LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO IV
Dell'espropriazione immobiliare
SEZIONE III
Della vendita e dell'assegnazione
PARAGRAFO 1
Disposizioni generali

Art. 569

Provvedimento per l'autorizzazione della vendita
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. A seguito dell'istanza di cui all'articolo 567 il giudice dell'esecuzione, entro quindici (1) giorni dal deposito della documentazione di cui al secondo comma dell'articolo 567, nomina l'esperto che presta giuramento in cancelleria mediante sottoscrizione del verbale di accettazione (2) e fissa l'udienza per la comparizione delle parti e dei creditori di cui all'articolo 498 che non siano intervenuti. Tra la data del provvedimento e la data fissata per l'udienza non possono decorrere più di novanta (3) giorni.

II. All'udienza le parti possono fare osservazioni circa il tempo e le modalità della vendita, e debbono proporre, a pena di decadenza, le opposizioni agli atti esecutivi, se non sono già decadute dal diritto di proporle.

III. Nel caso in cui il giudice disponga con ordinanza la vendita forzata, fissa un termine non inferiore a novanta giorni, e non superiore a centoventi, entro il quale possono essere proposte offerte d'acquisto ai sensi dell'articolo 571. Il giudice con la medesima ordinanza stabilisce le modalita' con cui deve essere prestata la cauzione, se la vendita e' fatta in uno o piu' lotti, il prezzo base determinato a norma dell'articolo 568, l'offerta minima, il termine, non superiore a centoventi giorni dall'aggiudicazione, entro il quale il prezzo dev'essere depositato, con le modalita' del deposito e fissa, al giorno successivo alla scadenza del termine, l'udienza per la deliberazione sull'offerta e per la gara tra gli offerenti di cui all'articolo 573. Quando ricorrono giustificati motivi, il giudice dell'esecuzione puo' disporre che il versamento del prezzo abbia luogo ratealmente ed entro un termine non superiore a dodici mesi. Il giudice provvede ai sensi dell'articolo 576 solo quando ritiene probabile che la vendita con tale modalita' possa aver luogo ad un prezzo superiore della meta' rispetto al valore del bene, determinato a norma dell'articolo 568. (4)

IV. Con la stessa ordinanza, il giudice stabilisce, salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura, (5) che il versamento della cauzione, la presentazione delle offerte, lo svolgimento della gara tra gli offerenti e, nei casi previsti, l'incanto, nonchè il pagamento del prezzo, siano effettuati con modalità telematiche, nel rispetto della normativa regolamentare di cui all'articolo 161-ter delle disposizioni per l'attuazione del presente codice (6).

V. Se vi sono opposizioni il tribunale le decide con sentenza e quindi il giudice dell'esecuzione dispone la vendita con ordinanza.

VI. Con la medesima ordinanza il giudice fissa il termine entro il quale essa deve essere notificata, a cura del creditore che ha chiesto la vendita o di un altro autorizzato, ai creditori di cui all'articolo 498 che non sono comparsi.



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(1) (2) (3) L'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132, ha sostituito la parola: "trenta" con la seguente: "quindici", e le parole da: "convocandolo" sino a: "il giuramento" con le seguenti: "che presta giuramento in cancelleria mediante sottoscrizione del verbale di accettazione", e la parola: "centoventi" con la seguente: "novanta".
(4) Comma sostituito dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132 .
(*) Le modifiche di cui alle note 1, 2, 3 e 4 si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del citato decreto. Quando e' gia' stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l'osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al presente decreto si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita.
(5) Il D.L. D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla L. 30 giugno 2016, n. 119, ha sostituito le parole «puo' stabilire» con le seguenti: «stabilisce, salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura,». La modifica si applica alle vendite forzate di beni immobili disposte dal giudice dell’esecuzione o dal professionista delegato dopo il novantesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 3 -bis del citato decreto-legge.
(6) Il D.L. D.L. 3 maggio 2016, n. 59, convertito con modificazioni dalla L. 30 giugno 2016, n. 119, ha aggiunto le parole «, nel rispetto della normativa regolamentare di cui all'articolo 161-ter delle disposizioni per l'attuazione del presente codice». La modifica si applica alle vendite forzate di beni immobili disposte dal giudice dell’esecuzione o dal professionista delegato dopo il novantesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di cui al comma 3-bis del citato decreto-legge.

