Massimario di Diritto Bancario


ESTRATTO CONTO

Conto corrente bancario - Incompletezza della documentazione - Ricalcolo dei saldi - Modalità.
In tema di accertamento dei rapporti dare-avere in ambito bancario, l'eventuale incompletezza della documentazione relativa al conto corrente comporta, in sede di ricalcolo, l'applicazione del primo saldo disponibile rispetto alla parte attrice che agisca in ripetizione e l'applicazione del c.d. saldo zero rispetto alla parte convenuta che abbia chiesto, in via riconvenzionale, il pagamento del saldo contestato. (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Viterbo, 01/03/2018.


Viola il precetto di «sana e prudente gestione» la banca che non conserva la documentazione relativa a rapporti non esauriti. Contratti bancari – Conto corrente di corrispondenza – Prova del credito della banca da (asserito) saldo negativo di conto – Produzione da parte della banca degli estratti conto relativi al rapporto al fine di ricostruire il saldo – Necessità – Decorso del termine decennale di conservazione delle scritture contabili – Irrilevanza – Distruzione dei documenti per decorso del termine decennale – Violazione del precetto di sana e prudente gestione ex art. 5 T.U.B. – Sussistenza.
La banca non può sottrarsi all’onere di provare il preciso ammontare del credito vantato nei confronti di un cliente, e da quest’ultimo contestato in giudizio, invocando l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili oltre i dieci anni dall’ultima registrazione. D’altro canto, il comportamento della banca che si disfa della documentazione afferente a un credito di cui non ha ancora ottenuto soddisfacimento integra una negligenza grave, che viola apertamente il dovere di sana e prudente gestione di cui all’art. 5 del T.U.B. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20/02/2018.


Querela di falso contro le certificazioni ex art. 50 TUB. Certificazioni ex art 50 TUB - Querela di falso - Ammissibilità - Condizioni.
È ammissibile la proposizione di querela di falso verso le certificazioni ex art. 50 TUB laddove abbia come finalità quella di privare la certificazione del valore di prova scritta privilegiata per l’emissione del decreto ingiuntivo. È tuttavia infondata la domanda laddove la parte non provi la falsificazione delle scritture contabili della banca, poichè le contestazioni delle singole voci di addebito in conto non si attuano con lo strumento della querela di falso. (Giorgio Bertola) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 15/12/2017.


Conto corrente con apertura di credito: onere della prova e criterio del c.d. saldo a zero. Contratti bancari - Conto corrente con apertura di credito - Onere della prova a carico della banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo ed applicazione del criterio del c.d. saldo a zero - Espletamento di nuova C.T.U. contabile con ordinanza istruttoria e relativo quesito.
In tema di rapporto di conto corrente, qualora la Banca non fornisca prova in primo grado atta a dimostrare la provenienza del saldo negativo, il saldo iniziale deve essere considerato pari a zero rispetto al primo estratto conto disponibile se negativo, detraendo la componente illegittima degli interessi. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Appello L'Aquila, 06/12/2017.


Contratto di conto corrente, ripetizione di somme e produzione del contratto e degli estratti conto completi. Contratto di conto corrente – Ripetizione di somme – Produzione del contratto e degli estratti conto completi – Onere del correntista – Ordine di esibizione del contratto – Esclusione – Ordine di esibizione degli estratti conto – Limitazione all’ultimo decennio.
Il correntista che domanda la ripetizione di somme indebitamente versate alla banca deve allegare e provare i fatti costitutivi della propria pretesa creditoria, ovvero l’esecuzione della prestazione e l’inesistenza (originaria o sopravvenuta) del titolo della stessa. Il correntista ha, pertanto, l'obbligo di produrre il contratto di conto corrente e gli estratti conto relativi a tutto il periodo contrattuale.
La mancata produzione del negozio di conto corrente e degli estratti conto completi va a scapito dell’attrice, poiché – trattandosi del soggetto che agisce in ripetizione – è la parte gravata dal relativo onere probatorio. Né si può ritenere che tale omissione possa essere sanata accogliendo la richiesta di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c., in quanto il presupposto per l’emanazione di tale ordine è che la parte si trovi nell’impossibilità di produrre essa stessa in giudizio i documenti. Tale istanza, comunque, non può avere ad oggetto i contratti, poiché l’art. 119 TUB consente al cliente solo di acquisire dalla banca i documenti relativi a singole operazioni contabili eseguite negli ultimi dieci anni. (Guido Corapi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 07/03/2017.


