Codice di Procedura Civile


LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO III
Dell'espropriazione presso terzi
SEZIONE I
Del pignoramento e dell'intervento

Art. 549

Contestata dichiarazione del terzo
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se sulla dichiarazione sorgono contestazioni o se a seguito della mancata dichiarazione del terzo non e' possibile l'esatta identificazione del credito o dei beni del debitore in possesso del terzo, il giudice dell'esecuzione, su istanza di parte, provvede con ordinanza, compiuti i necessari accertamenti nel contraddittorio tra le parti e con il terzo. (1) L'ordinanza produce effetti ai fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione ed è impugnabile nelle forme e nei termini di cui all'articolo 617.


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(1) L'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132, ha sostituito il primo periodo. Le modifiche si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto. Quando e' gia' stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l'osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al citato decreto si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita.

GIURISPRUDENZA

Pignoramento presso terzi – Giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo – Onere della prova del credito – Prova delle componenti del saldo.
Nel giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo, che, nel regime anteriore alla novella del 2013 (di cui alla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 20), è un ordinario giudizio di cognizione, incombe al creditore attore l’onere di provare l’entità del saldo complessivo del credito del debitore esecutato verso il suo creditore; pertanto, è insufficiente a tal fine un documento relativo ad una sola delle componenti del detto saldo, quale, nel rapporto di tesoreria tra un Comune ed il suo tesoriere, l’estratto del conto di transito, sia pure con saldo originario attivo presso la Banca d’Italia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 11 Maggio 2021, n. 12439.


Espropriazione di crediti presso terzi - Sopravvenienza del fallimento del debitore - Improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo ex art. 51 l. fall. - Esclusione - Improseguibilità dell'accertamento endoesecutivo ex art. 549 c.p.c. (dopo la riforma della legge n. 228 del 2012) - Sussistenza - Fondamento.
In tema di espropriazione forzata di crediti presso terzi, il sopravvenuto fallimento del debitore pignorato - pur determinando, a norma dell'art. 51 l.fall., l'improseguibilità del processo esecutivo sospeso - non comporta l'improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo; tuttavia, dopo la riforma introdotta dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228, si deve escludere la possibilità di dare ulteriore impulso all'accertamento endoesecutivo compiuto dallo stesso giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 549 c.p.c. (come modificato dall'art. 1, comma 20, numero 3), della legge n. 228 del 2012, e successivamente riformulato dall'art. 13, comma 1, lettera m-ter), del decreto legge n. 83 del 2015, convertito, con modificazioni, nella legge n. 132 del 2015), perché - come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 172 del 10 luglio 2019 - l'ordinanza emessa produce effetti ai soli fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione e non dà luogo alla formazione di un giudicato sull'an o sul quantum del debito del terzo nei confronti dell'esecutato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Gennaio 2021, n. 272.


Espropriazione di crediti presso terzi - Sopravvenienza del fallimento del debitore - Improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo ex art. 51 l. fall. - Esclusione - Improseguibilità dell'accertamento endoesecutivo ex art. 549 c.p.c. (dopo la riforma della legge n. 228 del 2012) - Sussistenza - Fondamento.
In tema di espropriazione forzata di crediti presso terzi, il sopravvenuto fallimento del debitore pignorato - pur determinando, a norma dell'art. 51 l.fall., l'improseguibilità del processo esecutivo sospeso - non comporta l'improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo; tuttavia, dopo la riforma introdotta dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228, si deve escludere la possibilità di dare ulteriore impulso all'accertamento endoesecutivo compiuto dallo stesso giudice dell'esecuzione ai sensi dell'art. 549 c.p.c. (come modificato dall'art. 1, comma 20, numero 3), della legge n. 228 del 2012, e successivamente riformulato dall'art. 13, comma 1, lettera m-ter), del decreto legge n. 83 del 2015, convertito, con modificazioni, nella legge n. 132 del 2015), perché - come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 172 del 10 luglio 2019 - l'ordinanza emessa produce effetti ai soli fini del procedimento in corso e dell'esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione e non dà luogo alla formazione di un giudicato sull'an o sul quantum del debito del terzo nei confronti dell'esecutato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Gennaio 2021, n. 272.


