LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO I
Dei procedimenti sommari
CAPO III
Dei procedimenti cautelari
SEZIONE II
Del sequestro

Art. 670

Sequestro giudiziario
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il giudice può autorizzare il sequestro giudiziario:

1) di beni mobili o immobili, aziende o altre universalità di beni, quando ne è controversa la proprietà o il possesso, ed è opportuno provvedere alla loro custodia o alla loro gestione temporanea;

2) di libri, registri, documenti, modelli, campioni e di ogni altra cosa da cui si pretende desumere elementi di prova, quando è controverso il diritto alla esibizione o alla comunicazione, ed è opportuno provvedere alla loro custodia temporanea.


GIURISPRUDENZA

Azienda – Definizione – Circolazione e trasferimento elementi – Presupposti

Sequestro ex art. 670 c.p.c. – Restituzione azienda – Fumus boni iuris – Insussistenza
.
La ricostruzione dogmatica del concetto di azienda, di beni aziendali, deve procedere tramite la necessaria applicazione dei principi che governano il diritto di proprietà e d’impresa indicati nell’art. 41 Cost. rappresentati dalla libertà d’iniziativa economica privata, utilità sociale, sicurezza, libertà e dignità umana, che devono essere coordinati secondo un giudizio assiologico e tramite la tecnica del bilanciamento. Secondo l’orientamento esposto si deve distinguere tra azienda, che è il complesso di beni in senso proprio di cui all’art. 2555 cod. civ. e che ai sensi dell’art. 810 c.c. sono le cose che possono formare oggetto di diritti, e il patrimonio aziendale che comprende i contratti, i debiti e i crediti, di cui agli artt. 2558, 2559, 2560 cod. civ.
Sul piano letterale, le disposizioni in esame fanno riferimento a contratti, crediti e debiti come elementi esterni all’azienda tuttavia alla stessa collegati da una relazione di strumentalità ovvero di inerenza. Quindi, deve escludersi che il legislatore preveda il trasferimento dei contratti inerenti all’azienda concependoli come elementi indefettibili della stessa e al fine di garantirne l’immutabilità nella vicenda circolatoria, l’art. 2558 cod. civ. ha la funzione di tutelare l’iniziativa economica dei privati limitando il trasferimento ai soli beni aziendali, cioè alle cose che possono formare oggetto di diritti, ed evitando di vincolare necessariamente l’imprenditore acquirente alle scelte gestionali del suo dante causa, tramite l’automatica cessione dei contratti inerenti all’azienda. Sul piano dell’analisi assiologica si può concludere che il legislatore ha riconosciuto prevalenza alla tutela della libertà di iniziativa economica delle parti rispetto all’esigenza di garantire la capacità produttiva dell’azienda corredata dagli elementi, in particolare i contratti, che costituiscono il patrimonio aziendale. Tale ricostruzione è diretta a tutelare l’iniziativa economica privata consentendo, in particolare, alla parte acquirente l’individuazione e la selezione dei beni essenziali per l’esercizio dell’impresa, escludendo, pertanto, un concetto unitario di azienda, come bene autonomo distinto dai beni che la compongono, che implicherebbe il trasferimento automatico e diretto di tutti gli elementi che ne fanno parte. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

Sulla base dell’interpretazione sistematica degli artt. 2558, 2559, 2560 cod. civ., per cui gli elementi estranei all’azienda ma facenti parte del patrimonio aziendale e che possono essere ricompresi in una vicenda circolatoria fondata solo su un titolo negoziale, la Curatela del fallimento della cedente potrà avere diritto alla restituzione solo dei beni che erano originariamente nella disponibilità della società fallita con esclusione, quindi, di tutti gli elementi, rappresentati da beni acquistati da altre società, contratti, crediti e debiti inerenti all’azienda che sono il risultato dell’esercizio dell’attività di impresa di queste ultime. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 28 Dicembre 2017.


