Massimario di Diritto Bancario


CENTRALE BANCA ITALIA

Assegno bancario privo di provvista e discrezionalità della banca rispetto alla segnalazione al CAI. Assegno bancario privo di provvista - Discrezionalità della banca rispetto alla segnalazione al CAI - Esclusione.
Nella ipotesi in cui un assegno bancario giunga in una banca privo di provvista non vi è alcuna discrezionalità della banca rispetto alla segnalazione al CAI ai sensi della L 386/80, segnalazione che va effettuata in quanto obbligatoria per l'istituto di credito, pur se in momento successivo l'assegno sia oggetto di sequestro giudiziario su richiesta del soggetto nei cui confronti viene effettuata la segnalazione.

(Tribunale Collegiale di Udine 17 maggio 2018, a conferma Tribunale di Udine Giudice Monocratico 9 aprile 2018, che aveva revocato il provvedimento ex art 700 c.p.c. inizialmente concesso inaudita altera parte con inibitoria di segnalazione, poi revocata. Condanna alle spese del ricorrente soccombente a favore Friulovest Banca Soc. Coop). (Roberto Casucci) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 17/05/2018.


Illegittima segnalazione a sofferenza, obbligo di preavviso indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto da segnalare. Illegittima segnalazione a sofferenza – Obbligo di preavviso indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto da segnalare – Obbligo di diligente ed esaustiva istruttoria da cui evincere l’insolvenza – Non utilità di un’istruttoria effettuata ex post – Periculum in mora in re ipsa – Illecito ad effetti permanenti.
La segnalazione a sofferenza di un’impresa in Centrali Rischi della Banca d’Italia deve essere preceduta dalla comunicazione di preavviso, il cui onere di avvenuta effettuazione grava sul segnalante.

L’obbligo di preavviso della segnalazione si rinviene dalle previsioni di cui all'art. 125 comma 3 TUB, di cui all'art. 4 comma 7 del Codice in materia di protezione dei dati personali - Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, e di cui alla Circolare 139 in data 11.2.1991 della Banca d'Italia; in caso di segnalazione a sofferenza, il riferimento deve essere inteso al capitolo 2, sezione II, paragrafo 1.5 della circolare 139/1991, la quale prevede che "gli intermediari devono informare per iscritto il cliente e gli eventuali coobbligati (garanti, soci illimitatamente responsabili) la prima volta che lo segnalano a sofferenza", pur se "tale obbligo non configura in alcun modo una richiesta di consenso all'interessato per il trattamento dei suoi dati".

L'informativa obbligatoria non può che essere intesa come preventiva, tanto è vero che la disposizione chiarisce che essa non possa essere configurata quale richiesta di consenso, essendo piuttosto finalizzata a consentire al cliente di approntare i possibili rimedi, in vista del rientro dalla propria obbligazione.
La predetta comunicazione è prevista indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto da segnalare, come stabilito dalla circolare 139/1991 alla sezione I (la cui rubrica è significativamente intitolata “Principi Generali”) par. 1 secondo cui “L’obbligo di segnalare alla Banca d’Italia le suddette informazioni sussiste indipendentemente dalle caratteristiche del soggetto affidato”, non venendo pertanto in rilievo il fatto che il soggetto segnalato sia o meno un consumatore.

L'istituto bancario deve attentamente procedere all'istruttoria per l'accertamento della posizione di sofferenza con la diligenza di cui all'art. 1176, comma secondo, c.c., anche in considerazione del fatto che attiva tale istruttoria unilateralmente, senza contraddittorio con la parte interessata.

La condizione di insolvenza del cliente va intesa non nell'accezione recepita dall'art. 5 della legge fallimentare, bensì come situazione di difficoltà economica che rende verosimile, ma non necessariamente attuale o già attuato, il recupero coattivo, senza escludere le possibilità di rientro o ristrutturazione del debito.

È dunque illegittima la segnalazione a sofferenza quando la banca non dimostri di aver effettuato un'istruttoria con riferimento a tutti gli indici (liquidità del soggetto, la sua capacità produttiva e reddituale, la situazione di mercato in cui opera, l'ammontare complessivo del credito, la sussistenza di procedure esecutive, di protesti o decreti ingiuntivi), limitandosi, in una sorta di automatismo che certamente contraddice la ratio delle istruzioni richiamate, a verificare solo l’inadempimento del cliente che motivava il mancato pagamento del debito contestandone l’esistenza e la quantificazione.

Alla mancanza di istruttoria non può supplirsi con una valutazione effettuata ex post fondata essenzialmente su fatti successivi a conferma della correttezza della segnalazione già avvenuta (ex ante).

Il “periculum in mora” può essere facilmente desunto da indici presuntivi, posto che la segnalazione ha proprio lo scopo di rendere edotte le banche sull'identità dei soggetti inaffidabili i quali non potranno più accedere al credito, con conseguente pregiudizio che assume il carattere dell'irreparabilità nel caso in cui la parte abbia bisogno di ricorrere a finanziamenti per lo svolgimento della propria attività imprenditoriale.  

Neppure può essere negata la tutela d'urgenza per il semplice decorso del tempo dal momento in cui la segnalazione è stata effettuata, posto che essendosi al cospetto di un illecito a effetti permanenti, il danno può ragionevolmente verificarsi in un momento successivo al compimento dell'attività illegittima, nel momento cioè in cui il soggetto segnalato si trova in concreto nella necessità di dover nuovamente ricorrere al mercato del credito (ed a percepire gli effetti della illegittima segnalazione).

Accertata l'illegittimità della segnalazione a sofferenza, la banca va condannata affinché provveda all'immediata cancellazione del nominativo della società istante come a sofferenza nella Centrale Rischi della Banca d'Italia, con efficacia retroattiva. (Luciano De Riz) (riproduzione riservata) Tribunale Belluno, 22/03/2018.


Revoca dell’affidamento e segnalazione in centrale rischi di un credito c.d. litigioso: assenza di preavviso e danno risarcibile. Revoca dell’apertura di credito – Segnalazione in Centrale Rischi – Debito in contestazione – Assenza di preavviso – Danno in re ipsa – Risarcibilità.
E’ illegittimo il recesso dall’apertura di credito in conto corrente, operato dalla banca, con modalità tali da rendere il cliente edotto della chiusura del rapporto, in data successiva a quella in cui gli effetti dello stesso recesso si sono prodotti: l’abusiva revoca dell’affidamento è idonea di per sé a ledere l’affidabilità e l’immagine sociale del correntista, senza che incomba sul danneggiato l’onere di fornire la prova dell’esistenza del danno.

E’ altresì illegittima la segnalazione nella categoria di “sofferenza” presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia e in CRIF S.p.A. che sia stata eseguita in mancanza del dovuto preavviso al cliente (il quale, per risultare effettivo, deve sostanziarsi in una informativa completa, chiara e tempestiva) e in corrispondenza di un credito sottoposto a contestazione giudiziaria, avente i caratteri della serietà e della non manifesta infondatezza: ne consegue un danno non patrimoniale - sub specie di danno alla reputazione personale -  da ritenersi in re ipsa, liquidabile in via equitativa.

(Nel caso di specie, in particolare, in conseguenza dell’accertamento dell’abusiva revoca dell’affidamento e delle illegittime segnalazioni, effettuate dalla banca a danno del cliente, è stato riconosciuto un risarcimento pari, complessivamente, a € 8.000,00). (Maria Magro) (riproduzione riservata) Tribunale Paola, 09/03/2018.


Rimesse in conto corrente bancario e scientia decoctionis: collegamento con la Centrale Rischi e scambio di informazioni conseguenti alle segnalazioni. Fallimento - Revocatoria - Rimesse in conto corrente bancario - Prova della scientia decoctionis - Collegamento con la Centrale Rischi istituita presso la Banca d'Italia - Scambio delle informazioni conseguenti alle segnalazioni svolte.
In tema di domanda revocatoria di rimesse in conto corrente, la prova della scientia decoctionis dell'accipiens può dedursi dal collegamento della Banca con la Centrale Rischi istituita presso la Banca d'Italia e dall'eventuale scambio delle informazioni conseguenti alle segnalazioni svolte, in quanto, in considerazione della posizione di osservatore qualificato, la banca può certamente rilevare il progressivo decadimento della qualità del rapporto con l'imprenditore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 01/03/2018.


Illegittima la segnalazione a sofferenza di una società effettuata senza preavviso e senza diligente ed esaustiva istruttoria. Segnalazione a sofferenza – Obbligo di preavviso – Obbligo di diligente ed esaustiva istruttoria da cui evincere l’insolvenza – Non utilità di un’istruttoria effettuata ex post – Periculum in mora in re ipsa.
La segnalazione a sofferenza di un’impresa in Centrali Rischi della Banca d’Italia deve essere preceduta dalla comunicazione di preavviso, il cui onere di avvenuta effettuazione grava sul segnalante.
 
L’obbligo di preavviso della segnalazione si rinviene dalle previsioni di cui all'art. 125 comma 3 TUB, di cui all'art. 4 comma 7 del Codice in materia di protezione dei dati personali - Codice di deontologia e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, e di cui alla Circolare 139 in data 11.2.1991 della Banca d'Italia; in caso di segnalazione a sofferenza, il riferimento deve essere inteso al capitolo 2, sezione II, paragrafo 1.5 della circolare 139/1991, la quale prevede che "gli intermediari devono informare per iscritto il cliente e gli eventuali coobbligati (garanti, soci illimitatamente responsabili) la prima volta che lo segnalano a sofferenza", pur se "tale obbligo non configura in alcun modo una richiesta di consenso all'interessato per il trattamento dei suoi dati".

L'informativa obbligatoria non può che essere intesa come preventiva, tanto è vero che la disposizione chiarisce che essa non possa essere configurata quale richiesta di consenso, essendo piuttosto finalizzata a consentire al cliente di approntare i possibili rimedi, in vista del rientro dalla propria obbligazione.

Come anche chiarito da Cass. n.21428/07, l'appostazione di un credito a sofferenza non può scaturire automaticamente da un mero ritardo di quest'ultimo nel pagamento del debito ma presuppone l'esercizio di una valutazione e di una ponderazione complessa da parte della banca dalla quale si evinca lo stato di difficoltà economica e finanziaria in cui versa il cliente e la riscossione del credito a rischio, con riferimento a tutti i dati sintomatici traibili dalla liquidità del soggetto, la sua capacità produttiva e reddituale, la situazione di mercato in cui opera, l'ammontare complessivo del credito, fermo restando che non possono tali elementi integrare da soli i presupposti per la segnalazione laddove la concreta situazione del cliente non crei allarme quanto alla sua generale solvibilità.

L'istituto bancario deve attentamente procedere all'istruttoria per l'accertamento della posizione di sofferenza con la diligenza di cui all'art. 1176, comma secondo, c.c., anche in considerazione del fatto che attiva tale istruttoria unilateralmente, senza contraddittorio con la parte interessata.

La condizione di insolvenza del cliente va intesa non nell'accezione recepita dall'art. 5 della legge fallimentare, bensì come situazione di difficoltà economica che rende verosimile, ma non necessariamente attuale o già attuato, il recupero coattivo, senza escludere le possibilità di rientro o ristrutturazione del debito.

È dunque illegittima la segnalazione a sofferenza quando la banca non dimostri di aver effettuato un'istruttoria nei sensi di cui sopra e con riferimento a tutti gli indici evidenziati, limitandosi, in una sorta di automatismo che certamente contraddice la ratio delle istruzioni richiamate, a verificare solo l’inadempimento del cliente che motivava il mancato pagamento del debito contestandone l’esistenza e la quantificazione.
Alla mancanza di istruttoria non può supplirsi con una valutazione effettuata ex post fondata essenzialmente sul bilancio della società, senza peraltro considerare che, in ogni caso, anche una rilevante esposizione debitoria emergente dal bilancio non potrebbe essere isolatamente considerata, dovendo, piuttosto, essere letta nel contesto di tutte le risultanze contabili nonché di altri inizi di insolvenza quali quelli sopra delineati.