Disciplina successiva alle modifiche apportate dalla legge n. 228 del 2012 e dal d.l. n. 132 del 2014 - Debitore esecutato - Qualità di litisconsorte necessario - Sussistenza - Rilevanza nella fase endoesecutiva - Esclusione - Ragioni.
Anche a seguito delle modifiche apportate agli artt. 548 e 549 c.p.c. dalla legge n. 228 del 2012 e dal d.l. n. 132 del 2014 (conv. con modif. dalla legge n. 162 del 2014), nell'accertamento dell'obbligo del terzo il debitore esecutato è litisconsorte necessario, in quanto interessato all'accertamento del rapporto di credito oggetto di pignoramento, ancorché la pronuncia non faccia stato nei suoi confronti; tuttavia, l'esigenza di tutelare l'integrità del contraddittorio si avverte solamente nel caso in cui il terzo pignorato proponga opposizione agli atti esecutivi, giacché nella fase sommaria il debitore esecutato già partecipa al processo di espropriazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 17 Novembre 2020, n. 26185.


Esecuzione forzata - Presso terzi - Titolo di credito emesso da un terzo - Pignoramento con le forme del pignoramento presso terzi e non con quelle del pignoramento diretto a carico del debitore - Opposizione agli atti esecutivi - Necessità - Contestazione sollevata nel giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo - Configurabilità - Esclusione - Fattispecie.
L'irregolarità del pignoramento di un diritto di credito, incorporato in un titolo di credito emesso da un terzo, eseguito nelle forme del pignoramento presso terzi anziché in quelle del pignoramento diretto presso il debitore, va contestata con l'opposizione agli atti esecutivi e non nel giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo secondo il regime anteriore all'attuale testo dell'art. 549 c.p.c. (Nella specie, la S.C., nel confermare la decisione di merito, ha precisato che, in relazione ai crediti in questione, rappresentati da titoli cambiari, non sussisteva il paventato rischio per il terzo pignorato del "doppio pagamento"; infatti, poiché il pignoramento di detti titoli era avvenuto non nelle forme dell'espropriazione diretta presso il debitore, ma in quelle dell'espropriazione dei crediti presso terzi, il processo esecutivo aveva ad oggetto il rapporto obbligatorio causale sottostante e non quello cambiario, con la conseguenza che il terzo debitore, una volta effettuato il pagamento dell'obbligazione cambiaria dopo il pignoramento, benché non potesse opporre tale pagamento al creditore assegnatario, era tutelato dal diritto, a lui riconosciuto dall'art. 66, comma 3, l.camb., alla restituzione degli effetti emessi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 28 Settembre 2020, n. 20338.


Espropriazione immobiliare - Vendita.
Va esclusa una qualificazione privatistica del rapporto di tesoreria gestito in regime di anticipazione di cassa, atteso che si tratta di un istituto di diritto pubblico che trova, nell’ambito del TUEL (art. 222) e di altre fonti (art. 4, d.m. 4.8.2009), una propria disciplina speciale tendenzialmente compiuta, onde l’accostamento alle norme in materia di conto corrente (in specie all’art. 1830 c.c.) o alle norme in materia di aperture di credito (artt. 1842 e ss. c.c.) è, prima ancora che problematico, del tutto inutile.
Ne discende che la questione relativa alla pignorabilità delle somme di cui l’Ente locale dispone presso il proprio tesoriere in regime di anticipazione di cassa va risolta tenendo principalmente conto di quanto emerge da tale disciplina speciale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 05 Febbraio 2020.


