TITOLO IV
Del processo di esecuzione
CAPO I
Del titolo esecutivo e dell'espropriazione forzata in generale

Art. 164-bis

Infruttuosità dell’espropriazione forzata (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo.



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(1) Articolo aggiunto dal d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito dalla l. 10 novembre 2014, n. 162. La nuova disposizione entra in vigore l'11 novembre 2014.

GIURISPRUDENZA

Espropriazione forzata – Estinzione per infruttuosità – Impugnazione.
Il provvedimento di chiusura anticipata del processo esecutivo ai sensi dell’art. 164-bis disp. att. c.p.c. non è suscettibile di impugnazione con il ricorso straordinario per cassazione ex art. 111 Cost. essendo soggetto all’opposizione agli atti esecutivi L'art. 164-bis disp. att. c.p.c. risponde all'esigenza di definire in tempi congrui procedure esecutive inidonee a garantire un ragionevole soddisfacimento delle ragioni creditorie. (Christian Antonio Mitrano) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 28 Marzo 2018, n. 7754.


Espropriazione forzata – Estinzione per infruttuosità – Questione di costituzionalità – Art. 24 Cost. – Infondatezza.
È infondata la questione di costituzionalità dell’art. 164-bis disp. att. c.p.c. per violazione dell’articolo 24 della Costituzione fondata sull’assunto che ai creditori verrebbe impedito di proseguire l’azione esecutiva a seguito di una valutazione discrezionale del giudice dell’esecuzione. In proposito, va, infatti, tenuta presente (art. 111 Cost.) la necessità di una riduzione dei tempi del processo a fronte di una ormai inesistente possibilità di liquidazione del bene ad un valore inidoneo a soddisfare le ragioni creditorie; oltre a ciò, va sottolineato che non viene affatto impedito al creditore di procedere nuovamente alla esecuzione forzata, posto che si procede semplicemente alla dichiarazione di estinzione di una procedura divenuta antieconomica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 18 Agosto 2016.


Espropriazione forzata – Estinzione per infruttuosità – Ratio – Definizione di procedure esecutive inidonee a garantire un ragionevole soddisfacimento delle ragioni creditorie – Bilanciamento dei contrapposti interessi – Valutazione del caso concreto – Fattispecie.
L'art. 164-bis disp. att. c.p.c. risponde all'esigenza di definire in tempi congrui procedure esecutive inidonee a garantire un ragionevole soddisfacimento delle ragioni creditorie.

Il giudice, nella ricerca del bilanciamento di tali interessi, dovendo contemperare l’interesse del creditore procedente con quello pubblicistico della ragionevole durata del procedimento, deve esprimere una valutazione in ordine al caso concreto ed è per tale ragione che è stata prevista una udienza ad hoc alla quale il debitore può esporre le proprie ragioni.

(Nel caso di specie, il professionista delegato ha riferito della insussistenza di qualsivoglia interesse da parte di terzi all’acquisto del bene e della inverosimiglianza di una possibile vendita ai successivi incanti. L’instaurazione del contraddittorio, l’esperimento di numerosi vani tentativi di vendita, l’irrisorio valore raggiunto all’ultimo di essi e l’assenza di interesse per l’acquisto del bene sono gli indici sulla base dei quali il giudice dell’esecuzione ha ritenuto che un procedimento già durato oltre cinque anni dovesse essere dichiarato estinto e non ulteriormente protratto in spregio al principio costituzionale e comunitario di ragionevole durata del processo.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Rovigo, 18 Agosto 2016.


Espropriazione forzata – Estinzione per infruttuosità – Valutazione del caso concreto – Indicazione di un valore di riferimento predeterminato in astratto – Esclusione.
L’indicazione di un valore di riferimento, che il giudice dell’esecuzione abbia ritenuto di assumere quale limite per ritenere l’infruttuosità della procedura esecutiva non costituisce elemento predeterminato in astratto, bensì una soglia di valore, dal verificarsi caso per caso, al di sotto della quale è opportuno instaurare il contraddittorio tra le parti per verificare la permanenza o meno dei presupposti per la prosecuzione dell’attività liquidatoria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 18 Agosto 2016.


Espropriazione forzata - Sospensione su istanza delle parti - Estinzione per impossibilità di conseguire un ragionevole soddisfacimento dei creditori - Fattispecie.
Qualora sia proposta istanza di sospensione del procedimento esecutivo ai sensi dell’articolo 624-bis c.p.c. e sussistano, nel contempo, i presupposti di cui all’articolo 164-bis disp. att. c.p.c. a causa della impossibilità di conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, il giudice dell’esecuzione non potrà accogliere l’istanza di sospensione dei creditori qualora la stessa sia motivata dall’opportunità di attendere che in futuro, superata la crisi del settore immobiliare, potrebbe essere ricavato un risultato economico maggiormente vantaggioso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 14 Luglio 2016.