Il “periculum in mora” può essere facilmente desunto da indici presuntivi, posto che la segnalazione ha proprio lo scopo di rendere edotte le banche sull'identità dei soggetti inaffidabili i quali, verosimilmente, non potranno più accedere al credito, con conseguente pregiudizio che assume il carattere dell'irreparabilità nel caso in cui la parte abbia bisogno di ricorrere a finanziamenti per lo svolgimento della propria attività imprenditoriale.

Acclarata la illegittimità della segnalazione a sofferenza, la banca va condannata affinché provveda all'immediata cancellazione del nominativo della società istante come a sofferenza nella Centrale Rischi della Banca d'Italia, con efficacia retroattiva. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Lanciano, 12/02/2018.


Nullità di clausole contrattuali: ripristino dell’affidamento revocato e risarcimento danni da illegittima segnalazione. Giudizio di accertamento – Rideterminazione del saldo contabile in c/c – Ripristino dell’affidamento bancario illegittimamente revocato – Abusività della segnalazione in Centrale Rischi – Risarcimento del danno.
Quando, all’esito di un giudizio di accertamento circa la nullità delle clausole contrattuali aventi ad oggetto capitalizzazione trimestrale, commissione di massimo scoperto e interessi ultralegali, venga rideterminato il rapporto di dare/avere tra le parti, con saldo nei limiti dell’affidamento bancario concesso al correntista, deve essere dichiarata illegittima la revoca della linea di credito precedentemente disposta dall’Istituto di credito e ordinato il ripristino della stessa.

In pendenza di un giudizio di accertamento su saldo di c/c bancario, la Banca è tenuta a comunicare alla Centrale rischi della Banca d’Italia che il credito è “in contestazione”: in difetto, consegue la lesione del diritto all’immagine e alla reputazione del soggetto segnalato e il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, da liquidarsi in via equitativa.

(Nel caso di specie, alla luce della rideterminazione giudiziale del saldo nel rapporto dare/avere tra le parti, pari non ad € 103.449,67 ma ad un saldo a favore del correntista di € 1.454,13, veniva disposto il ripristino dell’affidamento bancario nei limiti di € 100.000,00 e liquidato il danno da illegittima segnalazione nella misura di € 5.000,00 oltre interessi legali dal deposito della sentenza all’attualità). (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Paola, 10/02/2018.


Segnalazione sofferenza in Centrale dei Rischi e cancellazione con efficacia retroattiva. Segnalazione nella categoria crediti a sofferenza in Centrale dei Rischi presso la Banca d’Italia – Mancanza di istruttoria da parte dell’intermediario circa la sussistenza della situazione equiparabile allo stato di insolvenza – Cancellazione con efficacia retroattiva – Proponibilità del ricorso ex art. 700 c.p.c. per mancanza del rimedio cautelare tipico.
Il codice in materia di protezione dei dati personali non si applica alle persone giuridiche a seguito delle modifiche apportate dal D.L. n. 201/2011, trovando per le stesse applicazione esclusivamente le disposizioni di cui al titolo X (Comunicazioni elettroniche). –

La legittimità della segnalazione deve scaturire da un’adeguata istruttoria che la banca deve svolgere e dalle cui risultanze deve emergere lo stato di insolvenza (rectius di difficoltà economico finanziaria tale da far temere il mancato recupero del credito).

Il ritardo nell’inadempimento non è, di per sé, indice dello stato di insolvenza e ciò perché il debito potrebbe essere non pagato perché il debitore ne contesta l’esistenza o la quantificazione.

La rilevante esposizione debitoria emergente dal bilancio non può essere isolatamente considerata, ma deve essere letta nel contesto di tutte le risultanze contabili. Quando l’esposizione debitoria è iscritta in bilancio e risulta appianata dalle risultanze attive, la possibilità di esperire fruttuosamente azioni esecutive si desume proprio da poste attive, la cui misura è almeno pari a quella del passivo.

IL periculum in mora può essere desunto da indici presuntivi. La segnalazione ha lo scopo di rendere edotte le banche sull’identità dei soggetti inaffidabili, i quali verosimilmente non potranno più accedere al credito e, trattandosi di soggetti operanti sul mercato, si troveranno in una situazione di netto svantaggio rispetto ai concorrenti. (Pasquale Coppola) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 01/12/2017.


Segnalazione a sofferenza: insufficienza del mero inadempimento. Segnalazione a sofferenza: insufficienza del mero inadempimento – Consultazione del debitore: necessità – Indagine equiparabile a quella necessaria per la concessione del credito: necessità – Onere della banca di provare l’avvenuta istruttoria: necessità – Pericolo del danno imminente e irreparabile: presunzione – Consapevolezza della sussistenza del vulnus: sufficiente a giustificare il periculum.
Il giudizio sui presupposti per la segnalazione a sofferenza necessità di un quid pluris, rappresentato dalla ragionevole ed oggettiva opinione che il credito non possa essere soddisfatto in tempi congrui, sulla base di un sospetto qualificato dalla presenza degli elementi sintomatici dell'inadempimento.
La valutazione della complessiva situazione finanziaria del cliente andrebbe intesa nel senso che può rendersi necessaria anche la consultazione del cliente a chiarimenti sulla sua esposizione debitoria.
La segnalazione deve, quindi, essere preceduta da un’indagine sul complessivo stato del cliente, che vada ad attingere quelle informazioni che un avveduto operatore del settore raccoglierebbe prima di concedere il credito.
In sede cautelare, la banca segnalante non può affermare genericamente di aver effettuato l’istruttoria, ma deve corroborare il sospetto ragionevole ed oggettivo che il credito non poteva essere soddisfatto in tempi congrui per la presenza degli elementi sintomatici della difficoltà economico-finanziaria del cliente.
Non vi è dubbio, infine, che sussiste il pericolo di un danno imminente ed irreparabile (destinato ad aggravarsi con il trascorrere del tempo), poiché la segnalazione alla CR pregiudica l’accesso al credito, andando così a minare la possibilità di investimenti e quindi di guadagni futuri e, soprattutto, incidendo sull’immagine personale e commerciale del soggetto segnalato.
Il pericolo è attuale, posto che sebbene la segnalazione sia cessata, essa non viene meno, rimanendo visibile per almeno 36 mesi.
Ai fini del periculum in mora, affinché un soggetto possa agire in giudizio deducendo la lesione della propria posizione giuridica occorre che sia consapevole della sussistenza del vulnus. (Giampaolo Morini) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 11/08/2017.


Segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, presupposti.  .
Perché possa accedersi alla segnalazione di un credito a sofferenza alla Centrale Rischi, la stessa non può costituire il risultato dell’analisi dei singoli rapporti, che siano in corso di svolgimento, tra la banca segnalante ed il cliente, ma è necessario che l’istituto di credito attenda ad una valutazione incentrata sulla considerazione complessiva della situazione patrimoniale, quale riferita al soggetto interessato. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)

La segnalazione di una posizione "in sofferenza" presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia, secondo le istruzioni dell’intermediario e le direttive del CICR, richiede una valutazione, da parte dell’intermediario, riferibile alla complessiva situazione finanziaria del cliente e non può quindi scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito o dal volontario inadempimento, ma deve essere determinata dal riscontro di una situazione patrimoniale deficitaria, equiparabile, anche se non coincidente, con la condizione d’insolvenza. (Marco Campanella) (riproduzione riservata)

A seguito di una segnalazione illegittima, il periculum è in re ipsa, di talché si potrebbe anche non provarlo specificamente, atteso che un’ingiusta segnalazione produce di per sé un danno al soggetto segnalato, consistente nell’impossibilità di accesso al credito, ed i suoi effetti risultano addirittura permanenti, dovendosi ritenere fatto notorio che una tale segnalazione si riflette in termini altamente negativi sul merito creditizio imprenditoriale, determinando una sorta di reazione negativa a catena del ceto bancario, sì che l’iniziativa di un istituto di credito non può passare inosservata agli altri che, da quel momento in avanti, sono indotti a ritenere che un ulteriore affidamento e la mancata richiesta di rientro determini un rischio neppure giustificabile rispetto ai vertici aziendali. (Marco Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 19/07/2017.


Sistemi di Informazione Creditizia: efficacia e forma del preventivo avvertimento di cattivo debitore. Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Preventivo avvertimento – Natura recettizia – Efficacia – Raggiungimento del domicilio del destinatario.
La dichiarazione di “preventivo avvertimento”, ovvero di preavviso, di cui alla norma dell'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, ha natura recettizia, in quanto specificamente diretta alla persona dell’interessato e intesa a manifestare la decisione dell’intermediario finanziario di provvedere alla sua classificazione come “cattivo debitore”. È dunque sottoposta alle prescrizioni generali di cui agli artt. 1334 e 1335 c.c. e l’onere di preavviso risulta assolto solo quando la dichiarazione abbia effettivamente raggiunto il domicilio del destinatario, salva restando l'eventualità che quest'ultimo provi di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di averne notizia.
La prova dell’avvenuto avvertimento, di cui all’art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, da parte dell’intermediario finanziario non può dirsi raggiunta tramite la mera allegazione della circostanza dell’invio, tramite l’utilizzo del sistema Postel, da parte di quest’ultimo, né giova l’attestazione dell’intermediario, in quanto mera allegazione di parte, non essendo peraltro rilevante a tal fine l’assunzione di responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Trib. Milano, sez. I civ., Sentenza n. 6478 del 1 ottobre 2012, Giudice Bernardini

Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Dichiarazione di preavviso – Prescrizione di forme specifiche – Esclusione – Attestazione dell’intermediario

Ai fini della segnalazione nei Sistemi di Informazione Creditizia, l’invio della dichiarazione di preavviso, di cui all'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, può essere effettuato tramite l’utilizzo del sistema Postel, non essendo state prescritte dalla citata Delibera forme specifiche. Relativamente alla prova dell’assolvimento dell’onere della spedizione, è sufficiente l’attestazione dell’intermediario finanziario, atteso che quest’ultimo se ne assume la responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13/06/2017.


La segnalazione a sofferenza in Centrale Rischi è legittima anche in assenza dell’informativa al cliente. Contratti bancari – Segnalazione a sofferenza in Centrale Rischi – Omessa informativa della segnalazione – Illegittimità della segnalazione – Esclusione – Profili di responsabilità.
L’informativa della segnalazione a sofferenza del cliente presso la Centrale Rischi attiene alla trasparenza e non costituisce presupposto di legittimità della segnalazione. Essa ha la precipua finalità di informare il cliente della segnalazione. Ne deriva che l’omessa previa o contestuale informativa può solo, se ne ricorrano i presupposti, determinare un obbligo risarcitorio a carico dell’intermediario, ma a tal fine chi si duole della mancata previa informazione deve dimostrare, in primo luogo, di avere subito un danno; in secondo luogo, che sussiste un nesso di causalità tra la mancata informativa e detto danno.
Ai fini della segnalazione, occorre tenere conto della situazione patrimoniale complessiva del cliente, o quantomeno dei suoi rapporti con tutto il circuito bancario, potendosi giustificare una tale segnalazione solo in presenza di una accertata condizione di difficoltà economico-finanziaria del cliente, cui quella sofferenza sia riconducibile. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 15/05/2017.


Piano finanziario MY Way e contratti collegati – Indicazione della facoltà di recesso – Omissione – Nullità – Segnalazione Centrale Rischi – Cancellazione.
Deve essere accertata la nullità del piano finanziario My Way e dei contratti ad esso collegati, conclusi fuori sede, in caso di mancata previsione nei moduli della facoltà di recesso. Tale facoltà deve avere il contenuto di cui al comma 6 dell’art. 30 TUF, vale a dire deve consentire all’investitore di recedere dal contratto nei sette giorni successivi alla sua conclusione senza alcuna spesa o corrispettivo in favore del promotore finanziario e del soggetto abilitato. La clausola sul recesso, pertanto, non può essere identificata nell’eventuale previsione di estinzione anticipata del contratto che è esercitabile dal cliente, ma nel corso del rapporto e a titolo oneroso.
Il risparmiatore ha diritto alla restituzione delle somme versate in forza di tali contratti nulli e gli interessi legali decorrono ai sensi dell’art. 2033 cc dal giorno dei pagamenti, posto che la banca ha chiesto il versamento di somme sulla base di un contratto la cui nullità era chiaramente evincibile.
Il risparmiatore, inoltre, ha diritto all’eliminazione delle segnalazioni alla Centrale Rischi della Banca d’Italia (o ad altra banca dati) relative al mancato pagamento delle somme dovute sulla base del contratto dichiarato nullo. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 04/05/2017.


