Codice di Procedura Civile


LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO III
Dell'espropriazione presso terzi
SEZIONE I
Del pignoramento e dell'intervento

Art. 548

Mancata dichiarazione del terzo
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Quando all'udienza il creditore dichiara di non aver ricevuto la dichiarazione, il giudice, con ordinanza, fissa un'udienza successiva. L'ordinanza e' notificata al terzo almeno dieci giorni prima della nuova udienza. Se questi non compare alla nuova udienza o, comparendo, rifiuta di fare la dichiarazione, il credito pignorato o il possesso del bene di appartenenza del debitore, nei termini indicati dal creditore, si considera non contestato ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione se l'allegazione del creditore consente l'identificazione del credito o dei beni di appartenenza del debitore in possesso del terzo (1) e il giudice provvede a norma degli articoli 552 o 553.

II. Il terzo può impugnare nelle forme e nei termini di cui all'articolo 617 [...] (2) l'ordinanza di assegnazione di crediti adottata a norma del presente articolo, se prova di non averne avuto tempestiva conoscenza per irregolarità della notificazione o per caso fortuito o forza maggiore.



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(1) L'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132, dopo le parole: "di assegnazione" ha inserite le seguenti: "se l'allegazione del creditore consente l'identificazione del credito o dei beni di appartenenza del debitore in possesso del terzo".
(2) L'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132, ha soppresso le parole: ", primo comma,".
(*) Le modifiche di cui alle note 1 e 2 si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del citato decreto. Quando e' gia' stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l'osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al presente decreto si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita. La modifica si applica esclusivamente alle procedure esecutive iniziate successivamente alla data di entrata in vigore del citato decreto.

GIURISPRUDENZA

Pignoramento presso terzi – Giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo – Onere della prova del credito – Prova delle componenti del saldo.
Nel giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo, che, nel regime anteriore alla novella del 2013 (di cui alla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 20), è un ordinario giudizio di cognizione, incombe al creditore attore l’onere di provare l’entità del saldo complessivo del credito del debitore esecutato verso il suo creditore; pertanto, è insufficiente a tal fine un documento relativo ad una sola delle componenti del detto saldo, quale, nel rapporto di tesoreria tra un Comune ed il suo tesoriere, l’estratto del conto di transito, sia pure con saldo originario attivo presso la Banca d’Italia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 11 Maggio 2021, n. 12439.


Espropriazione di crediti presso terzi - Sopravvenienza del fallimento del debitore - Improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo ex art. 51 l. fall. - Esclusione - Improseguibilità dell'accertamento endoesecutivo ex art. 549 c.p.c. (dopo la riforma della legge n. 228 del 2012) - Sussistenza - Fondamento.
In tema di espropriazione forzata di crediti presso terzi, il sopravvenuto fallimento del debitore pignorato - pur determinando, a norma dell'art. 51 l.fall., l'improseguibilità del processo esecutivo sospeso - non comporta l'improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo; tuttavia, dopo la riforma introdotta dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228, si deve escludere la possibilità di dare ulteriore impulso all'accertamento endoesecutivo compiuto dallo stesso giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 549 c.p.c. (come modificato dall'art. 1, comma 20, numero 3), della legge n. 228 del 2012, e successivamente riformulato dall'art. 13, comma 1, lettera m-ter), del decreto legge n. 83 del 2015, convertito, con modificazioni, nella legge n. 132 del 2015), perché - come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 172 del 10 luglio 2019 - l'ordinanza emessa produce effetti ai soli fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione e non dà luogo alla formazione di un giudicato sull'an o sul quantum del debito del terzo nei confronti dell'esecutato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Gennaio 2021, n. 272.


Espropriazione di crediti presso terzi - Sopravvenienza del fallimento del debitore - Improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo ex art. 51 l. fall. - Esclusione - Improseguibilità dell'accertamento endoesecutivo ex art. 549 c.p.c. (dopo la riforma della legge n. 228 del 2012) - Sussistenza - Fondamento.
In tema di espropriazione forzata di crediti presso terzi, il sopravvenuto fallimento del debitore pignorato - pur determinando, a norma dell'art. 51 l.fall., l'improseguibilità del processo esecutivo sospeso - non comporta l'improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo; tuttavia, dopo la riforma introdotta dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228, si deve escludere la possibilità di dare ulteriore impulso all'accertamento endoesecutivo compiuto dallo stesso giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 549 c.p.c. (come modificato dall'art. 1, comma 20, numero 3), della legge n. 228 del 2012, e successivamente riformulato dall'art. 13, comma 1, lettera m-ter), del decreto legge n. 83 del 2015, convertito, con modificazioni, nella legge n. 132 del 2015), perché - come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 172 del 10 luglio 2019 - l'ordinanza emessa produce effetti ai soli fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione e non dà luogo alla formazione di un giudicato sull'an o sul quantum del debito del terzo nei confronti dell'esecutato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Gennaio 2021, n. 272.


