Codice di Procedura Civile


LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO II
Dei procedimenti in materia di famiglia e stato delle persone
CAPO II
Dell'interdizione, dell'inabilitazione e dell'amministrazione di sostegno

Art. 720-bis

Norme applicabili ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Ai procedimenti in materia di amministrazione di sostegno si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 712, 713, 716, 719 e 720.

II. Contro il decreto del giudice tutelare è ammesso reclamo alla corte d'appello a norma dell'articolo 739.

III. Contro il decreto della corte d'appello pronunciato ai sensi del secondo comma può essere proposto ricorso per cassazione.


GIURISPRUDENZA

Amministrazione di sostegno – Decreti del giudice tutelare – Reclamo – Corte d’appello.
I decreti del giudice tutelare in materia di amministrazione di sostegno sono reclamabili ai sensi dell'art. 720 bis, comma 2, c.p.c., unicamente innanzi alla Corte d'appello, quale che sia il loro contenuto, decisorio ovvero gestorio. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)






Il sostituto Procuratore generale presso la Corte di cassazione aveva chiesto l’affermazione del seguente principio (difforme)

La Procura generale, a composizione di un contrasto sollevato a seguito di una affermazione dissenziente contenuta – in obiter – in una recente pronuncia di legittimità, conclude nel segno della continuità dell’indirizzo consolidato nel corso di un decennio, che assegna al Tribunale in composizione collegiale la competenza a decidere sui reclami proposti contro quei decreti in materia di amministrazione di sostegno che non abbiano incidenza sui diritti fondamentali dell’interessato ma rivestano carattere gestorio e siano sempre revocabili e modificabili. Nelle conclusioni, superando l’argomento letterale speso nel precedente per sostenere la competenza della Corte di appello, imperniato sull’uso del singolare (“il decreto”) nell’art. 720-bis c.p.c., da un lato si considera lo stretto raccordo tra l’art. 720-bis e l’art. 739, che individua il Tribunale come giudice naturale del reclamo, dall’altro si valorizzano gli argomenti funzionali e le esigenze di prossimità del giudice, il tutto in chiave di affidamento sulla necessità di dare continuità alle regole processuali e di evitare improvvisi overruling rispetto a un indirizzo stabilizzato, come molte volte detto nella giurisprudenza di legittimità. Vedi la requisitoria

Cassazione Sez. Un. Civili, 30 Luglio 2021, n. 21985.


Amministrazione di sostegno – Decreti emessi dal giudice non incidenti su diritti fondamentali – Reclamo – Competenza del Tribunale in composizione collegiale – Sussistenza – Competenza generale della Corte d’appello – Esclusione.
La Procura generale, a composizione di un contrasto sollevato a seguito di una affermazione dissenziente contenuta – in obiter – in una recente pronuncia di legittimità, conclude nel segno della continuità dell’indirizzo consolidato nel corso di un decennio, che assegna al Tribunale in composizione collegiale la competenza a decidere sui reclami proposti contro quei decreti in materia di amministrazione di sostegno che non abbiano incidenza sui diritti fondamentali dell’interessato ma rivestano carattere gestorio e siano sempre revocabili e modificabili. Nelle conclusioni, superando l’argomento letterale speso nel precedente per sostenere la competenza della Corte di appello, imperniato sull’uso del singolare (“il decreto”) nell’art. 720-bis c.p.c., da un lato si considera lo stretto raccordo tra l’art. 720-bis e l’art. 739, che individua il Tribunale come giudice naturale del reclamo, dall’altro si valorizzano gli argomenti funzionali e le esigenze di prossimità del giudice, il tutto in chiave di affidamento sulla necessità di dare continuità alle regole processuali e di evitare improvvisi overruling rispetto a un indirizzo stabilizzato, come molte volte detto nella giurisprudenza di legittimità. (Fonte: Sito ufficiale della Procura generale presso la Corte di Cassazione) Procura Generale della Cassazione, 30 Luglio 2021.


Amministrazione di sostegno – Decreto di apertura dell’amministrazione e nomina dell’amministratore – Impugnazione della nomina – Tribunale collegiale – Sussiste – Corte di Appello – Esclusione – Art. 720-bis cod. proc. civ..
In tema di amministrazione di sostegno, occorre distinguere tra i provvedimenti di apertura e chiusura della procedura, assimilabili per loro natura alle sentenze emesse nei procedimenti d’interdizione ed inabilitazione, e quelli riguardanti le modalità di attuazione della tutela e la concreta gestione del patrimonio del beneficiario, circoscrivendo ai primi, aventi carattere decisorio ed idonei ad acquistare efficacia di giudicato, sia pure rebus sic stantibus, l’applicabilità dell’art. 720-bis cod. proc. civ., che ne prevede l’impugnabilità dinanzi alla corte d’appello, e riconoscendo agli altri, sempre modificabili e revocabili in base ad una rinnovata valutazione degli elementi acquisiti, una portata meramente ordinatoria ed amministrativa, che ne consente l’inquadramento negli artt. 374 e ss. cod. civ., richiamati dall’art. 411 cod. civ., con la conseguente proponibilità del reclamo dinanzi al tribunale in composizione collegiale, ai sensi dell’art. 739 cod. proc. civ.  Alla seconda categoria di provvedimenti vanno ricondotti anche quelli di designazione, revoca e sostituzione dell’amministratore, in quanto non incidenti sullo status o su diritti fondamentali del beneficiario della tutela, ma volti esclusivamente ad individuare il soggetto cui è demandata in concreto la cura della sua persona e dei suoi interessi; nessun rilievo può assumere, in proposito, l’eventualità che tale individuazione abbia luogo contestualmente all’apertura della procedura e con il medesimo provvedimento, dovendosi in tal caso distinguere, nell’ambito di quest’ultimo, le determinazioni adottate dal giudice tutelare in ordine rispettivamente alle ragioni che giustificano il riconoscimento della tutela e alla scelta delle modalità di attuazione della stessa, assoggettate a differenti regimi con riguardo sia alla individuazione del giudice competente per il reclamo che alla proponibilità del ricorso per cassazione avverso la decisione di quest’ultimo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 12 Dicembre 2018, n. 32071.


