LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO II
Della proprietà
CAPO II
Della proprietà fondiaria
SEZIONE V
Della proprietà edilizia

Art. 872

Violazione delle norme di edilizia
TESTO A FRONTE

I. Le conseguenze di carattere amministrativo della violazione delle norme indicate dall'articolo precedente sono stabilite da leggi speciali.

II. Colui che per effetto della violazione ha subito danno deve esserne risarcito, salva la facoltà di chiedere la riduzione in pristino quando si tratta della violazione delle norme contenute nella sezione seguente o da questa richiamate.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione forzata - Obblighi di fare e di non fare - Violazione delle norme sulle distanze tra edifici - Spostamento della costruzione a distanza legale - Limiti all'esecuzione forzata ex art. 2933, comma 2, c.c. - Esclusione - Fondamento.
L'art. 2933, comma 2, c.c., che limita l'esecuzione forzata degli obblighi di non fare, vietando la distruzione della cosa che sia di pregiudizio all'economia nazionale, va riferito alle sole fonti di produzione o distribuzione della ricchezza dell'intero paese e, pertanto, non è invocabile per evitare lo spostamento di una costruzione alla distanza prescritta dalle norme in materia, comportando la persistenza di detta costruzione, al contrario, una lesione di pur rilevanti interessi individuali. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Ottobre 2017, n. 25890.


Distanze per fabbriche e depositi nocivi o pericolosi - Posizionamento di camini o ventole di sfiato - Integrazione regolamentare della norma - Pericolosità presunta delle fonti di esalazione - Tutela possessoria - Ammissibilità..
In caso di condotta che viola le prescrizioni regolamentari sulle distanze per il posizionamento di camini (ai quali, nel caso di specie, è stata equiparata una ventola di sfiato) in un edificio condominiale, non è necessario accertare la ricorrenza in concreto della nocività per il vicino delle esalazioni, posto che la pericolosità e quindi la illiceità di dette fonti di esalazione deve considerarsi presunta. Il pregiudizio che ne deriva comporta la riduzione in pristino, la quale può essere chiesta con l'azione possessoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 06 Marzo 2013.