TITOLO II - Del fallimento
Capo I - Della dichiarazione di fallimento

Art. 9-ter

Conflitto positivo di competenza
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Quando il fallimento è stato dichiarato da più tribunali, il procedimento prosegue avanti al tribunale competente che si è pronunciato per primo.

II. Il tribunale che si è pronunciato successivamente, se non richiede d’ufficio il regolamento di competenza ai sensi dell’articolo 45 del codice di procedura civile, dispone la trasmissione degli atti al tribunale che si è pronunziato per primo. Si applica l’articolo 9-bis, in quanto compatibile.

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(1) Articolo introdotto dall’art. 8 del D. Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5. La modifica  è entrata in vigore il 16 luglio 2006.

GIURISPRUDENZA

Procedimento per dichiarazione di fallimento - Incompetenza -  Regolamento di competenza - Inammissibile.
È inammissibile il regolamento di competenza proposto dalle parti avverso il provvedimento con il quale il tribunale, per primo adito in sede prefallimentare, si sia dichiarato incompetente. Le parti non restano senza tutela al riguardo, potendo ricorrere contro l’affermazione o la negazione della competenza in occasione del reclamo alla sentenza emessa dal tribunale ad quem, ai sensi dell’art. 18 l.fall., oppure con il regolamento facoltativo di competenza di cui all’art. 43 c.p.c. (Jodi Federico Proietti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 21 Dicembre 2017, n. 30748.


Fallimento – Dichiarazione – Procedimento – Fittizio trasferimento della sede all’estero – Decorso del termine annuale ex art. 10 l.f. – Esclusione – Giurisdizione.
Il fittizio trasferimento della sede all’estero di impresa che abbia in realtà proseguito l’attività in Italia impedisce il decorso del termine annuale per la dichiarazione di fallimento dalla cancellazione dal registro delle imprese di cui all’art. 10 legge fall. così come non sottrae al giudice italiano la giurisdizione ex art. 9 legge fall. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 04 Gennaio 2017, n. 43.


Dichiarazione di fallimento - Regolamento di competenza ex art. 45 c.p.c. - Esperibilità - Fondamento - Art. 9 ter l.fall. - Impedimento - Esclusione.
In tema di fallimento, il regolamento di competenza di ufficio è esperibile, in applicazione analogica dell'art. 45 cod. proc. civ., in presenza di un conflitto di competenza sia reale positivo che meramente virtuale, attesa l'inderogabilità della previsione dell'art. 9 l.fall. e la conseguente rilevabilità di ufficio ed in ogni tempo della sua violazione, cui non osta l'eventuale avvenuta pronuncia, in uno dei due giudizi, della sentenza di fallimento, anche se divenuta cosa giudicata. Né, in contrario, può invocarsi l'art. 9 ter l.fall., che, nell'enunciare il principio della prevenzione quale criterio per l'individuazione del giudice innanzi al quale deve proseguire la procedura ove il fallimento sia stato dichiarato da più tribunali, postula che questi ultimi siano tutti ugualmente competenti ex art. 9 l.fall., sicché è inutilizzabile se quello pronunciatosi per primo abbia affermato la propria competenza in relazione ad una sede dell'impresa non corrispondente a quella principale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 29 Settembre 2016, n. 19343.


Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Conflitto di competenza - Conservazione degli atti compiuti - Trasmigrazione del procedimento avanti il tribunale competente.
Il principio di conservazione degli atti compiuti nel corso di una procedura fallimentare aperta sulla base di una sentenza di fallimento emessa da tribunale incompetente si rinviene nella trasmigrazione del processo avanti il giudice competente, senza che sia pronunciata la revoca del fallimento. In tale ipotesi, opera, infatti, il principio per cui la risoluzione del conflitto positivo di competenza territoriale tra due tribunali fallimentari e la conseguente individuazione, quale giudice competente, di un tribunale diverso da quello che per primo ha dichiarato il fallimento, non comportano la cassazione della relativa sentenza e la caducazione degli effetti sostanziali della prima dichiarazione di fallimento, ma solo la prosecuzione del procedimento avanti al tribunale ritenuto competente, presso il quale la procedura prosegue con le sole modifiche necessarie (sostituzione del giudice delegato) o ritenute opportune (sostituzione del curatore), avuto riguardo al principio dell'unitarietà del procedimento fallimentare a far tempo dalla pronuncia del giudice incompetente, enunciato dall'art. 9-bis legge fall. (introdotto dal D.Lgs. n. 5 del 2006, art. 8), ma desumibile anche dal sistema e dai principi informatori della legge fallimentare, nel testo anteriormente vigente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Agosto 2016.


