LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III
Dei procedimenti cautelari
SEZIONE I
Dei procedimenti cautelari in generale

Art. 669-quater

Competenza in corso di causa
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Quando vi è causa pendente per il merito la domanda deve essere proposta al giudice della stessa.

II. Se la causa pende davanti al tribunale la domanda si propone all'istruttore oppure, se questi non è ancora designato o il giudizio è sospeso o interrotto, al presidente, il quale provvede ai sensi dell'ultimo comma dell'articolo 669-ter.

III. Se la causa pende davanti al giudice di pace, la domanda si propone al tribunale.

IV. In pendenza dei termini per proporre l'impugnazione la domanda si propone al giudice che ha pronunziato la sentenza.

V. Se la causa pende davanti al giudice straniero, e il giudice italiano non è competente a conoscere la causa di merito, si applica il terzo comma dell'articolo 669-ter.

VI. Il terzo comma dell'articolo 669-ter si applica altresì nel caso in cui l'azione civile è stata esercitata o trasferita nel processo penale, salva l'applicazione del comma 2 dell'articolo 316 del codice di procedura penale.


GIURISPRUDENZA

Condominio – Ricorso cautelare in corso di causa in materia di violazione della normativa sulla privacy e sul trattamento dei dati personali – Inerenza della domanda cautelare con il giudizio – Esclusione – Inammissibilità della domanda cautelare

Condominio – Ricorso cautelare in corso di causa in materia di violazione della normativa sulla privacy e sul trattamento dei dati personali – Mancata indicazione della domanda di merito da coltivare nel giudizio principale già pendente – Inammissibilità della domanda cautelare
.
La domanda cautelare in corso di causa svolta dal Condominio diretta ad ottenere l’adozione di tutti gli opportuni provvedimenti necessari a consentire il rispetto della normativa in materia di privacy e di trattamento dei dati personali, è strumentale alla tutela dell'interesse dei condomini ad evitare che perduri tale situazione di violazione della suddetta normativa, nonché ad evitare al Condominio il rischio di sanzioni, ivi previste, fino all’eventuale sentenza di merito che  ne accertasse in futuro la illiceità e le modalità per porvi rimedio.

Tale domanda cautelare è inammissibile in mancanza di strumentalità ed inerenza con la domanda principale svolta da alcuni condomini con la quale è stata impugnata la delibera assembleare che ha rigettato la richiesta di far cessare, per violazione del regolamento condominiale, l’accordo con il quale era stato consentito ad un condomino di utilizzare, con proprio personale, un fabbricato comune al fine di svolgervi la propria attività commerciale, nonché ad ottenere l’inibizione di quest’ultimo a continuare ad utilizzare il suddetto fabbricato.

La circostanza che in entrambi i procedimenti si discuta dell’utilizzo del fabbricato comune, nonché della legittimità o meno di una coabitazione nei medesimi locali tra il Condominio ed il condomino, della legittimità o meno di quest’ultimo di occupare i locali e di svolgervi la propria attività d’impresa, rende i medesimi procedimenti semplicemente avvinti da una mera connessione, che ne potrebbe, in caso di futura contemporanea pendenza, legittimare al più una loro riunione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

E’ inammissibile la domanda cautelare svolta dal Condominio diretta ad ottenere l’adozione di tutti gli opportuni provvedimenti necessari a consentire il rispetto della normativa in materia di privacy e di trattamento dei dati personali per mancata indicazione della domanda di merito che si intendeva coltivare nel giudizio principale già pendente (fattispecie in cui il Condominio – ricorrente nel giudizio cautelare, ma convenuto nel giudizio ordinario pendente – in tale giudizio non ha svolto alcuna domanda né in via adesiva, né in via autonoma). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 11 Febbraio 2019.


