TITOLO II - Del fallimento
Capo III - Degli effetti del fallimento
Sez. IV - Degli effetti del fallimento sui rapporti giuridici preesistenti

Art. 82

Contratto di assicurazione
Testo a fronte Mass. ragionato
TESTO A FRONTE

I. Il fallimento dell'assicurato non scioglie il contratto di assicurazione contro i danni, salvo patto contrario, e salva l'applicazione dell'art. 1898 del codice civile se ne deriva un aggravamento del rischio.

II. Se il contratto continua, il credito dell'assicuratore per i premi non pagati deve essere soddisfatto integralmente, anche se la scadenza del premio è anteriore alla dichiarazione di fallimento.


GIURISPRUDENZA

Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - Contratto in corso - Prosecuzione "ope legis" - Dichiarazione di scioglimento del commissario - Conseguenze - Prededucibilità del credito del contraente in bonis - Sussistenza - Fattispecie.
Nell'amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza, l'art. 50, comma 2, del d.lgs. n. 270 del 1999, come interpretato dall'art. 1 bis del d.l. n. 134 del 2008, conv., con modif., dalla l. n. 166 del 2008, dispone la prosecuzione "ope legis" dei contratti in corso in funzione della conservazione dell'impresa ammessa alla procedura, sicché, da un lato, i detti contratti continuano ad avere esecuzione fino a quando il commissario non eserciti la facoltà di sciogliersi e, dall'altro, i crediti maturati dal contraente "in bonis" dopo l'apertura della procedura devono essere ammessi al passivo in prededuzione, essendo le relative prestazioni finalizzate alla continuazione dell'attività d'impresa ex art. 52 del d.lgs. n. 270 del 1999 (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ammesso in prededuzione il credito per la rata del premio relativo ad un contratto di assicurazione sulla responsabilità civile pendente all'apertura della procedura, maturato tra quest'ultima data e la dichiarazione del commissario di scioglimento dal detto contratto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Novembre 2018, n. 28797.


Esercizio provvisorio - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Prededucibilità - Condizioni - Subentro nel contratto da parte del curatore al termine dell'esercizio provvisorio - Fondamento.
In caso di contratti ad esecuzione continuata o periodica pendenti al momento della dichiarazione di fallimento ed in presenza di esercizio provvisorio dell'impresa fallita, disposto ex art. 104 l.fall., i relativi crediti maturati "ante" fallimento, sono o meno prededucibili, a seconda che, al termine dell'esercizio provvisorio, il curatore abbia scelto di subentrare o sciogliersi dal contratto, mentre solo quelli maturati in pendenza di esercizio provvisorio sono sempre prededucibili, al pari di quelli, successivi al termine dell'esercizio provvisorio, in caso di subentro nel contratto da parte del curatore; infatti, l'eccezionalità delle disposizioni dettate dalla legge per i contratti di durata, ex artt. 74 e 82 l.fall, in ragione dell'indivisibilità delle prestazioni, con il diritto alla prededuzione dei crediti anche preesistenti va contemperata con la "ratio" della disciplina dell'esercizio provvisorio, che limita la stessa prededucibilità quando la prosecuzione del rapporto è l'effetto diretto del provvedimento giudiziale, non della scelta del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Settembre 2017, n. 22274.


Fallimento - Contratti pendenti - Contratti ad esecuzione continuata o periodica e di assicurazione - Norme speciali - Applicazione a tutti i casi di continuazione del rapporto nel corso di procedure concorsuali - Esclusione..
La disciplina contenuta negli articoli 74 e 82 della legge fallimentare, relativa ai contratti di somministrazione e di assicurazione, ha natura eccezionale e, come tale, non può essere estesa a tutti i casi di continuazione del rapporto nel corso di procedure concorsuali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012.