Onere della banca di produrre gli estratti a partire dall’apertura del conto corrente. Contratti bancari - Rapporto di conto corrente - Opposizione a decreto ingiuntivo - Onere della prova a carico della banca - Obbligo di produzione integrale degli estratti conto da parte della banca - Sussiste

Contratti bancari - Opposizione a decreto ingiuntivo - Onere della prova a carico della Banca - Onere di conservazione delle scritture contabili oltre dieci anni - Sussiste.
Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi anatocistici a carico del correntista, la banca ha l’onere di produrre gli estratti a partire dall’apertura di conto; né essa banca può sottrarsi all’assolvimento di tale onere invocando l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni, perché non si può confondere l’onere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del proprio credito. (Massimo Falabella) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20/01/2017.


Anatocismo, onere della prova a carico della banca e conservazione delle scritture contabili. Anatocismo – Banche – Prova del credito – Produzione degli estratti conto – Ricostruzione andamento contabile – Primo estratto conto.
Nei rapporti bancari in conto corrente – ontologicamente caratterizzati dall’esplicazione di un servizio di cassa, in relazione alle operazioni di pagamento o di riscossione di somme da effettuarsi, a qualsiasi titolo, per conto del cliente – una volta che sia stata esclusa la validità della pattuizione a carico del correntista di interessi ultralegali, ovvero anatocistici, la banca ha l'onere di produrre gli estratti conto a partire dall'apertura. L’intermediario creditizio non può sottrarsi all'assolvimento di tale onere invocando l'inesistenza dell'obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni. Infatti, non si può confondere l'onere di conservazione della documentazione contabile con quello di provare il credito vantato nei confronti del cliente.
Pertanto, una volta accertata l’illegittimità della contabilizzazione di interessi anatocistici – laddove la produzione degli estratti conto non sia completa – il giudice non potrà fondarsi sul saldo debitore di apertura del primo degli estratti conto prodotti, dal momento che la ricostruzione dell’andamento contabile risulterebbe inficiata dal computo di interessi che non spettavano alla banca. (Laura Albanese) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20/01/2017.


Affidamento in conto corrente, effetti delle annotazioni e prova del credito della banca. Conto corrente bancario – Apertura di credito – Effetti della annotazione in conto – Prova del credito – Produzione degli estratti conto con indicazione del saldo.
In tema di apertura di credito in conto corrente, la annotazione di una cifra sul conto ha effetto meramente dichiarativo e, in quanto operazione puramente contabile, non è elemento idoneo a determinare il passaggio materiale del denaro dalla banca al cliente ed a privare, quindi, l’istituto di credito della proprietà della parte del patrimonio promessa al cliente ed attribuire a quest’ultimo il possesso o la detenzione di alcunché; ai fini della ammissione al passivo del credito della banca si deve avere dunque riguardo esclusivamente al risultato contabile raggiunto attraverso la contrapposizione delle poste attive e passive del conto corrente risultante dalla produzione integrale degli estratti di conto corrente recanti il saldo passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22/12/2016.


Violazione del limite di finanziabilità e nullità del contratto.  .
L’art. 38, 2° comma, del D.Lgvo 385/1993, nel prevedere che la Banca d’Italia possa determinare l’ammontare massimo dei finanziamenti in rapporto al valore dei beni ipotecati (che, secondo delibera del CICR del 22.4.1995, attualmente ammonta all’80% del valore del bene concesso in garanzia ipotecaria), ha lo scopo esclusivo di tutelare le banche e, indirettamente, il sistema bancario, essendo volto ad impedire che gli istituti di credito assumano esposizioni finanziarie senza adeguata garanzia.

In ragione dello scopo della norma, poiché l’art. 38 non incide sulla validità del contratto, un’eventuale sua violazione determinata dalla concessione di un mutuo superiore alla soglia determinata dalla Banca d’Italia (nello specifico, all’80% del valore dell’immobile) non si ripercuote sulla validità del mutuo né, tanto meno, comporta il venir meno o la riduzione del privilegio. (Giuseppe Cudoni) (riproduzione riservata) Tribunale Nuoro, 17/05/2016.


Mutuo superiore alla soglia determinata ai sensi dell’art. 38, 2° comma, del D.Lgvo 385/1993. Art. 38 T.U.B., 2° comma del D.Lgvo 385/1993 – Funzione della norma – Violazione – Effetti sull’efficacia del contratto di mutuo e sui privilegi.
Art. 38, 2° comma, del D.Lgvo 385/1993, nel prevedere che la Banca d’Italia possa determinare l’ammontare massimo dei finanziamenti in rapporto al valore dei beni ipotecati (che, secondo delibera del CICR del 22.4.1995, attualmente ammonta all’80% del valore del bene concesso in garanzia ipotecaria), ha lo scopo esclusivo di tutelare le banche e, indirettamente, il sistema bancario, essendo volto ad impedire che gli istituti di credito assumano esposizioni finanziarie senza adeguata garanzia.
In ragione dello scopo della norma, poiché l’art. 38 non incide sulla validità del contratto, un’eventuale sua violazione determinata dalla concessione di un mutuo superiore alla soglia determinata dalla Banca d’Italia (nello specifico, all’80% del valore dell’immobile) non si ripercuote sulla validità del mutuo né, tanto meno, comporta il venir meno o la riduzione del privilegio. (Giuseppe Cudoni) (riproduzione riservata) Tribunale Nuoro, 17/05/2016.


