LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE II
Della competenza per materia e valore

Art. 10

Determinazione del valore
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il valore della causa, ai fini della competenza, si determina dalla domanda a norma delle disposizioni seguenti.

II. A tale effetto le domande proposte nello stesso processo contro la medesima persona si sommano tra loro, e gli interessi scaduti, le spese e i danni, anteriori alla proposizione si sommano col capitale.


GIURISPRUDENZA

Avvocato - Onorari - Valore della causa - Onorari professionali a carico del cliente - Liquidazione - Poteri del giudice - Riferimento al valore effettivo della controversia - Conseguenze - Criteri - Fattispecie.
Nei rapporti tra avvocato e cliente sussiste sempre la possibilità di concreto adeguamento degli onorari al valore effettivo e sostanziale della controversia, ove sia ravvisabile una manifesta sproporzione rispetto a quello derivante dall'applicazione delle norme del codice di rito. Pertanto, il giudice deve verificare, di volta in volta, l'attività difensiva che il legale ha svolto, tenuto conto delle peculiarità del caso specifico, in modo da stabilire se l'importo oggetto della domanda possa costituire un parametro di riferimento idoneo ovvero se lo stesso si riveli del tutto inadeguato all'effettivo valore della controversia, perché, in tale ultima eventualità, il compenso preteso alla stregua della relativa tariffa non può essere ritenuto corrispettivo della prestazione espletata. (In applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha condiviso l'ordinanza impugnata nella parte in cui aveva considerato, ai fini della determinazione del valore della controversia, non la somma oggetto della domanda, ma quella più alta effettivamente attribuita ai ricorrenti, all'esito dell'intero procedimento, a titolo di risarcimento dei danni). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 12 Luglio 2018, n. 18507.


Processo civile - Competenza del giudice di pace - Competenza per materia - Limiti di valore - Distinzione.
La natura giuridica della competenza del Giudice di Pace ex art. 6 del d.lgs. 1 settembre 2011 n. 150 relativa alle controversie aventi ad oggetto opposizione a sanzioni amministrative per violazione del codice della strada è competenza per materia ed in alcune ipotesi con limite di valore; che la natura giuridica della competenza del Giudice di pace ex art. 7 del d.lgs. 1 settembre 2011 n. 150 relativa alle controversie aventi ad oggetto opposizione al verbale di accertamento è competenza per materia; gli stessi criteri di competenza vanno applicati anche con riferimento all'impugnativa del preavviso di fermo, in quanto azione di accertamento negativo nei termini delineati da Cass. S.U. 22 luglio 2015, n. 15354. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 27 Aprile 2018, n. 10261.


BPVI – Investimenti finanziari – Operazioni “baciate” – Competenza Tribunale ordinario.
Sussiste quindi la competenza per materia del tribunale ordinario, e non quella del tribunale delle Imprese nell’ipotesi di contestazioni relative alla legittimità delle cd. operazioni “baciate”, laddove l’investitore faccia valere la violazione degli obblighi connessi alla qualità di intermediario finanziario della Banca con riguardo ad operazioni di investimento aventi ad oggetto prodotti finanziari; dette domande non afferiscono al rapporto sociale o, comunque, a questioni attinenti al rapporto tra socio e società, che viene in rilievo solo in via riflessa. (Pietro Adami) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 24 Marzo 2017.


Avvocato e procuratore – Onorari – Valore della causa – Pluralità di domande – Individuazione dello “scaglione” di appartenenza – Scaglione previsto per le cause di valore indeterminabile – Limiti.
In tema di liquidazione degli onorari di avvocato, il principio per il quale, ove siano state proposte più domande, alcune di valore indeterminabile ed altre di valore determinato, la controversia deve essere ritenuta, nel complesso, di valore indeterminabile, opera solo laddove l'applicazione dello scaglione tariffario previsto per le cause di valore indeterminabile consenta il riconoscimento di compensi superiori rispetto a quelli che deriverebbero facendo applicazione dello scaglione applicabile in ragione del cumulo delle domande di valore determinato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 16 Febbraio 2017, n. 4187.