Segnalazione in centrale rischi e fumus boni iuris. Art.669-terdecies c.p.c. – Segnalazione illegittima – Fideiussione – Requisito di strumentalità – Rapporto di inerenza attuale tra oggetto e lite in corso – Fumus boni iuris – Periculum in re ipsa.
Il “fumus boni iuris” deve essere inteso quale ragionevole apparenza del diritto, ossia quale verosimiglianza in merito alla fondatezza della pretesa dedotta.

E' condivisibile l'orientamento maturato in seno alla giurisprudenza in forza del quale, in tema di segnalazioni alla Centrale rischi, la 'irreparabilità' del pregiudizio di cui all’art. 700 c.p.c. si riferisce a situazioni giuridiche la cui lesione non consente una restitutio in integrum.

In particolare, deve ritenersi condivisibile da parte l’orientamento giurisprudenziale in forza del quale, qualora il soggetto illegittimamente segnalato sia un imprenditore, il periculum in mora consiste nel pericolo di danno causato dalla erronea segnalazione qualora tale segnalazione possa determinare la revoca di altri affidamenti da parte di altri istituti di credito, allarmati da una situazione di insolvenza in realtà inesistente, così determinando difficoltà anche insormontabili per l'accesso al credito bancario, consistente nella lesione del merito creditizio del soggetto segnalato con la conseguente difficoltà di accesso a nuove linee di credito, un pregiudizio che assume il carattere dell'irreparabilità nel caso in cui la parte abbia la necessità di ricorrere al credito per lo svolgimento della propria attività imprenditoriale (Tribunale Milano, 14 aprile 2016).

Deve altresì ritenersi condivisibile da parte di questo Tribunale il più recente orientamento maturato in seno alla giurisprudenza in forza del quale, a seguito di una segnalazione illegittima, il periculum è in re ipsa, di talchè si potrebbe anche non provarlo specificamente, atteso che un’ingiusta segnalazione produce di per sé un danno al soggetto segnalato, consistente nell’impossibilità di accesso al credito, ed i suoi effetti risultano addirittura permanenti, dovendosi ritenere fatto notorio che una tale segnalazione si riflette in termini altamente negativi sul merito creditizio imprenditoriale, determinando una sorta di reazione negativa a catena del ceto bancario, sì che l’iniziativa di un istituto di credito non può passare inosservata agli altri che, da quel momento in avanti, sono indotti a ritenere che un ulteriore affidamento e la mancata richiesta di rientro determini un rischio neppure giustificabile rispetto ai vertici aziendali”. (Tribunale Milano, 16 giugno 2015).

Nel caso in cui sia stata richiesta l'adozione di un provvedimento cautelare in corso di causa, deve esistere un rapporto di inerenza attuale tra la domanda oggetto del provvedimento d'urgenza e la lite in corso, tale per cui detta lite deve comprendere nel suo oggetto l'accertamento del diritto alla cui tutela tende, in via provvisoria, il provvedimento cautelare, rimanendo irrilevante il fatto che in seno alla causa di merito non sia stata specificamente formulata la domanda in relazione alla quale vengono chiesti i provvedimenti d'urgenza (Cassazione 9740/94; Cassazione 7049/83).

Nel solco tracciato dalla Cassazione, deve essere sottolineato da questo Tribunale come la giurisprudenza di merito si sia espressa nell'affermare la sussistenza del requisito di strumentalità tra la domanda cautelare proposta in corso di causa diretta ad ottenere la cancellazione dell'illegittima segnalazione dalla centrale rischi rispetto alla domanda di accertamento avanzata nel giudizio di merito (Trib. Verona 18 marzo 2013).

La domanda spiegata in sede cautelare è posta in rapporto di strumentalità rispetto al bene giuridico tutelato in seno al giudizio di merito, rappresentato dall'accertamento dell'insussistenza in capo al reclamante di posizioni debitorie rispetto al soggetto reclamato. (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 04/04/2017.


Illegittima segnalazione alla centrale rischi e responsabilità dell’istituto di credito per danno da perdita di chance. Illegittima segnalazione alla centrale rischi – Responsabilità dell’istituto di credito per danno da perdita di chance – Sussistenza – Fattispecie.
Deve essere affermata la responsabilità ex art. 2043 c.c. dell’istituto di credito che abbia illegittimamente segnalato alla centrale rischi il nominativo di un soggetto, sicché esso è tenuto a risarcire il danno patito dal primo sotto il profilo della perdita di chance da calcolarsi in base al valore attuale netto dell’investimento (nel caso di specie all’interessato era stata negata la concessione di un finanziamento bancario per avviare un’impresa diretta alla realizzazione di un impianto fotovoltaico in considerazione della avvenuta segnalazione del suo nominativo alla centrale rischi, progetto da ritenersi fattibile sotto il profilo industriale e finanziario). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09/03/2017.


Centrale rischi: segnalazione a sofferenza, concorso degli operatori bancari e tutela dell’attività imprenditoriale. Centrale rischi – Segnalazione a sofferenza – Concorso degli operatori bancari – Bilanciamento interesse alla informazione e diritto all’esercizio dell’attività imprenditoriale – Prevalenza.
E’ inammissibile l’esercizio del potere-dovere degli operatori bancari di procedere ad una segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi ai cui presupposti abbiano concretamente contribuito a far sorgere attraverso la mancata erogazione dei finanziamenti promessi.
 
Non è meritevole di essere segnalata a sofferenza alla Centrale Rischi, per carenza di disvalore giuridico, una situazione in cui l’impresa non è stata la principale artefice del proprio dissesto che invece sia stato in qualche misura eterodeterminato.
 
Nella valutazione della liceità della segnalazione a sofferenza alla centrale Rischi effettuata da un operatore bancario, il giudizio di bilanciamento, fra l’interesse alla informazione del mercato e il diritto costituzionalmente garantito all’esercizio dell’attività imprenditoriale di cui all’art. 41 Cost., si deve accordare prevalenza a quest’ultimo per l’incidenza che quella segnalazione assume sull’assetto concorrenziale e sulla stessa sopravvivenza dei soggetti economici. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 17/02/2017.


Provvedimenti cautelari e illegittima segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia. Illegittima segnalazione – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Periculum in mora – Danno non patrimoniale – Onere della prova.
Nell’ambito di un giudizio cautelare instaurato per ottenere la rettifica del credito “in contestazione” presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia, esiste il periculum in mora sub specie di danno non patrimoniale che si rinviene nella lesione all’onore, alla reputazione, e all’affidabilità personale del segnalato.
Per la dimostrazione di tali pregiudizi, per quanto attiene la fase cautelare, l’onere di allegazione e di prova è più tenue. (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Paola, 01/02/2017.


Nullita' della carta di credito revolving in assenza di forma scritta del contratto. Nullita' della carta di credito revolving in assenza di forma scritta del contratto ex art. 117, comma 3 t.u.b. – Obbligo di restituzione a carico del cliente delle sole somme utilizzate e degli interessi legali – Illegittimita' della iscrizione in crif del nominativo del cliente in assenza del preavviso da parte della banca ex artt. 4/comma vii codice deontologico e 125/comma 3 t.u.b..
Deve essere dichiarata nulla la carta di credito c.d. revolving in assenza della forma scritta richiesta ad substantiam ex art. 117, comma 3, del D. Lgs. n. 385/1993 (T.U.B.). A seguito della declaratoria di nullità del contratto, restano privi di causa i rapporti patrimoniali intercorsi tra le parti, con la conseguenza che sussiste l'obbligo a carico del cliente/consumatore di restituire alla banca la sorte capitale utilizzata, maggiorata dei soli interessi legali.  

E' illegittima l'iscrizione del nominativo del cliente a sofferenza in CRIF, in assenza della notifica al medesimo del preavviso di cui agli artt. 4/comma VII del Codice Deontologico e di Buona Condotta per i Sistemi Informativi e 125 del T.U.B.. E', altresì, illegittima l'iscrizione a sofferenza in assenza di qualsiasi valutazione del carattere episodico e quantitativamente irrisorio dell'esposizione del debitore nei confronti del partecipante. (Luca Basciani) (Ester Volpe) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 17/01/2017.


Ritardo nell'adempimento e segnalazione alla Centrale Rischi. Centrale Rischi di Banca d'Italia - Segnalazione a sofferenza - Presupposti - Obblighi dell'intermediario

Centrale Rischi di Banca d'Italia - Segnalazione a sofferenza - Credito contestato - Potere di delibazione del giudice - Danno "in re ipsa" - liquidazione del danno su basi equitative.
In base alla lettura delle istruzioni di Banca d'Italia, è da escludere che il mero ritardo nell'adempimento o che lo stesso inadempimento possano da soli giustificare la segnalazione alla Centrale Rischi in posizione di sofferenza.
La preventiva attività valutativa dell'intermediario sui presupposti per la segnalazione a sofferenza deve estendersi anche a rapporti bancari distinti da quello intrattenuto con l'intermediario segnalante.
Prima di segnalare un nominativo a sofferenza, l'intermediario è tenuto ad effettuare una verifica sull'intera esposizione debitoria del cliente, inclusa l'emissione di decreti ingiuntivi contro lo stesso ed è inoltre tenuto ad accertare l'effettiva consistenza patrimoniale del cliente in relazione all'ammontare del credito, la circostanza se si tratti di debitore monoaffidato o pluriaffidato, l'eventuale esistenza di iniziative giudiziarie da parte di terzi creditori e la capacità reddituale del cliente.
L'eventuale pendenza di un giudizio per l'accertamento del credito non può di per sè giustificare la segnalazione a sofferenza laddove la concreta situazione del cliente non crei alcun allarme quanto alla sua solvibilità. (Giuseppe Angiuli) (riproduzione riservata)

In caso di credito oggetto di contestazione (cd. "credito litigioso"), il giudice deve accertare la legittimità della segnalazione a sofferenza avvalendosi del suo potere di delibazione sul fumus boni iuris della contestazione del credito e, con essa, della domanda di cancellazione della segnalazione.
E' contraria al canone generale della buona fede la segnalazione a sofferenza da parte di un istituto di credito alla Centrale Rischi di un debito del cliente che risulti tra le parti contestato qualora la contestazione abbia i caratteri della non manifesta infondatezza e sia alla base del rifiuto del debitore di adempiere.
Il danno derivante da illegittima segnalazione a sofferenza, sia nella sua componente patrimoniale che in quella morale e d'immagine, è sempre in re ipsa. La liquidazione del danno può operare unicamente ricorrendo a criteri equitativi e/o forfetari. (Giuseppe Angiuli) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 11/01/2017.


Segnalazione alla Centrale dei rischi di un credito contestato. Centrale dei rischi - Segnalazione a sofferenza - Stato di insolvenza - Informativa preventiva - Credito contestato - Illiceità della segnalazione.
La segnalazione a sofferenza alla Centrale dei rischi non può scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito, ma deve fondarsi sul riscontro di uno stato di insolvenza, inteso come grave e non transitoria difficoltà economica. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)

La banca, prima di procedere alla segnalazione a sofferenza alla Centrale dei rischi, deve informare il cliente (anche non consumatore) al fine di consentirgli di predisporre ogni misura idonea ad evitare la segnalazione e, altresì, di verificare ed eventualmente contestare lo stato di insolvenza. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)

Non è lecita la segnalazione a sofferenza alla Centrale dei rischi di un credito contestato, quando la contestazione alla base del rifiuto del cliente di adempiere non è manifestamente infondata. (Marta Gilli) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 10/10/2016.


Cofideiussori pro quota e cancellazione dell’iscrizione in centrale rischi. Fideiussione - Cofideiussori pro quota - Interpretazione - Rilevanza esterna o interna della limitazione alla quota - Cancellazione dell’iscrizione in centrale rischi - Fattispecie.
Nell’ipotesi di fideiussione rilasciata da più soggetti pro quota, al fine di stabilire se ogni garante debba o meno rispondere dell’intera obbligazione, occorre esaminare se la limitazione alla quota prevista in contratto faccia venir meno la solidarietà dei singoli cofideiussori verso il creditore ovvero abbia rilevanza meramente interna tra i coobbligati.

(Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto la richiesta dei garanti volta ad ottenere la cancellazione dell’iscrizione in centrale rischi di ciascuno di loro per l’intero importo garantito.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 14/07/2016.


Segnalazione delle sofferenze alla Centrale Rischi: necessità di preavviso al debitore. Banche – Segnalazione della sofferenza alla Centrale Rischi – Non preceduta dalla comunicazione della decadenza dal beneficio del termine – Illegittimità della segnalazione – Sussiste – Responsabilità della banca – Sussiste.
La Banca ha l’obbligo di comportarsi secondo buona fede e non deve procedere a segnalazioni presso la Centrale dei Rischi in assenza dei presupposti, o nell’oggettivo dubbio sulla loro esistenza.
La comunicazione della decadenza dal beneficio del termine e di costituzione in mora deve essere specifica e puntuale in modo da consentire al cliente di evitare conseguenze pregiudizievoli attraverso il tempestivo pagamento del debito, cosicché la segnalazione è illegittima e deve disporsene la cancellazione se l’interessato non ne ha ricevuto alcun preavviso.
L’illegittima segnalazione pone il cliente in cattiva luce, esponendolo ad un permanente pregiudizio valutativo da parte degli istituti bancari. La tutela approntata dall’ordinamento è suscettibile di estensione anche contro comportamenti che, pur non offendendo l’onore o la reputazione o ledendo il nome o l’immagine fisica, menomino comunque l’immagine sociale dell’individuo.

In applicazione di tale principio, il Tribunale condannava la Banca a risarcire al cliente i danni non patrimoniali subiti per effetto dell’illegittima segnalazione alla Centrale Rischi, equitativamente determinati dallo stesso giudice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 20/06/2016.


Centrale Rischi – Segnalazione a sofferenza – Obbligo di preavviso – Distinzione tra cliente consumatore e non consumatore.
Ove il cliente sia un consumatore, in forza dell’art. 125, comma III, TUB, le segnalazioni alla centrale rischi devono essere sempre precedute da una comunicazione all’interessato. Allorquando, invece, interessato sia un cliente non consumatore l’obbligo di previa comunicazione sussiste solo nel caso di segnalazione a cd. “sofferenza” (circolare 139 dell’11 febbraio 1991 come modificata con il 14° aggiornamento della circolare del 29 aprile 2011). (Salvatore Palermo) (riproduzione riservata) Tribunale Locri, 12/04/2016.


Centrale Rischi – Segnalazione a sofferenza – Presupposti per la segnalazione a sofferenza.
La segnalazione di una posizione in sofferenza non può scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito o dal volontario inadempimento, ma deve essere determinata dal riscontro di una situazione patrimoniale deficitaria, caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica equiparabile, anche se non coincidente, con la condizione d’insolvenza. (Salvatore Palermo) (riproduzione riservata) Tribunale Locri, 12/04/2016.


Centrale Rischi – Segnalazione a sofferenza – Presupposto del periculum in mora per chiederne la cancellazione ex art. 700 c.p.c..
Il presupposto del periculum in mora con riferimento alla segnalazione a sofferenza presso la Centrale rischi della Banca d’Italia può ritenersi in re ipsa, e ciò per l’effetto restrittivo rispetto all’accesso al credito che deriva dall’iscrizione del nominativo dell’impresa, con conseguente pregiudizio all’esercizio dell’attività di quest’ultima. Benché, infatti, la segnalazione alla Centrale Rischi non possieda valore vincolante determina, tuttavia, un effetto conformativo degli istituti di credito che subiscono un condizionamento sfavorevole. La comunicazione in oggetto, è, inoltre in grado di pregiudicare l’onorabilità professionale del segnalato ed incidere ulteriormente, in tale maniera, sia sulla possibilità di accedere ad altre linee di credito, sia sulla percezione che della sua situazione finanziaria possano avere altri operatori economici. (Salvatore Palermo) (riproduzione riservata) Tribunale Locri, 12/04/2016.


Conto corrente – Applicazione commissioni e interessi illegittimi – Segnalazione in Centrale Rischi – Risarcimento danno non patrimoniale – Nesso di causalità.
Se, per effetto dell’applicazione di commissioni e interessi illegittimi (in quanto usurari e/o anatocistici), la correntista viene segnalata in Centrale Rischi, la Banca è tenuta al risarcimento del danno non patrimoniale derivante da tale illegittima segnalazione. Sussiste infatti il nesso causale tra le difficoltà finanziarie incontrate nel proprio esercizio di impresa dalla società e le condotte tenute dalla Banca, che – pur avendo la società una posizione creditoria e non debitoria – ha segnalato la medesima in centrale rischi e applicato interessi usurari. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09/03/2016.


Conto corrente – Applicazione commissioni e interessi illegittimi – Segnalazione in Centrale Rischi – Risarcimento danno non patrimoniale – Quantificazione del danno.
È equo riconoscere alla società correntista, per il ristoro del danno non patrimoniale, una somma pari al doppio delle somme illegittimamente addebitate alla medesima. E ciò, in quanto la condotta della Banca comporta per la correntista l’impossibilità economica di operare sul mercato, avendo ogni impresa, per produrre reddito, la necessità di ricorrere al mercato del credito; per contro, la segnalazione in Centrale Rischi in quanto tale, nonché la revoca degli affidamenti presso gli altri istituiti che ne deriva, impediscono l’espansione commerciale e produttiva della società, impedendole di utilizzare il credito bancario per la propria attività d’impresa. La Banca è tenuta, altresì, a risarcire il danno non patrimoniale cagionato ai garanti della società, in una misura che tenga conto del fatto che il loro coinvolgimento nella vicenda è più limitato e circoscritto alla segnalazione illegittima in Centrale Rischi. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09/03/2016.


Conto corrente – Interessi usurari – Accertamento dell’usurarietà del tasso applicato – Commissione di massimo scoperto.
Ai fini della verifica dell’usurarietà del tasso applicato nei singoli trimestri, l’unico metodo di calcolo corretto è quello che fa inclusione di tutti i costi e le spese, commissione di massimo scoperto compresa, a prescindere da quello che dica la Banca d’Italia. La stessa infatti, dopo la nota sentenza della Cassazione Penale del 2009, ha prontamente incluso la commissione nel calcolo del tasso almeno fino a quando la legge 2/2009 non ha radicalmente mutato la natura e la struttura della commissione di massimo scoperto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09/03/2016.


Conto corrente – Interessi anatocistici – Esclusione .
Se il rapporto di conto corrente è stato acceso in data anteriore alla delibera CICR 2000, qualsiasi pattuizione relativa all’applicazione di interessi anatocistici, seppure previsti a condizione di reciprocità, è illegittima; per l’effetto, il saldo del conto corrente va ricalcolato escludendo gli addebiti per interessi anatocistici. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 09/03/2016.


Cancellazione ex articolo 700 c.p.c. della segnalazione alla centrale rischi qualora il ricorrente non svolga attività di impresa suscettibile di pregiudizio. Ricorso ex art.700 c.p.c. – Segnalazioni in CAI – Periculum in mora – Esclusione – Rigetto – Servizi di pagamento – Carta di credito – Legittimità della revoca dell’addebito sul rapporto di conto corrente.
La funzione informativa delle segnalazioni alla Centrale di Allarme Interbancaria può essere legittimamente sacrificata mediante l’adozione di provvedimenti cautelari di cancellazione soltanto nell’ipotesi di concreto ed imminente pericolo per l’imprenditore e la sua impresa. In questa prospettiva, deve escludersi la sussistenza del periculum in mora qualora il ricorrente non svolga un’attività imprenditoriale suscettibile di essere pregiudicata da una segnalazione illegittima.
Il titolare di carta di credito può effettuare pagamenti posticipando l’effettivo addebito ad una data futura convenuta dalle parti, allo scadere della quale sul conto corrente devono sussistere i fondi necessari per la copertura delle spese effettuate. Ne discende che, per il tempo che intercorre tra l’acquisto e il rimborso del corrispettivo da parte del correntista, la banca concede un prestito al proprio cliente.  In caso di mancanza di fondi, è legittima la condotta della banca che revoca la possibilità del correntista di addebitare sul conto le spese effettuate con tale servizio di pagamento. Tale facoltà spetta infatti alla banca e non alla società emittente la carta di credito posto che è la prima a finanziare, per mezzo di detto sistema di pagamento, le spese effettuate dal correntista. (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04/03/2016.


Centrale Rischi della Banca d’Italia, segnalazione a sofferenza e ricorso ex art.700 c.p.c.. Centrale Rischi - Segnalazione a sofferenza - Ricorso ex art.700 c.p.c. - Cancellazione della posizione a sofferenza - Litispendenza con diversa azione proposta per contestare la revoca illegittima del fido - Insussistenza

Centrale Rischi - Segnalazione a sofferenza - Presupposti - Valutazione complessiva della situazione economico-finanziaria del cliente - Situazione di grave e non transitoria difficoltà economica - Quasi insolvenza - Sussiste - Rilevanza del mero inadempimento - Non sussiste

Centrale Rischi - Segnalazione a sofferenza - Ricorso ex art.700 c.p.c. - Periculum in mora - Sussiste in re ipsa.
Non sussiste alcun rapporto di litispendenza tra una domanda cautelare avanzata ai sensi dell’art.700 c.p.c., con cui la parte ricorrente chiede la cancellazione della posizione a sofferenza esistente a suo carico presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia ed una distinta domanda di cognizione, finalizzata a far accertare la responsabilità contrattuale della Banca per la revoca abusiva dell’affidamento bancario, avvenuto antecedentemente alla segnalazione a sofferenza. Infatti la domanda cautelare ha carattere anticipatorio degli effetti di una sentenza di merito, in un Giudizio vertente sull’accertamento della responsabilità da illecito extracontrattuale della banca per aver segnalato il ricorrente in difetto dei presupposti legittimanti, domanda che quindi si differenzia da quella che ha, come causa petendi, la responsabilità di matrice contrattuale della Banca. Nè, ai fini della declaratoria di litispendenza o continenza tra le due domande, può ritenersi decisiva la circostanza che la illegittima segnalazione a sofferenza presuppone la avvenuta revoca dell’affidamento ed il passaggio a sofferenza del credito, atteso che le richiamate domande sono diverse per il titolo e la segnalazione a sofferenza nella Centrale Rischi costituisce una condotta differente ed ulteriore rispetto alla revoca dei rapporti bancari. (Andrea Russo) (riproduzione riservata)

La segnalazione a sofferenza presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia implica una valutazione della complessiva situazione economico-finanziaria del cliente, che possa indurre a ritenere sussistente non già un mero inadempimento, bensì una situazione di grave e non transitoria difficoltà economica, qualificabile come quasi insolvenza. (Andrea Russo) (riproduzione riservata)

In caso di proposizione del ricorso ex art.700 c.p.c., finalizzato ad ottenere in via di urgenza l’ordine di cancellazione della segnalazione “a sofferenza” ritenuta illegittima, il rischio di un grave pregiudizio nel ritardo può ritenersi in re ipsa, e ciò per l’effetto restrittivo dell’accesso al credito bancario che deriva di per sé dalla iscrizione del nominativo della Impresa nella Centrale Rischi della Banca d’Italia. (Andrea Russo) (riproduzione riservata) Tribunale Enna, 11/02/2016.


Domanda cautelare per cancellazione di errata segnalazione a sofferenza in Centrale Rischi. Centrale rischi – Sistematica pluriennale tolleranza della banca agli sconfinamenti – Non incidenza sulla affidabilità creditizia del cliente – Repentina richiesta di rientro – Fumus della insussistenza del requisito dello stato di insolvenza o stato equiparabile – Sussiste – Cancellazione errata segnalazione.
Grava sulla banca segnalante la verifica preventiva del sopravvenuto stato di insolvenza o equipollente, vale a dire l’intervenuto mutamento in peius delle condizioni economico – finanziarie del cliente.

La tolleranza di reiterati e pluriennali sconfinamenti evidenzia scelte di gestione della banca che presuppongono, piuttosto, la valutazione di sufficiente affidabilità creditizia del cliente e fondano il legittimo affidamento di questo ultimo sulla prosecuzione del rapporto.

