TITOLO VIII
SANZIONI

Capo I
Abusivismo bancario e finanziario

Art. 133

Abuso di denominazione (1)
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

1. L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, delle parole "banca", "banco", "credito", "risparmio" ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo svolgimento dell'attività bancaria è vietato a soggetti diversi dalle banche.

1-bis. L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, dell'espressione "moneta elettronica" ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo svolgimento dell'attività di emissione di moneta elettronica è vietato a soggetti diversi dagli istituti di moneta elettronica e dalle banche (2).

1-ter. L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, dell'espressione «istituto di pagamento» ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo svolgimento dell'attività di prestazione di servizi di pagamento è vietato a soggetti diversi dagli istituti di pagamento (3).

1-quater. L'uso, nella denominazione o in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, della parola "finanziaria" ovvero di altre parole o locuzioni, anche in lingua straniera, idonee a trarre in inganno sulla legittimazione allo svolgimento dell'attività finanziaria loro riservata è vietato ai soggetti diversi dagli intermediari finanziari di cui all'articolo 106 (4)

2. La Banca d'Italia determina in via generale le ipotesi in cui, per l'esistenza di controlli amministrativi o in base a elementi di fatto, le parole o le locuzioni indicate nei commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater possono essere utilizzate da soggetti diversi dalle banche, dagli istituti di moneta elettronica, dagli istituti di pagamento e dagli intermediari finanziari (5).

3. Chiunque contravviene al disposto dei commi 1, 1-bis, 1-ter e 1-quater è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 5 milioni di euro. Se la violazione è commessa da una società o un ente, è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 30.000 fino al 10 per cento del fatturato. Le stesse sanzioni si applicano a chi, attraverso informazioni e comunicazioni in qualsiasi forma, induce in altri il falso convincimento di essere sottoposto alla vigilanza della Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 108 o di essere abilitato all'esercizio delle attività di cui all'articolo 111 (6) (7).

3-bis. Si applica l'articolo 144, comma 9 (8).

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(1) Rubrica sostituita dall'articolo 55 della legge 1 marzo 2002, n. 39 (Legge comunitaria).
(2) Comma aggiunto dall'articolo 55 della legge 1 marzo 2002, n. 39 (Legge comunitaria).
(3) Comma inserito dall’art. 35, comma 13, del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11.
(4) Comma inserito dall'articolo 8, comma 3, lettera a), del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141
(5) Comma modificato dall'articolo 55 della legge 1 marzo 2002, n. 39 (Legge comunitaria), sostituito dall'articolo 35, comma 14, del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11 successivamente sostituito dall'articolo articolo 8, comma 3, lettera a) bis del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141, come modificato dall'articolo 5, comma 1, del D.lgs. 14 dicembre 2010, n. 218.
(6) Comma modificato dall'articolo 64 del D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415, dall'articolo 30 del D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 342, dall'articolo 35, comma 15, del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 11 e dall'articolo 8, comma 3, lettere b) e c), del D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141. Da ultimo sostituito dall'articolo 1, comma 47, lettera a), del D.Lgs. 12 maggio 2015, n. 72.
(7) La misura della sanzione amministrativa pecuniaria di cui al presente comma era stata così elevata ai sensi di quanto disposto dall'articolo 39, comma 3, della legge 28 dicembre 2005, n. 262.
(8) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 47, lettera b), del D.Lgs. 12 maggio 2015, n. 72.