Procedimento per amministratore di sostegno – Regolamento di competenza – Perpetuatio Jurisdictionis.
L’ordinanza del GT che statuisce sulla competenza è impugnabile con regolamento di competenza ove il giudice abbia conclamato in termini di assoluta, oggettiva inequivocità ed incontrovertibilità la propria determinazione a risolvere davanti a sé la suddetta questione;
Il principio della perpetuatio jurisdictionis ex art. 5 c.p.c. si applica nel procedimento di volontaria giurisdizione per la nomina di un ADS, trattandosi di un procedimento contenzioso, mentre non si applica alla successiva fase di gestione dell’amministrazione, che la esclude. (Alberto Consani) (riproduzione riservata)
Cassazione civile, sez. VI, 20 Giugno 2017, n. 15327.


Amministrazione di sostegno - Reclamo alla corte d'appello - Consenso o rifiuto di terapie mediche.
Nei procedimenti in materia di amministrazione di sostegno è ammesso il reclamo alla corte d'appello, ai sensi dell'art. 720-bis, comma 2, c.p.c., avverso il provvedimento con cui il giudice tutelare si sia pronunciato sulla domanda di autorizzazione - proposta dall'amministratore di sostegno in sede di apertura della procedura o in un momento successivo - ad esprimere, in nome e per conto dell'amministrato, il consenso o il rifiuto alla sottoposizione a terapie mediche, avendo il provvedimento medesimo natura decisoria in quanto incidente su diritti soggettivi personalissimi. (Paola Cuzzocrea) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07 Giugno 2017, n. 14158.


Designazione o nomina dell'amministratore di sostegno da parte del giudice tutelare - Decreto della corte d'appello emesso in sede di reclamo - Ricorso per cassazione - Inammissibilità - Fondamento.
È inammissibile il ricorso per cassazione avverso i provvedimenti emessi in sede di reclamo in tema di designazione o nomina di un amministratore di sostegno che sono emanati in applicazione dell'art. 384 c.c. (richiamato dal successivo art. 411, comma 1, c.c.) e restano logicamente e tecnicamente distinti da quelli che dispongono l'amministrazione, dovendosi limitare la facoltà di ricorso ex art. 720 bis, ultimo comma, c.p.c., ai soli decreti di carattere decisorio, quali quelli che dispongono l'apertura o la chiusura dell'amministrazione, assimilabili, per loro natura, alle sentenze di interdizione ed inabilitazione, senza estendersi ai provvedimenti a carattere gestorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Febbraio 2017, n. 2985.


Amministrazione di sostegno - Decreto che nega l'apertura della procedura - Ricorribilità per cassazione - Ammissibilità.
Il decreto della corte d'appello che nega l'apertura dell'amministrazione di sostegno è ricorribile per cassazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 20 Luglio 2016, n. 14983.


Amministrazione di sostegno - Procedimento di chiusura - Difetto di comunicazione e conseguente assenza del pubblico ministero - Rimessione delle parti al primo giudice - Necessità - Esclusione.
Nella procedura per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno l'unica parte che può dirsi necessaria è il beneficiario dell'amministrazione, per cui il difetto di comunicazione della richiesta al P.M. e la conseguente assenza dello stesso al procedimento di chiusura dell'amministrazione non comporta la mancata integrazione di un litisconsorzio necessario, né alcun'altra nullità del giudizio di primo grado idonea a determinare la rimessione delle parti al primo giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 25 Luglio 2014, n. 17032.


Amministrazione di sostegno – Procedimento unilaterale – Parti necessarie – Esclusione – Necessaria partecipazione esclusivamente del beneficiario – Litisconsorzio necessario con i parenti – Esclusione (artt. 713, 720-bis c.p.c.).
Nella procedura per la istituzione di un'amministrazione di sostegno, che consiste in un procedimento unilaterale, non esistono parti necessarie al di fuori del beneficiario dell'amministrazione, e non è, pertanto, configurabile una ipotesi di litisconsorzio necessario tra i soggetti partecipanti al giudizio innanzi al Tribunale. L'art. 713 cod.proc.civ., cui rinvia l'art. 720-bis dello stesso codice, espressamente limita la partecipazione necessaria al procedimento al ricorrente, al beneficiario dell'amministrazione di sostegno e alle altre persone, tra quelle indicate nel ricorso, le cui informazioni il giudice ritenga utili ai fini dei provvedimenti da adottare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05 Giugno 2013, n. 14190.


Amministrazione di sostegno – Presupposti – Sufficienza della patologia – Psicosi – Sillogismo “Psicosi = pericolosità” – Stigma – Esclusione – Rigetto dell’amministrazione di Sostegno..
Il fatto che un paziente sia “malato” a causa di un disturbo psichiatrico non è elemento sufficiente per confinarlo entro i limiti di una misura di protezione giuridica. Infatti, istituire una amministrazione di sostegno per il solo fatto che il paziente accusa un disturbo psichiatrico equivarrebbe ad alimentare lo stigma che, al contrario, la ratio istitutiva dell’ADS mira a demolire completamente. Non solo: il rischio è quello di trasformare l’amministrazione di sostegno di un “ammortizzatore sociale”, come taluno ha scritto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 28 Giugno 2012.