LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE VI
Del regolamento di giurisdizione e di competenza

Art. 43

Regolamento facoltativo di competenza
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il provvedimento (1) che ha pronunciato sulla competenza insieme col merito può essere impugnato (1) con l'istanza di regolamento di competenza oppure nei modi ordinari quando insieme con la pronuncia sulla competenza si impugna quella sul merito.

II. La proposizione dell'impugnazione ordinaria non toglie alle altre parti la facoltà di proporre l'istanza di regolamento.

III. Se l'istanza di regolamento è proposta prima dell'impugnazione ordinaria, i termini per la proposizione di questa riprendono a decorrere dalla comunicazione dell’ordinanza (2) che regola la competenza; se è proposta dopo, si applica la disposizione dell'articolo 48.



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(1) Le parole «Il provvedimento» e «impugnato» hanno sostituito le parole «La sentenza» e «impugnata» in base all’art. 45, comma 5, della l. 18 giugno 2009, n. 69 La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).
(2) Le parole «dell’ordinanza» hanno sostituito le parole «della sentenza» in base all’art. 45 della l. 18 giugno 2009, n. 69. La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Procedimento per dichiarazione di fallimento - Incompetenza -  Regolamento di competenza - Inammissibile.
È inammissibile il regolamento di competenza proposto dalle parti avverso il provvedimento con il quale il tribunale, per primo adito in sede prefallimentare, si sia dichiarato incompetente. Le parti non restano senza tutela al riguardo, potendo ricorrere contro l’affermazione o la negazione della competenza in occasione del reclamo alla sentenza emessa dal tribunale ad quem, ai sensi dell’art. 18 l.fall., oppure con il regolamento facoltativo di competenza di cui all’art. 43 c.p.c. (Jodi Federico Proietti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 21 Dicembre 2017, n. 30748.


Decisione sulla questione della competenza – Legge 18 giugno 2009 n. 69 – Modalità – Ordinanza – Preceduta dall'invito alla precisazione delle conclusioni – Art. 189 c.p.c..

Decreto ingiuntivo – Opposizione – Riforma del processo civile – Diritto intertemporale – Ricorsi depositati anteriormente al 4 luglio 2009 - Norme applicabili – Disposizioni anteriori alla legge 69/2009 – Limiti.
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In una controversia instaurata dopo l'entrata in vigore della L. n. 69 del 2009, la pronuncia con ordinanza soltanto sulla competenza suppone, tanto nel caso che la competenza venga affermata quanto nel caso che la competenza sia negata, il previo invito alla precisazione delle conclusioni. Ove la decisione sia emessa senza tale formalità ed abbia contenuto positivo e nel contempo disponga la prosecuzione del giudizio, non si configura decisione impugnabile con il regolamento di competenza (necessario). Ove, invece, la decisione abbia contenuto negativo ed il giudice, chiudendo la causa dinanzi a sé, declini la competenza, si configura decisione impugnabile con il regolamento di competenza (necessario). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)

Agli effetti della disposizione di diritto intertemporale di cui all'art. 58, primo comma, della L. n. 69 del 2009, la data di instaurazione del giudizio per i procedimenti per decreto ingiuntivo, va individuata in quella del deposito del ricorso per decreto ingiuntivo, con la conseguenza che le controversie di opposizione a decreti ingiuntivi, emessi su ricorsi depositati anteriormente al 4 luglio 2009, sia che essi siano stati emessi prima di tale data, sia che essi siano stati emessi dopo, sono soggette, ancorché introdotte a far tempo da quella data, alle disposizioni del codice di procedura civile e delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile anteriori alle modifiche introdotte da detta legge, salvo per quanto disposto dai commi successivi dello stesso art. 58. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 21 Luglio 2011, n. 16005.


Competenza civile - Regolamento di competenza - Decisione sulla competenza successiva alla l. n. 69 del 2009 - Forma del provvedimento - Ordinanza - Impugnabilità con regolamento di competenza - Preventivo invito alla precisazione delle conclusioni - Esternazione della rimessione della causa in decisione - Necessità - Mancanza - Conseguenze..
Anche dopo il mutamento della forma della decisione sulla competenza per effetto della l. 18 giugno 2009 n. 69, la decisione affermativa della competenza presuppone sempre la rimessione in decisione della causa ai sensi degli artt. 189 e 275 cod. proc. civ. (ed ai sensi dello stesso art. 189 cod. proc. civ. in relazione all'art. 281 quinquies cod. proc. civ. per il procedimento di decisione del giudice monocratico) preceduta dall'invito a precisare le conclusioni. Ne discende che, ove nel procedimento davanti al giudice monocratico quest'ultimo esterni espressamente od implicitamente in un'ordinanza, senza aver provveduto agli adempimenti sopra indicati, un convincimento sulla competenza e dia provvedimenti sulla prosecuzione del giudizio, tale ordinanza non ha natura di decisione affermativa sulla competenza impugnabile ai sensi dell'art. 42 cod. proc. civ., sicchè il ricorso per regolamento di competenza avverso detto atto deve ritenersi inammissibile. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 28 Febbraio 2011, n. 4986.


