TITOLO IV
Del processo di esecuzione
CAPO IV
Disposizioni comuni

Art. 187-bis

Intangibilità nei confronti dei terzi degli effetti degli atti esecutivi compiuti (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. In ogni caso di estinzione o di chiusura anticipata del processo esecutivo avvenuta dopo l'aggiudicazione, anche provvisoria, o l'assegnazione, restano fermi nei confronti dei terzi aggiudicatari o assegnatari, in forza dell'articolo 632, secondo comma, del codice, gli effetti di tali atti. Dopo il compimento degli stessi atti, l'istanza di cui all'articolo 495 del codice non è più procedibile.



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(1) Articolo inserito, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modif., in l. 14 maggio 2005, n. 80.

GIURISPRUDENZA

Espropriazione immobiliare - Custodia - Ordine di liberazione.
L’art. 103, comma 6, d.l. n. 18 del 2020, come modificato dall’art. 17 bis, comma 1, d.l. n. 34 del 2020, n. 34, convertito dalla l. n. 77 del 2020, secondo cui «l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 31 dicembre 2020», non si applica all’attuazione dell'ordine di liberazione emesso ex art. 560 c.p.c., sia perché la rubrica del sopravvenuto art. 17 bis cit. fa espresso riferimento alla «proroga della sospensione dell’esecuzione degli sfratti di immobili ad uso abitativo e non abitativo», con formulazione più tecnica rispetto alla dizione originaria, riguardante la “Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza” e – genericamente – il «rilascio» degli immobili, sia perché la lettura costituzionalmente orientata della disposizione impone di evitare un irragionevole squilibrio tra l’interesse dell’esecutato e quello dell’aggiudicatario (preminente, anche ex art. 187 bis disp. att. c.p.c.), il quale sarebbe fortemente ed eccessivamente pregiudicato da un rinvio della liberazione a data successiva al 31 dicembre 2020. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 24 Luglio 2020.


Esecuzione immobiliare – Custodia – Ordine di liberazione – Inapplicabilità della sospensione ex art. 103, comma 6, d.l. 18/2020 come modificato dal d.l. 19.5.2020, n. 34, convertito con l. 17.7.2020, n. 77.
La disposizione introdotta dall’art. 103, comma 6, d.l. n. 18/2020, come modificata dal d.l. 19.5.2020, n. 34, convertito con l. 17.7.2020, n. 77, secondo cui «L'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 31 dicembre 2020» non si applica all’attuazione dell’ordine di liberazione emesso ex art. 560 c.p.c., ciò rispondendo alla imprescindibile esigenza sistematica di tutela dell’aggiudicatario sancita dall’art. 187 bis disp. att. c.p.c. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 24 Luglio 2020.


Opposizione agli atti esecutivi - Legittimazione attiva.
L’aggiudicatario che intenda ottenere una riforma del provvedimento del giudice dell’esecuzione può avvalersi della richiesta di revoca di cui all’art. 487 c.p.c. e/o dell’opposizione ex art. 617 c.p.c., mezzo di impugnazione che compete anche a tale soggetto sebbene non propriamente “parte” del processo esecutivo e che deve essere impiegato entro il termine decadenziale prescritto dalla norma; ne consegue che – una volta che il giudice abbia respinto una prima richiesta di revoca o modifica di un proprio provvedimento senza che l’aggiudicatario abbia proposto opposizione agli atti esecutivi – è inammissibile la reiterazione della medesima istanza ai sensi dell’art. 487 c.p.c., poiché la situazione processuale determinata dal provvedimento, la cui revoca è stata rifiutata, si è già consolidata per effetto della mancata opposizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 24 Luglio 2020.


Rimedio impugnatorio – Provvedimento di estinzione atipica – Reclamo – Inammissibilità – Opposizione agli atti esecutivi – Ammissibilità.
Avverso i provvedimenti di c.d. estinzione atipica della procedura esecutiva, di cui all’art. 187 bis disp. att. c.p.c., l’unico rimedio impugnatorio percorribile è quello della opposizione agli atti esecutivi, a norma dell’art. 617 c.p.c., e non il reclamo ex art. 630 c.p.c., ammissibile solo per i provvedimenti di estinzione tipica della procedura esecutiva.

Il rimedio impugnatorio segue alla qualificazione giuridica adottata dal Giudice, seppur errata.

(Nel caso di specie, il Tribunale di Como ha dichiarato inamissibile il reclamo proposto avverso una ordinanza espressamente qualificata espressamente dal giudice dell’esecuzione quale provvedimento di estinzione atipica, ai sensi dell’art. 187 bis disp. att. c.p.c.). (Marika Ruggiero) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 18 Dicembre 2019.


Esecuzione forzata - Opposizione - Agli atti esecutivi - Ordinanza di assegnazione emessa ai sensi dell'art. 553 c.p.c. e non opposta -  Accoglimento successivo dell'opposizione all'esecuzione - Interesse alla decisione - Persistenza - Effetti invalidanti degli atti esecutivi precedentemente compiuti.
A seguito della pronuncia di un'ordinanza di assegnazione ex art. 553 c.p.c., che non sia stata autonomamente impugnata mediante opposizione agli atti esecutivi, persiste in capo all'esecutato l'interesse alla decisione sul merito dell'opposizione all'esecuzione precedentemente proposta, dal momento che, non venendo in questione esigenze di tutela della posizione di terzi estranei alla procedura, l'esito favorevole dell'opposizione determinerebbe l'invalidazione di tutti gli atti esecutivi precedentemente compiuti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 15 Febbraio 2019, n. 4528.