Avvocato - Onorari - Transazioni - Domanda di valore determinato e non presunto - Determinazione dell'onorario in favore dell'avvocato - Criteri di computo - Individuazione - Transazione in corso di causa - Irrilevanza.
Ai fini della liquidazione degli onorari professionali dovuti dal cliente in favore dell’avvocato, nel caso di transazione di una causa introdotta con domanda di valore determinato e, pertanto, non presunto in base ai criteri fissati dal codice di procedura civile, il valore della causa si determina avendo riguardo soltanto a quanto specificato nella domanda, considerata al momento iniziale della lite, restando irrilevante la somma realizzata dal cliente a seguito della transazione.  (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 23 Gennaio 2017, n. 1666.


Avvocato - Onorari - Assistenza di un unico cliente contro le domande di identico contenuto proposte da più parti - Compenso dovuto all'avvocato - Misura - Determinazione del valore della causa - Cumulo del valore delle varie domande - Esclusione - Applicazione analogica dell'art. 5 del d.m. n. 585 del 1994 - Configurabilità - Sussistenza.
Il compenso dovuto all'avvocato che abbia difeso un solo cliente dalle identiche domande proposte da più attori va determinato sulla base non del valore cumulato delle varie domande, ma sulla base del valore di una sola domanda maggiorato del 20% per ciascuna domanda, fino ad un massimo di dieci (ovvero del 5% per ciascuna domande oltre la decima, fino ad un massimo di venti), in applicazione analogica del criterio previsto dall'art. 5 del d.m. n. 585 del 1994, per l'ipotesi dell'avvocato che assista più parti aventi un'identica posizione processuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 21 Dicembre 2016, n. 26614.


Determinazione della competenza sulla domanda proposta dal socio – investitore nei confronti di una banca popolare – Utilizzo del criterio di cui all’art. 10 c.p.c. – Necessità.
L’eccezione di incompetenza per materia in relazione alla controversia proposta da un soggetto nei confronti della banca popolare di cui è socio e in cui sia stata prospettata la violazione, da parte di questa, al momento dell’acquisto delle azioni degli obblighi previsti dal T.u.f., va risolta alla stregua del consolidato orientamento della Suprema Corte secondo il quale la determinazione della competenza deve essere effettuata in base al contenuto della domanda giudiziale secondo quanto stabilisce l'art. 10 c.p.c., che esprime una regola di portata generale, salvo che nei casi in cui la prospettazione là contenuta appaia prima facie artificiosa e volta al solo fine di sottrarre la cognizione della causa al giudice predeterminato per legge. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09 Novembre 2016.


Domanda nei confronti di una banca popolare fondata sulla violazione degli obblighi previsti dal T.u.f. – Competenza del tribunale delle imprese – Esclusione.
Va esclusa la competenza del tribunale delle imprese, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera a) e lett. b), del d. lgs. 168/2003, e va invece affermata quella del tribunale ordinario, in relazione ad una domanda avanzata dal socio-investitore nei confronti di una banca popolare nella quale sia lamentata la violazione degli obblighi previsti dal t.u.f. al momento della conclusione di una operazione di investimento in obbligazioni convertibili in azioni di tale istituto. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09 Novembre 2016.


Qualità di consumatore – Sua rilevanza ai fini della determinazione della competenza per territorio sulle controversie relative a contratti finanziari – Esclusione .
La qualità di consumatore non rileva nemmeno in astratto nelle controversie, proposte dal socio investitore nei confronti di una banca popolare, in cui venga prospettata la violazione, da parte di questa, degli obblighi previsti dal Tu.f. al momento dell’acquisto delle azioni atteso che, ai sensi dell'articolo 47, lettera d) d. lgs. 206/2005, i contratti relativi a strumenti finanziari esulano dall'ambito di applicazione delle disposizioni della sezione del predetto testo normativo, tra le quali è compresa quella che individua, quale foro competente e inderogabile, quello del luogo di residenza o di domicilio del consumatore. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09 Novembre 2016.