Azione di ripetizione di indebito promossa dal correntista e onere di produrre estratti conto completi tesi a dimostrare l'ammontare del credito. Azione ripetizione d'indebito - Onere prova a carico correntista - Produzione estratti conto completi - Necessità.
Nell'azione di ripetizione di indebito promossa dal correntista è onere di quest'ultimo produrre estratti conto completi tesi a dimostrare l'ammontare del suo credito. In difetto di completa allegazione e dimostrazione dell'andamento del conto corrente, non è possibile verificare nemmeno per il tramite di CTU contabile l'eventuale scostamento della banca dalle pattuizioni intercorse, non consentendosi in difetto di produzione continuativa degli estratti conto di verificare la pretesa attorea. (Sido Bonfatti) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 16/03/2016.


È a carico del cliente l'onere di provare la natura solutoria delle rimesse in conto corrente. Conto corrente bancario - Ripetizione degli addebiti illegittimi - Prescrizione dell'azione - Natura solutoria delle rimesse - Individuazione - Modalità - "Normalità" della natura solutoria - Esclusione - Onere della prova della natura solutoria delle rimesse - Onere a carico della parte che deduca la sussistenza dell'apertura di credito.
La individuazione delle rimesse di natura solutoria - secondo la definizione data dalla sentenza della Corte di cassazione n. 24418 del 2010 ed al fine di stabilire la decorrenza della prescrizione dell'azione di ripetizione delle somme illegittimamente addebitate sul conto corrente - deve essere effettuata caso per caso, non potendosi presumere in astratto la "normalità" della funzione ripristinatoria.

L'onere della prova della natura solutoria delle rimesse incombe sulla parte che deduca (e dimostri) la sussistenza dell'apertura di credito, in base alla regola generale per la quale chi intende far valere l'esistenza di un contratto al fine di trarre le conseguenze a sé favorevoli e di poter paralizzare la eccezione di prescrizione di controparte, è tenuto a fornire la prova del fatto costitutivo della pretesa laddove, diversamente opinando, verrebbe posto a carico della banca l'onere di fornire la prova di un fatto negativo consistente nell'assenza della stipulazione di un contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 23/12/2015.


Accesso alla documentazione del contratto di conto corrente e onere della prova. Art. 119 T.U.B. – Diritto di informazione e accesso alla documentazione del contratto di conto corrente – Onere della prova del rapporto.
Nei contratti bancari di durata e, nello specifico, in quello di conto corrente, la parte (o il suo successore) che intenda accedere, ai sensi dell’art. 119 T.U.B., alla documentazione contrattuale, è gravato dall’onere di provare la titolarità del rapporto e le eventuali modifiche relative al decennio antecedente alla richiesta. Il diritto di accesso e informazione, infatti, è limitato esclusivamente alla documentazione riguardante il decennio antecedente la domanda. (Giuseppe Cudoni) (riproduzione riservata) Tribunale Sassari, 21/12/2015.


Conto corrente, azione accertamento negativo e onere della prova. Conto corrente – Banca – Anatocismo – Interessi – Azione accertamento negativo – Onere della prova – Vicinanza della prova – Saldo zero – Commissioni – Prescrizione.
Nell’ambito dei rapporti bancari in conto corrente, una volta esclusa la validità delle pattuizioni sugli interessi a carico del correntista, la banca ha l'onere di produrre gli estratti a partire dall'apertura del conto al fine di dimostrare il proprio diritto di credito, anche nell'ipotesi di azione di accertamento proposta dal correntista.

Al riguardo non appare condivisibile il principio di recente espresso dalla Corte di legittimità (Cass. civ., 7 maggio 2015, n. 9201), secondo cui chi esperisce un’azione di accertamento negativo deve fornire la prova della fondatezza della propria domanda, con la conseguenza che è onere del correntista fornire l'estratto conto zero.

Infatti, dall'impossibilità di ricostruire le poste attive e passive fin dalla fase iniziale del rapporto - per mancanza di idonea documentazione - non può farsi derivare una sorta di sanatoria degli addebiti illegittimi operati dall'istituto di credito. Tali carenze, al contrario, inducono a ritenere ragionevole, in applicazione dei principi di cui all'art. 2697 c.c., che i conteggi relativi ai reciproci rapporti di dare/avere partano da un "saldo zero". (Laura Albanese) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 12/11/2015.