Esecuzione forzata in genere – Processi esecutivi promossi nei confronti delle vittime dell’usura – Sospensione – Decreto del P.M. – Poteri del giudice dell’esecuzione

Esecuzione forzata in genere – Processi esecutivi promossi nei confronti delle vittime dell’usura – Sospensione – Aggiudicazione del bene pignorato – Diritto dell’aggiudicatario al trasferimento del bene
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Nel caso sia pronunciato il provvedimento di sospensione ex art. 20 l. 44/99, lo stesso, ai sensi dei commi 7 e 7 bis della medesima legge, è semplicemente “comunicato” al giudice dell’esecuzione al quale non compete alcun ulteriore apprezzamento discrezionale in ordine al beneficio in questione, sicché il relativo effetto sospensivo si produce automaticamente a decorrere dalla data del provvedimento dell’autorità giudiziaria penale requirente, determinando l’arresto immediato per la durata prestabilita dalla legge (300 giorni) dei termini che a vario titolo presidiano la procedura esecutiva mobiliare ed immobiliari, ivi comprese le vendite e le assegnazioni forzate. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

La sospensione della procedura esecutiva ex art. 20 l. 44/99, non inficia gli atti già compiuti ed in particolare l’aggiudicazione del bene pignorato in quanto l’intervenuta aggiudicazione del bene fa sorgere in capo all’aggiudicatario il diritto ad ottenere in proprio favore l’emissione del decreto di trasferimento, divenendo le ragioni della disposta sospensione recessive di fronte alla definitività dell’effetto traslativo conseguente all’aggiudicazione. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 20 Novembre 2018.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore - Applicazione al creditore pignoratizio che abbia offerto  in cessione i propri beni - Esclusione.
La norma di cui alla art. 168, comma 1, l.fall., la quale fa divieto ai creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore (e, quindi, di procedere esecutivamente per la realizzazione di un eventuale diritto di pegno) dalla data della presentazione del ricorso per l'ammissione al concordato fino al passaggio in giudicato della sentenza di omologazione, non può ritenersi legittimamente applicabile anche al creditore pignoratizio del terzo che abbia, in luogo del debitore insolvente, offerto in cessione i propri beni (tra cui quello oggetto di pegno) in funzione di adempimento del concordato (v. Cass. n. 6671-98); in detta ipotesi, trattandosi di beni del terzo al quale, come è noto, non si estende l'effetto esdebitatorio previsto dall'art. 184 l.fall., non ricorrono i presupposti di conservazione e di tutela che ispirano la ratio dell'art. 168 citato, ossia la garanzia della par condicio creditorum e la conservazione dell'integrità del patrimonio del debitore insolvente nella prospettiva di un negativo epilogo della procedura concordataria con conseguente dichiarazione di fallimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19007.


Espropriazione forzata - Estinzione o improcedibilità - Intangibilità dell’assegnazione e dell’aggiudicazione - Composizione della crisi da sovraindebitamento.
La disposizione di cui all’articolo 187-bis disp. att. c.p.c. (che prevede l’intangibilità nei confronti dei terzi aggiudicatari o assegnatari degli effetti dell’aggiudicazione o dell’assegnazione per il caso di estinzione o di chiusura anticipata del processo esecutivo) è applicabile anche alle ipotesi di improcedibilità dell’esecuzione individuale derivante dalla instaurazione della procedura di sovraindebitamento ex art. 10 l. n. 3/2012 ed altresì al caso di sopravvenuto sequestro preventivo come misura di prevenzione di cui all’articolo 55 del TU antimafia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 06 Luglio 2016.


Concordato preventivo - Divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive - Effetti sulla procedura esecutiva pendente - Estinzione..
Il divieto di cui all'articolo 168, legge fallimentare, di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del debitore non comporta una sospensione del processo esecutivo ma una vera e propria estinzione atipica dello stesso riconducibile alle ipotesi previste dall'articolo 187 bis, disp. att. c.p.c.; la procedura esecutiva non potrà pertanto essere riattivata dopo l'omologazione del concordato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 18 Aprile 2012.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Modalità - Aggiudicazione - Successivo versamento del prezzo - Sopravvenuta causa di chiusura del fallimento ex art. 118,primo comma, n. 2 legge fall. - Conseguenze - Intangibilità del diritto dell'aggiudicatario - Sussistenza - Fattispecie in tema di sospensione della vendita.
In tema di liquidazione fallimentare, gli effetti dell'aggiudicazione, anche provvisoria, restano fermi nei confronti degli aggiudicatari qualora si verifichi la causa di chiusura del fallimento di cui all'art. 118, primo comma, n. 2 legge fall. (nella specie, l'estinzione dei crediti ammessi al passivo ed il pagamento del compenso al curatore e delle spese di procedura), trattandosi di evento assimilabile ad una causa di estinzione del processo esecutivo, le cui norme in materia di vendita trovano applicazione, in quanto compatibili, ai sensi dell'art. 105 legge fall., "ratione temporis" vigente e, con esse, in particolare, l'art. 187-bis disp. att. cod. proc. civ., che assicura l'intangibilità nei confronti dei terzi degli effetti degli atti esecutivi compiuti. (In applicazione del predetto principio, la S.C. ha annullato il decreto con cui tribunale aveva rigettato il reclamo proposto avverso il decreto del giudice delegato che, dopo l'aggiudicazione ed il pagamento del relativo prezzo, aveva emesso, in favore dell'aggiudicatario, il decreto di trasferimento di un immobile e contestualmente sospeso la vendita, ai sensi dell'art. 108 legge fall., in presenza della predetta causa di chiusura del fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Gennaio 2009, n. 2433.