LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE III
Dell'istruzione probatoria
PARAGRAFO 8
Della prova per testimoni

Art. 246

Incapacità a testimoniare
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Non possono essere assunte come testimoni le persone aventi nella causa un interesse che potrebbe legittimare la loro partecipazione al giudizio.


GIURISPRUDENZA

Processo civile – Istruzione probatoria – Prova per testi – Capacità a testimoniare – Del terzo legittimato all’intervento in giudizio – Esclusione – Rilevabilità d’ufficio – Sussiste.
Il divieto dell’art.246 c.p.c. è dettato in funzione del principio di incompatibilità delle posizioni di teste e di parte nel giudizio, con riguardo sia a colui che sia già parte formale del giudizio ovvero parte in senso sostanziale, cioè quella in nome della quale o contro la quale viene chiesta l’attuazione della legge, sia con riguardo al titolare o contitolare della situazione giuridica dedotta in giudizio da altro soggetto, il quale ultimo sia legittimato a farla valere in nome proprio, e rispetto al titolare di una situazione giuridica dipendente, sotto il profilo sostanziale, da quella dedotta in giudizio. Questi soggetti possono spiegare intervento in giudizio.
Se l’intervento è avvenuto, l’incapacità ad essere successivamente escusso come teste discende dalla qualità di parte che assume l’interventore, mentre nella ipotesi di intervento posteriore alla testimonianza questa perderebbe il suo valore probatorio.
L’art.246 c.p.c. è dettato con riguardo alla prospettiva di chi si mantenga estraneo al giudizio e ciononostante è in condizione di potere poi invocare a proprio favore l’efficacia diretta o riflessa del giudicato, formatosi col contributo della propria testimonianza.
Tale norma stabilisce un principio di ordine pubblico processuale la cui violazione rilevabile d’ufficio dal giudice.
[Nella fattispecie, il Tribunale ha dichiarato l’incapacità a testimoniare del promotore finanziario che secondo l’attore sarebbe concorso con l’istituto bancario convenuto nella commissione del fatto dannoso.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 02 Dicembre 2016.


Ragione più liquida - Rigetto della domanda senza rispettare l’ordine delle questioni
 
Deposizione de relato ex parte - Assenza altri elementi - Valenza probatoria nulla
.
Per il principio della ragione più liquida, la domanda può essere respinta sulla base della soluzione di una questione assorbente, pur se logicamente subordinata, senza che sia necessario esaminare previamente tutte le altre secondo l’ordine previsto dall’art. 276 c.p.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La deposizione de relato ex parte, in assenza di altri elementi, ha valenza probatoria sostanzialmente nulla. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 27 Maggio 2015.


Intermediazione finanziaria – Prova per testimoni – Dipendente della banca che ha venduto i titoli – Incapacità a testimoniare (art. 246 c.p.c.) – Sussiste..
Nei procedimenti aventi ad oggetto la responsabilità dell'intermediario finanziario, il dipendente della banca potrebbe essere da questa chiamato in causa per essere tenuto indenne dalle conseguenze di una eventuale condanna. Per questa ragione, trovandosi, il dipendente della banca, con le responsabilità e gli impegni del testimonio, di fronte alla potenziale alternativa tra il dover rendere “dichiarazioni confessorie del proprio inadempimento verso il datore di lavoro, ovvero non dire la verità”, si verrebbe a trovare in una "condizione di radicale inconciliabilità con la qualità di testimone". (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Tribunale Vigevano, 18 Marzo 2014.


Incapacità a testimoniare – Art. 246 c.c. – Testimonianza del socio. .
Non versa in incapacità ex art. 246 c.p.c. il socio di una società per azioni, rispetto a un giudizio promosso da terzi relativamente agli affari sociali, giacche nelle società di capitali la personalità giuridica della società è distinta da quella dei soci, e questi ultimi non sono legittimati ad intervenire in giudizi del genere per far valere un loro personale diritto. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 06 Giugno 2012.


Prova civile - Testimoniale - Capacità a testimoniare - Persone aventi interesse nel giudizio - Incapacità a testimoniare ex art. 246 cod. proc. civ. - Presupposti - Interesse che legittima la partecipazione al giudizio - Caratteri - Incapacità del creditore ammesso allo stato passivo a testimoniare nel giudizio di opposizione promosso da altro creditore - Sussistenza in astratto - Esclusione - Verifica in concreto - Necessità - Fondamento..
L'interesse che determina l'incapacità a testimoniare, ai sensi dell'art. 246 cod. proc. civ., è solo l'interesse giuridico, personale, concreto ed attuale, che comporta o una legittimazione principale a proporre l'azione o una legittimazione secondaria a intervenire nel giudizio proposto da altri. Pertanto, attese l'interpretazione restrittiva del divieto di testimoniare, incidente sul diritto di difesa, e la natura dell'opposizione allo stato passivo fallimentare, divenuta giudizio a trattazione singolare con la riforma di cui al d.lgs. n. 169 del 2007, deve escludersi che il creditore ammesso allo stato passivo sia, in quanto tale, incapace di testimoniare nel giudizio di opposizione allo stato passivo promosso da altro creditore, occorrendo viceversa apprezzare in concreto se l'eventuale intervento ex art. 99, comma 8, legge fall., come sostituito dal d.lgs. n. 169 citato, si correli a un interesse giuridico, personale, concreto ed attuale, alla definizione del predetto giudizio. Cassazione civile, sez. I, 24 Maggio 2012, n. 8239.


Prova civile - Testimoniale - Capacità a testimoniare - Persone aventi interesse nel giudizio - Rapporti patrimoniali compresi nel fallimento - Controversie inerenti - Fallito - Capacità a testimoniare - Esclusione.
La perdita della legittimazione processuale attiva e passiva del fallito, conseguente alla dichiarazione di fallimento, non impedisce allo stesso fallito di conservare la titolarità dei rapporti patrimoniali compresi nel fallimento e, quindi, la qualità di parte in senso sostanziale nelle controversie inerenti a tali rapporti. Ne consegue che nei predetti giudizi il fallito non può assumere la veste di testimone, operando nei suoi confronti il generale principio di incompatibilità tra la qualità di teste e quella di parte nel medesimo giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Marzo 1993, n. 2680.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Effetti - Per il fallito - Incapacità - A testimoniare - Insussistenza.
Le incapacità personali, ex artt. 50 e 142 legge fallimentare, cui è soggetto il fallito fino alla sua riabilitazione civile, sono quelle tassativamente indicate dalla legge. Tra queste, in difetto di espressa previsione normativa, non rientra l'incapacità di testimoniare, la quale anche per il fallito, come per qualsiasi altro soggetto chiamato a deporre, resta legata, ai sensi dell'art. 246 cod. proc. civ., alla eventuale situazione di incompatibilità tra la qualità di teste e quella di parte (anche virtuale) nel medesimo giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Maggio 1986, n. 3265.