Operazioni di giroconto tra due rapporti di conto corrente – Annotazioni contabili – Esclusione del collegamento negoziale – Ratifica tacita dell'operazione – Eccezione in senso lato.
Le operazioni di giroconto dai movimenti “dare” di un conto corrente in favore di un altro rapporto di conto corrente costituiscono mere annotazioni contabili che non consentono di qualificare in termini unitari i due rapporti. L'operazione di giroconto, infatti, viene in rilievo non già come uno spostamento dell'intero saldo di chiusura di un rapporto in favore di un altro (ipotesi in cui è doverosa la qualificazione unitaria dei due rapporti in esame), bensì come singola operazione contabile attraverso cui la banca, senza alcuna contestazione della correntista, ha distratto in favore del conto ordinario singoli movimenti passivi. Da ciò consegue, per un verso, che la mancata tempestiva contestazione da parte della correntista che abbia avuto conoscenza dell'operazione di giroconto implichi una tacita ratifica della citata operazione (Cass. n.11626/2011); per altro verso, va evidenziato come, a monte, una tale doglianza vada qualificata come eccezione in senso lato, sicchè la sua deduzione è soggetta al termine decadenziale di cui all'art.183 co.6 c.p.c. non potendo la stessa essere formulata a seguito del deposito della consulenza. (Maria Genovese) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 19/10/2015.


Decreto Ingiuntivo per consegna documentazione bancaria ex art 119 TUB emesso in favore del fideiussore. Ricorso monitorio consegna documentazione bancaria art 119 TUB - Legittimazione del fideiussore - Consegna documenti.
Non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore.

Si è ulteriormente precisato come l’art.119 Tub debba essere interpretato alla luce della sua ratio ispiratrice, che è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l’esecuzione del rapporto (…); neppure appare, in tale ipotesi, necessario che siano rese note le ragioni per le quali la richiesta è avanzata, atteso che il diritto previsto dal quarto comma dell’art.119 Tub si configura come un diritto sostanziale, (…); che il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativo, oltre che nel citato art.119 TUB, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto,scolpito nell’art.1375 c.c. (…); identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito (…); non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13/04/2015.


Conto corrente bancario, onere della banca di produrre gli estratti conto anche oltre il decennio e obbligo di conservazione delle scritture contabili. Contestazione relativa a validità ed efficacia di pattuizione di interessi ultralegali – Giudizio ordinario di cognizione – Produzione degli estratti conto da parte della banca – A partire dall’avvio del rapporto – Anche oltre il decennio.

Obbligo di conservazione decennale delle scritture contabili – Illegittimità costituzionale degli artt. 2220 cod. civ. e 50 TUB  in relazione agli art. 3 e 4 Cost. – Manifesta infondatezza della questione. .
Superata la fase monitoria, in cui è possibile produrre solo gli estratti conto relativi all’ultima fase di movimentazione del conto ai sensi dell’art. 50 TUB, nel successivo giudizio a cognizione piena - ove sia contestata per mancanza di requisiti di legge la pattuizione degli interessi legali - la banca è tenuta a produrre gli estratti conto a partire dall’apertura del conto anche oltre il decennio, perché non si può confondere l’obbligo di conservazione della documentazione contabile con l’onere di fornire prova in giudizio del proprio credito. La produzione di estratti conto per una frazione temporale unilateralmente individuata dalla banca è radicalmente inidonea ad assolvere l’onere probatorio che sta a suo carico. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

L’obbligo di conservazione delle scritture contabili di cui all’art. 2220 c.c. costituisce uno strumento di tutela per i terzi estranei all’attività imprenditoriale, che risulta volto a garantire l’accesso, la conoscibilità e la trasparenza delle attività di impresa. Pertanto, la previsione della durata decennale di tale obbligo non può essere interpretata come una limitazione legale dell’onere probatorio posto a carico di chi è tenuto a dare la prova integrale del proprio credito. E’ dunque manifestamente infondata l’eccezione di illegittimità costituzionale dell’art. 2220 c.c., come correlato all’art. 50 TUB, dovendosi ribadire la radicale diversità delle esigenze probatorie della fase monitoria da quelle del giudizio a cognizione piena. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 02/08/2013.