GIURISPRUDENZA

Esecuzioni immobiliari - Vendite telematiche - Perfezionamento dell’offerta - Necessità di spedizione dell’offerta all’indirizzo di posta elettronica certificata previsto dagli artt. 12 e 13 D.M. 26 febbraio 2015, n. 32

Esecuzioni immobiliari - Vendite telematiche - Perfezionamento dell’offerta - Necessità della ricevuta completa di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia
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Per la presentazione di una valida offerta telematica nelle procedure esecutive immobiliari che si svolgono con modalità telematiche non è sufficiente che l’offerente completi il wizard ministeriale per la presentazione dell'offerta e riceva dal Portale delle Vendite Pubbliche via email il pacchetto dell'offerta presentata, risultando indispensabile che la domanda di partecipazione alla gara sia inviata via PEC all'indirizzo offertapvp.dgsia@giustiziacert.it, secondo la previsione degli artt.12 e 13 D.M. 26 febbraio 2015, n. 32. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

L’offerta telematica per la partecipazione ad un esperimento di vendita telematica immobiliare si intende depositata unicamente nel momento in cui viene generata la ricevuta completa di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 22 Luglio 2018.


Fallimento – Avviso della vendita ai creditori iscritti – Omissione – Conseguenze – Nullità della vendita – Esclusione – Risarcimento del danno – Sospensione della vendita – Esclusione.
L’omissione dell’avviso a ciascuno dei creditori iscritti di cui all’art. 107, comma 3, l.fall. della vendita di beni immobili e degli altri beni iscritti nei pubblici registri costituisce violazione di un obbligo imposto dalla legge e concreta dunque un illecito extracontrattuale che non comporta nullità insanabile della vendita, ma la responsabilità del curatore ex art. 2043 c.c. per le conseguenze dannose subite dai citati creditori a causa dell’omissione.

Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto l’istanza di sospensione della vendita proposta dal creditore non avvisato ed accolto invece la richiesta del medesimo di accesso alla documentazione concernente le vendite dei beni ipotecati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 25 Luglio 2017.


Vendite coattive - Espropriazione immobiliare - Contenuto dell’ordinanza di vendita e della pubblicità - Contenuto della relazione di stima - Oneri di terzi - Informazioni rilevanti nella determinazione del valore - Onere degli offerenti di esaminare la relazione di stima -  Fattispecie - Sentenza che condanna il debitore a demolire parte dell’immobile - Aliud pro alio - Pericolo di evizione parziale - Esclusione.
Nella vendita coattiva posta in essere nell’ambito dell’espropriazione immobiliare, non tutte le circostanze rilevanti ai fini della precisa individuazione delle caratteristiche del bene offerto in vendita, così come l'esistenza di eventuali oneri o diritti di terzi inerenti allo stesso, e in generale le informazioni comunque rilevanti ai fini della determinazione del suo valore, devono essere dettagliatamente esposte nell'ordinanza di vendita e indicate nella relativa pubblicità, purché esse siano comunque ricavabili dall'esame della relazione di stima e del fascicolo processuale, che è onere (e diritto) degli interessati all'acquisto consultare prima di formulare le offerte. E’pertanto onere degli offerenti interessati all'acquisto esaminare, prima di formulare l’offerta, la relazione di stima e gli atti del processo, dai quali dovrebbe emergere chiaramente ogni circostanza rilevante ai fini della valutazione e della convenienza dell’acquisto.

La mancata indicazione nell’ordinanza di vendita e nella relativa pubblicità dell’esistenza di una sentenza che condanna il debitore a demolire parte dell’immobile subastato non comporta alcun vizio della vendita e non configura un’ipotesi di aliud pro alio né un pericolo di evizione parziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. III, 25 Ottobre 2016, n. 21480.


Espropriazione forzata - Pagamento integrale dell'importo precettato - Prosecuzione da parte del creditore della procedura esecutiva - Esercizio abusivo del processo.
L'impulso dato dal creditore alla procedura esecutiva (istanza di vendita e conseguente notifica della fissazione dell'udienza ex articolo 569 c.p.c.) in data successiva all'integrale pagamento dell'importo precettato costituisce un esercizio abusivo del processo esecutivo in quanto non vi è corrispondenza tra il mezzo processuale (impulso all'azione esecutiva) ed il suo fine (soddisfacimento del credito consacrato nel titolo esecutivo). In proposito, occorre precisare che quand'anche dopo il pagamento fosse residuato un credito per spese legali o interessi, è onere del creditore di sollecitare, prima di procedere o proseguire in via esecutiva, il debitore ad un adempimento spontaneo del modestissimo residuo: inadempiuto il quale, procedere o proseguire in via esecutiva è contrario a buona fede o comunque non risponde ad un interesse giuridicamente tutelabile nell'attuale contesto normativo (Cass. 25224/2015). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 19 Febbraio 2016.