Tutela cautelare – Controversia sulla proprietà e/o sul possesso e/o sulla detenzione di un bene – Sequestro giudiziario.
Laddove si controverta sulla spettanza della proprietà e/o del possesso e/o anche della detenzione di un bene, al fine di salvaguardare gli effetti della pronuncia finale di merito, volta a risolvere la situazione dominicale e il conferente aspetto possessorio, è apprestata la misura tipica del sequestro giudiziario, ex art. 670 c.p.c., esperibile ogni qualvolta lo stato di fatto esistente in pendenza del giudizio disveli situazioni tali da pregiudicare l’attuazione del diritto controverso e la controversia sulla proprietà o il possesso non si identifica nella sola azione di rivendica, potendo esservi assimilate pretese fondate su azioni personali, aventi ad oggetto la restituzione della cosa da altri detenuta. (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27 Luglio 2017.


Tutela cautelare – Controversia sulla proprietà e/o sul possesso e/o sulla detenzione di azienda – Sequestro giudiziario – Periculum in mora – Presupposti.
La concessione del sequestro giudiziario d’azienda presuppone la sussistenza del periculum cautelando, il quale, in base all’indicazione normativa, deve concretarsi in una necessità di governo aziendale differente da quello in essere, che (come va provato) arreca pregiudizio quanto alla produttività e potenzialità economica dell’azienda medesima. (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27 Luglio 2017.


Tutela cautelare – Controversia sulla proprietà e/o sul possesso e/o sulla detenzione di azienda – Azienda in attività – Sequestro giudiziario – Ammissibilità – Cautela atipica sussidiaria – Inammissibilità.
Nel caso di perduranza dell’attività produttiva, qualora si controverta sulla fondatezza della pretesa di restituzione dell’azienda affittata, il bilanciamento degli interessi in gioco va concretamente realizzato con la temporanea attribuzione della gestione a soggetto differente dall’attuale del quale si denuncia l’inadeguatezza, attraverso la cautela tipica ex art. 670 c.p.c.; nella sussistenza delle suddette condizioni, il soggetto investito della temporanea gestione può curare la relativa conduzione produttiva in osservanza delle direttive eventualmente dettate ed in attesa della pronuncia sul merito. Viceversa solo nel caso in cui l’attività aziendale non sia in atto da parte dell’affittuaria, non si pone la necessità del governo aziendale temporaneo attuato attraverso il sequestro giudiziario, funzionale a preservarne l’avviamento e conservarne la produttività al fine di garantirne all’avente diritto, all’esito del giudizio di merito, la fattuale disponibilità (a titolo di possesso, quale affittante, ovvero di detenzione, se affittuario) in condizioni di ordinaria efficienza, e può, quindi, trovare ingresso la tutela atipica ex art. 700 c.p.c., previo il necessario riscontro del pertinente fumus della pretesa restitutoria, nonché dell’urgenza di provvedere. (Avv. Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27 Luglio 2017.


Negozio traslativo di quote di s.r.l. - Domanda di caducazione - Non trascrivibilità nel Registro Imprese - Richiesta di sequestro giudiziario - Periculum connesso al rischio di cessione a terzi in carenza di un sistema di pubblicità in pubblici registri per le domande aventi ad oggeto i trasferimenti di quote sociali - Negazione.
Le circostanze che rendano "opportuno" provvedere alla custodia o alla gestione della cosa la cui proprietà sia controversa, richiesta quale requisito di periculum in mora dall'art. 670, n. 1, c.p.c., debbono sussistere in concreto ed emergere sulla base di specifici elementi fattuali. Non è pertanto sufficiente il mero pericolo di alienazione a terzi insito nel semplice fatto che per le domande aventi ad oggetto i trasferimenti di quote sociali non esiste un sistema di pubblicità nei pubblici registri, posto che altrimenti si verrebbe ad adombrare un periculum in mora in re ipsa di contro all'esigenza che l’opportunità della custodia debba poter esser desunta da specifici elementi, anche presuntivi, attinenti la fattispecie concreta sub iudice. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 11 Marzo 2017.