Espropriazione presso terzi.
Alla luce dell’art. 4, d.m. 4.8.2009 - secondo cui “le anticipazioni effettuate agli enti ed organismi pubblici dai tesorieri, nei limiti previsti dalla normativa in vigore, in mancanza di disponibilità non vincolate nelle contabilità speciali in essere presso la Tesoreria dello Stato, devono essere estinte, a cura dei tesorieri, non appena siano acquisiti introiti non soggetti a vincolo di destinazione sul conto corrente bancario intestato agli enti e organismi pubblici” – deve ritenersi che le rimesse confluite sul conto intestato all’Ente, in quanto dirette in via prioritaria a ripristinare la disponibilità goduta dall’Ente stesso presso il proprio cassiere (e cioè a far tornare a coincidere saldo disponibile e saldo contabile), non sono pignorabili, le stesse non avendo natura solutoria ma ripristinatoria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 05 Febbraio 2020.


Espropriazione presso terzi.
Siccome le rimesse confluite sul conto intestato all’Ente, in quanto dirette in via prioritaria a ripristinare la disponibilità goduta dall’Ente stesso presso il proprio cassiere hanno natura ripristinatoria, non trova applicazione l’art. 2917 c.c. secondo cui se oggetto del pignoramento è un credito l’estinzione di esso per cause verificatesi in epoca successiva al pignoramento non ha effetto in pregiudizio del creditore pignorante. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 05 Febbraio 2020.


Esecuzione forzata – Presso terzi – Accertamento dell'obbligo del terzo – Disciplina successiva alle modifiche apportate dalla legge n. 228 del 2012 e dal d.l. n. 132 del 2014 – Debitore esecutato – Qualità di litisconsorte necessario – Sussistenza – Fondamento.
Nell'accertamento dell'obbligo del terzo, come disciplinato a seguito delle modifiche apportate agli artt. 548 e 549 c.p.c., il debitore esecutato è litisconsorte necessario, in quanto interessato all'accertamento del rapporto di credito oggetto di pignoramento, ancorchè la pronuncia non faccia stato nei suoi confronti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 17 Ottobre 2019, n. 26329.


L'espropriazione presso terzi - Crediti non ancora esigibili, futuri, condizionati o eventuali - Stanziamenti pubblici andati in perenzione amministrativa - Ammissibilità - Fondamento.
L'espropriazione presso terzi può riguardare anche crediti non ancora esigibili, futuri, condizionati o anche eventuali, inclusi gli stanziamenti del bilancio della pubblica amministrazione per il finanziamento di un'opera pubblica andati in perenzione amministrativa per decorso del termine di efficacia (nella specie, per mancanza di richiesta del creditore con titolo di spesa idoneamente rendicontato), in quanto la perenzione a fini amministrativi consiste nell'eliminazione dalla contabilità finanziaria dei residui passivi non smaltiti, ma non produce alcun effetto sul diritto di credito fino alla decorrenza dei termini per la prescrizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 08 Ottobre 2019, n. 25042.


Esecuzione forzata - Mobiliare - Presso terzi - Accertamento dell'obbligo del terzo - Giudizio di cognizione ex artt. 548 e 549 c.p.c., nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla l. n. 228 del 2012 - Interesse del debitore esecutato a far valere l'avvenuta cessione del credito e la prevalenza di detta cessione sul pignoramento - Sussistenza.
In tema di giudizio di cognizione instaurato ex artt. 548 e 549 c.p.c., nel testo anteriore alle modifiche introdotte dalla l. n. 228 del 2012, per l'accertamento dell'obbligo del terzo sottoposto a pignoramento, sussiste l'interesse del debitore esecutato, che è parte del detto giudizio, ad eccepire la non persistenza del credito nel suo patrimonio per la avvenuta cessione dello stesso e la prevalenza di tale cessione sul pignoramento, ai sensi dell'art. 2914, n. 2, c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 24 Settembre 2019, n. 23644.


