Codice di Procedura Civile


LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO I
Dell'espropriazione forzata in generale
SEZIONE I
Dei modi e delle forme dell'espropriazione forzata in generale

Art. 484

Giudice dell'esecuzione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'espropriazione è diretta da un giudice.

II. La nomina del giudice dell'esecuzione è fatta dal presidente del tribunale, su presentazione a cura del cancelliere del fascicolo entro due giorni dalla sua formazione.

III. Si applicano al giudice della esecuzione le disposizioni degli articoli 174 e 175.


GIURISPRUDENZA

Espropriazione immobiliare - Custodia - Ordine di liberazione.
L’art. 103, comma 6, d.l. n. 18 del 2020, come modificato dall’art. 17 bis, comma 1, d.l. n. 34 del 2020, n. 34, convertito dalla l. n. 77 del 2020, secondo cui «l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili, anche ad uso non abitativo, è sospesa fino al 31 dicembre 2020», non si applica all’attuazione dell'ordine di liberazione emesso ex art. 560 c.p.c., sia perché la rubrica del sopravvenuto art. 17 bis cit. fa espresso riferimento alla «proroga della sospensione dell’esecuzione degli sfratti di immobili ad uso abitativo e non abitativo», con formulazione più tecnica rispetto alla dizione originaria, riguardante la “Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza” e – genericamente – il «rilascio» degli immobili, sia perché la lettura costituzionalmente orientata della disposizione impone di evitare un irragionevole squilibrio tra l’interesse dell’esecutato e quello dell’aggiudicatario (preminente, anche ex art. 187 bis disp. att. c.p.c.), il quale sarebbe fortemente ed eccessivamente pregiudicato da un rinvio della liberazione a data successiva al 31 dicembre 2020. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 24 Luglio 2020.


Esecuzione immobiliare – Locazione risolutivamente condizionata alla vendita – Rinegoziazione del canone.
Il giudice dell’esecuzione può autorizzare, ex art. 484 c.p.c., la rinegoziazione del canone di locazione di immobile staggito locato a terzi (con clausola risolutiva in caso di vendita) in considerazione dell’emergenza epidemiologica e della correlata momentanea chiusura dell’attività svolta nell’immobile. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 09 Giugno 2020.


Titolo esecutivo giudiziale - Interpretazione extratestuale da parte del giudice dell'esecuzione - Ammissibilità - Limiti e presupposti - Fattispecie.
L'interpretazione del titolo esecutivo giudiziale (nella specie, relativa alla portata del giudicato esterno di una sentenza definitiva di condanna al pagamento di una somma di denaro) compete al giudice dell'esecuzione e, in caso di opposizione ex art. 615 c.p.c., a quello dell'opposizione, che ne individua la portata precettiva sulla base del dispositivo e della motivazione; egli può ricorrere, ove il contenuto del titolo sia obbiettivamente ambiguo o incerto e ferma l'indeducibilità di motivi di contestazione nel merito delle statuizioni, anche ad elementi extratestuali, purché ritualmente acquisiti nel processo ed a condizione che non sovrapponga la propria valutazione in diritto a quella del giudice del merito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 Giugno 2020, n. 10806.


Certificazione attestante la proprietà del bene pignorato in capo al debitore esecutato in base ai registri immobiliari - Periodo rilevante - Richiesta del g.e. - Necessità - Ulteriore richiesta del medesimo g.e. del primo atto di acquisto ultraventennale - Mancata produzione - Conseguenze.
In tema di espropriazione immobiliare, il giudice dell'esecuzione ha il dovere di richiedere, ai fini della vendita forzata, la certificazione attestante che, in base alle risultanze dei registri immobiliari, il bene pignorato è di proprietà del debitore esecutato sulla base di una serie continua di trascrizioni di idonei atti di acquisto riferibili al periodo che va dalla data di trascrizione del pignoramento fino al primo atto di acquisto anteriore al ventennio dalla trascrizione stessa, la cui mancata produzione, imputabile al soggetto richiesto, consegue la dichiarazione di chiusura anticipata del processo esecutivo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 11 Giugno 2019, n. 15597.