Revocatoria ordinaria ex Artt. 66 L.F. e 2901 c.c. – Alienazione a terzi del bene oggetto di revocatoria – Azione di risarcimento del danno o restituzione dell’equivalente – Sequestro conservativo in corso di causa ex Artt. 669 quater e 671 c.p.c. – Strumentalità – Sussistenza.
La strumentalità del procedimento cautelare è ravvisabile anche rispetto alla domanda di condanna al pagamento dell’equivalente del valore del bene, o di risarcimento del danno, formulata dal creditore che agisce in revocatoria allorquando il cespite, oggetto dell’atto di cui si chiede la revoca, non sia più nella disponibilità della controparte poiché alienato ad un terzo.
La domanda di condanna al pagamento del valore del bene deve ritenersi compresa nella domanda di revoca e, pertanto, non è necessario che la stessa venga formulata congiuntamente alla domanda revocatoria, potendo essere proposta anche successivamente. (Giovanni Cedrini) (Francesca Corsano) (riproduzione riservata)
Tribunale Rimini, 15 Gennaio 2018.


Revocatoria ordinaria ex Artt. 66 L.F. e 2901 c.c. – Alienazione a terzi del bene oggetto di revocatoria – Azione di risarcimento del danno o restituzione dell’equivalente – Sequestro conservativo in corso di causa ex Artt. 669 quater e 671 c.p.c. – Fumus boni iuris – Sussistenza – Fideiussione rilasciata a garanzia di finanziamenti – Insorgenza del debito.
In caso di fidejussione rilasciata a garanzia di finanziamenti, il debito di considera sorto nel momento in cui avviene l’accreditamento. Pertanto, sussiste la preesistenza delle ragioni creditorie qualora l’atto dispositivo oggetto di revoca venga posto in essere successivamente all’accreditamento. (Giovanni Cedrini) (Francesca Corsano) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 15 Gennaio 2018.


Revocatoria ordinaria ex Art 66 L.F. e 2901 c.c. – Alienazione a terzi del bene oggetto di revocatoria – Azione di risarcimento del danno o restituzione dell’equivalente – Sequestro conservativo in corso di causa ex Artt. 669 quater e 671 c.p.c. – Periculum in mora – Sussistenza.
Ai fini della valutazione del presupposto del periculum in mora, assume rilevanza, sotto il profilo oggettivo, la precaria consistenza qualitativa e quantitativa del patrimonio del debitore in relazione al cospicuo credito vantato dal ricorrente. Sotto il profilo soggettivo, il presupposto risulta integrato dal comportamento assunto dalla resistente nel periodo immediatamente successivo alla notifica dell’atto introduttivo della causa di merito (avendo la stessa alienato in favore di terzi il bene oggetto di revoca), il che fa ingenerare il ragionevole dubbio che la pretesa del ricorrente possa venire in futuro soddisfatta. (Giovanni Cedrini) (Francesca Corsano) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 15 Gennaio 2018.


Procedimento cautelare iniziato in pendenza del giudizio di merito - Produzione di documenti - Utilizzabilità nel giudizio di merito - Condizioni.
I documenti depositati nel corso di un procedimento cautelare instaurato in pendenza del giudizio di merito sono utilizzabili anche in quest'ultimo processo, purché la relativa produzione sia avvenuta prima che in esso siano maturate le preclusioni istruttorie. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 30 Maggio 2017, n. 13631.


Accertamento tecnico preventivo - Chiamata di terzi in causa - Chiamata in garanzia - Deroga alle norme sulla competenza per territorio - Esclusione..
Al procedimento per accertamento tecnico preventivo si applicano le ordinarie norme sulla competenza, con la conseguenza che ad esse non è possibile derogare qualora la domanda di accertamento venga proposta anche nei confronti di un terzo chiamato in garanzia sulla base di un titolo diverso da quello dedotto in giudizio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 18 Aprile 2013.


Provvedimenti cautelari – Competenza – Incompetenza del giudice italiano a conoscere della causa di merito – Criterio della competenza del “luogo di esecuzione” del provvedimento – Applicazione esclusiva alla domanda cautelare richiesta “ante causam”..
La disposizione contenuta nel terzo comma dell’articolo 669 ter c.p.c., secondo la quale “se il giudice italiano non è competente a conoscere la causa di merito, la domanda si propone al giudice, che sarebbe competente per materia o valore, del luogo in cui deve essere eseguito il provvedimento cautelare”, la quale enuncia il criterio della competenza riferito al “luogo di esecuzione” del provvedimento, è applicabile esclusivamente all’ipotesi di misura cautelare richiesta “ante causam” e non all’ipotesi di misura cautelare richiesta nel corso del giudizio di merito davanti a giudice privo di giurisdizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 22 Marzo 2013.