Azione di ripetizione d’indebito – Saldo “zero” – Applicabilità – Onere della prova – Banca – Vicinanza alla fonte della prova – Applicabilità – Proposizione della domanda riconvenzionale della banca – Irrilevanza. .
Nel giudizio di ripetizione d’indebito, anche se la banca non abbia proposto domanda riconvenzionale, se non siano stati depositati gli estratti conti fin dall’inizio del rapporto e il saldo contabile risulti “negativo” per il correntista, deve assumersi, quale base del riconteggio, un saldo di partenza pari a zero, in quanto il principio dell'onere della prova di cui all'articolo 2697 c.c., deve essere adeguatamente temperato avendo riguardo al principio della vicinanza alla fonte della prova che le Sezioni Unite, n. 13533, del 2001, hanno elevato a criterio principe nella ripartizione dell’onere stesso. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)  Tribunale Brindisi, 09/08/2012.


Azione di ripetizione d’indebito – Onere – Attore – Allegazione dell’illegittimità di pattuizioni e/o pratiche poste in essere dalla banca – Sufficienza. .
Nel giudizio di ripetizione d’indebito - i cui presupposti sono l’esistenza di un pagamento (versamento con funzione solutoria) oppure - come spesso, accade nel rapporto tra cliente e sistema bancario - la soggezione del correntista ad un addebito o ad una pluralità di addebiti, e, dall’altra, l’illiceità dei predetti esborsi patrimoniali, dovendosi ritenere tali le diminuzioni patrimoniali non giustificate fin dall’origine - l’attore può limitarsi a dedurre l’illegittimità di pattuizioni e/o pratiche poste in essere dalla banca, e, cioè, che la condotta della banca non trova giustificazione in alcuna valida pattuizione contrattuale. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 09/08/2012.


Azione di accertamento negativo del debito del correntista – Onere della prova – Correntista – Insussistenza – Negativa non sunt probanda – Applicabilità. .
Poiché, come ribadito dalle Sezioni Unite n. 13533 del 2001, negativa non sunt probanda - la prova che non esista un credito della banca o che lo stesso non abbia una determinata consistenza quantitativa non può essere posta carico dell’attore; per contro, esponendosi lo stesso all’onere di una prova diabolica. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 09/08/2012.


Azione di accertamento negativo del debito del correntista – Onere della prova – Banca – Sussistenza. .
In conformità al principio dell’abituale scissione fra allegazione del fatto e sua prova che costituisce logico corollario dell’applicazione del principio d’inveterata vigenza per cui negativa non sunt probanda, il “debitore” può limitarsi ad allegare l’inesistenza del credito, dovendo per contro la banca convenuta fornire la prova dell’esistenza della pretesa creditoria vantata ed, eventualmente, già azionata nei riguardi del primo; criterio, rispondente ad un principio di razionalità logica e valevole per qualunque ipotesi in cui sia dedotta in giudizio l’esistenza di un credito o di una posizione giuridica attiva, anche di carattere reale, e se ne imponga l’accertamento negativo. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)  Tribunale Brindisi, 09/08/2012.


Omessa produzione degli estratti conto, applicazione del criterio del saldo zero e domanda di restituzione delle somme indebitamente attribuite. Conto corrente bancario - Omessa produzione degli estratti conto dall’apertura del rapporto - Applicazione del criterio del saldo zero in mancanza di documentazione dall’inizio del rapporto.

Conto corrente bancario - Omessa produzione degli estratti conto dall’apertura del rapporto - Mancato riconoscimento decreto della banca - condanna della banca alla restituzione delle somme indebitamente trattenute - Prova della movimentazione del conto - Necessità..
L’omessa produzione da parte della Banca degli estratti conto dall’apertura del rapporto, non consentendo di verificare la giustificazione del saldo, ancorché sia necessario verificare la legittimità delle modalità di addebito di interessi, spese e commissioni, comporta la necessità di ricondurre a zero il primo saldo disponibile. (Claudio De Felice) (riproduzione riservata) 

L’eventuale mancato riconoscimento del credito della banca derivato dalla mancanza di giustificazione non consente al cliente, il quale non provi integralmente la movimentazione del rapporto di conto corrente, di ottenere la condanna dell'istituto di credito alla restituzione delle somme indebitamente attribuitegli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nel rispetto del principio generale secondo cui incombe all’attore in ripetizione l’onere della prova dell’insistenza della causa debendi egli non può chiedere a tale titolo la differenza di saldo derivante dalla applicazione del metodo “saldo zero”, perché detta differenza deriva non da indebiti addebiti, ma dalla mancata dimostrazione del credito maturato dalla banca nei periodi sprovvisti di documentazione.” (Claudio De Felice) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 19/06/2012.


Conto corrente, forma scritta ed espressione della volontà della banca mediante la predisposizione del documento tipo e l'invio degli estratti conto. Contratti bancari - Conto corrente - Forma scritta - Stipulazione del contratto mediante adesione alla proposta - Manifestazione della volontà negoziale mediante la predisposizione del documento tipo.