Esecuzione forzata immobiliare - Vendita senza incanto - Versamento del saldo prezzo - Termine - Modifica dell'ordinanza di vendita con provvedimento generale - Validità della vendita - Sussistenza.
In tema di espropriazione forzata immobiliare, è valida la vendita senza incanto qualora l'aggiudicatario del bene versi il saldo prezzo nel termine - diverso e maggiore rispetto a quello originariamente fissato nell'ordinanza ex art. 569 cod. proc. civ. - successivamente stabilito dal giudice dell'esecuzione, con provvedimento generale modificativo delle condizioni di svolgimento di tutte le vendite forzate dell'ufficio, che sia stato emesso prima dell'esperimento di vendita e pubblicizzato nelle forme di cui all'art. 490 cod. proc. civ. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 24 Febbraio 2015, n. 3607.


Espropriazione forzata – Consulente tecnico d’ufficio – Esperto stimatore nominato ai sensi dell’articolo 569 c.p.c. – Natura – Colpa grave – Rapporto di causalità..
La responsabilità del consulente tecnico d’ufficio, così come quella dell’esperto stimatore nominato ai sensi dell’art. 569, comma 1 c.p.c., è regolata dall’art. 64 c.p.c., sul metro della colpa grave. Il consulente, quindi, risponde dei danni cagionati alla parte che siano in rapporto di causalità con le sue attività e che siano connotate dal requisito della colpa grave. Ferma perciò la connotazione aquiliana dell’illecito, al danneggiato compete la prova, oltre che del danno, del nesso di causalità tra esso e la condotta del consulente e la caratterizzazione della colpa in capo a costui in termini di gravità. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

Deve escludersi il nesso causale tra l’errata descrizione verbale della consistenza di un immobile sottoposto ad esecuzione forzata, contenuta nella relazione dell’esperto stimatore nominato ai sensi dell’art. 569, comma 1, c.p.c., e la decisione di chi, sulla base di essa, formula l’offerta di acquisto dell’immobile e  versa la cauzione prevista dall’art. 571 comma 2, c.p.c. allorchè nella predetta relazione sia esattamente individuato il compendio, mediante richiamo ai relativi dati catastali, e sia anche contenuta la raccomandazione che sarà onere di parte offerente “verificare, a propria cura, preventivamente il bene sotto ogni profilo”. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 19 Marzo 2013.


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Termine per il rilievo della decadenza – Prima udienza successiva in cui si procede all’incarico per la stima del bene.

Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Opposizione alla esecuzione – Con istanza di estinzione – Provvedimenti.
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L’eccezione o il rilievo d’ufficio di estinzione, conseguenti al mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, non possono essere né proposta né effettuato ex art. 630 c.p.c. oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa, vale a dire quella della nomina del ctu per la stima del bene immobile, ex art. 569 c.p.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Proposta, a seguito del mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, con la opposizione all’esecuzione l’istanza di estinzione del processo, il G.E. deve sia emettere i provvedimenti ex artt. 616/624 c.p.c., sia pronunciare sull’estinzione, che è materia comunque regolata dall’art. 630 c.p.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)
Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Esecuzione forzata – Omesso o tardivo deposito della documentazione ipocatastale – Termine per il rilievo della decadenza – Prima udienza successiva in cui si procede all’incarico per la stima del bene..
L’eccezione o il rilievo d’ufficio di estinzione, conseguenti al mancato o tardivo deposito della documentazione ipocatastale, non possono essere né proposta né effettuato ex art. 630 c.p.c. oltre la prima udienza successiva al verificarsi della stessa, vale a dire quella della nomina del ctu per la stima del bene immobile, ex art. 569 c.p.c.. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 11 Maggio 2012.


Esecuzione immobiliare - Intervento del creditore non munito di titolo esecutivo - Attivazione del procedimento di riconoscimento del credito - Intervento precedente all'udienza ex articolo 569 c.p.c. - Necessità..
Nell'esecuzione immobiliare, il creditore intervenuto senza titolo esecutivo può beneficiare del procedimento di riconoscimento del credito solo nel caso in cui intervenga prima dell'udienza fissata ai sensi dell'articolo 569 c.p.c. Conseguentemente, deve tenersi inammissibile l'intervento non titolato spiegato in epoca successiva all'emissione del provvedimento di autorizzazione alla vendita del compendio pignorato. (Ferdinando Serapiglia) (riproduzione riservata) Tribunale Paola, 26 Agosto 2011.