Processo civile – Procedimento cautelare – Sequestro – Mancata indicazione nel ricorso della domanda da proporre nel merito – Inammissibilità del ricorso – Sussiste

Sequestro conservativo richiesto in via riconvenzionale – Ammissibilità – Sussiste
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Il ricorrente ha l’onere di indicare, a pena di inammissibilità, nel ricorso per sequestro giudiziario o probatorio o anche per provvedimento d’urgenza, la domanda che intende proporre nel giudizio di merito per il cui diritto è stata invocata la tutela cautelare, non potendo diversamente la controparte predisporre le sue difese.
La domanda riconvenzionale di sequestro conservativo è ammissibile in quanto non confligge con i principi di snellezza e sollecitudine che devono comunque ispirare la procedura cautelare. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 19 Settembre 2016.


Provvedimenti cautelari - Sequestro - Sequestro probatorio - Presupposti.
L’accoglimento del sequestro probatorio di cui all’articolo 670, comma 2, c.p.c. richiede la verifica dei seguenti presupposti: a) una astratta idoneità del documento a fornire elementi di prova nel giudizio di merito; b) l’opportunità di una custodia temporanea; c) una controversia sul diritto all’esibizione o alla comunicazione.

Con riferimento al primo, il giudice è chiamato ad un giudizio ipotetico e prognostico, posto che soltanto nella fase di merito potrà effettuarsi una valutazione compiuta del valore della prova.

Il presupposto sub b) consente al giudice una valutazione ampiamente discrezionale del requisito di opportunità, non essendo necessaria la prova concreta del rischio di alterazione o distruzione del bene; l’opportunità ricorre, pertanto, ogniqualvolta vi sia il periculum della perdita della prova.

Quanto al terzo presupposto (esistenza di una controversia sul diritto all’esibizione o alla comunicazione) il sequestro giudiziario in questione non è condizionato alla esistenza di una controversia sul diritto alla esibizione, ma è consentito ogni qual volta la cosa serva come prova e se ne riveli indispensabile l'acquisizione ai fini dell' accertamento dei fatti. (Cass., Sez. I, 22 dicembre 1993, n. 12705). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Udine, 27 Maggio 2016.


Intermediazione finanziaria - Domande di cessione alla banca di azioni proprie - Sequestro probatorio - Ammissibilità.
Nell’ambito di un giudizio promosso per ottenere la risoluzione (ed il conseguente risarcimento del danno) degli atti con i quali la banca ha acquistato azioni proprie dai singoli soci, può essere concesso il sequestro giudiziario ex articolo 670, comma 2, c.p.c. delle domande di cessione formulate dai soci stessi in ordine alle citate operazione di vendita di azioni sociali alla banca ed annotate nel libro soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 27 Maggio 2016.


Affitto d'azienda - Risoluzione - Diritto alla restituzione - Azionabilità in via d'urgenza - Ammissione.
E' ammissibile il provvedimento d'urgenza richiesta a cautela del diritto alla restituzione dell'azienda oggetto di un contratto d'affitto, non ostandovi il principio di sussidiarietà e residualità della tutela ex art. 700 c.p.c., atteso che la riacquisizione del compendio aziendale offre al concedente utilità divese ed ulteriori rispetto a quelle conseguibili per il tramite del sequestro giudiziario (ossia la mera custodia o gestione temporanea dell'azienda), consentendo al titolare dell’azienda di riottenere il bene nel più breve tempo possibile, e la ripresa di una piena funzionalità ed operatività (mentre la nomina di un custode giudiziario può garantire solo la conservazione dello status quo), permettendogli di evitare l’instaurazione del giudizio di merito e mantenere, ciononostante, l’efficacia del provvedimento cautelare, come previsto dall’art. 669 octies, co. 6, c.p.c., favorendo in definitiva anche la conclusione di nuovi contratti di affitto di azienda. (Marco De Cristofaro) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 26 Maggio 2016.


Provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. – Requisito sussidiarietà – Irreparabilità pregiudizio – Quattro ordini di ipotesi – Sequestro giudiziario – Ammissibilità – Azione (reale o contrattuale) restitutoria del bene.
Il ricorrente ex art. 700 c.p.c. ha l’onere di allegare in giudizio l’insussistenza di rimedi giuridici tipici idonei ad assicurare la stessa tutela con la medesima efficacia ed urgenza (requisito della sussidiarietà del provvedimento d’urgenza).

