Codice di Procedura Civile


LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO I
Dell'espropriazione forzata in generale
SEZIONE III
Dell'intervento dei creditori

Art. 500

Effetti dell'intervento (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. L'intervento, secondo le disposizioni contenute nei capi seguenti e nei casi ivi previsti, dà diritto a partecipare alla distribuzione della somma ricavata, a partecipare all'espropriazione del bene pignorato e a provocarne i singoli atti.



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(1) Articolo così sostituito, in sede di conversione, dal d.l. 14 marzo 2005, n. 35, conv. con modif. in l. 14 maggio 2005, n. 80, inserito dall'art. 13 lett. d) l. 28 dicembre 2005, n. 263, con effetto dal 1 marzo 2006.

GIURISPRUDENZA

Espropriazione forzata - Partecipazione di più creditori - Creditore intervenuto - Provvisoria sospensione e successivo ripristino dell’efficacia esecutiva del titolo - Effetti.
Nel processo di esecuzione forzata, al quale concorrano più creditori, nell'ipotesi in cui il titolo del creditore intervenuto, provvisoriamente sospeso, riacquisti efficacia esecutiva in data anteriore all'approvazione del definitivo progetto di distribuzione, l'effetto preclusivo della partecipazione alla distribuzione delle somme ricavate dalla vendita deve ritenersi limitato alle distribuzioni avvenute "medio tempore", dal momento che l'esigenza di rispetto del principio della "par condicio creditorum" e la necessità di evitare una irragionevole disparità di trattamento rispetto alla posizione del creditore pignorante (per il quale la perdita della provvisoria esecutività del titolo non determina l'inefficacia del pignoramento ma soltanto la sospensione cd. "esterna" del processo esecutivo, in attesa che il titolo sia definitivamente revocato o confermato) impongono di riconoscere la legittimazione dell'interveniente a concorrere alle ulteriori fasi distributive. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 16 Febbraio 2021, n. 4034.


Opposizione all’esecuzione – Sospensione soggettivamente parziale dell’espropriazione – Ammissibilità – Interesse concreto e attuale dell’esecutato – Sussistenza.
La parte esecutata in caso di opposizione all’esecuzione proposta ai sensi dell’art. 615, comma 2, c.p.c. ha interesse alla sospensione dell’esecuzione limitatamente all’intervento del creditore titolato perché quest’ultimo ha un potere d’impulso dotato di una propria autonomia giuridica che prescinde dalla sorte del titolo esecutivo del creditore procedente e che gli consente di proseguire, eventualmente anche da solo, il processo esecutivo sino al suo fisiologico epilogo (vendita del bene e distribuzione del ricavato).

L’interesse della parte esecutata a promuovere l’opposizione esecutiva contro l’intervento titolato sussiste anche anteriormente alla caducazione del titolo esecutivo del creditore procedente perché, nel periodo intercorrente tra la caducazione del titolo esecutivo e quello necessario al G.E. per esaminare l’istanza sospensiva dell’opponente medio tempore proposta, potrebbe verificarsi l’aggiudicazione dell’immobile staggito, i cui effetti sono insensibili all’eventuale chiusura anticipata o all’estinzione del processo esecutivo successivamente dichiarata (v. art. 187-bis disp. att. c.p.c.).

L’interesse dell’esecutato ad ottenere un’inibitoria immediata del potere d’impulso che compete al creditore intervenuto titolato è attuale e non è differibile alla data dell’eventuale futura caducazione del titolo esecutivo del procedente in considerazione degli effetti irreversibili dell’aggiudicazione e della correlativa necessità di non lasciare la parte esecutata senza tutela in forma specifica del suo diritto a non subire un’ingiusta espropriazione immobiliare (nel caso, infatti, rimarrebbe solo la tutela per equivalente di cui all’art. 96, secondo comma, c.p.c.). (Giovanni Trolese) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 04 Gennaio 2021.


Esecuzione forzata - Contestazione circa la tardività dell'intervento di altro creditore - Natura - Controversia relativa alla distribuzione della somma ricavata - Sussistenza - Opposizione agli atti esecutivi - Esclusione - Proposizione - Modalità e limiti.
La doglianza con la quale un creditore eccepisce, anche tramite deduzione nel verbale dell'udienza innanzi al giudice dell'esecuzione, la tardività dell'intervento di un altro creditore deve essere qualificata come controversia attinente alla distribuzione della somma ricavata - da risolversi ai sensi dell'art. 512 c.p.c. - e non come opposizione agli atti esecutivi, sicché la stessa può essere dispiegata anche nella fase finale della distribuzione e non è soggetta al termine di decadenza di cui all'art. 617 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Novembre 2020, n. 26423.


Intervento nell'espropriazione forzata - Natura di "domanda proposta nel corso del giudizio" - Effetti - Interruzione e sospensione della prescrizione - Decorrenza e termini.
Nell'espropriazione forzata, il ricorso per intervento, recante istanza di partecipazione alla distribuzione della somma ricavata, è equiparabile alla "domanda proposta nel corso di un giudizio" idonea, a mente dell'art. 2943, comma 2, c.c., ad interrompere la prescrizione dal giorno del deposito del ricorso ed a sospenderne il corso sino all'approvazione del progetto di distribuzione del ricavato della vendita. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 09 Luglio 2020, n. 14602.


Esecuzione forzata – Titolo esecutivo – Perdita di efficacia – Sospensione – Intervento di altro creditore munito di titolo esecutivo – Riassunzione del processo esecutivo – Ammissibilità (artt. 624, 626, 627 c.p.c.).

Esecuzione forzata – Titolo esecutivo – Perdita di efficacia – Sospensione dell’esecuzione – Intervento in riassunzione di altro creditore munito di titolo esecutivo – Pignoramento successivo – Opponibilità ai terzi del vincolo costituito dal primo pignoramento – Continuità del vincolo – Sussistenza.
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Il creditore munito di titolo esecutivo può non solo intervenire nel processo esecutivo sospeso, ma anche dare nuovo impulso allo stesso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Al creditore intervenuto (eventualmente con nuovo pignoramento) non è opponibile l’eventuale alienazione dell’immobile sottoposto ad esecuzione in forza di un valido pignoramento, trascritto anteriormente alla stessa, benché quest’ultima sia stata trascritta prima del pignoramento successivo, posto che l’effetto di indisponibilità (ed opponibilità) a vantaggio di tutti  i creditori dell’esecuzione promana dal solo primo pignoramento, finché esso rimanga valido, mentre il pignoramento successivo serve a saldare la continuità procedurale ove venga a mancare il primo pignoramento, consentendo di portare a termine l’esecuzione già intrapresa. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 21 Giugno 2011.


Esecuzione forzata – Titolo esecutivo – Perdita di efficacia – Sospensione – Intervento di altro creditore munito di titolo esecutivo – Riassunzione del processo esecutivo – Ammissibilità (artt. 624, 626, 627 c.p.c.)..
Il creditore munito di titolo esecutivo può non solo intervenire nel processo esecutivo sospeso, ma anche dare nuovo impulso allo stesso. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 21 Giugno 2011.