Processo esecutivo - Esecuzioni immobiliari - Disciplina sulla certificazione energetica di cui al d.lgvo 3 marzo 2011, n. 28 - Vendite giudiziali in corso alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni - Applicabilità..
La disciplina sulla certificazione energetica introdotta dall’art. 13 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 (c.d. decreto rinnovabili) è applicabile anche alle espropriazioni forzate e, in genere, alle vendite giudiziali, anche in corso alla data di entrata in vigore delle nuove disposizioni (29.3.2011), purchè non sia stato ancora emesso il decreto di trasferimento, occorrendo tener conto non del solo tenore letterale del novellato art. 6 co. 2 ter  d.lgs. n. 192/2005, ma anche della ratio della normativa comunitaria ed italiana (privilegiando un’interpretazione, per così dire, “comunitariamente” orientata). (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 20 Aprile 2011.


Processo esecutivo – Bene gravato da patto di riservato dominio a favore del dante causa del debitore esecutato – Vendita forzata – Improcedibilità..
Nel caso in cui l'esecutato abbia acquistato la proprietà dei beni pignorati con patto di riservato dominio in favore dell’alienante e tale patto risulti regolarmente trascritto nei registri immobiliari (unitamente all’atto di acquisto), non può autorizzarsi la vendita forzata di tali beni se non sia stata previamente cancellata la trascrizione ex art. 2668, comma 3 codice civile del vincolo in favore dell’alienante. (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 28 Gennaio 2010.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Procedimento relativo - Struttura - Art. 159 cod. proc. civ. - Applicabilità - Condizioni - Limiti.
Il procedimento di liquidazione delle attività fallimentari si presenta, analogamente al processo esecutivo, strutturato non già come una sequenza continua di atti ordinati ad un unico provvedimento finale - secondo lo schema proprio del processo di cognizione - bensì come una successione di subprocedimenti, cioè una serie autonoma di atti preordinati a distinti provvedimenti successivi. Tale autonomia di ciascuna fase rispetto a quella precedente comporta che le situazioni invalidanti, che si producano nella fase che è conclusa dalla ordinanza di autorizzazione della vendita, sono suscettibili di rilievo nel corso ulteriore del processo -mediante reclamo ex art. 26 L.F.- solo in quanto impediscano che il processo consegua il risultato che ne costituisce lo scopo, e cioè l'espropriazione del bene pignorato come mezzo per la soddisfazione dei creditori, mentre ogni altra situazione invalidante, di per sè non preclusiva del conseguimento dello scopo del processo, deve essere eccepita con una distinta impugnazione. Ne consegue che la suddivisione del procedimento esecutivo in fasi autonome strumentalmente propedeutiche a distinti provvedimenti successivi e la immediata impugnabilità dei singoli provvedimenti con i mezzi specifici e nei termini previsti dalla legge comportano una riduzione dell'operatività dell'art. 159 cod. proc. civ., in virtù del quale la nullità di un atto si estende agli atti successivi che ne siano indipendenti, ma tale norma opera altresì nell'ambito degli atti appartenenti a uno stesso subprocedimento, qual è quello della vendita, che si conclude con il trasferimento del bene espropriato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 25 Agosto 2004, n. 16856.


Esecuzione forzata - Vendita forzata - Effetti - Vizi della cosa - Immobile aggiudicato difforme o privo delle qualità indicate negli atti della procedura - Ignoranza della situazione reale da parte dell'aggiudicatario - Diritto di quest'ultimo a far valere la mancanza di qualità o la consegna di "aliud pro alio" secondo le regole comuni - Sussistenza - Limiti.
Qualora l'immobile aggiudicato, in esito ad esecuzione per espropriazione forzata, risulti difforme o privo delle qualità indicate negli atti della procedura, senza che l'aggiudicatario sia a conoscenza della situazione reale, deve riconoscersi a questi il diritto di denunciare la mancanza di quelle qualità, ovvero la consegna di "aliud pro alio", secondo le regole comuni, tenuto conto che tali regole trovano deroga nella vendita forzata, inclusa quella promossa da istituto di credito in base alla disciplina sul credito fondiario, solo con riguardo alla garanzia per vizi, esclusa dall'art. 2922 primo comma cod.civ., e che, inoltre, non è onere dell'aggiudicatario medesimo di controllare l'esattezza delle menzionate indicazioni. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 03 Ottobre 1991, n. 10320.