Contratti bancari - Conto corrente - Forma scritta - Manifestazione della volontà di avvalersi del documento - Invio degli estratti conto al cliente..
In tema di contratto di conto corrente, la sottoscrizione del cliente, il quale con ciò manifesta l'adesione alla proposta contrattuale proveniente dalla banca, è di per se idonea a perfezionare il contratto nella forma richiesta scritta dalla legge, non essendo necessaria l'ulteriore approvazione del proponente, dal momento che la volontà negoziale e già espressa nel documento tipo da lui predisposto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La volontà della banca di avvalersi della scrittura privata di stipula del contratto di conto corrente può essere validamente manifestata nel corso del rapporto attraverso la comunicazione al cliente degli estratti conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13/05/2012.


Ripetizione di somme indebitamente versate in conto corrente, omessa produzione della intera sequenza degli estratti conto, saldo di riferimento per la analisi contabile e ordine di esibizione. Conto corrente bancario - Ripetizione di somme indebitamente versate - Omessa produzione dell'intera sequenza degli estratti conto - Saggio di riferimento per l'analisi contabile.

Conto corrente bancario - Ripetizione di somme indebitamente versate - Omessa produzione degli estratti conto - Ordine di esibizione ex articolo 210 c.p.c. - Condizioni - Limiti..
Nel caso in cui il correntista agisca per la ripetizione delle somme indebitamente versate sul conto corrente, anche in ragione della nullità di determinate clausole contrattuali, qualora non abbia prodotto l’intera sequenza degli estratti conto, il saldo da cui partire per l’analisi contabile deve essere quello a debito risultante dal primo estratto conto disponibile in atti e non “saldo zero”. (Michele De Palma) (riproduzione riservata)

Nel caso in cui il correntista agisca per la ripetizione delle somme indebitamente versate sul conto corrente, anche in ragione della nullità di determinate clausole contrattuali, l’istanza, ex art. 210 c.p.c., di esibizione della documentazione relativa al rapporto di conto corrente (in particolare, degli estratti conto periodici) da questi proposta è inammissibile qualora non dimostri l’inerzia o il rifiuto della banca di consegnargliela su espressa sua richiesta. (Michele De Palma) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 17/11/2011.


Rapporti bancari e diritto del cliente di ottenere copia della documentazione nel corso del giudizio. Procedimento civile - Ordine di esibizione ex artt. 210 c.p.c. e 119 T.U.B. - Ammissibilità - Limiti.
 
Trasparenza bancaria - Diritto del cliente di ottenere copia della documentazione - Ordine di esibizione - Indispensabilità - Valutazione..
Il diritto soggettivo del correntista ad ottenere copia della documentazione relativa al rapporto bancario, ex art. 119 t.u.b., ben può essere legittimamente esercitato anche nel giudizio ed il mancato esercizio di tale facoltà prima del giudizio non vale a precludere la possibilità di chiederne l’esibizione ex art. 210 c.p.c. Peraltro tale soluzione appare conforme al principio della vicinanza della prova, posto che è indubbiamente più agevole per la banca il deposito di detta documentazione (sulla quale grava inoltre uno specifico obbligo di conservazione e rilascio copia), piuttosto che sul correntista, che, nella prassi commerciale è tempestato di documentazione cartacea, che nell’ambito di rapporti di durata (nella specie oltre ventennale), risulta indubbiamente di difficile conservazione e catalogazione. (Giorgio Algozini) (riproduzione riservata)
 
La mancata produzione della documentazione relativa al decennio precedente la ordinanza di esibizione non può comportare valutazioni sfavorevoli nei confronti della banca onerata del relativo deposito ex art. 116 c.p.c., in quanto non può produrre in giudizio documentazione che non era obbligata neanche a conservare. (Giorgio Algozini) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 31/05/2011.


Cessione di azienda bancaria e responsabilità del cessionario per i debiti dell’azienda ceduta. Cessione di azienda bancaria – Responsabilità per debiti del cessionario – Solo alle condizioni sancite dalla norma dell’art. 2560, comma 2, c.c.. .
Il cessionario di azienda risponde dei debiti relativi alla azienda ceduta solo nei limiti segnati dalla norma dell’art. 2560, comma 2, c.c., perché il disposto dell’art. 58 TUB viene appunto integrato da detta norma generale. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 20/04/2011.


Diritto del singolo condomino ad ottenere copia degli estratti conto.. Conto corrente di corrispondenza – Estratto conto – Del condominio – Richiesto da singolo condomino – Rifiuto della banca – Illegittimità..
Data la mancanza di personalità giuridica distinta del condominio, anche il singolo condomino ha diritto di ottenere dalla banca gli estratti conto, che abbia specificamente chiesto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19/04/2011.


