Codice di Procedura Civile


LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO IV
Dell'espropriazione immobiliare
SEZIONE III
Della vendita e dell'assegnazione
PARAGRAFO 2
Vendita senza incanto

Art. 572

Deliberazione sull'offerta
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Sull'offerta il giudice dell'esecuzione sente le parti e i creditori iscritti non intervenuti.

II. Se l'offerta e' pari o superiore al valore dell'immobile stabilito nell'ordinanza di vendita, la stessa e' senz'altro accolta. (1)

III. Se il prezzo offerto e' inferiore rispetto al prezzo stabilito nell'ordinanza di vendita in misura non superiore ad un quarto, il giudice puo' far luogo alla vendita quando ritiene che non vi sia seria possibilita' di conseguire un prezzo superiore con una nuova vendita e non sono state presentate istanze di assegnazione ai sensi dell'articolo 588. (1)

IV. Si applicano le disposizioni degli articoli 573, 574 e 577.



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(1) Comma sostituito dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015 n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. La modifica si applica anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del citato decreto. Quando e' gia' stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l'osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al presente decreto si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita.

GIURISPRUDENZA

Fallimento – Vendita immobiliare effettuata dal giudice delegato – Offerta al ribasso.
In caso di vendita coattiva immobiliare effettuata direttamente dal giudice delegato del fallimento, è valida anche l'offerta ribassata per non oltre un quarto rispetto al prezzo fissato nella relativa ordinanza, potendo il giudice, in caso di unicità di offerta, aggiudicare il bene a tale offerente, ove sussistano i presupposti di cui all'art. 572 c.p.c., comma 3 novellato, applicabile ratione temporis, in particolare dando conto che non ricorre seria possibilità di conseguire un prezzo superiore per effetto di una nuova vendita, secondo i limiti di compatibilità dell'istituto, che costituisce un elemento normativo integrante il provvedimento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26 Agosto 2021, n. 23486.


Covid-19 - Sospensione dei termini processuali - Atti compiuti nel periodo di sospensione - Attività consentite - Limiti.
La sospensione dei termini ex art. 83 D.L. 18/20 ha avuto il limitato significato di “sterilizzare” la giuridica rilevanza dell’arco temporale compreso fra il 9 marzo e il 15 aprile 2020 (poi 11 maggio 2020), cioè di escludere ogni sua rilevanza nell’apprezzamento di atti il cui mancato compimento, in un determinato lasso temporale, comporti per tali soggetti conseguenze deteriori, le quali, con identità di ratio, devono essere evitate anche in capo ai gestori della pubblicità su siti internet e piattaforme per le vendite telematiche.

Nel periodo di sospensione, possono essere svolti gli ordinari compiti dell’esperto stimatore, del custode giudiziario, del professionista delegato, del gestore dei siti internet e del gestore della piattaforma per le vendite telematiche, purché nell’osservanza delle regole di prevenzione collettiva del distanziamento sociale, dell’uso di dispositivi di protezione e dell’evitare riunioni o assembramenti di persone.

In linea generale, l’art. 83 D.L. n. 18/2020 non pone alcun impedimento allo svolgimento delle operazioni di vendita nel periodo di sospensione straordinaria e, a maggior ragione, nel periodo c.d. “cuscinetto” (dal 16 aprile, poi 12 maggio, al 30 giugno 2020, poi 31 luglio), sia che alle stesse presieda il delegato, sia che il giudice dell’esecuzione abbia ritenuto necessario trattenerle innanzi a sé.


La deliberazione sull’offerta (art. 572 c.p.c.) e l’eventuale gara fra più offerenti (art. 573 c.p.c.) non danno luogo a una “udienza” in senso proprio e quindi non sono interessate dal differimento ex officio imposto dall’art. 83, co. 1, D.L. n. 18/2020.

L’attività del Delegato è retta dalla delega (lex specialis) fintanto che la stessa non è revocata o modificata, senza che le norme sopravvenute possano incidere direttamente sul compimento delle operazioni di vendita affidate al professionista (sul punto, v. Cass., n. 24570/2018, per cui le operazioni delegate sono insensibili allo jus superveniens). (Pierfrancesco Marasciulo) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 12 Giugno 2020.


Espropriazione immobiliare - Vendita forzata - Decreto di trasferimento del bene - Ordine di cancellazione delle iscrizioni pregiudizievoli - Decorso del termine per l’opposizione all’esecuzione - Conseguenze - Questione di massima di particolare importanza.
La Prima Sezione civile ha disposto la trasmissione degli atti al Primo Presidente per l’eventuale rimessione alle Sezioni Unite della seguente questione di massima di particolare importanza, di rilevante impatto sul contenzioso in materia di vendite esecutive o fallimentari: se, nei procedimenti di espropriazione e vendita forzata immobiliare, il decreto di trasferimento del bene, recante l’ordine di cancellazione dei gravami (pignoramenti, ipoteche, privilegi, sequestri conservativi) determini, in forza dell’art. 2878, n. 7), c.c., l’estinzione dei medesimi vincoli, dei quali il conservatore dei registri immobiliari (oggi ufficio provinciale del territorio-servizio di pubblicità immobiliare, istituito presso l’Agenzia delle Entrate) è tenuto ad eseguire la cancellazione, indipendentemente dal decorso dei termini per la proponibilità di opposizioni all’esecuzione a norma dell’art. 617 c.p.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Febbraio 2020, n. 3096.