Ne consegue che la richiesta al cliente di rientro immediato, in assenza di concreti indici di sopravvenuto peggioramento della situazione economico – finanziaria, costituisce violazione degli obblighi di buona fede e correttezza nel rapporto e la contestuale segnalazione a sofferenza della posizione del cliente appare priva dei requisiti indispensabili e, pertanto, ne deve essere ordinata, in via cautelare, l’immediata cancellazione. (Osvaldo Pettene) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12/11/2015.


Inadempimento protratto nel tempo e legittimità della segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d'Italia. Inadempimento protratto nel tempo – Legittimità segnalazione alla Centrale Rischi.
E' legittima la segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d'Italia in caso di inadempimento protratto nel tempo, e ciò a prescindere dall'esistenza di garanzie reali e personali poste a presidio dei crediti e dall'essere il debitore proprietario di immobili che non garantiscono il pagamento immediato della posizione debitoria ma solo il soddisfacimento a seguito di eventuale riscossione coattiva del credito. (Gaetano Giglio) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 08/10/2015.


Nullità delle clausole del contratto di conto corrente: azione di accertamento negativo promossa prima della chiusura del conto e storno delle annotazioni indebite. Conto corrente – Apertura di credito – Nullità clausole contrattuali – Azione di accertamento negativo e di ripetizione dell’indebito – Prova dei pagamenti

Conto corrente – Apertura di credito – Prova indiretta

Conto corrente – Contratti bancari – Forma ad substantiam – Contratto amorfo – Nullità di protezione – Rilevabilità d’ufficio

Conto corrente – Apertura di credito – Interessi ultra-legali – Mancanza pattuizione scritta – Tasso legale e tasso sostitutivo – Funzione sanzionatoria art. 117, comma 7, TUB

Conto corrente – Commissione di massimo scoperto – Pattuizione per iscritto – Criteri di applicazione

Conto corrente – Apertura di credito – Capitalizzazione trimestrale – Divieto – Specifica approvazione per iscritto

Conto corrente – Apertura di credito – Nullità clausole contrattuali – Soluti retentio

Conto corrente – Apertura di credito – Segnalazione in Centrale rischi – Prova del danno

Conto corrente – Apertura di credito – Segnalazione in Centrale rischi – Pregiudizio.
Anche a conto corrente ancora aperto, il cliente ha titolo e interesse a proporre apposita azione di accertamento negativo volta a ottenere la dichiarazione di nullità delle clausole contrattuali, nonché l’accertamento delle somme addebitate dalla banca in base alla clausola nulla (o comunque in difetto di una conforme previsione contrattuale) e, dunque, lo storno dell’annotazione indebita, con il conseguente ricalcolo dei rapporti di dare-avere. Negli esiti pratici e negli elementi costitutivi, l’azione di accertamento negativo converge con l’azione ex art. 2033 c.c. Le due azioni, infatti, condividono un nucleo comune di fatti; la sola azione di indebito, tuttavia, esige la prova dell’indebito medesimo, non meno che del relativo spostamento patrimoniale. Per l’effetto, l’azione di accertamento negativo deve intendersi proposta ed è quindi decidibile nel merito, nonostante la mancata allegazione e prova di pagamenti, ogni qual volta il cliente, pur dichiarando di agire in ripetizione di indebito, abbia chiesto espressamente l’accertamento della nullità delle clausole e delle somme indebitamente annotate e il relativo storno, con ricalcolo del dare-avere. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Se è vero che non si dà apertura di credito se non sussiste un obbligo dell’istituto di credito di mantenere una disponibilità di cassa a favore del cliente, ossia di eseguire operazioni (i.e., pagamento assegni e bonifici) su conto a debito, nondimeno tale obbligo può essere dimostrato non soltanto tramite un documento costitutivo, ma anche per il tramite di prove indirette (quali estratti conto, riassunti scalarti, report di Centrale Rischi) che implicano, in modo univoco, il riconoscimento da parte della banca dell’avvenuta concessione del fido. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

La nullità del contratto bancario amorfo, come le nullità previste dalle norme di trasparenza del TUB, è nullità c.d. unilaterale, che può essere fatta valere solo dal cliente (art. 127, comma 2, TUB). Ne deriva che, se il cliente preferisce chiedere l’esecuzione del contratto bancario ancorché amorfo o non ne eccepisce la nullità ex art. 117 TUB, il giudice – in deroga al disposto di cui all’art. 1421 c.c. – non può rilevarla d’ufficio. Ciò nonostante, qualora il giudice rilevi un caso di nullità c.d. di protezione, prevista dalla normativa sulla trasparenza e operante a vantaggio del cliente, la medesima nullità dovrà, ai sensi dell’art. 127 TUB, rilevarsi d’ufficio.
Conto corrente – Apertura di credito – Azione di ripetizione dell’indebito – Decorrenza dei termini di prescrizione
La prova di fidi continuativi, unita all’assenza di prova di rimesse solutorie, implica – secondo i principi della Suprema Corte (n. 24418/2010) – che la prescrizione dell’azione dell’indebito inizi a decorrere soltanto dalla chiusura del conto corrente (o dalla cessazione del fido). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

In assenza di contratto scritto di accensione del conto corrente si applica, per il periodo antecedente all’entrata in vigore della normativa sulla legge bancaria, il tasso legale ex art. 1284 c.c. e, per il periodo successivo, il tasso sostitutivo di cui all’art. 117, comma 7, TUB (: tasso minimo BOT). Stante la natura sanzionatoria di tale norma – la cui ratio è, appunto, quella di sanzionare la banca che non indica i tassi o pattuisce interessi «uso piazza» o superiori a quelli pubblicizzati –, occorre qualificare come «operazioni attive» quelle di impiego (ossia a credito della banca e a debito del cliente) e come «operazioni passive» quelle di raccolta: alle prime si applicherà il tasso minimo BOT, alle seconde il tasso massimo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

È illegittima l’applicazione della commissione di massimo scoperto, laddove la stesa non sia stata pattuita per iscritto e laddove non constino i criteri di applicazione della commissione medesima. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Con riferimento ai contratti di conto corrente stipulati prima del 2000 e tuttora in essere, è certa – stante il disposto di cui all’art. 1283 c.c. – la non spettanza della capitalizzazione trimestrale (o annuale) degli interessi a favore della Banca fino al 30 giugno 2000. Ciò posto, costituisce un obiettivo peggioramento delle condizioni contrattuali l’introduzione, in tali contratti (come in tutti i rapporti bancari), del meccanismo di capitalizzazione di cui al (vecchio) disposto dell’art. 120 TUB e della conseguente deliberazione CICR del 9 febbraio 2000. Per l’effetto, è necessaria la specifica applicazione per iscritto – mediante sottoscrizione ex art. 1341 c.c. – della clausola di capitalizzazione. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

La banca non può ritenersi autorizzata, ai sensi dell’art. 2034 c.c., a trattenere le somme indebitamente addebitate al correntista. Si tratta di ipotesi, infatti, che difetta di entrambi i requisiti della fattispecie dell’obbligazione naturale, ossia dello spontaneo adempimento in conformità ai doveri morali e sociali. Da un lato, non sussiste spontaneità nell’adempimento perché gli interessi sono stati addebitati dalla banca sul conto corrente del cliente e pagati attingendo alle disponibilità di conto presenti e/o alle successive rimesse: senza alcun atto dispositivo, volontario e consapevole proveniente dal cliente stesso. Dall’altro, la legge morale e i costumi sociali vigenti non imprimono il marchio della doverosità al pagamento, in un rapporto commerciale tra banca e cliente, di interessi non dovuti secondo la legge civile. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Il soggetto che chieda di essere risarcito, in via equitativa, del danno derivatogli dalla illegittima segnalazione in Centrale Rischi, ha l’onere di allegare e fornire prova degli specifici pregiudizi, avendo la richiesta di liquidazione in via equitativa il limitato effetto di liberare l’avente diritto dall’onere di provare esattamente il quantum di danno risarcibile. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Non è «credibile», ove non provato, il pregiudizio derivante dalla segnalazione in Centrale Rischi di un soggetto che, al momento della contestata segnalazione, è già da tempo segnalato a sofferenza da parte di altri istituti di credito e/o risulta in situazione di extrafido con distinti istituti di credito. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 02/07/2015.


Utilizzo ritorsivo della segnalazione in Centrale Rischi. Centrale Rischi – Segnalazione – Indici di anomalia della segnalazione – Utilizzo ritorsivo – Illegittimità – Cancellazione

Centrale Rischi – Segnalazione – Illegittimità – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Periculum in mora – Cancellazione.
La segnalazione in Centrale deve considerarsi anomala, e dunque illegittima, in presenza di una serie di concorrenti indici (ovvero di indizi). Nel caso di specie, tra questi è stata annoverata, anzitutto, la circostanza che la segnalazione sia intervenuta dopo oltre un anno e mezzo dall’avvenuta costituzione in mora del debitore, senza che nel frattempo la sua posizione abbia registrato mutamenti qualitativi e rilevanti. Forte indice di anomalia è stato poi ritenuto il fatto che, dopo tutto questo tempo, la segnalazione sia stata effettuata a ridosso di una procedura di mediazione promossa dal cliente, come finalizzata alla contestazione di alcuni addebiti; al punto che la segnalazione appare come addirittura ritorsiva. Neppure è stata trascurata la circostanza che il cliente – dopo la costituzione in mora operata da parte dell’istituto di credito che ha effettuato la segnalazione, ma prima della segnalazione medesima – abbia ottenuto un ingente finanziamento da parte di un altro istituto di credito. Ciò evidenzia, infatti, una valutazione complessiva della situazione patrimoniale del cliente-debitore che non consente un giudizio di insolvenza dello stesso, né fa emergere la sussistenza di una condizione equiparabile all’insolvenza stessa (: di sostanziale insolvenza). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

L’illegittima segnalazione in Centrale Rischi comporta, di per sé, un rischio imminente e molto elevato di grave pregiudizio, sia per quanto riguarda l’eventuale revoca degli affidamenti già concessi, sia quale causa di preclusione per la concessione di nuove agevolazioni. Tipico effetto della segnalazione è, infatti, la negazione dell’affidabilità bancaria del soggetto. Per l’effetto, una segnalazione errata a sofferenza può determinare l’impossibilità di accedere al credito bancario: dal punto di vista dell’imprenditore commerciale, ciò costituisce un irreparabile pregiudizio, idoneo a determinare l’accoglimento del ricorso d’urgenza ex art. 700 c.p.c.. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 12/03/2015.


Illegittima segnalazione in centrale rischi e risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale di euro 30.000 pronunciato in via equitativa dall'ABF. Centrale Rischi - Illegittima segnalazione - Risarcimento del danno - Danno patrimoniale e non patrimoniale - Liquidazione in via equitativa dall'ABF.
Con specifico riguardo alla illegittima segnalazione creditizio di un debitore, deve essere risarcito sia il danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica, con riguardo ai valori della reputazione dell'onore (essendo anche i soggetti collettivi titolare di diritti della personalità la tutela costituzionale ex articolo 2 della costituzione), sia il danno al patrimonio.

In applicazione di questo principio, l'Arbitro Bancario Finanziario ha liquidato in via equitativa al ricorrente la somma omnicomprensiva di euro 30.000 a titolo di danno patrimoniale e non patrimoniale in considerazione dei divieti di finanziamento allo stesso opposti, della gravità della segnalazione illegittima e della sua persistenza per quasi quattro anni nella Centrale Rischi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) ABF Roma, 06/03/2015.


Erronea segnalazione in centrale rischi e conseguenze sull'attività d'impresa: la questione non rientra nell'ambito della normativa del Codice della privacy. Segnalazione in centrale rischi dell'imprenditore - Lesione della sfera patrimoniale con ripercussioni sull'attività di impresa - Applicazione della normativa sulla privacy - Esclusione.
La questione relativa alla indebita segnalazione alla Centrale rischi non rientra nella previsione di cui all'articolo 152 del d.lgs 30 giugno 2003, n. 196 (Codice privacy), norma che tutela la sfera di riservatezza del soggetto coinvolto in un eventuale trattamento dei dati, quando siano in realtà oggetto di controversia interessi giuridici del tutto differenti, attinenti alla sfera patrimoniale dell'imprenditore lesa da un atto che si assume illegittimo, quale la segnalazione presso la Centrale rischi, tale da comportare significative ripercussioni nell'attività di impresa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 02/02/2015.


