LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO IV
Norme per le controversie in materia di lavoro
CAPO I
Delle controversie individuali di lavoro
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 409

Controversie individuali di lavoro
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Si osservano le disposizioni del presente capo nelle controversie relative a:

1) rapporti di lavoro subordinato privato, anche se non inerenti all'esercizio di una impresa;

2) rapporti di mezzadria, di colonia parziaria, di compartecipazione agraria, di affitto a coltivatore diretto, nonché rapporti derivanti da altri contratti agrari, salva la competenza delle sezioni specializzate agrarie;

3) rapporti di agenzia, di rappresentanza commerciale ed altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale, anche se non a carattere subordinato. La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalita' di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l'attivita' lavorativa; (1)

4) rapporti di lavoro dei dipendenti di enti pubblici che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività economica;

5) rapporti di lavoro dei dipendenti di enti pubblici ed altri rapporti di lavoro pubblico, sempreché non siano devoluti dalla legge ad altro giudice.



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(1) L'art. 15 della L. 22 maggio 2017, n. 81 (Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato), in vigore dal 14 giugno 2017, ha aggiunto le parole «. La collaborazione si intende coordinata quando, nel rispetto delle modalita' di coordinamento stabilite di comune accordo dalle parti, il collaboratore organizza autonomamente l'attivita' lavorativa».

GIURISPRUDENZA

Fallimento - Accertamento del passivo - Dichiarazioni tardive -  Domanda cd. supertardiva - Causa non imputabile - Accertamento di fatto - Conseguenze - Fattispecie relativa a crediti di lavoro derivanti da licenziamento oggetto di impugnazione - Fattispecie.
In caso di domanda tardiva di ammissione al passivo ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 101 l.fall., la valutazione della sussistenza di una causa non imputabile, che giustifichi il ritardo del creditore, implica un accertamento di fatto, rimesso alla valutazione del giudice di merito, che, se congruamente e logicamente motivato, sfugge al sindacato di legittimità. (Nella specie, la S.C.ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la decisione del tribunale che aveva rigettato l'opposizione al passivo proposta dal lavoratore ben oltre l'anno dalla dichiarazione di esecutorietà, stante la possibilità di depositare in termini l'istanza di ammissione prima della conclusione del giudizio avanti al giudice del lavoro, potendo ottenere un'ammissione con riserva o una sospensione del giudizio di ammissione innanzi al tribunale fallimentare nelle more della causa di licenziamento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31 Luglio 2017, n. 19017.


Società - Rapporto con il liquidatore - Parasubordinazione - Clausola compromissoria - Divieto di cui all'art. 806, co. 2, c.p.c. - Applicazione - Esclusione.
Il rapporto tra liquidatore e società non può essere definito di parasubordinazione, come chiarito dalle Sezioni Unite per l’analoga figura dell’amministratore, per cui è valida la clausola compromissoria inserita nel contratto individuale tra liquidatore e società,  non operando nella fattispecie il divieto di cui all’art .806, comma 2 c.p.c.. (Gastone Pea) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 27 Giugno 2017.


Fallimento – Accertamento del passivo – Crediti nascenti dal rapporto di lavoro – Sospensione dei termini durante il periodo feriale – Esclusione – Ratio.
Benché, ai sensi dell’art. 1 della l. n. 7742 del 1969, i giudizi per l’accertamento dei crediti concorsuali non si sottraggano, in via generale, alla regola della sospensione dei termini durante il periodo feriale, la sospensione non opera in quelli in cui si controverta dell’ammissione allo stato passivo di crediti nascenti dal rapporto di lavoro, che, pur dovendo essere trattati con il rito fallimentare, sono assoggettati al diverso regime previsto dal combinato disposto dell’art. 92 del r.d. n. 12 del 1941 e dell’art. 3 della l. n. 742/1969 in ragione della materia che ne forma oggetto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 05 Maggio 2017, n. 10944.


Responsabilità ex art. 2049 c.c. – Chiamata in causa del terzo dipendente – Domanda di garanzia ex art. 32 c.p.c. – Competenza del Tribunale civile – Necessità di conversione del rito ordinario in rito speciale – Insussistenza.
La chiamata in causa del dipendente spiegata dal datore di lavoro nel procedimento per l’accertamento della responsabilità aquiliana ai sensi dell’art. 2049 c.c. non determina la competenza del giudice del lavoro, né impone il mutamento del rito ordinario in rito del lavoro, in quanto la stessa non è riconducibile ad alcuna delle fattispecie elencate nell’art. 409 c.p.c. ma, al contrario discende dall’azione risarcitoria extra-contrattuale ed ha, pertanto, natura di domanda di garanzia ai sensi dell’art. 32 c.p.c., in quanto tale idonea ad essere trattata dal Giudice competente per la causa principale. (Andrea Gambardella) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 13 Novembre 2015.


Fallimento - Controversie concernenti l'ammissione al passivo - Sospensione dei termini nel periodo feriale - Applicabilità - Eccezioni - Accertamento di crediti di lavoro - Inapplicabilità - Fondamento - Fattispecie.
In tema di fallimento, ai sensi del combinato disposto dell'art. 92 del r.d. 30 gennaio 1941, n. 12 e degli artt. 1 e 3 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, le controversie aventi ad oggetto l'ammissione al passivo non si sottraggono al principio della sospensione dei termini durante il periodo feriale, fatta eccezione per quelle riguardanti crediti di lavoro, le quali, pur dovendo essere trattate con il rito fallimentare, sono assoggettate al regime previsto dal citato art. 3, che, escludendo l'applicabilità della sospensione alle controversie previste dagli artt. 409 e ss. cod. proc. civ., fa riferimento alla natura specifica della controversia, avente ad oggetto un rapporto individuale di lavoro. (Nella specie, la S.C. ha applicato il principio al credito derivante dal rapporto tra l'amministratore e la società per azioni poi fallita, qualificato come di lavoro parasubordinato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 02 Luglio 2013, n. 16494.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Passività fallimentari (accertamento del passivo) - Ammissione al passivo - Dichiarazioni tardive - Sospensione dei termini nel periodo feriale - Applicabilità - Eccezioni - Accertamento di crediti di lavoro - Inapplicabilità - Fondamento.
Procedimento civile - Termini processuali - Sospensione - Fallimento - Dichiarazione tardiva di crediti - Sospensione dei termini nel periodo feriale - Applicabilità - Eccezioni - Accertamento di crediti di lavoro - Inapplicabilità - Fondamento.
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In tema di fallimento, ai sensi del combinato disposto dell'art. 92 del r.d. 30 gennaio 1941, n. 12 e degli artt. 1 e 3 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, le controversie aventi ad oggetto l'ammissione tardiva dei crediti al passivo non si sottraggono al principio della sospensione dei termini durante il periodo feriale, fatta eccezione per quelle riguardanti crediti di lavoro, le quali, pur dovendo essere trattate con il rito fallimentare, sono assoggettate al regime previsto dall'art. 3 cit., che, escludendo l'applicabilità della sospensione alle controversie previste dagli artt. 409 e ss. cod. proc. civ., fa riferimento alla natura specifica della controversia, avente ad oggetto un rapporto individuale di lavoro. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 24 Novembre 2009, n. 24665.