Violazione dei doveri di cui all’art. 88 c.p.c. nel riportare al giudice la giurisprudenza in maniera incompleta e fuorviante – Condotta della parte che nei propri scritti riporti della giurisprudenza in maniera incompleta e fuorviante – Violazione del dovere di lealtà e probità – Sussistenza – Conseguenze in punto di spese.
Deve ritenersi contrario al dovere di lealtà e probità, e come tale giustifica la compensazione delle spese tra le parti, il comportamento processuale della parte consistito nel riportare in maniera incompleta i passi salienti di decisioni in punto di competenza per materia di altro organo di giustizia, al fine evidente di prospettarle come a sé favorevoli e quindi di fuorviare il giudicante sul punto. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09 Novembre 2016.


Avvocato e procuratore - Onorari - Valore della causa - Domanda principale e domanda riconvenzionale - Cumulo del rispettivo valore - Esclusione - Criteri correttivi e suppletivi - Applicabilità - Condizioni - Fondamento.
In tema di liquidazione del compenso per l'esercizio della professione forense, per la determinazione del valore della controversia, agli effetti dell'art. 6 del d.m. 8 aprile 2004, n. 127 (nella specie, "ratione temporis" applicabile), la domanda riconvenzionale, non essendo proposta contro il medesimo soggetto convenuto, non si cumula con la domanda principale dell'attore, ma, se di valore eccedente a quest'ultima, può comportare l'applicazione dello scaglione superiore poiché Ia proposizione di una riconvenzionale amplia il "thema decidendum" ed impone all'avvocato una maggiore attività difensiva, sì da giustificare l'utilizzazione del parametro correttivo del valore effettivo della controversia sulla base dei diversi interessi perseguiti dalle parti, ovvero del criterio suppletivo previsto per le cause di valore indeterminabile. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 14 Luglio 2016, n. 14691.


Avvocato e procuratore - Onorari - Valore della causa - Causa per debito plurisoggettivo - Determinazione dello scaglione - Criteri - Riferimento all'entità del debito di ciascun convenuto - Necessità - Fondamento.
In tema di liquidazione degli onorari di avvocato, quando un soggetto è convenuto per il pagamento di un importo dovuto insieme ad altri, il valore della causa si determina con riguardo a quanto dovuto dal singolo convenuto, che altrimenti sarebbe esposto per il compenso stabilito con riferimento all'importo dovuto da tutti i soggetti convenuti nello stesso giudizio per scelta del creditore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 11 Luglio 2016, n. 14118.


Competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa – Criteri per l’individuazione della competenza per materia – Criterio della domanda ex art. 10 c.p.c. – Fondatezza.
La competenza per materia si determina secondo la prospettazione fornita dall'attore nella propria domanda, posto che il principio, enunciato dall'art. 10 c.p.c. in relazione alla competenza per valore, costituisce una regola di portata generale, valida per tutti i criteri di collegamento preposti alla individuazione del giudice, essendo per contro irrilevanti sia la fondatezza nel merito della domanda dell’attore, sia le eventuali eccezioni del convenuto, le quali possono, al più, costituire fonte (residuale) di ulteriore convincimento del giudice ove sussista incertezza circa gli elementi della domanda, o qualora vi sia il sospetto di una pretestuosa preordinazione della domanda attorea al fine di radicare una indebita competenza. (Paolo Martini, Matteo Nerbi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 08 Aprile 2016.


Eccezione di incompetenza per valore – Infondatezza – Applicazione degli artt. 10 e 11 c.p.c. – Intera obbligazione – Pacchetto turistico .
Anche in presenza di una pluralità di attori, la proposta di compravendita di pacchetto/servizio turistico dagli stessi acquistata costituisce un’unica obbligazione. Nel caso di specie, non pare esservi dubbio che le somme richieste a titolo di danno patrimoniale e non patrimoniale sommate tra di loro attribuiscano la competenza per valore al Tribunale e non già al Giudice di Pace. Ai sensi degli artt. 10 e 11 c.p.c. il valore della causa, infatti, si determina dall’intera obbligazione. (Katia Ventura) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 18 Luglio 2014.