Concordato preventivo e presupposti per i vari tipi di segnalazione in Centrale rischi. Concordato preventivo - Segnalazioni in Centrale rischi - Segnalazione come "incaglio" o come "sofferenza" - Concordato in bianco e concordato con continuità - Fatti nuovi che giustificano la segnalazione a sofferenza - Ammissione dello stato di crisi da parte del debitore che deposita la domanda di concordato.
La comunicazione della Banca d'Italia del 7 febbraio 2014 precisa che le esposizioni debitorie di imprese ammesse alla procedura di concordato preventivo in bianco o a quella di concordato preventivo con continuità aziendale vengano segnalate alla Centrale rischi come "incagliate", salvo che non sussistano elementi obiettivi nuovi che inducano gli intermediari, nella loro responsabile autonomia, a classificare le esposizioni come "in sofferenza". Può, pertanto, affermarsi che la presentazione di una domanda di concordato preventivo ove l'impresa ammetta apertamente l'esistenza di uno stato di crisi costituisca quell'elemento nuovo che legittima gli intermediari bancari a classificare il debitore nell'ambito delle sofferenze. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 22/12/2014.


Iscrizione nominativo alla Centrale Allarme Interbancaria, ricorso ex art. 700 c.p.c. e prova tardiva del pagamento integrale dell’assegno, della penale e degli interessi. Iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità

Iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria – Tardivo invio alla banca della quietanza di pagamento per fatto e colpa del beneficiario dell’assegno – Diritto alla cancellazione dalla banca dati – Sussiste

Iscrizione alla Centrale Allarme Interbancaria – Prova tardiva del pagamento integrale dell’assegno, della penale e degli interessi  – Diritto alla cancellazione – Sussiste.
Dopo l’abrogazione del comma 6 dell’art. 152 del Codice della Privacy il rimedio di cui all’art. 10 III comma del D.lgs. n. 150/2011 permane esclusivamente con riferimento ai provvedimenti del garante in materia di protezione dei dati personali. In tutti gli altri casi, ovvero quando occorra verificare la legittimità dell’operato di soggetti terzi, è da ritenersi applicabile lo strumento cautelare atipico di cui all’art. 700 c.p.c.. (Andrea Di Mauro) (riproduzione riservata)

Mentre le conseguenze del mancato o incompleto pagamento tardivo dell’assegno debbono necessariamente riflettersi sul traente, altrettanto non può dirsi in relazione al mancato, tempestivo ottenimento della quietanza, pena il far rifluire sul traente pesanti conseguenze sanzionatorie, non integralmente dipendenti dalla di lui condotta. (Andrea Di Mauro) (riproduzione riservata)

L’archivio di cui all’art. 10 bis della Legge n. 386/1990 è previsto a tutela del sistema creditizio, in quanto l’inserimento dei dati dei traenti degli assegni bancari emessi senza autorizzazione o senza provvista è una segnalazione di soggetti quali “cattivi pagatori”, che non si giustifica nel caso in cui risulti il pagamento integrale di quanto previsto per legge. (Andrea Di Mauro) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15/10/2014.


Cancellazione della segnalazione alla CAI: applicabile la tutela cautelare ex art. 700 c.p.c. anche dopo il d.lgs. 150/2011. Centrale di Allarme interbancaria – Segnalazione – Richiesta di Cancellazione del nominativo segnalato – Applicabilità della tutela cautelare ex art. 700 c.p.c. – Inammissibilità per difetto di residualità alla luce dell’art. 10 dlgs 150/2011 – Esclusione.
L’art. 10 del D. lgs. n. 150/11 al II comma prevede, solo con riferimento ai provvedimenti del garante per la protezione dei dati personali, la proponibilità di apposito ricorso con facoltà di ottenerne la sospensione dell’efficacia esecutiva (IV comma), secondo quanto previsto dall’art. 5 del D.lgs. n. 150/11. Ebbene, dopo l’abrogazione del comma 6 dell’art. 152 del Codice privacy (esteso a tutte le controversie di cui al capo 1 riguardanti l’applicazione delle disposizione del Codice della privacy, comprese quelle inerenti ai provvedimenti del garante in materia di protezione dei dati personali), permane il rimedio di cui all’art. 10 III comma del D.lgs. n. 150/11 relativo esclusivamente ai provvedimenti del garante per la protezione dei dati personali. Da ciò segue che non sono soggetti al rimedio in questione tutti i provvedimenti emessi da altri soggetti diversi dal Garante. In un simile contesto, quindi, ciò che viene in rilievo, con lo strumento cautelare atipico di cui all’art. 700 cpc, è la verifica circa la legittimità dell’operato di soggetti terzi in materia di trattamento dei dati personali, alla luce della specifica diligenza richiesta nel settore volta volta trattato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 15/10/2014.


Provvedimento cautelare ante causam ex art. 700 c.p.c. e ss.. Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità del ricorso – Inapplicabilità dell’art. 10 D. Lgs. 150/2011

Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Illegittima segnalazione Centrale Rischi – Periculum in mora – Lesione dell’immagine commerciale.
Quanto all’ammissibilità, diversamente dalla prospettazione di parte resistente, è da notare come la ricorrente si dolga non di un provvedimento in materia di trattamento dei dati personali bensì di un semplice comportamento della banca resistente, la quale avrebbe erroneamente segnalato un credito vantato nei confronti della ricorrente come “non contestato” (codice n. 830) piuttosto che come “contestato” (codice n. 826). Non appare pertanto applicabile , ad avviso di questo Giudice il procedimento di cui all’art. 10 D. Lgs. 150/2011 (ed in  particolare la tutela cautelare ivi prevista al comma 4), non sussistendo, nel caso di specie, alcun vero e proprio provvedimento adottato dalla banca e suscettibile di sospensione.  (riproduzione riservata)

Quanto al periculum in mora è da rilevare come il comportamento della resistente costituisca una lesione dell’immagine commerciale della società ricorrente la cui segnalazione alla Centrale Rischi come soggetto passivo di un credito scaduto e non contestato sia pure durata pochi mesi e corretta per il periodo successivo all’instaurazione del presente procedimento, rappresenta altresì un grave ostacolo per l’accesso al credito ed il mantenimento del medesimo. (riproduzione riservata) Tribunale Como, 24/09/2014.


Segnalazione a sofferenza, caratteristiche e cautela richiesta all’intermediario segnalante. Centrale dei Rischi – Segnalazione a sofferenza – Verifica della situazione di fatto – Peculiare attenzione da parte della banca – Necessità

Centrale dei Rischi – Segnalazione a sofferenza – Nozione

Centrale dei Rischi – Segnalazione a sofferenza – Riscontro nella fattispecie concreta.
La segnalazione a sofferenza, proprio per il margine di discrezionalità che la caratterizza rispetto ad altre segnalazioni in Centrale Rischi, che sono di carattere automatico, richiede all’intermediario segnalante una verifica particolarmente attenta della situazione di fatto al fine di contemperare l’esigenza di contenimento del rischio creditizio e la tutela dell’interesse privato del soggetto segnalato. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

La nozione di sofferenza, come rilevante ai fini di segnalazione in centrale Rischi, si identifica in una situazione patrimoniale di grave e non transitoria difficoltà economica, senza peraltro fare necessario riferimento all’insolvenza intesa quale situazione di incapienza o di definitiva irrecuperabilità o anche all’insolvenza presa in considerazione dall’art. 5 legge fallimentare. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

In assenza di segnali di allarme (protesti, pignoramenti, provvedimenti giudiziali di condanna), l’utilizzazione di mezzi finanziari reperiti dal sistema bancario non costituisce indice di sussistenza di una situazione di sofferenza. Lo stesso vale per il fatto in sé della sussistenza di sconfinamenti bancari e pure da quello dato dal ritardo di alcuni mesi nel deposito dell’ultimo bilancio. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 28/08/2014.


Centrale rischi: illegittima la segnalazione automatica a carico del garante. Onere di allegazione e prova del danno grave ed irreparabile. Centrale rischi - Inadempimento del debitore principale - Segnalazione automatica del garante - Illegittimità

Centrale rischi - Illegittima segnalazione - Pregiudizio grave ed irreparabile “in re ipsa” - Esclusione - Allegazione e principio di prova del danno e dei pericoli - Necessità.
In caso di inadempimento del debitore principale, non si può procedere alla segnalazione automatica in centrale rischi a carico del garante e, nel caso in cui quest’ultimo ne richieda la cancellazione, è onere della banca dimostrare di aver valutato, prima di effettuare la segnalazione, l’esistenza di uno specifico rischio di inadempimento in capo al garante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
 
Qualora la cancellazione, ritenuta illegittima, della segnalazione in centrale rischi venga richiesta a distanza di un congruo periodo di tempo, non è possibile ritenere l’esistenza di un pregiudizio grave ed irreparabile “in re ipsa”, ma occorre allegare e offrire quantomeno un principio di prova in ordine ai danni o ai pericoli determinati dalla segnalazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 11/07/2014.


Illegittima segnalazione alla centrale rischi: risarcimento del danno non patrimoniale anche all’ente. Illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi – Risarcimento del danno non patrimoniale – Sussiste – Anche dell'ente – Sussiste – Condizioni.
In ipotesi di illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi, possono essere risarciti sia il danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica, con riguardo ai valori della reputazione e dell'onore (essendo anche i soggetti collettivi titolari dei diritti della personalità a tutela costituzionale ex art. 2 Cost.), sia il danno al patrimonio, che può essere oggetto della prova presuntiva, quale conseguenza per l'imprenditore di un peggioramento della sua affidabilità commerciale, essenziale anche per l'ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, con lesione del diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza (cfr., per tali principi, le decisioni Cass. 30 agosto 2007, n. 18316; 4 giugno 2007, n. 12929; 18 aprile 2007, n. 9233; 28 giugno 2006, n. 14977; 3 aprile 2001, n. 4881; 23 marzo 1996, n. 2576; v. pure Cass. 18 settembre 2009, n. 20120, in tema di assicurazione contro i danni). In particolare, anche nei confronti dell'ente collettivo è configurabile la risarcibilità del danno non patrimoniale, intesa come qualsiasi conseguenza pregiudizievole di un illecito che, non prestandosi ad una valutazione monetaria basata su criteri di mercato, non possa essere oggetto di risarcimento ma di riparazione: allorquando, cioè, il fatto lesivo incida su di una situazione giuridica dell'ente che sia equivalente ai diritti fondamentali della persona umana garantiti dalla costituzione (Cass. 1 ottobre 2013, n. 22396; 12 dicembre 2008, n. 29185; 4 giugno 2007, n. 12929). Entrambi tali danni, inoltre, possono essere liquidati in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 c.c. (cfr. Cass. 2 settembre 2008, n. 22061). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09/07/2014.