Fallimento -Esercizio provvisorio - Contratti ad esecuzione continuata o periodica - Prededucibilità - Condizioni - Subentro nel contratto da parte del curatore al termine dell'esercizio provvisorio - Fondamento - Fattispecie.
In caso di contratti ad esecuzione continuata o periodica (nella specie somministrazione) pendenti al momento della dichiarazione di fallimento ed in presenza di esercizio provvisorio dell'impresa fallita, disposto ex art. 104 legge fall., i relativi crediti maturati "ante" fallimento, sono o meno prededucibili, a seconda che, al termine dell'esercizio provvisorio, il curatore abbia scelto di subentrare o sciogliersi dal contratto, mentre solo quelli maturati in pendenza di esercizio provvisorio sono sempre prededucibili, al pari di quelli, successivi al termine dell'esercizio provvisorio, in caso di subentro nel contratto da parte del curatore; infatti, l'eccezionalità delle disposizioni dettate dalla legge fallimentare per i contratti di durata, ex artt. 74 e 82 legge fall., in ragione dell'indivisibilità delle prestazioni, con il diritto alla prededuzione dei crediti anche preesistenti va contemperata con la "ratio" della disciplina dell'esercizio provvisorio, che limita la stessa prededucibilità quando la prosecuzione del rapporto è l'effetto diretto del provvedimento giudiziale, non della scelta del curatore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Marzo 2012, n. 4303.


Fallimento - Assicurazione sulla vita - Sopravvenuto fallimento del beneficiario - Scioglimento del contratto - Esclusione - Fondamento - Conseguenze - Esercizio del diritto di riscatto da parte del curatore - Configurabilità - Esclusione - Conseguenze - Estraneità delle somme dovute all'attivo fallimentare.
In tema di contratto di assicurazione sulla vita, alla dichiarazione di fallimento del beneficiario non consegue lo scioglimento del contratto, né il curatore - al pari di quanto previsto per le "somme dovute", di regola già impignorabili secondo l'art.1923 cod. civ. - può agire contro il terzo assicuratore per ottenere il valore di riscatto della relativa polizza stipulata dal fallito quand'era "in bonis", non rientrando tale cespite tra i beni compresi nell'attivo fallimentare ai sensi dell'art.46, primo comma, n.5 legge fall., considerata la funzione previdenziale riconoscibile al predetto contratto, non circoscritta alle sole somme corrisposte a titolo di indennizzo o risarcimento. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 31 Marzo 2008, n. 8271.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Liquidazione coatta amministrativa - In genere - Esercizio provvisorio dell'impresa - Incidenza sui rapporti giuridici preesistenti - Mandato - Effetto di scioglimento - Impedimento - Esclusione - Prededuzione di tutti i crediti del mandante - Configurabilità - Esclusione. .
La continuazione in esercizio provvisorio dell'attività di un'impresa sottoposta a liquidazione coatta amministrativa non preclude l'effetto di scioglimento del preesistente rapporto di mandato previsto dall'art. 78 legge fall., richiamato dall'art. 201 legge fall., e tanto meno può comportare l'ammissione in prededuzione allo stato passivo di tutti i crediti derivanti dai contratti di mandato che per effetto della dichiarazione di insolvenza si sciolgono, stante l'eccezionalità delle disposizioni dettate dagli artt. 74 e 82 legge fall. per i contratti di somministrazione e di assicurazione, laddove, in ragione dell'indivisibilità delle prestazioni, riconoscono ai contraenti dell'imprenditore insolvente il diritto alla prededuzione dei crediti anche preesistenti. (Fattispecie in tema di mandato all'incasso di premi assicurativi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Maggio 2006, n. 11855.


Fallimento - Ammissione dell'assicurato al concordato preventivo.
L'ammissione dell'assicurato al concordato preventivo non spiega alcuna influenza sul rapporto assicurativo in corso e pertanto il credito dell'assicuratore avente a oggetto i ratei di premio da pagarsi anticipatamente, scaduti prima dell'inizio della procedura, deve essere soddisfatto integralmente senza essere soggetto alla falcidia concordataria, salva restando, nell'ipotesi di mancato pagamento, la facolta riconosciuta all'assicuratore dal terzo comma dell'art 1901 cod civ di agire per la riscossione del premio entro sei mesi dalla scadenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15 Luglio 1980, n. 4538.


Fallimento - Assicurazione.
In caso di fallimento dell'assicurato contro la responsabilità civile, dichiarato dopo l'evento dannoso, l'indennità che, nei limiti del massimale, l'assicuratore e tenuto a pagare, entra a far parte, nello intero suo ammontare, della massa attiva fallimentare, mentre il danneggiato ha diritto di essere ammesso al passivo, col privilegio di cui all'art. 2767 cod. civ. sull'indennità stessa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04 Luglio 1969, n. 2465.