Codice di Procedura Civile


LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO III
Del consulente tecnico, del custode e degli altri ausiliari del giudice

Art. 68

Altri ausiliari
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Nei casi previsti dalla legge o quando ne sorge necessità, il giudice, il cancelliere o l'ufficiale giudiziario si può fare assistere da esperti in una determinata arte o professione e, in generale, da persona idonea al compimento di atti che egli non è in grado di compiere da sé solo.

II. Il giudice può commettere a un notaio il compimento di determinati atti nei casi previsti dalla legge.

III. Il giudice può sempre richiedere l'assistenza della forza pubblica.


GIURISPRUDENZA

Domanda di concordato preventivo - Fase prodromica all’ammissione - Nomina di un ausiliario ex art. 68 c.p.c. - Ammissibilità - Ragioni.
Ancorché il procedimento concordatario preveda la nomina del commissario giudiziale – se del caso anticipata ex art. 161, comma 6, l.fall. – quale figura prestabilita di ausiliario, non è comunque precluso all'organo giudicante di fare ricorso al generale disposto dell'art. 68 c.p.c. per sopperire a peculiari esigenze che si presentino nel corso della procedura onde assicurarne il migliore sviluppo. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto ammissibile la nomina di un professionista capace di coadiuvare il tribunale nella fase successiva al deposito di una domanda di concordato preventivo). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 20 Gennaio 2021, n. 976.


Espropriazione immobiliare.
L’attuazione dei provvedimenti del G.E. può essere realizzata con l’ausilio della forza pubblica, secondo quanto previsto: 1) in via generale, dall’art. 68 c.p.c.; 2) in modo più specifico, dall’art. 14 del r.d. 30.1.1941, n. 12 (“Ordinamento giudiziario”), secondo cui “ogni giudice, nell’esercizio delle sue funzioni, può richiedere, quando occorre, l’intervento della forza pubblica e può prescrivere tutto ciò che è necessario per il sicuro e ordinato compimento degli atti ai quali procede”.

L’assistenza della forza pubblica è doverosa tenuto conto, oltre che delle menzionate disposizioni, dei principi affermati dalla giurisprudenza in tema di effettività della tutela esecutiva. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 04 Giugno 2020.


Esecuzione forzata - Immobiliare - Imposta di registro, ipotecaria e catastale - Notaio delegato nell'espropriazione immobiliare - Funzione - Conseguenze - Soggettività passiva esclusiva - Sussistenza.
In tema d'imposta di registro, catastale e ipotecaria, il notaio delegato all'espropriazione immobiliare, concorrendo all'esercizio della funzione giudiziaria in virtù di un rapporto fiduciario con il giudice dell'esecuzione, allorché riceva somme dai partecipanti alla vendita a titolo di fondo spese per il trasferimento, comprese le imposte relative alla registrazione del decreto di vendita, agisce quale sostituto del cancelliere ai sensi dell'art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 347 del 1990 ed è l'unico soggetto debitore nei confronti dell'Agenzia delle entrate, fungendo, peraltro, da "adiectus solutionis causae", con la conseguenza che, ai sensi dell'art. 1188 c.c., il partecipante deve ritenersi liberato dalla propria obbligazione nel momento stesso in cui versa al professionista i relativi importi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. V, tributaria, 15 Gennaio 2019, n. 724.


Concordato preventivo - Concordato con riserva - Atti urgenti di straordinaria amministrazione - Poteri informativi del tribunale - Facoltà di far emergere i tratti essenziali della proposta.
La previsione del settimo comma dell'articolo 161 legge fall., la quale consente al tribunale di assumere informazioni e di avvalersi del parere del commissario al fine di autorizzare o meno gli atti urgenti di straordinaria amministrazione prospettati dall'imprenditore, costituisce una modalità di attivazione di un procedimento idoneo a far emergere, laddove necessario e se del caso mediante la nomina di un ausiliario del giudice ex articolo 68 c.p.c., i tratti essenziali della proposta concordataria in corso di preparazione, così da evitare iniziative in contrasto con la medesima. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rovigo, 17 Novembre 2015.


Consulente tecnico d’Ufficio – Limiti del Mandato – Indagine sulla verità o meno dei fatti in costituzione – Competenza esclusiva del giudice..
Il consulente tecnico d’ufficio esorbita dal mandato conferito se introduce irregolarmente nel corpo della consulenza una indagine sulla verità o meno dei fatti in contestazione, di esclusiva competenza del giudice sulla base delle prove allegate ed ammesse; del pari esorbita dal mandato se ha trattato il minore come un testimone, cosa che non è consentita, nel processo di separazione, neppure al giudice, ed a maggior ragione non deve essere consentita al consulente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Catania, 12 Dicembre 2013.


Concordato preventivo - Commissario giudiziale - Natura - Ausiliario del giudice delegato - Esclusione - Ragioni - Autonomia della disciplina dettata dalla legge fallimentare - Conseguenze - Termine per l'istanza di liquidazione del compenso ai sensi dell'art. 71 del d.P.R. n. 115 del 2002 - Inapplicabilità - Fattispecie.
Il commissario giudiziale nella procedura di concordato preventivo non è un ausiliario del giudice delegato, in quanto, pur cooperando con quest'ultimo, è nominato dal tribunale e ripete i propri poteri e funzioni, con operatività stabile e previsione non occasionale, direttamente dalla legge fallimentare che, in quanto "lex specialis", prevale su quella generale dettata dal d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 in tema di ausiliari della magistratura; ne consegue che, nella liquidazione dei compensi al predetto organo, disciplinata in via esaustiva dall'art. 165 legge fall. che rinvia all'art. 39 della medesima legge fall. e, con esso, al D.M. 28 luglio 1992, n. 570, è preclusa l'applicazione dell'art. 71, comma secondo, del d.P.R. n. 115 citato, ai sensi del quale la relativa istanza dev'essere proposta, a pena di decadenza, entro cento giorni dal compimento delle operazioni. (Principio affermato dalla S.C. in sede di cassazione con rinvio del decreto del tribunale che aveva rigettato la domanda di liquidazione del compenso perchè proposta dopo la scadenza del predetto termine, decorrente dalla conclusione della procedura, individuata nella sopraggiunta dichiarazione di fallimento). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Aprile 2011, n. 8221.