Atti del professionista delegato - Reclamabilità ex art. 591 ter c.p.c.

Inefficacia dell'offerta per inosservanza delle condizioni di vendita - Necessaria chiarezza e convergenza delle fonti che disciplinano le operazioni di vendita

Carenza dei dati catastali dell'immobile per la cui vendita viene presentata l'offerta - Integrazione per relationem - Ammissibilità - Raggiungimento dello scopo

Unicità dell'offerta inferiore al prezzo base - Applicabilità dell'art. 572 c. 3 c.p.c.
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Le parti e gli interessati, ivi compreso il debitore, possono proporre reclamo ex art. 591 ter c.p.c., oltre che avverso il decreto con cui il G.E. provvede sulla richiesta formale del professionista delegato, anche avverso gli atti di quest'ultimo con ricorso allo stesso Giudice.

Nell'esecuzione per espropriazione immobiliare, quando sia disposta la vendita senza incanto, è inefficace l'offerta presentata con modalità difformi da quelle stabilite nell'ordinanza che dispone la vendita, a nulla rilevando che la difformità riguardi prescrizioni dell'ordinanza di vendita stabilite dal giudice di sua iniziativa, ed in assenza di una previsione di legge in tal senso. Per questa via, è dunque consentito escludere offerte che siano carenti di altri requisiti (rispetto a quelli individuati dal legislatore) richiesti a pena di inefficacia dall'ordinanza di delega o dall'avviso del delegato o dalle condizioni generali di vendita. Occorre, però, che le disposizioni contenute nei citati atti siano uniformi, convergenti, univoche, chiare, non contraddittorie. Infatti, il subprocedimento di vendita è scandito da condizioni di forma, sostanza e tempo che devono essere conoscibili e chiare sin dall'avvio.

Nell'offerta è consentito indicare taluni dati catastali dell'immobile per cui si presenta l'offerta, aggiungendo un espresso e consentito richiamo a quanto meglio descritto nell'ordinanza/avviso di vendita, così integrando per relationem eventuali dati mancanti. Eventuali carenze sono altresì sanate se lo scopo dell'offerta sia stato raggiunto, quando il soggetto ha manifestato l'univoca intenzione di acquistare proprio quel bene posto in vendita. Non è esatto sostenere che, riammettendo l'offerente che ha indicato dati incompleti, ma idonei ad individuare l'immobile per cui si presenta l'offerta, qualora questi si rendesse aggiudicatario, vi sarebbero problemi al trasferimento della proprietà: infatti non si vende ciò che è indicato nell'offerta ma ciò che è indicato nell'ordinanza di vendita. L'art. 586 prevede che il G.E. pronunci il decreto di trasferimento “ripetendo la descrizione contenuta nell'ordinanza che dispone la vendita”.

Qualora l'unica offerta ammessa sia inferiore al prezzo base di vendita del bene subastato in misura non superiore ad un quarto e, comunque, risulti conforme all' offerta minima indicata nell'ordinanza di vendita, il Giudice procede all'aggiudicazione salvo che non ricorrano due diverse condizioni (art. 572 c. 3 c.p.c.), ciascuna delle quali è idonea ad impedire l'aggiudicazione:
-    la proposizione di una o più istanze di assegnazione del bene da parte di un creditore;
-    la valutazione da parte dello stesso Giudice che vi sia il fondato motivo di ritenere che, con una nuova vendita, sarebbe possibile conseguire un prezzo superiore, ad esempio valorizzando la circostanza che una o più offerte sono state dichiarate inefficaci e che per questo vi è fondato motivo di ritenere che un rinvio della vendita, da tenersi alle stesse condizioni, potrebbe garantire lo svolgimento di una gara tra gli interessati. (Luca Troiani) (riproduzione riservata)
Tribunale Ascoli Piceno, 17 Gennaio 2019.


Fallimento - Liquidazione dell'attivo - Vendita di immobili - Modalità - Offerte dopo l'incanto - Fase del cosiddetto rincaro - Disciplina - Art. 580 cod. proc. civ. - Applicabilità.
Nell'esecuzione forzata per espropriazione immobiliare - così come nella vendita di immobili in sede di liquidazione dell'attivo fallimentare - la fase che si apre con l'aumento del sesto è retta dall'ordinanza di vendita prevista dall'articolo 576 cod. proc. civ. come integrato dall'articolo 580 cod. proc. civ.; pertanto l'offerente deve prestare la cauzione e depositare la somma corrispondete approssimativamente alle spese di vendita nella misura fissata dal giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22 Settembre 2000, n. 12544.


Fallimento - Organi preposti al fallimento - Tribunale fallimentare - Provvedimenti Vendita di un immobile - Revoca dopo l'intervenuta aggiudicazione ma prima del trasferimento del bene - Provvedimento del Tribunale fallimentare confermativo della revoca - Impugnazione con ricorso per cassazione - Ammissibilità.
È impugnabile con ricorso per cassazione il provvedimento del tribunale fallimentare, confermativo di quello del giudice delegato, con cui sia stata revocata la vendita di un bene immobile del fallimento dopo l'intervenuta aggiudicazione, ma prima dell'emanazione del decreto di trasferimento del bene, trattandosi di un provvedimento definitivo, perché non altrimenti impugnabile, e di natura decisoria, in quanto esso incide sulle aspettative dell'aggiudicatario, tutelate secondo le disposizioni del codice di rito in base al rinvio contenuto nell'art. 105 legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Maggio 1993, n. 5751.