L’art. 700 c.p.c. richiede (oltre alla sussidiarietà) i presupposti dell’imminenza e dell’irreparabilità del pregiudizio; in particolare, quest’ultimo è ravvisabile in caso di lesione grave ed imminente di: 1) diritti personali; 2) diritti patrimoniali strettamente strumentali al soddisfacimento di esigenze esistenziali della persona; 3) diritti patrimoniali il cui pregiudizio è pacificamente ritenuto irreparabile; 4) diritti patrimoniali il cui pregiudizio può essere giudicato irreparabile nel caso concreto.

Alla luce di una giurisprudenza di legittimità costante e univoca, il sequestro giudiziario può essere pacificamente richiesto quando la parte ricorrente chieda la restituzione in via urgente del bene sulla premessa di voler esperire un’azione contrattuale, compresa l’azione di impugnazione del contratto preliminare di vendita comportante la condanna al rilascio dell’immobile. (Fiorenza Chiara Villa) (riproduzione riservata)
Tribunale Massa, 15 Marzo 2016.


Sequestro giudiziario – Necessità del periculum in mora – Non sussiste – Opportunità della custodia del bene – Sufficienza.
Appare sufficiente – ai fini del periculum in mora in materia di sequestro giudiziario – che lo stato di fatto esistente in pendenza di giudizio comporti la possibilità che si determinino situazioni tali da pregiudicare l’attuazione del diritto controverso a prescindere dal timore di sottrazione, alterazione o dispersione dei beni stessi. Ciò che viene comunemente inteso come “periculum in mora” (e cioè il pregiudizio grave e imminente) non costituisce condizione necessaria per la concessione del sequestro, atteso che lo stesso art.670 c.p.c. richiede semplicemente ragioni che rendano opportuna la custodia.
L’opportunità di conservazione del bene non richiede un pericolo attuale di sottrazione, ma è sufficiente che si prospetti una semplice possibilità di pregiudizio tale che al termine della lite la parte istante non riuscirebbe ad ottenere il vantaggio eventualmente riconosciutole. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Brescia, 11 Febbraio 2016.


Affitto d’azienda – Ordine cautelare di rilascio ex art. 700 c.p.c. – Inammissibilità – Sequestro giudiziario ex art 670 c.p.c. .
E’ inammissibile il ricorso alla procedura cautelare atipica ex art. 700 c.p.c. per ottenere il rilascio di azienda conseguente al recesso esercitato dal curatore concedente, attesa la presenza dello strumento tipico sequestro giudiziario ex art. 670 c.p.c. del bene di cui è controverso il possesso; si ha infatti controversia sulla proprietà o sul possesso non soltanto quando sia esperita azione di rivendica ma anche in ipotesi di azioni personali aventi ad oggetto la restituzione di cose da altri detenute, in quanto il termine ‘possesso’ usato dall’art. 670 c.p.c. unitamente a quello di proprietà non va inteso in senso strettamente letterale, rientrando in esso anche la detenzione. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 24 Marzo 2015.


Fallimento – Azione revocatoria fallimentare avente ad oggetto azienda contenente marchio ed insegna – Provvedimenti cautelari – Competenza della Sezione Specializzata in Materia di Impresa.
Nel caso di azione cautelare avente ad oggetto la richiesta di sequestro giudiziario di un ramo aziendale costituito da beni mobili, marchio registrato ed insegna la competenza è demandata alla Sezione Specializzata in Materia di Impresa e non al tribunale fallimentare competente ex art. 24 L.F.. (Giovanni Noschese) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 11 Febbraio 2015.