Arbitrato - Competenza - Art. 819 ter cod. proc. civ. - Regolamento di competenza - Applicabilità - Limiti - Sentenze pronunciate in riferimento a procedimenti arbitrali iniziati dopo il 2 marzo 2006 - Esclusività - Fondamento - Fattispecie..
In tema di arbitrato, la disciplina sull'impugnabilità con regolamento di competenza, necessario o facoltativo (artt. 42 e 43 cod. proc. civ.), della sentenza del giudice di merito affermativa o negatoria della propria competenza sulla convenzione di arbitrato, recata dal nuovo testo dell'art. 819-ter cod. proc. civ. (introdotto dall'art. 22 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40), trova applicazione soltanto in relazione a sentenze pronunciate con riferimento a procedimenti arbitrali iniziati successivamente alla data del 2 marzo 2006, disponendo in tal senso, con formulazione letterale inequivoca, la norma transitoria dettata dall'art. 27, comma 4, dell'anzidetto d.lgs. n. 40, dovendosi, pertanto, escludere che l'operatività della nuova disciplina possa ancorarsi a momenti diversi, quale quello dell'inizio del giudizio dinanzi al giudice ordinario nel quale si pone la questione di deferibilità agli arbitri della controversia ovvero quello della data di pubblicazione della sentenza del medesimo giudice che risolve la questione di competenza. (Principio di diritto enunciato in sede di regolamento di competenza avente ad oggetto sentenza pronunciata in controversia attinente a domande di arbitrato proposte prima del 2 marzo 2006). Cassazione Sez. Un. Civili, 06 Settembre 2010, n. 19047.


Competenza civile - Regolamento di competenza - Provvedimenti impugnabili - Giudice delegato - Vendita all'incanto di bene acquisito al fallimento - Esperibilità del regolamento di competenza - Esclusione.
Con riguardo al provvedimento del giudice delegato, che abbia disposta la vendita all'incanto di bene acquisito al fallimento, deve negarsi l'esperibilità del regolamento di Competenza , per sostenere che detto giudice avrebbe illegittimamente modificato una precedente ordinanza collegiale ed altresì non tenuto conto della sospensione della procedura derivante dalla pendenza d'impugnazione contro tale ordinanza, trattandosi di provvedimento non qualificabile come sentenza, per cui le indicate questioni attengono a violazioni di norme processuali, ivi incluse quelle sulla ripartizione interna di funzioni fra organi dello stesso ufficio giudiziario, estranee alla Competenza e denunciabili con lo strumento del reclamo al tribunale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Aprile 1988, n. 2870.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Vendita dei beni immobili nel fallimento - Competenze del giudice delegato - Provvedimento relativo emesso dal tribunale fallimentare.
Il provvedimento con il quale venga disposta la vendita dei beni immobili nel fallimento, che ha natura meramente ordinatoria, non può essere impugnato con regolamento di Competenza , per essere stato emesso dal tribunale fallimentare anziché dal giudice delegato, trattandosi di violazione di criteri di ripartizione interna dei compiti tra organi dello stesso ufficio giudiziario. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Febbraio 1988, n. 1260.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Espropriazione in corso - Opposizione ad atti esecutivi - Dichiarazione di inammissibilità da parte del tribunale fallimentare - Provvedimento relativo - Impugnabilità con ricorso per cassazione ex art. 111 cost..
Con riguardo all'opposizione avverso Atti di procedura esecutiva immobiliare, iniziata prima del fallimento del debitore e proseguita previa sostituzione del curatore al creditore procedente ai sensi dell'art. 107 del R.d. 16 marzo 1942 n. 267, il provvedimento, con il quale il tribunale fallimentare, previa affermazione della propria Competenza a conoscere dell'opposizione medesima a norma dell'art. 26 del citato decreto, ne dichiari l'inammissibilità, perché tardivamente proposta, è impugnabile con ricorso per Cassazione ai sensi dell'art. 111 della Costituzione, in considerazione del suo carattere definitivo e contenuto decisorio. ( V 385/80, mass n 403768). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Maggio 1985, n. 3177.