Espropriazione presso terzi regolata dalla l. n. 228 del 2012 e successive modifiche – Modalità di proposizione dell'impugnazione prevista dagli artt. 548, comma 2, e 549 c.p.c. – Ricorso al giudice dell'esecuzione ex art. 617, comma 2, c.p.c. – Necessità – Fondamento.
Nei pignoramenti presso terzi cui si applicano le modifiche introdotte dalla l. n. 228 del 2012 e da quelle successive, l'impugnazione prevista dagli artt. 548, comma 2, e 549 c.p.c., concernenti, rispettivamente, l'ordinanza pronunciata in caso di mancata dichiarazione del terzo e quella con la quale il giudice dell'esecuzione risolve le contestazioni sorte sulla dichiarazione, si deve proporre con ricorso al giudice dell'esecuzione, nelle forme e nei termini regolati dall'art. 617, comma 2, c.p.c., venendo in rilievo atti aventi natura esecutiva. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 02 Luglio 2019, n. 17663.


Giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo “ante” riforma - Oggetto - Possibilità di sollevare questioni sulla pignorabilità del credito - Esclusione - Fondamento.
Oggetto del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo, previsto dal testo dell'art. 549 c.p.c., nella formulazione anteriore alla riforma del 2012, è unicamente l'accertamento della esistenza o meno del debito del terzo pignorato verso il debitore esecutato, nonché, in caso positivo, della sua misura, rimanendo estranea a tale giudizio – del tutto autonomo rispetto al procedimento di esecuzione - ogni questione concernente la pignorabilità del credito azionato "in executivis", anche sotto il profilo dell'incidenza di eventuali vincoli di destinazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 12 Febbraio 2019, n. 3987.


Espropriazione forzata - Espropriazione forzata di crediti presso terzi - Giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo.
Al giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo non si applica la disposizione l’art. 51 legge fallim., di talché il sopravvenuto fallimento del debitore esecutato non determina l’improseguibilità dell’azione né il venir meno dell’interesse ad agire del creditore procedente, atteso che la sopravvenuta improcedibilità della procedura esecutiva non esclude la possibilità che il fallito torni in bonis e venga dunque sottoposto a nuova esecuzione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2018, n. 9624.


Esecuzione forzata presso terzi - Accertamento dell'obbligo del terzo - Estinzione del credito pignorato per compensazione con controcredito del "debitor debitoris" - Distribuzione dell'onere della prova tra creditore procedente e terzo pignorato.
Nel giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo, il creditore pignorante è tenuto a provare l'esistenza del credito del proprio debitore, mentre il terzo pignorato - che eccepisca l'estinzione di detto credito per compensazione con un proprio controcredito, contestato dal creditore procedente, verso l'esecutato - deve provare il fatto estintivo dedotto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2018, n. 9624.


Espropriazione di crediti presso terzi - Sopravvenienza del fallimento del debitore - Improseguibilità del processo esecutivo ex art. 51 l.fall. - Sussistenza - Improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo o sopravvenuta carenza di interesse del creditore all'accertamento - Esclusione.
In tema di espropriazione forzata di crediti presso terzi, il sopravvenuto fallimento del debitore pignorato - pur determinando, a norma dell'art. 51 l.fall., l'improseguibilità del processo esecutivo sospeso - non comporta l'improcedibilità del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo (neanche dopo la riforma introdotta dalla l. n. 228 del 2012), né l'impossibilità di proseguire l'esecuzione forzata determina la sopraggiunta carenza dell'interesse del creditore allo svolgimento del giudizio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Aprile 2018, n. 9624.