Sequestro giudiziario su beni immobili – Lettura costituzionalmente orientata dell’art. 2645 c.c. in funzione delle finalità conservative e prenotative presenti anche nel sequestro giudiziario – Trascrizione – Ammissibilità

Sequestro giudiziario su beni immobili – Trascrizione indipendentemente dall’esistenza di rimedi risarcitori o di altre forme di responsabilità per atti di disposizione dei beni sequestrati in danno del sequestra trascrizione – Ammissibilità

Sequestro giudiziario su beni immobili – Funzioni di custodia e di garanzia – Trascrizione anche in caso di trascrivibilità della domanda di merito – Ammissibilità

Sequestro giudiziario su beni immobili – Trascrizione indipendentemente dall’esistenza di rimedi risarcitori o di altre forme di responsabilità per atti di disposizione dei beni sequestrati in danno del sequestrante – Lettura costituzionalmente orientata dell’art. 2645 c.c. in funzione delle finalità conservative e prenotative presenti anche nel sequestro giudiziario – Ammissibilità
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Una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 2645 c.c. impone a fortiori, tenuto conto delle finalità conservative pur sempre presenti nella cautela a carattere prenotativo, di ritenere trascrivibile anche il sequestro giudiziario avente ad oggetto beni immobili (Luigi D’Agosto e Sonia Criscuolo) (riproduzione riservata)

La tesi della non trascrivibilità del sequestro giudiziario non appare convincente e l’esistenza di deterrenti all’alienazione del bene (azioni risarcitorie e responsabilità penale ex art. 388 c.p.) non paiono sufficienti a garantire la piena restitutio in integrum del creditore (Luigi D’Agosto e Sonia Criscuolo) (riproduzione riservata)

La funzione del sequestro giudiziario non è solo quella di custodire temporaneamente il bene, ma precipuamente quella di fornire espressa garanzia contro pericoli di alterazione, distruzione o deterioramento della cosa (cfr. art. 921 dell’abrogato codice civile del 1865) e tanto al fine di garantire la fruttuosità dell’azione di rilascio e di consegna. Se dunque questo è lo scopo del sequestro giudiziario, rileva il collegio che la misura de qua potrebbe essere svuotata in molteplici occasioni se non si ammettesse la possibilità della sua immediata trascrizione e si imponesse al sequestrante di dover attendere la fine del procedimento cautelare per poter trascrivere la domanda giudiziale. (Luigi D’Agosto e Sonia Criscuolo) (riproduzione riservata)

La tesi della non trascrivibilità del sequestro giudiziario non appare convincente e l’esistenza di deterrenti all’alienazione del bene (azioni risarcitorie e responsabilità penale ex art. 388 c.p.) non paiono sufficienti a garantire la piena restitutio in integrum del creditore. Peraltro, non esistono espressi riferimenti normativi che escludano la detta soluzione ed anzi una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 2645 c.c. impone a fortiori, tenuto conto delle finalità conservative pur sempre presenti nella cautela a carattere prenotativo, di ritenere trascrivibile anche il sequestro giudiziario avente ad oggetto beni immobili. (Luigi D’Agosto e Sonia Criscuolo) (riproduzione riservata)
Tribunale Verona, 14 Novembre 2014.


Azione revocatoria ordinaria e fallimentare - Affitto d’azienda in favore del “subacquirente” - Sequestro conservativo ex art. 2905 secondo comma c.c. avente ad oggetto i canoni di affitto - Inammissibilità  .
Non è possibile disporre il sequestro conservativo ex art. 2905 secondo comma c.c. sui canoni d’affitto di azienda versati dal “subacquirente” in relazione a contratto stipulato dall’avente causa dal fallito, poiché essi non rappresentano ciò che è uscito dal patrimonio di quest’ultimo, nè spettano al curatore fallimentare; soprattutto i canoni non sono un bene giuridico in senso stretto, rappresentando piuttosto la misura di un diritto di credito accessorio a quello relativo al valore della cosa oggetto della revocatoria. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 23 Luglio 2014.


Sequestro giudiziario – Finalità e oggetto – Crediti e somme di danaro..
Lo strumento del sequestro giudiziario, ai sensi dell'art. 670, n. 1, c.p.c., la cui finalità è quella di assicurare l'utilità pratica di un futuro provvedimento restitutorio e la fruttuosità della sua esecuzione coattiva mediante la consegna o il rilascio forzato di quegli stessi beni sui quali è stato autorizzato e posto il vincolo e della cui titolarità si controverte, può essere autorizzato solo nella misura in cui ha ad oggetto beni infungibili e non crediti o somme di denaro e, dunque, non può avere ad oggetto una ragione di credito su somme di danaro, non essendo configurabile, in linea generale, rispetto ai diritti di credito una controversia sulla proprietà o sul possesso, e non essendovi ragione di prevedere una loro custodia o gestione temporanea, o di garantire una successiva esecuzione specifica per consegna. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Rossano, 15 Febbraio 2013.


