LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO II
Della proprietà
CAPO III
Dei modi di acquisto della proprietà
SEZIONE II
Dell'accessione, della specificazione, dell'unione e della commistione

Art. 939

Unione e commistione
TESTO A FRONTE

I. Quando più cose appartenenti a diversi proprietari sono state unite o mescolate in guisa da formare un sol tutto, ma sono separabili senza notevole deterioramento, ciascuno conserva la proprietà della cosa sua e ha diritto di ottenerne la separazione. In caso diverso, la proprietà ne diventa comune in proporzione del valore delle cose spettanti a ciascuno.

II. Quando però una delle cose si può riguardare come principale o è di molto superiore per valore, ancorché serva all'altra di ornamento, il proprietario della cosa principale acquista la proprietà del tutto. Egli ha l'obbligo di pagare all'altro il valore della cosa che vi è unita o mescolata; ma se la unione o la mescolanza è avvenuta senza il suo consenso ad opera del proprietario della cosa accessoria, egli non è obbligato a corrispondere che la somma minore tra l'aumento di valore apportato alla cosa principale e il valore della cosa accessoria.

III. È inoltre dovuto il risarcimento dei danni in caso di colpa grave.


GIURISPRUDENZA

Deposito di beni – Conservazione alla rinfusa presso sale conta – Suddivisione a livello contabile – Formazione di un unico bene di proprietà comune – Applicazione della disciplina dei cui all’art. 939 c.c..
Le modalità operative del soggetto che custodisca valori in denaro di proprietà di banche depositanti conservandoli alla rinfusa nelle sale conta ma mantenendo la suddivisione dei medesimi solo a livello contabile dà luogo ad una commistione ai sensi dell’art. 939 c.c., un unico bene di proprietà comune formato dalla aggregazione dei singoli beni su cui, ai sensi della norma richiamata, possono concorrere soltanto i creditori della comunione in proporzione del valore dei beni a ciascuno spettanti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 28 Giugno 2018.