Esecuzione forzata - Mobiliare presso terzi - Accertamento dell'obbligo del terzo - Ordinanza di assegnazione - Pagamento da parte del terzo mediante assegno bancario o circolare – Successivo pignoramento, a carico del creditore assegnatario, del credito oggetto della ordinanza – Conseguenze – Inoperatività dell’art. 2917 c.c. - Fondamento.
In tema di espropriazione presso terzi, ove il “debitor debitoris”, destinatario di un’ordinanza di assegnazione del credito, emetta in pagamento di essa un assegno (bancario o circolare), ciò impedisce, ove in seguito il terzo debitore riceva la notifica di un pignoramento del credito oggetto dell'ordinanza di assegnazione a carico del detto creditore assegnatario, di considerare esistente, agli effetti dell'art. 2917 c.c. ed ai fini dell'esecuzione introdotta con il detto pignoramento, il credito pignorato, ancorché l'assegno non sia stato pagato o non risulti la relativa prova, in quanto l’emissione di un assegno e l'incorporazione del credito nel titolo comportano, ai sensi dell'art. 1997 c.c., che il vincolo di un pignoramento possa realizzarsi solo tramite il pignoramento del titolo e considerato che l'emissione dell'assegno, quale causa efficiente dell’estinzione del credito nella dimensione anteriore all'incorporazione è, agli effetti dell'art. 2917 c.c., precedente al pignoramento. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 04 Agosto 2017, n. 19485.


Esecuzione forzata – Mobiliare – Presso terzi – Accertamento dell'obbligo del terzo – Giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo – Oggetto – Diritti sussistenti in via alternativa – Domanda cumulativa di accertamento – Ammissibilità – Ragioni – Fattispecie.
Nel giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo ex art. 549 c.p.c., il creditore procedente può proporre una domanda di accertamento cumulativa anche di una pluralità di diritti la cui sussistenza sia alternativa, nel senso che la venuta ad esistenza di uno di essi esclude la sussistenza di altri. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha riconosciuto l’interesse del creditore procedente ad impugnare la sentenza di accertamento dell’obbligo del terzo in relazione sia al credito del debitore esecutato nascente da sentenza costitutiva, ex art. 2932 c.c., del diritto al pagamento del prezzo di vendita di titoli obbligazionari, sia al credito – eventuale e provvisorio, in quanto dipendente dal mancato pagamento del corrispettivo pattuito – alla restituzione dei titoli, in ragione della risoluzione del contratto preliminare di vendita). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 04 Aprile 2017, n. 8682.


Dichiarazione falsa o reticente del terzo pignorato – Responsabilità ex art. 2043 c.c. – Esperibilità in autonomo giudizio.
Il terzo pignorato, chiamato a rendere la dichiarazione, ai sensi dell’art. 547 cod. proc. Civ., deve fornire indicazioni complete e dettagliate dal punto di vista oggettivo, in modo da consentire l’identificazione dell’oggetto della prestazione dovuta al debitore esecutato, compresi il titolo ed il quantum del credito pignorato; invece, dal punto di vista soggettivo, è necessario e sufficiente che dichiari quali siano i rapporti intrattenuti soltanto col soggetto che nell’atto di pignoramento è indicato come debitore sottoposto ad esecuzione. (Stefano Bazzani) (riproduzione riservata)

Nel caso in cui il pignoramento sia rivolto nei confronti di un organo dell’apparato di uno Stato Estero privo di autonomia patrimoniale o che si avvalga di altri organi o soggetti per adempiere alle proprie obbligazioni, deve essere il creditore procedente a farsi carico di tale situazione dandone atto nel pignoramento. (Stefano Bazzani) (riproduzione riservata)

L’instaurazione del giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo (oggi la contestazione della dichiarazione del terzo ai sensi dell’art. 549 cod. proc. civ. come sostituito dalla legge 24 dicembre 2012 n. 228) non costituisce condizione di proponibilità della domanda risarcitoria, potendo tutt’al più la mancata contestazione della dichiarazione del terzo rilevare come fatto colposo del creditore, la cui valutazione ai sensi dell’art. 1227, comma primo o comma secondo, cod. civ costituisce oggetto di un accertamento di fatto demandato al giudice di merito.
Ne consegue che l’azione di responsabilità ai sensi dell’art. 2043 cod. civ. da parte del creditore procedente che assuma di avere subito danni per la dichiarazione falsa o reticente resa dal terzo pignorato nel processo di espropriazione presso terzi può essere esperita con giudizio autonomo e distinto da questo processo. (Stefano Bazzani) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 28 Febbraio 2017, n. 5037.