Disciplina successiva alle modifiche apportate dalla legge n. 228 del 2012 e dal d.l. n. 132 del 2014 - Debitore esecutato - Qualità di litisconsorte necessario - Sussistenza - Rilevanza nella fase endoesecutiva - Esclusione - Ragioni.
Anche a seguito delle modifiche apportate agli artt. 548 e 549 c.p.c. dalla legge n. 228 del 2012 e dal d.l. n. 132 del 2014 (conv. con modif. dalla legge n. 162 del 2014), nell'accertamento dell'obbligo del terzo il debitore esecutato è litisconsorte necessario, in quanto interessato all'accertamento del rapporto di credito oggetto di pignoramento, ancorché la pronuncia non faccia stato nei suoi confronti; tuttavia, l'esigenza di tutelare l'integrità del contraddittorio si avverte solamente nel caso in cui il terzo pignorato proponga opposizione agli atti esecutivi, giacché nella fase sommaria il debitore esecutato già partecipa al processo di espropriazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 17 Novembre 2020, n. 26185.


Giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo - Disciplina anteriore alle modifiche apportate dalla l. n. 228 del 2012 e dal d.l. n. 132 del 2014 - Momento di introduzione - Conseguenze - Individuazione del termine impugnazione della decisione ex art. 327 c.p.c. - Rilevanza della data di emissione del titolo esecutivo o di inizio di altra esecuzione - Esclusione.
In tema di pignoramento presso terzi, il giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo introdotto ai sensi dell'art. 548 c.p.c. (nel testo previgente alle modifiche introdotte dalla l. n. 228 del 2012 e dal d.l. n. 132 del 2014, convertito dalla l. n. 162 del 2014) ha inizio con la notifica dell'atto di citazione e a tale momento occorre riferirsi al fine di individuare il termine ex art. 327 c.p.c. per l'impugnazione della decisione (nella specie, "ratione temporis", semestrale, a seguito della modifica della citata norma apportata dalla l. n. 69 del 2009), non assumendo alcun rilievo né la data di pubblicazione del titolo esecutivo azionato, né quella di avvio di un'altra precedente procedura esecutiva rimasta infruttuosa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 15 Settembre 2020, n. 19104.


Esecuzione forzata – Presso terzi – Accertamento dell'obbligo del terzo – Disciplina successiva alle modifiche apportate dalla legge n. 228 del 2012 e dal d.l. n. 132 del 2014 – Debitore esecutato – Qualità di litisconsorte necessario – Sussistenza – Fondamento.
Nell'accertamento dell'obbligo del terzo, come disciplinato a seguito delle modifiche apportate agli artt. 548 e 549 c.p.c., il debitore esecutato è litisconsorte necessario, in quanto interessato all'accertamento del rapporto di credito oggetto di pignoramento, ancorchè la pronuncia non faccia stato nei suoi confronti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 17 Ottobre 2019, n. 26329.


L'espropriazione presso terzi - Crediti non ancora esigibili, futuri, condizionati o eventuali - Stanziamenti pubblici andati in perenzione amministrativa - Ammissibilità - Fondamento.
L'espropriazione presso terzi può riguardare anche crediti non ancora esigibili, futuri, condizionati o anche eventuali, inclusi gli stanziamenti del bilancio della pubblica amministrazione per il finanziamento di un'opera pubblica andati in perenzione amministrativa per decorso del termine di efficacia (nella specie, per mancanza di richiesta del creditore con titolo di spesa idoneamente rendicontato), in quanto la perenzione a fini amministrativi consiste nell'eliminazione dalla contabilità finanziaria dei residui passivi non smaltiti, ma non produce alcun effetto sul diritto di credito fino alla decorrenza dei termini per la prescrizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 08 Ottobre 2019, n. 25042.


