 16 Maggio 2012.