Esecuzione forzata – Mobiliare – Presso terzi – Dichiarazione del terzo – Reticente o elusiva – Responsabilità aquiliana – Sussistenza

Dichiarazione del terzo – Reticente o elusiva – Responsabilità aquiliana – Azionabilità della relativa pretesa risarcitoria in via autonoma – Ammissibilità – Mancata contestazione del comportamento del terzo nel giudizio ex art. 549 c.p.c. – Rilevanza ex art. 1227 c.c. – Sussistenza
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Nell'espropriazione presso terzi, qualora la dichiarazione da questi resa, ai sensi dell'art. 547 c.p.c., risulti, in esito al successivo giudizio di accertamento contemplato dall'art. 549 c.p.c., reticente od elusiva, sì da favorire il debitore ed arrecare pregiudizio al creditore istante, a carico di detto terzo deve ritenersi configurabile non la responsabilità processuale aggravata di cui all'art. 96 c.p.c. (dato che egli, al momento di quella dichiarazione, non ha ancora la qualità di parte), ma, con riguardo al dovere di collaborazione nell'interesse della giustizia che al terzo incombe quale ausiliario del giudice, la responsabilità per illecito aquiliano, a norma dell'art. 2043 c.c., in relazione alla lesione del credito altrui per il ritardo nel conseguimento del suo soddisfacimento provocato con quel comportamento doloso o colposo.

L’instaurazione del giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo (oggi la contestazione della dichiarazione del terzo ai sensi dell’art. 549 c.p.c. come sostituito dalla l. n. 228 del 2012) non costituisce condizione di proponibilità della domanda risarcitoria da parte del creditore procedente che assuma di aver subito danni per la dichiarazione falsa o reticente resa dal terzo pignorato, potendo tutt’al più la mancata contestazione della dichiarazione di quest'ultimo rilevare come fatto colposo del creditore, la cui valutazione, ai sensi dell’art. 1227, commi 1 o 2, c.c. costituisce oggetto di una accertamento di fatto demandato al giudice del merito. (massima ufficiale)
Cassazione civile, sez. III, 28 Febbraio 2017, n. 5037.


Espropriazione presso terzi - Fallimento del debitore - Riassunzione del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo - L'inammissibilità..
La dichiarazione di fallimento del debitore impedisce non solo il proseguimento dell'azione esecutiva promossa nei suoi confronti ma anche l'azione di accertamento dell'obbligo del terzo di cui all'articolo 549 c.p.c., il cui giudizio, se riassunto dal creditore, dovrà essere dichiarato inammissibile per carenza di legittimazione attiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 02 Agosto 2012.


Espropriazione presso terzi - Fallimento del debitore - Riassunzione del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo - L'inammissibilità - Presupposti per la condanna per lite temeraria - Sussistenza..
Va condannato ai sensi dell'articolo 96 c.p.c. il creditore che, nonostante l'intervenuta dichiarazione di fallimento del proprio debitore, provveda alla riassunzione del giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo ai sensi dell'articolo 549 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 02 Agosto 2012.


Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione – Impugnabilità – Ricorso per cassazione – Esclusione.

Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Ordinanza di assegnazione – Natura satisfattiva – Immodificabilità.

Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Opposizione agli atti esecutivi – Non necessaria partecipazione al processo del terzo pignorato.

Procedimento civile – Errore materiale.
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Nel procedimento di espropriazione presso terzi, l'ordinanza con cui il giudice dell'esecuzione modifica una precedente ordinanza di assegnazione non è impugnabile con ricorso per Cassazione ex art. 111 Cost. ma con l'opposizione agli atti esecutivi. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata)

L’ordinanza di assegnazione di crediti in un procedimento di pignoramento presso terzi ha carattere pienamente satisfattivo ed è, in sé e salvo impugnazioni, immodificabile e irrevocabile. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata)