Diritto del cliente di ricevere l'estratto conto al proprio domicilio e conclusione del rapporto; recesso del cliente dal rapporto di conto corrente. Conto corrente di corrispondenza – Estratto conto – Disponibilità della documentazione presso la filiale – Inidoneità ex art. 119 TUB – Anche post finitum contractum.

Recesso del cliente – Da operazione a tempo indeterminato – Saldo passivo del conto corrente – Efficacia comunque del recesso, decorso il periodo di preavviso..
La norma dell’art. 119 TUB riconosce al cliente un vero e proprio diritto di ricevere l’estratto conto al proprio domicilio, salvo solo un diverso ed esplicito accordo con l’intermediario. tale diritto permane (con riferimento alle operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni) anche nel caso in cui il relativo rapporto contrattuale si sia concluso. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

In applicazione del principio di cui all’art. 1855 c.c., è efficace il recesso del cliente dal rapporto di conto corrente a tempo indeterminato, una volta trascorso il periodo di preavviso. E ciò anche quando il conto porti un saldo passivo. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10/01/2011.


Anatocismo - Illegittimità - Approvazione tacita dell'estratto conto - Irrilevanza - Facoltà di impugnare la validità e la efficacia dei rapporti sottostanti - Sussistenza..
La contestazione della illegittima capitalizzazione trimestrale degli interessi attiene alla intrinseca validità del rapporto e non può, pertanto, ritenersi preclusa dalla mancata tempestiva contestazione degli estratti di conto corrente ai sensi dell'articolo 1832 c.c., norma, questa, che prevede una approvazione tacita limitata agli accrediti ed agli addebiti considerati nella loro realtà fattuale e che non preclude la possibilità di impugnare la validità ed efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano le annotazioni contabili e quindi dei titoli contrattuali che ne costituiscono il fondamento, i quali rimangono regolati dalle norme generali sui contratti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01/12/2010.


Conto corrente bancario - Prova - Necessaria produzione degli estratti conto - Ricostruzione del saldo a zero per i periodi mancanti..
Qualora, in ordine ad un rapporto di conto corrente, non siano stati prodotti gli estratti conto relativi ad un determinato periodo, il saldo creditorio della banca deve essere riportato a zero e rideterminato sulla base degli estratti conto ritualmente prodotti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 01/12/2010.


Effetti della mancata contestazione dell'estratto conto nel termine di cui all'articolo 1832 c.c.. Estratto conto – Accettazione tacita – Portata – Meramente contabile..
In tema di conto corrente, la mancata tempestiva contestazione dell’estratto conto da parte del correntista nel termine previsto dall’art. 1832 c.c. rende inoppugnabili gli accrediti e gli addebiti solo sotto il profilo meramente contabile e non preclude pertanto la contestazione della validità e dell’efficacia dei rapporti obbligatori da cui derivano. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Daniela Maddalone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 17/09/2010.


Onere della prova del rapporto di conto corrente e del saldo passivo e produzione degli ultimi estratti conto. Conto corrente bancario – Prova del credito della banca – Prova del rapporto – Produzione degli estratti conto – Inidoneità – Prova del saldo – Ricostruzione del conto – Produzione di tutti gli estratti conto – Necessità.

Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Produzione di documenti non prodotti in sede di domanda di ammissione al passivo – Ammissibilità. (19/05/2010).
Compete al creditore l’onere di fornire la prova dell’esistenza del rapporto di conto corrente bancario dal quale è sorta la posta a suo credito e tale prova non può essere data mediante la semplice produzione degli estratti conto che sono semplici documenti contabili di parte che riassumono sinteticamente ed unilateralmente l’andamento del rapporto senza provarne l’esistenza. Questa considerazione è ancor più valida nel caso in cui gli estratti conto riportino solo i dati riassuntivi degli ultimi mesi rendendo in tal modo impossibile determinare se e come si siano formate le poste conclusive a debito del correntista. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In sede di opposizione allo stato passivo il creditore potrà integrare la prova del proprio credito eventualmente producendo i documenti che non abbia provveduto a produrre in sede di domanda di insinuazione al passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 11/05/2010.


Ordine abusivo di giroconto su un conto corrente on line e obbligo di restituzione della banca. Conto corrente - On line - Utilizzo da parte di terzi dei codici identificativi - Diritto del correntista alla restituzione dell’importo addebitato - Sussistenza - Concorso di responsabilità del cliente - Insussistenza..
Nel caso di conto corrente on line, quando terzi non autorizzati abbiano utilizzato i codici del correntista ordinando un giroconto, ove il cliente richieda il rimborso dell’importo addebitatogli dalla banca a seguito dell’esecuzione dell’ordine, la banca è tenuta a restituire detta somma, perché l’ordine non era imputabile al correntista e nel darvi corso la banca ha ecceduto i limiti del mandato (art. 1711 c.c.). Né può rilevare un concorso del correntista nella causazione del fatto dannoso, poiché la domanda del cliente non si configura come domanda di risarcimento dei danni per inadempimento. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 02/04/2010.