Sequestro giudiziario ex art. 670 n. 1 c.p.c. strumentale ad azione revocatoria ordinaria – Ammissibilità..
Ragioni di tutela sostanziale del creditore portano a preferire la tesi che ammette l’esperimento del rimedio del sequestro giudiziario ex 670 c.p.c. anche con riguardo all’azione revocatoria ordinaria. La giurisprudenza prevalente sostiene che il termine proprietà o possesso non va inteso in senso letterale rientrandovi anche le controversie come l’azione revocatoria, inerenti la dichiarazione di inefficacia relativa, e comunque le azioni inerenti uno ius ad rem, nelle quali, cioè, venga in rilievo l’esistenza di un diritto alla restituzione di un bene a qualsiasi titolo detenuto da altri. Inoltre non sembra che, con l’art. 2905 comma 2 c.c., il legislatore abbia voluto precludere al creditore che agisce in revocatoria ordinaria il rimedio cautelare dell’art. 670 comma 1 c.p.c.. (Edgardo Riccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 03 Gennaio 2013.


Contratto autonomo di garanzia e fideiussione a prima richiesta - Sequestro Giudiziario - Esclusione..
La richiesta di sequestro giudiziario del documento contenetene una fideiussione a prima richiesta stipulata tra il ricorrente ed un istituto di credito (terzo) non può trovare accoglimento poiché il contratto autonomo di garanzia è caratterizzato dall’assenza di una controversia accessoria necessaria per il vincolo di strumentalità tra la misura cautelare reale richiesta ed il giudizio di merito. (Nel caso di specie, l'obbligazione della banca garante è del tutto autonoma rispetto all'obbligo principale di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita e non necessariamente sovrapponibile ad essa. L’assenza di accessorietà sarebbe svilita dall’ammissibilità di una misura cautelare tesa a paralizzare proprio quel risultato che costituisce la ratio dell’istituto) (negli stessi termini, Ord. Trib Lecce, Sezione Distaccata di Tricase, Antonazzo-Solera del 7 marzo 2012; Ord. Trib Prato 30 maggio 2011, RG 8/11, inedite). (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25 Ottobre 2012.


Società a responsabilità limitata - Controversia in ordine alla proprietà delle quote - Tutela cautelare - Richiesta di restituzione della società - Inammissibilità - Sequestro giudiziario..
Qualora vi sia controversia in ordine alla proprietà di quote di società a responsabilità limitata, il mezzo idoneo alla tutela dell'avviamento e degli altri valori aziendali relativi all'attività esercitata dalla società è il sequestro giudiziario di cui all'articolo 670 c.p.c. e non il ricorso ex articolo 700 c.p.c. con il quale si chieda l'immediata restituzione della società o eventualmente l'affidamento della stessa a custode che provveda alla sua gestione temporanea, ciò anche in considerazione del fatto che la titolarità delle quote non già di per sé diritto alla gestione della società. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 21 Maggio 2012.


Sequestro giudiziario di documenti ex art. 670 c.p.c. presso l’operatore telefonico al di fuori dei casi di cui agli artt. 123 e 132 del d. lgs. 30-6-2003 n. 196 - Ammissibilità - Esclusione..
Non è ammissibile il sequestro giudiziario di documenti presso l’operatore telefonico (nel caso di specie di tabulati del traffico telefonico relativo ad una comunicazione asseritamente avvenuta tramite fax) al di fuori delle tassative ipotesi di cui agli artt. 123 e 132 del d. lgs. 30-6-2003 n. 196. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 17 Maggio 2012.


