TITOLO II - Del fallimento
Capo III - Degli effetti del fallimento
Sez. II - Degli effetti del fallimento per i creditori

Art. 62

Creditore di più coobbligati solidali parzialmente soddisfatto
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il creditore che, prima della dichiarazione di fallimento, ha ricevuto da un coobbligato in solido col fallito o da un fideiussore una parte del proprio credito, ha diritto di concorrere nel fallimento per la parte non riscossa.

II. Il coobbligato che ha diritto di regresso verso il fallito ha diritto di concorrere nel fallimento di questo per la somma pagata.

III. Tuttavia il creditore ha diritto di farsi assegnare la quota di riparto spettante al coobbligato fino a concorrenza di quanto ancora dovutogli. Resta impregiudicato il diritto verso il coobbligato se il creditore rimane parzialmente insoddisfatto.


GIURISPRUDENZA

Fideiussione – Fallimento del debitore – Pagamento parziale da parte del fideiussore – Credito di regresso – Ammissione con riserva allo stato passivo.
Nel caso in cui il fideiussore paghi parzialmente l’importo garantito a favore del creditore e il debitore sia stato dichiarato fallito, il garante deve essere ammesso con riserva allo stato passivo per il credito di regresso anche se il creditore non sia stato interamente soddisfatto. Il credito va ammesso condizionatamente alla verifica da parte del curatore, al momento del riparto, dell’effettivo pagamento integrale del credito spettante al creditore garantito. (Paolo Doria) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 16 Aprile 2019.


Coobbligato del debitore fallito - Pagamento del debito - Insinuazione al passivo in via di regresso - Condizioni - Soddisfacimento integrale delle ragioni creditorie - Necessità - Fattispecie.
Il coobbligato (nella specie fideiussore) del debitore principale fallito per insinuarsi al passivo, in via di regresso o in virtù di surrogazione, dopo il pagamento effettuato successivamente alla dichiarazione di fallimento, ai sensi dell'art. 61, c.2, l.fall., deve dimostrare il carattere integralmente satisfattivo delle ragioni creditorie, non essendo rilevante un pagamento parziale pur se idoneo ad esaurire l'obbligazione del solvens. (Nella specie la S.C. ha cassato con rinvio il decreto di ammissione al passivo del fideiussore, il quale in via transattiva aveva pagato solo una parte del credito per il quale una banca si era in precedenza insinuata nel fallimento del debitore principale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Ottobre 2018, n. 26003.


Concordato preventivo – Fondo di garanzia per le PMI – Surroga del gestore – Presupposti – Pagamento dell’intero debito.
Anche il concordato preventivo, come il fallimento, produce gli effetti di cui agli artt. 61 e 62 l.f., per cui il solvente potrà surrogarsi al creditore solo quando, dopo l’apertura della procedura, abbia pagato l’intero debito e non parte soltanto di esso.

[Fattispecie in tema di finanziamento erogato dal Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese per il tramite del gestore, nella specie Banca del Mezzogiorno – Medio credito centrale S.p.A.]. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 18 Giugno 2018.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Applicazione al creditore pignoratizio che abbia offerto  in cessione i propri beni - Esclusione.
La norma di cui alla art. 168, comma 1, l.fall., la quale fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore (e, quindi, di procedere esecutivamente per la realizzazione di un eventuale diritto di pegno) dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato della sentenza di omologazione, non può ritenersi legittimamente applicabile anche al creditore pignoratizio del terzo che abbia, in luogo del debitore insolvente, offerto in cessione i propri beni (tra cui quello oggetto di pegno) in funzione di adempimento del concordato (v. Cass. n. 6671-98); in detta ipotesi, trattandosi di beni del terzo al quale, come è noto, non si estende l'effetto esdebitatorio previsto dall'art. 184 l.fall., non ricorrono i presupposti di conservazione e di tutela che ispirano la ratio dell'art. 168 citato, ossia la garanzia della par condicio creditorum e la conservazione dell'integrità del patrimonio del debitore insolvente nella prospettiva di un negativo epilogo della procedura concordataria con conseguente dichiarazione di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19007.


Fallimento - Effetti - Per i creditori - Creditore di coobbligati solidali - Insinuazione al passivo del coobbligato in solido del fallito - Diritto a partecipare al concorso per l'intero credito - Sussistenza - Fattispecie in tema di erronea apposizione di riserva atipica.
Il creditore ha diritto di concorrere nel fallimento del coobbligato fallito per l'intero debito per capitale e accessori sino all'integrale pagamento, anche nel caso in cui, in data successiva al fallimento, abbia ricevuto un pagamento parziale da un altro coobbligato. (Nella specie, la S.C. ha cassato il decreto del tribunale che, respingendo l'opposizione allo stato passivo, aveva confermato l'ammissione del credito del coobbligato al passivo del fallimento «con riserva di detrazione di quanto eventualmente ricavato sui beni del terzo garante responsabile in solido»). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 27 Maggio 2014.


Fallimento dell'agente di cambio - Disciplina degli artt. 61 e 62 legge fall. - Disciplina del R.D.L. n. 815 del 1932 sullo speciale fondo di garanzia - Incompatibilità tra le due discipline - Esclusione. .
In relazione al fallimento dell'agente di cambio (espressamente previsto dall'art. 4 legge fallimentare), non si pone alcun problema di incompatibilità tra la disciplina del R.D.L. n. 815 del 1932 (che, all'art. 9, istituisce un fondo comune di garanzia a disposizione dei creditori dell'agente di cambio e ne disciplina l'utilizzazione attraverso il Comitato) e quella degli artt. 61 e 62 legge fallimentare, che regolano la posizione del creditore nei confronti di più coobbligati solidali nel caso di fallimento di uno di essi, a seconda che il pagamento da parte del coobbligato non fallito sia avvenuto dopo o prima del fallimento medesimo. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 17 Aprile 1999, n. 3841.