Esecuzione forzata - Mobiliare - Presso terzi - Accertamento dell'obbligo del terzo - Giudizio di cognizione ex artt. 548 e 549 c.p.c., nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla l. n. 228 del 2012 - Interesse del debitore esecutato a far valere l'avvenuta cessione del credito e la prevalenza di detta cessione sul pignoramento - Sussistenza.
In tema di giudizio di cognizione instaurato ex artt. 548 e 549 c.p.c., nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla l. n. 228 del 2012, per l'accertamento dell'obbligo del terzo sottoposto a pignoramento, sussiste l'interesse del debitore esecutato, che è parte del detto giudizio, ad eccepire la non persistenza del credito nel suo patrimonio per la avvenuta cessione dello stesso e la prevalenza di tale cessione sul pignoramento, ai sensi dell'art. 2914, n. 2, c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 24 Settembre 2019, n. 23644.


Espropriazione presso terzi regolata dalla l. n. 228 del 2012 e successive modifiche – Modalità di proposizione dell'impugnazione prevista dagli artt. 548, comma 2, e 549 c.p.c. – Ricorso al giudice dell'esecuzione ex art. 617, comma 2, c.p.c. – Necessità – Fondamento.
Nei pignoramenti presso terzi cui si applicano le modifiche introdotte dalla l. n. 228 del 2012 e da quelle successive, l'impugnazione prevista dagli artt. 548, comma 2, e 549 c.p.c., concernenti, rispettivamente, l'ordinanza pronunciata in caso di mancata dichiarazione del terzo e quella con la quale il giudice dell'esecuzione risolve le contestazioni sorte sulla dichiarazione, si deve proporre con ricorso al giudice dell'esecuzione, nelle forme e nei termini regolati dall'art. 617, comma 2, c.p.c., venendo in rilievo atti aventi natura esecutiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 02 Luglio 2019, n. 17663.


Espropriazione presso terzi - Limite ex art. 546, comma 1, c.p.c. - Incidenza sull'oggetto del processo esecutivo - Intervento successivo - Mancata estensione del pignoramento - Assegnazione di crediti in misura maggiore - Possibilità - Esclusione.
Il limite dell'importo del credito precettato aumentato della metà, previsto dall'art. 546, comma 1, c.p.c., individua anche l'oggetto del processo esecutivo, sicchè, in difetto di rituale estensione del pignoramento, un intervento successivo, pur se del medesimo procedente, non consente il superamento del detto limite e, quindi, l'assegnazione di crediti in misura maggiore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 11 Giugno 2019, n. 15595.


Somma di danaro dovuta dal terzo al debitore esecutato - Assegnazione al creditore esecutante - Sostituzione del creditore esecutante all'originario creditore - Ritardo nel pagamento del terzo pignorato - Applicabilità dell’art. 1224 c.c. - Condizioni.
A seguito dell'assegnazione al creditore procedente della somma di danaro dovuta dal terzo al debitore esecutato, si verifica la sostituzione del primo all'originario creditore/debitore pignorato, sicché, da quel momento, il terzo è tenuto ad adempiere, nei limiti della somma assegnata, al creditore procedente; ne deriva che, in caso di ritardo nel pagamento, gli interessi saranno dovuti al tasso legale (e non a quello, in ipotesi superiore, eventualmente pattuito con l'originario creditore), salvo l'ulteriore risarcimento a norma dell'art. 1224, comma 2, c.c., ove il creditore procedente dimostri di aver subito un danno ulteriore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 11 Marzo 2019, n. 6957.


Giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo “ante” riforma - Oggetto - Possibilità di sollevare questioni sulla pignorabilità del credito - Esclusione - Fondamento.
Oggetto del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo, previsto dal testo dell'art. 549 c.p.c., nella formulazione anteriore alla riforma del 2012, è unicamente l'accertamento della esistenza o meno del debito del terzo pignorato verso il debitore esecutato, nonché, in caso positivo, della sua misura, rimanendo estranea a tale giudizio – del tutto autonomo rispetto al procedimento di esecuzione - ogni questione concernente la pignorabilità del credito azionato "in executivis", anche sotto il profilo dell'incidenza di eventuali vincoli di destinazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Febbraio 2019, n. 3987.


Espropriazione forzata - Espropriazione forzata di crediti presso terzi - Giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo.
Al giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo non si applica la disposizione l’art. 51 legge fallim., di talché il sopravvenuto fallimento del debitore esecutato non determina l’improseguibilità dell’azione né il venir meno dell’interesse ad agire del creditore procedente, atteso che la sopravvenuta improcedibilità della procedura esecutiva non esclude la possibilità che il fallito torni in bonis e venga dunque sottoposto a nuova esecuzione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2018, n. 9624.