Domanda cautelare di cancellazione di segnalazione alla centrale rischi e applicazione della normativa sulla privacy. Centrale rischi - Cancellazione della segnalazione - Ricorso ex articolo 700 c.p.c. - Applicazione della normativa sulla privacy.
In caso di domanda cautelare di cancellazione di segnalazione in centrale rischi, è sempre ammissibile il ricorso alla tutela cautelare atipica di cui all’art. 700 c.p.c. in luogo di quella tipica ex artt. 10, 4 comma, e 5 D.Lgs 150/11 ove il ricorrente oltre a dolersi della violazione degli obblighi connessi al trattamento dei dati personali deduca espressamente - o sia altrimenti ricavabile dal ricorso - la violazione da parte dell’intermediario segnalante degli obblighi di correttezza e buona fede in executivis, espressione del più generale dovere di solidarietà contrattuale, riconducibili al rapporto negoziale intercorrente tra la banca intermediaria e il cliente segnalato. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

La tutela cautelare di cui all'art. 700 c.p.c. è ammissibile per l'ottenimento dell'ordine di cancellazione di segnalazioni dalla centrale rischi non solo nei casi in cui sia espressamente prospettato dall'istante o sia comunque ricavabile dalla domanda l'inadempimento degli obblighi di buona fede e correttezza nascenti dal rapporto contrattuale tra banca intermediaria e cliente, espressione del più generale dovere di solidarietà contrattuale, ma anche nei casi in cui il soggetto segnalato prospetti tout court la violazione da parte dell’intermediario delle norme sul trattamento dei dati personali, cioè della normativa sulla privacy, salvo restando soltanto il caso, da trattarsi esclusivamente con il rito ex art. 10, 4 comma, D.Lgs. 150/11, in cui sia espressamente prospettata la responsabilità di Banca d'Italia per fatto proprio, ogniqualvolta cioè, per errore di uno degli "incaricati", la segnalazione dell’intermediario venga recepita e trattata in modo non corretto, e sia pertanto imputabile alla stessa Banca d'Italia (o anche ad essa) la violazione della normativa sul trattamento dei dati personali. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

Nella disciplina processuale di cui all'art. 10,4 comma, D.Lgs. 150/11 non è ravvisabile alcun rimedio tipico finalizzato ad offrire al cliente segnalato una tutela cautelare operante prima ed indipendentemente dell'instaurazione del giudizio di merito, tenuto conto che il modello ex art. 5, 1 e 2 comma, D.Lgs. 150/11 richiamato dal predetto art. 10, 4 comma, è necessariamente correlato al giudizio di merito, che deve essere già instaurato (art. 5, 1 comma) o in procinto di esserlo (art. 5, 2 comma), sicchè, a fronte della attenuata strumentalità della tutela cautelare anticipatoria in ragione della mera eventualità del giudizio di merito, siffatto vincolo tra cautela e merito nei casi di domande di cancellazione urgente di segnalazioni pregiudizievoli in C.R. (cioè di domande di provvedimenti anticipatori per definizione) pare porsi in contrasto con la tendenza alla stabilizzazione dei provvedimenti cautelari, quantomeno nella misura in cui al soggetto segnalato, che prospetti la natura illegittima della segnalazione (anche) per inadempimento da parte della banca degli obblighi di buona fede e correttezza ma risulti concretamente appagato dalla sola misura anticipatoria di ‘cancellazione’, sia precluso il diritto di non introdurre alcun successivo giudizio di merito, tenuto conto che, in caso di pericolo imminente di danno grave ed irreparabile, la sospensione eventualmente disposta con decreto fuori udienza ex art. 5, 2 comma, D.Lgs. 150/11 diviene inefficace se non è confermata in sede giudiziale. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

Poiché l’attività di segnalazione in centrale rischi involge inevitabilmente anche il trattamento dei dati personali del soggetto segnalato, l’eventuale responsabilità contrattuale derivante dalla violazione degli obblighi di correttezza e buona fede riconducibili al rapporto tra banca e cliente può concorrere con la responsabilità extracontrattuale ex art. 2050 cod.civ. della banca derivante dalla violazione degli obblighi inerenti al trattamento dei dati personali di cui alla legge privacy e nel caso di cumulo opera il criterio della prevalenza ex art. 40 c.p.c. del rito ordinario sul rito speciale ex art. 10 D.Lgs. 150/11. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

Deve negarsi la legittimazione passiva di Banca d'Italia ex art. 700 c.p.c. nei casi in cui sia prospettata la responsabilità, contrattuale o extracontrattuale, della Banca intermediaria per la segnalazione erronea/illegittima, atteso che: 1) la rettifica dei dati errati o dei mutamenti di status del cliente avviene, in base alle Istruzioni della Banca d'Italia, esclusivamente ad opera dell'intermediario; 2)il potere di ‘indagine’ di Banca d'Italia attiene solo alla verifica dei dati anagrafici del cliente e dell'entità del credito, ma certamente non alla valutazione della sussistenza del rischio di credito; 3) a carico dell'intermediario è sancito l'obbligo di ottemperare senza ritardo agli ordini dell'autorità giudiziaria riguardanti le segnalazioni trasmesse alla centrale rischi; 4) Banca d'Italia non ha alcun interesse in sede giudiziale a contraddire o a resistere alla domanda attorea. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 27/05/2014.


Condizioni per l’iscrizione del traente di assegno bancario risultato privo di provvista al momento dell’incasso nella Centrale di Allarme Interbancaria. Assegno bancario – Mancato pagamento per difetto di provvista – Iscrizione del traente nella Centrale di Allarme Interbancaria – Condizioni.
Affinchè l’emissione di un assegno bancario risultato privo di provvista al momento della presentazione per l’incasso renda legittima, decorso infruttuosamente il termine di 60 giorni dal preavviso di revoca di cui all’art. 9-bis della legge 15 dicembre 1990, n. 386, l’iscrizione del traente nell’archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento istituito presso la Banca d’Italia (c.d. Centrale di Allarme Interbancaria) è necessario che il titolo sia presentato per l’incasso in tempo utile, cioè entro otto giorni dall’emissione se è pagabile nello stesso comune in cui è stato emesso ovvero entro quindici giorni se è pagabile in altro comune della Repubblica, come previsto dagli artt. 32 ss. della c.d. legge assegni (nella fattispecie l’assegno, emesso il 30 gennaio 2010, era stato posto all’incasso il 13 febbraio 2014). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23/05/2014.


Errata segnalazione in centrale rischi, danno alla reputazione e onere della prova. Errata segnalazione in Centrale Rischi di Banca d’Italia – Danno alla reputazione – Onere della prova sul danno – Risarcimento in via equitativa.
In presenza di un accordo che preveda piano di rientro per una posizione debitoria con pagamenti regolarmente onorati dal debitore l’istituto di credito non può imputare le somme esclusivamente per la quota in conto capitale. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

La errata segnalazione in centrale rischi comporta un danno alla reputazione di un soggetto ed una lesione buon nome, dell’immagine, dell’onore e della reputazione economica, con evidenti conseguenze anche di natura commerciale ed sulla possibilità di accesso al credito. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

La errata segnalazione determina un danno in re ipsa che legittima al risarcimento senza che incomba sul danneggiato l’onere di fornire la prova del danno stesso, che potrà essere liquidato in via equitativa. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21/05/2014.


Controversia sulla segnalazione alla centrale rischi: si applica il Codice della Privacy. Segnalazione alla centrale rischi – Controversia – Riconducibile all’ambito di applicazione del Codice della Privacy – Sussiste – Conseguenze – Rito applicabile e competenza territoriale.
La controversia relativa alla sospensione o la cancellazione del proprio nominativo dalla centrale rischi rientra nell’ambito di applicazione del c.d. “codice Privacy”. Ne consegue che l’azione, la quale dovrà seguire le forme del rito del lavoro, è assegnata alla competenza del “Tribunale del luogo in cui ha la residenza il titolare del trattamento dei dati”. Ciò anche dove la parte attrice rivesta la qualità di consumatore, trattandosi di una norma sul foro competente che prevale sul cd. foro del consumatore. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Catanzaro, 09/05/2014.


Errata segnalazione alla centrale rischi della Banca d'Italia: danno in re ipsa liquidabile in via equitativa e onere della prova. Errata segnalazione in Centrale Rischi di Banca d’Italia – Danno alla reputazione – Onere della prova sul danno – Risarcimento in via equitativa..
In presenza di un accordo che preveda piano di rientro per una posizione debitoria con pagamenti regolarmente onorati dal debitore, l’istituto di credito non può imputare le somme esclusivamente per la quota in conto capitale. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

La errata segnalazione in centrale rischi comporta un danno alla reputazione di un soggetto ed una lesione buon nome, dell’immagine, dell’onore e della reputazione economica, con evidenti conseguenze anche di natura commerciale ed sulla possibilità di accesso al credito. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

La errata segnalazione determina un danno in re ipsa che legittima al risarcimento senza che incomba sul danneggiato l’onere di fornire la prova del danno stesso, che potrà essere liquidato in via equitativa. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 10/04/2014.


Estinzione anticipata del finanziamento, ostruzionismo dell'intermediario e contrarietà a buona fede della segnalazione a banca dati finanziaria. Estinzione anticipata del finanziamento – Inadempimento dell’intermediario – Segnalazione a banca dati finanziaria..
È inadempiente l’intermediario che, in violazione dell’art. 125sexies T.U.B., impedisce al cliente di estinguere anticipatamente il contratto di finanziamento, attraverso il rifiuto di fornirgli le necessarie indicazioni per il saldo del prezzo convenuto. In tale circostanza, è evidentemente contraria a buona fede la segnalazione del cliente come “cattivo pagatore” a una banca dati finanziaria. (Livia Franco) (riproduzione riservata) ABF Milano, 05/03/2014.


Provvedimento cautelare in materia di illegittime segnalazioni nella c.d. Centrale Rischi. Provvedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. – Centrale Rischi – Segnalazione a sofferenza – Specificità e riferibilità temporale del preavviso.

Illiquidità temporanea – Segnalazione a sofferenza – Illegittimità – Obbligo di valutazione della complessiva situazione finanziaria del cliente da parte della Banca. .
La situazione patrimoniale suscettibile di dar luogo ad una segnalazione “in sofferenza” non deve coincidere né con la situazione di insolvenza di cui all’art. 5 L. Fall. né con una mera difficoltà transitoria – soprattutto in contesti ed in periodi economici recessivi – bensì con una situazione di impotenza finanziaria che non lasci presagire alcun margine di superamento e tale da porsi come lo stadio immediatamente prodromico alla situazione di insolvenza rilevante ai fini della dichiarazione di fallimento (Nel caso di specie, in sede cautelare, è stato ordinato alla banca di provvedere alla cancellazione a sofferenza nella Centrale Rischi della Banca d’Italia e in qualsiasi altra centrale privata del nominativo del ricorrente, in quanto, dall’esame dell’entità del patrimonio del ricorrente e dall’assenza di procedure esecutive o protesti elevati a suo carico, poteva desumersi una crisi di liquidità ma non l’esistenza di uno stato di difficoltà economica idoneo ad incidere sulla possibilità di recupero del credito da parte della banca). (Silvia Vitella) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 14/10/2013.


Inibitoria cautelare della segnalazione in centrale rischi nell'ambito di giudizio per la restituzione delle somme indebitamente percepite dalla banca in assenza di richieste risarcitorie da inadempimento o illecito extracontrattuale. Ordinanza ex art. 700 c.p.c. – Reclamo ex art. 669 ter-decies c.p.c. – Inibitoria iscrizioni pregiudizievoli – Tutela cautelare ed azione risarcitoria – Necessità..
L’azione cautelare inibitoria della segnalazione pregiudizievole del cliente alla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia costituisce uno strumento tipico volto ad assicurare il fruttuoso esperimento di un’azione di condanna al risarcimento del danno subito ovvero a prevenire il realizzarsi di detto danno. Qualora il cliente esperisca detto strumento cautelare nel corso di una causa di merito che mira alla restituzione delle somme indebitamente percepite dalla banca, senza richieste risarcitorie ovvero non lamentando inadempimento contrattuale ovvero illecito extracontrattuale, la tutela cautelare non può essere accolta difettando del necessario requisito di strumentalità. (Stefania Sironi) Tribunale Monza, 29/07/2013.


Richiesta di cancellazione di nominativo iscritto in centrale rischi e rimedio tipico previsto dalla legge sulla privacy. Codice della privacy - Richiesta di cancellazione di nominativo iscritto alla Centrale di Allarme Interbancaria - Ricorso d'urgenza ex articolo 700 c.p.c. - Inammissibilità - Ricorso al rimedio tipico previsto agli artt. 10 e 15 del d.lgs. n. 150 del 2011..
La domanda cautelare volta ad ottenere la cancellazione dell'iscrizione del nome del ricorrente nell'archivio C.A.I. ha ad oggetto l'attività di "comunicazione" prevista dall'articolo 4, comma 1, lettera l, del decreto legislativo numero 196 del 2003 (codice della privacy), essendo evidente che l'iscrizione del nome di un soggetto nell'archivio della Centrale di Allarme Interbancaria quale soggetto che ha emesso un assegno bancario senza provvista rende l'iscrizione conoscibile a tutti i soggetti fruitori dei dati raccolti e quindi ad un numero determinato o determinabile di soggetti. La presenza per l'ipotesi di cui si discute di un rimedio cautelare tipico quale quello previsto dagli articoli 10 e 15 del decreto legislativo n. 150 del 2011 comporta, pertanto, l'inammissibilità del ricorso allo strumento residuale del procedimento d'urgenza di cui all'articolo 700 c.p.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 02/07/2013.