Fallimento - Dichiarazione - Procedimento - Pluralità di procedimenti pendenti avanti a tribunali diversi - Risoluzione del conflitto di competenza successiva alla dichiarazione di fallimento.
Nell'ipotesi di pluralità di procedimenti pendenti avanti a tribunali diversi per la dichiarazione di fallimento del medesimo debitore e a domanda di legittimati non coincidenti, il conflitto reale o virtuale andrà regolato solo dopo la dichiarazione di fallimento, ai sensi dell'art. 9-ter legge fall., tenuto conto del principio della prevenzione che permette, nel frattempo, di dichiarare il fallimento escludendosi in ogni caso l'applicazione del criterio dirimente di cui all'art. 39, comma 1, c.p.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 10 Agosto 2016.


Dichiarazione di fallimento – Incompetenza territoriale ex art. 9 legge fallimentare – Preventiva dichiarazione di fallimento presso il Tribunale del luogo dove si trova la sede legale – Tenuta delle scritture contabili e luogo delle attività di liquidazione come indici della sede effettiva – Conflitto positivo di competenza territoriale.
E’ competente a dichiarare il fallimento il Tribunale del luogo dove si trova la sede effettiva dell’impresa ed è irrilevante che il fallimento sia stato precedentemente dichiarato dal Tribunale del luogo dove si trova la sede legale.
Sono indici della collocazione della sede effettiva:
il luogo dove si tengono le assemblee dei soci;
il luogo della residenza del liquidatore, dovendosi ritenere che il luogo in cui si svolge il potere direttivo di un’impresa in liquidazione coincide con il luogo dove risiede il liquidatore medesimo;
la circostanza che presso il domicilio del liquidatore si trovino le scritture contabili e i libri sociali, per cui anche le attività amministrative ancillari a quella propriamente direttiva si deve presumere si svolgano presso la sede effettiva e non presso la sede legale. (Fabio Cesare) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 18 Marzo 2016.


Concordato preventivo - Contemporanea pendenza di procedimento per dichiarazione di fallimento - Coordinamento fra le procedure - Contestuale pendenza di procedimenti connessi - Verifica da parte del giudice adito per secondo della propria e dell’altrui competenza.
Nell’ipotesi in cui il procedimento di concordato preventivo e l’istruttoria prefallimentare pendano innanzi a giudici diversi, il coordinamento tra le due procedure può essere ottenuto facendo ricorso agli istituti del processo che regolano la contestuale pendenza di procedimenti connessi e, quindi, facendo applicazione del principio sancito dalla Suprema corte in numerose decisioni, secondo il quale il giudice adito per secondo non può limitarsi a constatare la prevenzione, ma deve verificare l’ambito della propria e dell’altrui competenza e quindi che il primo giudice sia competente per la causa proposta per seconda come per la causa già avanti a lui pendente. (Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto corretta la decisione del Tribunale che, ritenuta la propria competenza, ha dichiarato il fallimento della società nonostante questa avesse presentato domanda di concordato preventivo con riserva avanti ad altro tribunale). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 27 Ottobre 2014.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Concordato preventivo - Ammissione - In genere - Società cessionaria di azienda e accollataria dei debiti di altra società - Ammissione di entrambe al concordato preventivo davanti a tribunali diversi - Conflitto virtuale di competenza - Configurabilità - Criterio della prevenzione di cui all'art. 9-ter legge fall. - Applicabilità - Conseguenze - Trasmissione degli atti al primo giudice. .
In tema di ammissione al concordato preventivo, sussiste un conflitto virtuale di competenza qualora un tribunale abbia aperto per primo tale procedura nei confronti di un imprenditore ed altro tribunale sia poi chiamato a provvedere su analoga istanza - nella specie, proposta dalla società cedente l'azienda ad altra società, già ammessa e divenuta altresì accollataria di tutti i debiti della prima - con conseguente applicazione della regola della prevenzione di cui all'art. 9-ter legge fall.; pertanto, il tribunale adito successivamente è tenuto a trasmettere gli atti al primo giudice, a meno che non sollevi conflitto positivo di competenza. (In forza di detto principio, la S.C. ha cassato senza rinvio il decreto di ammissione al concordato preventivo emesso dal giudice adito per secondo e ha dichiarato la competenza del primo giudice, dovendosi avere riguardo alla sede dell'impresa ultima cessionaria, in quanto titolare dell'unico patrimonio). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 21 Dicembre 2010, n. 25810.