Documenti supplementari ex art. 119 T.U.B. e computo delle spese per ogni singolo documento. Richiesta di documenti ex art. 119 T.U.B. - Spese - Clausola - Determinazione delle spese - Per  documento - Nozione..
Qualora siano richiesti documenti supplementari ex art. 119 T.U.B., le spese previste ex pacto per adempiere alla richiesta sono dovute per singolo tipo di documento, non per foglio. L’elenco dei movimenti e lo scalare vanno considerati parti dell’unico documento di estratto conto. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 02/03/2010.


Abusivo utilizzo da parte di terzi di conto corrente on line e responsabilità della banca. Conto corrente - On line - Utilizzo da parte di terzi dei codici identificativi - Concorso di responsabilità del cliente e della banca - Sussistenza..
Nel caso di conto corrente on line, quando non sia controverso che terzi non autorizzati abbiano disposto del saldo del correntista, utilizzandone i codici, la banca risponde del danno subito dal cliente, dovendosi ritenere che non abbia adottato le cautele necessarie ad assicurare una adeguata tutela del deposito del cliente. Con la responsabilità della banca concorre quella del cliente in misura pari al 25% del danno patito, l’operazione essendo avvenuta tramite l’utilizzo dei suoi codici di accesso. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 15/02/2010.


Responsabilità della banca nella gestione del conto on line e diligenza del cliente. Conto corrente - On line - Utilizzo da parte di terzi dei codici identificativi - Concorso di responsabilità del cliente e della banca - Sussistenza..
Nel caso di conto corrente on line, la banca risponde dei danni subiti dal cliente per l’utilizzo dei suoi codici identificativi da parte di terzi, ove non abbia adottato tutte le misure di sicurezza, che la tecnologia viene man mano a mettere a disposizione. Con la responsabilità della banca concorre quella del cliente che non abbia diligentemente custodito i propri codici identificativi. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10/02/2010.


Ricorso per ingiunzione e diritto alla consegna di documenti relativi a rapporti bancari. Procedimento d’ingiunzione – Diritto alla consegna di documenti riferibili a diritti di credito – Rapporti bancari – Sussistenza..
E' possibile ricorrere al procedimento monitorio di cui agli artt. 633 e ss. cod. proc. civ. al fine di ottenere la consegna di determinati documenti riferibili a diritti di credito, quali quelli previsti dall’art. 119, comma 6, del d.lgs. n. 385/1993 (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), posto che il diritto del cliente alla consegna dei documenti relativi al suo contratto ha natura di diritto soggettivo di rango primario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 02/11/2009.


Procedimento monitorio e prova del credito della banca. Rapporti bancari – Conto corrente – Procedimento di ingiunzione – Giudizio di opposizione – Prova del credito della banca – Produzione dell’estratto conto relativo all’intero rapporto – Necessità..
Il saldaconto riveste efficacia probatoria nel solo procedimento sommario per decreto ingiuntivo ed ai fini dell’emissione di questo, mentre gli estratti conto costituiscono il mezzo di prova idoneo a sostenere la pretesa del creditore nel successivo giudizio contenzioso instaurato dall’opponente, in quanto contenenti la specifica descrizione delle eventuali operazioni controverse. Ne deriva che la domanda della banca opposta non può ritenersi provata qualora questa ometta di produrre gli estratti di conto corrente e quindi gli elementi conoscitivi in base ai quali ricostruire il rapporto (generalmente in relazione alla intera durata del rapporto bancario) ed il definitivo saldo preteso. Appello Roma, 28/05/2009.


Ordine alla banca di esibizione della documentazione ex artt. 210 c.p.c. e 119 TUB. Rapporti bancari – Ordine di esibizione della documentazione ex art. 119 TUB – Istanza istruttoria – Ammissibilità..
E’ ammissibile l’istanza istruttoria ex art. 210 cod. proc. civ. volta ad ottenere l’emanazione, nei confronti della banca, dell’ordine di esibizione, ai sensi dell’art. 119 del TUB, degli estratti conto e dei riassunti scalari relativi al rapporto di conto corrente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09/03/2009.


Accesso alla documentazione e ricostruzione del saldo. Accesso al documentazione relativa a rapporti bancari – Ricostruzione del rapporto al fine di ricostruire il saldo dare/avere – Ordine di esibizione ex art. 119 d. lgs. 385/1993 – Ammissibilità..
  Tribunale Napoli, 16/10/2007.