Esecuzione forzata presso terzi - Accertamento dell'obbligo del terzo - Estinzione del credito pignorato per compensazione con controcredito del "debitor debitoris" - Distribuzione dell'onere della prova tra creditore procedente e terzo pignorato.
Nel giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo, il creditore pignorante è tenuto a provare l'esistenza del credito del proprio debitore, mentre il terzo pignorato - che eccepisca l'estinzione di detto credito per compensazione con un proprio controcredito, contestato dal creditore procedente, verso l'esecutato - deve provare il fatto estintivo dedotto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2018, n. 9624.


Espropriazione di crediti presso terzi - Sopravvenienza del fallimento del debitore - Improseguibilità del processo esecutivo ex art. 51 l.fall. - Sussistenza - Improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo o sopravvenuta carenza di interesse del creditore all'accertamento - Esclusione.
In tema di espropriazione forzata di crediti presso terzi, il sopravvenuto fallimento del debitore pignorato - pur determinando, a norma dell'art. 51 l.fall., l'improseguibilità del processo esecutivo sospeso - non comporta l'improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo (neanche dopo la riforma introdotta dalla l. n. 228 del 2012), né l'impossibilità di proseguire l'esecuzione forzata determina la sopraggiunta carenza dell'interesse del creditore allo svolgimento del giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2018, n. 9624.


Esecuzione presso terzi - Accertamento dell'obbligo del terzo - Responsabilità del terzo per dichiarazione reticente o elusiva - Onere della prova del creditore.

Esecuzione presso terzi - Pignoramento presso il concessionario di rimborso Iva - Individuazione dell'erogazione delle rimborso - Accredito sul conto corrente del beneficiario - Esclusione - Accredito sul conto di gestione presso la Banca d'Italia.
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Mentre nel giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo (articolo 548 c.p.c.) l'onere probatorio è ripartito in modo tale che al creditore spetti unicamente di provare il fatto costitutivo dell'obbligo del terzo ed al terzo di provare di aver assunto l'obbligazione prima del pignoramento, nel caso di responsabilità extracontrattuale conseguente a dichiarazione resa dal terzo ai sensi dell'articolo 547 c.p.c. - della quale si lamenta la reticenza ovvero l'elusività - è il creditore che assume di essere stato danneggiato a dover provare il comportamento doloso o colposo del terzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nell'ipotesi di pignoramento presso terzi di rimborso Iva effettuato presso il concessionario, al fine di stabilire se il terzo abbia estinto l'obbligazione in data anteriore o posteriore alla notifica del pignoramento, non assume alcun rilievo né la data in cui il concessionario conferisce l'ordine di pagare il rimborso Iva, né quella dell’accredito del rimborso sul conto corrente bancario intestato all'avente diritto. Assume, invece, rilievo il momento - logicamente successivo all'emissione dell'ordine di pagamento ed anteriore alla accredito sul conto corrente bancario dell'avente diritto al rimborso - dell'accreditamento dell'importo sul conto di gestione che la banca del beneficiario detiene presso la Banca d’Italia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Novara, 23 Giugno 2011.


Cessione di crediti "futuri" in pregiudizio del creditore pignorante - Crediti originati da un rapporto contrattuale già esistente e crediti solo eventuali - Prevalenza sul pignoramento - Limiti temporali e condizioni - Fattispecie relativa alla cessione di "futuri" crediti di lavoro.
Ai fini dell'efficacia della cessione di crediti "futuri" in pregiudizio del creditore pignorante, ex art. 2914 n. 2 cod. civ., occorre distinguere tra crediti maturandi con origine da un unico e già esistente rapporto - base, quali i crediti di lavoro, e crediti soltanto eventuali, non necessariamente identificati in tutti gli elementi oggettivi e soggettivi; la cessione dei primi prevale sul pignoramento nell'ambito di un triennio (ex art. 2918 cod. civ.), purché prima del pignoramento stesso sia stata notificata o accettata dal debitore ceduto, mentre perché prevalga la cessione dei secondi è necessaria la notificazione o accettazione dopo che il credito sia venuto ad esistenza, ma prima del pignoramento (nella specie, la S.C. ha annullato la sentenza di merito che, in relazione alla cessione di "futuri" crediti di lavoro, aveva fatto applicazione dell'art. 2914 n. 2 cod. civ. riferendosi non al contratto di cessione ma alla successiva maturazione dei singoli ratei). Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 26 Ottobre 2002, n. 15141.