Compravendita con riserva di proprietà – Azione di accertamento della risoluzione di diritto – Sequestro giudiziario – Ammissibile..
È ammissibile il sequestro giudiziario strumentale all’azione di accertamento della risoluzione di diritto di un contratto di compravendita con riserva della proprietà, posto che l’art. 670 c.p.c. si applica anche nel caso di controversie aventi ad oggetto un’azione contrattuale che importi una statuizione sulla proprietà o la restituzione di una cosa da altri detenuta. (Alessandro Albè) (riproduzione riservata) Tribunale Milano-Rho, 02 Agosto 2011.


Procedimento cautelare - In genere - Misure cautelari - Interpretazione finalistica.

Procedimento cautelare - Sequestro giudiziario - Provvedimento richiesto in relazione alla proposizione di azioni “contrattuali” - Ammissibilità.

Procedimento civile - Risoluzione del contratto ex art. 1453 c.c. - Clausola risolutiva espressa ex art. 1456 c.c. - Cumulabilità delle due domande - Mancata proposizione di entrambe - Rigetto per violazione dell’art. 112 c.p.c..
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La funzione della misura cautelare consiste nell’assicurare la fruttuosità della esecuzione conseguente all’accertamento del diritto sul bene al termine del processo di cognizione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

È  da ritenersi ammissibile il sequestro giudiziario in ogni ipotesi in cui risulti proposta o debba proporsi l'azione di risoluzione, rescissione, nullità o annullamento o accertamento della simulazione di un rapporto obbligatorio che si riferisca ad un bene suscettibile di formarne oggetto, sempre che a tali azioni sia collegata la pretesa di ottenere la riconsegna dello stesso bene. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)

Non è ammissibile, in assenza di una specifica domanda di risoluzione del contratto di affitto ex artt. 1453 e 1455 cc., in via subordinata ed alternativa rispetto a quella prevista dall’art. 1456 c.c., una pronuncia costitutiva in tal senso, ciò sostanziandosi in un inammissibile ampliamento del thema decidendum della lite ed un altrettanto inammissibile violazione del principio di corrispondenza fra il chiesto ed il pronunciato. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)
Tribunale Nola, 11 Gennaio 2011.


Società – Cessione di quote sociali – Conflitto tra acquirenti – Tutela cautelare urgente dei diritti connessi alla proprietà delle quote – Conflitto sulla proprietà – Sussistenza – Sequestro giudiziario – Ricorso ex art. 700 cod. proc. civ. – Inammissibilità..
E’ il sequestro giudiziario lo strumento tipico cui ricorrere ove si chieda in via cautelare ed urgente la tutela della titolarità di una quota sociale e dei diritti che la stessa comporta in una situazione di conflitto tra più acquirenti ed in vista del definitivo riconoscimento del diritto in favore di uno di loro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 04 Febbraio 2010.


Sequestro giudiziario - Revocatoria ordinaria - Incompatibilità - Revocatoria fallimentare - Ammissibilità.
Il sequestro giudiziario ex art. 670 n. 1) c.p.c. è incompatibile con l’azione di revocatoria ordinaria, mentre è ammissibile in caso di revocatoria fallimentare. La revocatoria ordinaria, infatti, non implica una statuizione (diretta o indiretta) sulla proprietà o possesso dei beni su cui si intende incidere, ma piuttosto mira alla dichiarazione di inefficacia dell’atto pregiudizievole, senza che il suo accoglimento determini effetti restitutori o reintegratori né in capo al debitore né, tantomeno, in capo al creditore istante. (Andrea Milesi) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 23 Ottobre 2009.


Fallimento - Divieto di esecuzioni individuali - In genere - Sequestro giudiziario non ancora convalidato - Fallimento del possessore dei beni sequestrati - Conseguenze - Sequestro - Inefficacia - Ammissibilità.
Il sequestro giudiziario concesso prima dell'apertura della procedura fallimentare del possessore dei beni assoggettati, e non ancora convalidato neppure con sentenza di primo grado, perde la sua efficacia al momento della dichiarazione di fallimento, restando la tutela cautelare del terzo assicurata nell'ambito della procedura fallimentare dallo speciale procedimento previsto dall'art. 103 della legge fallimentare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Ottobre 1993, n. 10558.