Espropriazione forzata - Art. 164 bis disp. att. c.p.c. - Interpretazione - Antieconomicità della procedura - Tutela del buon andamento della giustizia - Tutela dell’interesse del debitore - Esclusione.
La ratio della norma contenuta nell’art. 164 bis disp. att. c.p.c. secondo cui “Quando risulta che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo, è disposta la chiusura anticipata del processo esecutivo.” consiste nella tutela del buon andamento della giustizia, volendosi evitare che proseguano, sine die e con inutile dispendio di risorse, procedure esecutive inidonee a consentire il soddisfacimento degli interessi dei creditori.

Deve, pertanto, essere escluso che la disposizione in esame costituisca strumento di contemperamento tra il perseguimento dello scopo tipico dell’esecuzione forzata, dato dal soddisfacimento dei crediti fatti valere nella procedura esecutiva e l’interesse del debitore a non vedere svenduto il proprio bene rispetto ad un ipotetico valore di mercato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Pavia, 07 Luglio 2016.


Espropriazione forzata - Art. 164 bis disp. att. c.p.c. - Interpretazione - Ragionevole soddisfacimento - Soddisfazione del credito - Recupero delle spese - Esclusione.
La locuzione “ragionevole soddisfacimento” deve essere riferita ai crediti azionati nell’esecuzione, escludendosi, conseguentemente, che la procedura possa essere proseguita al solo scopo di recuperare le spese già sostenute e da sostenere; lo scopo tipico dell’esecuzione forzata è, infatti, la soddisfazione del credito portato dal titolo esecutivo e delle spese sostenute per la sua soddisfazione coattiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 07 Luglio 2016.


Espropriazione forzata - Art. 164 bis disp. att. c.p.c. - Interpretazione - Antieconomicità della procedura - Criteri .
Con la formulazione dell’articolo 164 bis disp. att. c.p.c., il legislatore ha indicato tre criteri che consentono di individuare un concetto di antieconomicità della procedura ovvero: i) i costi necessari per la sua prosecuzione; b) le probabilità di liquidazione del bene; iii) il presumibile valore di realizzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 07 Luglio 2016.


Articolo 164 bis disp. att. cod. proc. civ. – Esecuzione forzata immobiliare – Antieconomicità della procedura espropriativa.
L’articolo 164 bis disp. att. c.p.c. si applica anche alle procedure esecutive già pendenti alla data di entrata in vigore della legge di conversione n° 162/2014 in virtù del principio per cui in ambito processuale vale la regola del tempus regit actum. (Antonio Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 01 Marzo 2016.


Processo esecutivo – Ordinanza di chiusura anticipata ex art. 164 bis disp.att. c.p.c. – Reclamo ex art.630 c.p.c. – Inammissibilità – Impugnabilità mediante opposizione ex art.617 c.p.c..
Il provvedimento del giudice dell’esecuzione che decide sull’istanza di chiusura anticipata del processo esecutivo, proposta ai sensi dell’art.164 bis disp. att. c.p.c., può essere impugnato nelle forme dell’opposizione agli atti esecutivi ex art.617 c.p.c. e non in quelle del reclamo al collegio ex art.630, 3° comma, c.p.c.. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Belluno, 12 Gennaio 2016.


Processo esecutivo – Estinzione – Ordinanza di chiusura anticipata ex art. 164 bis disp.att. c.p.c. – Differenze – Effetti sulla prescrizione del diritto.
Il comune denominatore delle figure tipiche dell’estinzione, disciplinate dal codice di rito, si rinviene nel verificarsi di un fatto “imputabile” ad una delle parti, o il sopravvenuto difetto di interesse all’esecuzione forzata (estinzione per rinuncia) o l’inadempimento di un onere di impulso o di presenza (estinzione per inattività qualificata o per mancata comparizione reiterata all’udienza).
Diversa invece è la ratio che presiede all’ipotesi di chiusura anticipata prevista dall’art.164 bis disp. att. c.p.c., in cui l’esito anomalo o non fisiologico del processo esecutivo dipende da un’impossibilità oggettiva (estranea cioè al contegno delle parti) di proseguirlo, che viene valutata discrezionalmente dal giudice.
Tale differente ratio si riflette sul piano degli effetti sostanziali, nel senso che, mentre nei casi di estinzione tipica si verifica il solo effetto interruttivo istantaneo della prescrizione del diritto, risalente al primo atto del processo con il quale il creditore procedente o l’intervenuto hanno azionato esecutivamente il proprio diritto (art. 2945, 3° comma), nel caso della chiusura anticipata per infruttuosità dell’espropriazione forzata l’assenza di un fatto proprio del creditore, causativo della fine del processo – determinata invece da situazioni esterne discrezionalmente apprezzate dal giudice dell’esecuzione – deve indurre a riconoscere l’effetto sospensivo permanente della prescrizione. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Belluno, 12 Gennaio 2016.