Nell’ambito dell’opposizione agli atti esecutivi il terzo pignorato, per assumere la veste di litisconsorte necessario, deve avere interesse all'accertamento della estinzione del suo debito per non esser costretto a pagare di nuovo al creditore del suo debitore, mentre non può assumere la posizione di parte in relazione alla sua qualità di custode, ancorché interessato alle vicende del processo per adeguarvi il suo comportamento (e cioè pagare al suo creditore a processo estinto, ovvero al creditore indicato nell'ordinanza di assegnazione, se non ne è stata sospesa l'efficacia a seguito dell'opposizione). (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata)

L’errore materiale si configura in caso di inesattezze di redazione del documento contenente il provvedimento decisorio e riguardanti l'espressione, ovvero la indicazione di circostanze che non implicano una valutazione di rilevanza ai fini del merito della causa. (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 28 Aprile 2011.


Procedimento civile – Espropriazione presso terzi – Opposizione agli atti esecutivi – Non necessaria partecipazione al processo del terzo pignorato..
Nell’ambito dell’opposizione agli atti esecutivi il terzo pignorato, per assumere la veste di litisconsorte necessario, deve avere interesse all'accertamento della estinzione del suo debito per non esser costretto a pagare di nuovo al creditore del suo debitore, mentre non può assumere la posizione di parte in relazione alla sua qualità di custode, ancorché interessato alle vicende del processo per adeguarvi il suo comportamento (e cioè pagare al suo creditore a processo estinto, ovvero al creditore indicato nell'ordinanza di assegnazione, se non ne è stata sospesa l'efficacia a seguito dell'opposizione). (Matteo Gasparin) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 28 Aprile 2011.


Esecuzione forzata contro pubbliche amministrazioni - Pignoramento presso terzi - Inefficacia del pignoramento in mancanza di assegnazione - Decorrenza del termine annuale previsto dall’art. 14, comma 1 bis del D.L. 31 dicembre 1996, n.699 - "Compimento" del pignoramento - Celebrazione dell'udienza di comparizione del terzo o accertamento giudiziale del suo obbligo..
Il termine annuale previsto dall’art. 14, comma 1 bis del D.L. 31 dicembre 1996, n.699, che comporta l’inefficacia del pignoramento ove non sia stata disposta l’assegnazione, decorre dal “compimento” del pignoramento, perfezionamento che non coincide né con la data di notifica del pignoramento al terzo e/o al debitore, né con l’invio al creditore della raccomandata contenente la dichiarazione da parte del terzo, bensì – anche a seguito dei novellati artt. 543 e 547 c.p.c. – solo allorchè viene celebrata l’udienza di comparizione del terzo (e depositata la relativa dichiarazione) ovvero accertato giudizialmente l’obbligo del terzo ex art. 549 c.p.c.. (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 06 Aprile 2011.


Cessione di crediti "futuri" in pregiudizio del creditore pignorante - Crediti originati da un rapporto contrattuale già esistente e crediti solo eventuali - Prevalenza sul pignoramento - Limiti temporali e condizioni - Fattispecie relativa alla cessione di "futuri" crediti di lavoro.
Ai fini dell'efficacia della cessione di crediti "futuri" in pregiudizio del creditore pignorante, ex art. 2914 n. 2 cod. civ., occorre distinguere tra crediti maturandi con origine da un unico e già esistente rapporto - base, quali i crediti di lavoro, e crediti soltanto eventuali, non necessariamente identificati in tutti gli elementi oggettivi e soggettivi; la cessione dei primi prevale sul pignoramento nell'ambito di un triennio (ex art. 2918 cod. civ.), purché prima del pignoramento stesso sia stata notificata o accettata dal debitore ceduto, mentre perché prevalga la cessione dei secondi è necessaria la notificazione o accettazione dopo che il credito sia venuto ad esistenza, ma prima del pignoramento (nella specie, la S.C. ha annullato la sentenza di merito che, in relazione alla cessione di "futuri" crediti di lavoro, aveva fatto applicazione dell'art. 2914 n. 2 cod. civ. riferendosi non al contratto di cessione ma alla successiva maturazione dei singoli ratei). Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 26 Ottobre 2002, n. 15141.