Inibitoria della segnalazione in centrale rischi e rapporto con la domanda di ripetizione di indebito ex art. 2033 c.c.. Rapporti bancari – Ripetizione dell’indebito – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Inibitoria iscrizioni pregiudizievoli in Centrale dei Rischi..
La richiesta inibitoria della segnalazione in centrale rischi avanzata dal cliente non può essere posta in rapporto di correlazione funzionale necessaria con l’oggetto e gli elementi della domanda di ripetizione dell’indebito ex art. 2033 c.c. avanzata nei confronti della banca, posto che questa attiene esclusivamente alla contestazione del saldo di conto corrente e che pertanto non può estendersi all’accertamento della sussistenza o meno delle condizioni legittimanti la segnalazione in Centrale dei Rischi. (Stefania Sironi) Tribunale Monza, 20/05/2013.


Invio tramite posta ordinaria del preavviso di segnalazione in Centrale Rischi e prova della sua conoscenza. Preavviso di segnalazione in Centrali Rischi – Invio a mezzo posta ordinaria – Impossibilità di avvalersi della presunzione ex art. 1335 c.c. – Onere della banca di provare la conoscenza della comunicazione da parte del destinatario..
Nell’ipotesi di invio del preavviso di segnalazione tramite posta ordinaria, anziché a mezzo raccomandata o altro strumento di trasmissione equivalente, l’intermediario rimane gravato dall’onere di provare la conoscenza della comunicazione da parte del destinatario, senza potersi avvalere della presunzione di cui all’art. 1335 c.c.. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19/04/2013.


Stipulazione di piano di rientro e (non) cancellazione della segnalazione in Centrale Rischi. Centrale Rischi – Segnalazioni illegittime – Piano di rientro da una precedente esposizione debitoria segnalata come sofferenza – Diritto del cliente alla cancellazione dell’iscrizione – Insussistenza..
Pur a fronte di un piano di rientro in corso e relativo a un finanziamento per il quale il cliente sia stato iscritto a sofferenza in Centrale Rischi, questi non ha diritto di ottenere la cancellazione della segnalazione, in ragione della natura non novativa, sul piano del rapporto obbligatorio, del piano di rientro. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10/04/2013.


Preavviso alla segnalazione in Centrale Rischi. Specificità e puntualità. Centrale Rischi – Segnalazione – Necessità del preavviso – Natura generale ed astratta della comunicazione – Non sufficienza – Specificità e puntualità della comunicazione – Necessità. .
Non costituisce un vero e proprio preavviso la comunicazione inviata dalla banca circa l’imminente segnalazione in Centrale dei Rischi, quando essa rivesta carattere generale e astratto. Come chiarisce l’art. 4 comma 7 del Codice di autodisciplina degli intermediari, detta comunicazione deve essere specifica e puntuale in modo da consentire al cliente, in relazione a uno specifico inadempimento, di evitarsi conseguenze pregiudizievoli attraverso il tempestivo pagamento del debito. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 05/04/2013.


Danno non patrimoniale per segnalazione illegittima in Centrale Rischi ed esiguità del debito non adempiuto. Centrale Rischi – Segnalazione illegittima – Danno non patrimoniale – Valutazione circa la sua sussistenza – Esiguità dell’importo inadempiuto – Rilevanza..
Nella valutazione circa la sussistenza di un danno non patrimoniale derivante dalla segnalazione illegittima in Centrale Rischi assume rilievo anche l’esiguità dell’importo non adempiuto (10,00 €), in addizione con la circostanza che l’intermediario non abbia offerto al cliente la possibilità di porvi tempestivo rimedio. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 03/04/2013.


Illegittima levata del protesto a carico di amministratore o socio non imprenditore individuale. Provvedimenti cautelari ex art. 700 c.p.c. - Cancellazione protesto - Contraffazione integrale del titolo - Ammissibilità - Condizioni.
 
Provvedimenti cautelari ex art. 700 c.p.c. - Cancellazione protesto - Periculum in mora - Amministratore o socio non imprenditore individuale - Ricorrenza..
E’ ammissibile l’accertamento giudiziale della illegittimità del protesto di un assegno bancario, e, in via cautelare il procedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c., al fine di ottenere la cancellazione del nominativo del traente dal bollettino della camera di commercio. (Giorgio Algozini) (riproduzione riservata)

Sussiste il fumus bonis juris ove risulti provato che la banca reclamata abbia levato il protesto a nome del correntista, pur avendo ricevuto in consegna dal cliente il titolo in originale ed in bianco ed essendo consapevole della falsità del titolo posto all’incasso. (Giorgio Algozini) (riproduzione riservata)
 
Il permanere della illegittima levata di protesto nei confronti di colui che rivesta cariche di amministratore, consigliere di amministrazione, componente del collegio sindacale di varie società, sebbene non identica a quella dell’imprenditore individuale, è certamente suscettibile di causare un danno d’immagine sempre maggiore nel tempo, con possibili ripercussioni sulla vita professionale. (Giorgio Algozini) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 27/03/2013.


Sofferenza e inadempimento. Centrale rischi – Classazione a sofferenza – Debito insoluto – Idoneità – Esclusione..
La decisione della banca di classare una posizione a «sofferenza» non è giustificata dalla sussistenza di un semplice inadempimento. Secondo la normativa vigente, infatti, la nozione di sofferenza, se suppone una valutazione complessiva della situazione finanziaria del cliente, si sostanzia nel riscontro dello stato di insolvenza di questi. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 27/03/2013.


Domanda cautelare di cancellazione di segnalazione alla centrale rischi e applicazione della normativa sulla privacy. Domanda cautelare in corso di causa diretta ad ottenere la cancellazione dell’illegittima segnalazione a sofferenza alla centrale rischi – Inapplicabilità, in generale, della disciplina sul codice della privacy e, in particolare, del rimedio cautelare previsto dagli artt. 5 e 10, comma 4, del d. lgs. 1 settembre 2011 n. 150 – Provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità – Modalità della segnalazione..
Nel caso di domanda cautelare diretta ad ottenere la cancellazione della segnalazione a sofferenza presso la centrale rischi difetta il presupposto per l’applicazione dell’art. 10, comma 4 del d. lgs. 150/2011, ossia l’esistenza di un provvedimento, inteso come atto di una autorità amministrativa, da rendere inefficace. La segnalazione infatti è una attività informativa, o meglio di trasmissione dati, che viene posta in essere direttamente da un soggetto privato, ossia l’istituto di credito convenuto, in conformità a quanto previsto dalla circolare sulla centrale rischi della Banca d’Italia n.139 dell’11 febbraio 1991, nell’ultimo aggiornamento (29 aprile 2011). In tale ipotesi, difettando un rimedio cautelare tipico, è ammissibile il ricorso al provvedimento ex art. 700 c.p.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

Allorquando chi agisce per ottenere la sospensione o la cancellazione del proprio nominativo dalla centrale rischi si duole non già delle modalità con cui i dati relativi all’insolvenza siano stati raccolti, trasmessi o gestiti ma semplicemente dell’assenza dei presupposti di fatto che legittimano la segnalazione alla centrale rischi, la relativa controversia non è riconducibile a quelle riguardanti l’applicazione della disciplina sul codice della privacy ma piuttosto a quel e da responsabilità da fatto illecito ex art. 2043 c.c.. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 18/03/2013.


Assegno bancario – Mancata indicazione della data di emissione – Inserimento della data e negoziazione dopo la chiusura del conto – Segnalazione alla CAI – Legittimità..
Chi emette un assegno bancario privo della data di emissione può rispondere dell’illecito amministrativo previsto dall’art. 1 della l. n. 386 del 1990 (come sostituito dall’art. 28 d.leg. n. 507 del 1999) ed essere segnalato alla Centrale di Allarme Interbancaria se, al momento dell’utilizzazione del titolo, non vi sia l’autorizzazione ad emetterlo (nella specie si trattava di assegno senza data e dal beneficiario completato e posto all’incasso quando il conto corrente era già stato chiuso). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14/11/2012.


Assegno bancario – Difetto di autorizzazione – Segnalazione alla CAI – Obbligatorietà – Valutazione discrezionale della Banca – Insussistenza..
L’iscrizione del traente dell’assegno in difetto di autorizzazione nell’archivio informatico è obbligatoria ed esclude qualsiasi aspetto di valutazione discrezionale della banca. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14/11/2012.


Assegno bancario – Segnalazione del traente alla CAI – Vicende successive – Obbligo della Banca di cancellazione dell’iscrizione – Insussistenza..
La sorte dell’iscrizione alla CAI è sottratta a qualsiasi disponibilità della banca segnalante, che dopo l’iscrizione non può eliminare la segnalazione stessa. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14/11/2012.


Illegittima segnalazione la sofferenza e rimedio cautelare tipico ex artt. 10 e 5 d.lgs. 150/2011. Centrale rischi - Illegittima segnalazione a sofferenza - Rimedio cautelare - Ricorso all'articolo 700 c.p.c. - Inammissibilità - Rimedio cautelare tipico ex artt. 10 e 5 d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150..
In considerazione dell'esistenza del rimedio cautelare tipico previsto dal combinato disposto degli articoli 10 e 5 del d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione), deve ritenersi inammissibile il ricorso al procedimento d'urgenza a carattere residuale di cui all'articolo 700 c.p.c. per reagire a violazioni del codice della privacy quale l'erronea o scorretta segnalazione a sofferenza del proprio nominativo nella Centrale rischi della Banca d'Italia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 22/10/2012.


Sistemi di Informazione Creditizia: efficacia e forma del preventivo avvertimento di cattivo debitore. Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Dichiarazione di preavviso – Prescrizione di forme specifiche – Esclusione – Attestazione dell’intermediario.
Ai fini della segnalazione nei Sistemi di Informazione Creditizia, l’invio della dichiarazione di preavviso, di cui all'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, può essere effettuato tramite l’utilizzo del sistema Postel, non essendo state prescritte dalla citata Delibera forme specifiche. Relativamente alla prova dell’assolvimento dell’onere della spedizione, è sufficiente l’attestazione dell’intermediario finanziario, atteso che quest’ultimo se ne assume la responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Cass. civ., Sez. I, Ordinanza n. 14685 del 13 giugno 2017, Presidente Giancola, Consigliere Relatore Dolmetta.

Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Preventivo avvertimento – Natura recettizia – Efficacia – Raggiungimento del domicilio del destinatario

La dichiarazione di “preventivo avvertimento”, ovvero di preavviso, di cui alla norma dell'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, ha natura recettizia, in quanto specificamente diretta alla persona dell’interessato e intesa a manifestare la decisione dell’intermediario finanziario di provvedere alla sua classificazione come “cattivo debitore”. È dunque sottoposta alle prescrizioni generali di cui agli artt. 1334 e 1335 c.c. e l’onere di preavviso risulta assolto solo quando la dichiarazione abbia effettivamente raggiunto il domicilio del destinatario, salva restando l'eventualità che quest'ultimo provi di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di averne notizia.

La prova dell’avvenuto avvertimento, di cui all’art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, da parte dell’intermediario finanziario non può dirsi raggiunta tramite la mera allegazione della circostanza dell’invio, tramite l’utilizzo del sistema Postel, da parte di quest’ultimo, né giova l’attestazione dell’intermediario, in quanto mera allegazione di parte, non essendo peraltro rilevante a tal fine l’assunzione di responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01/10/2012.


Assegno senza data e nullità del protesto e della iscrizione in centrale rischi. Assegno bancario - Mancanza di data - Nullità - Richiesta cautelare di inibitoria alla pubblicazione del protesto e di iscrizione nella centrale rischi - Fumus buoni juris - Sussistenza..
L'assegno privo dell'indicazione della data è titolo radicalmente nullo e può valere solo come promessa di pagamento, potendo presumersi juris tantum l'esistenza del rapporto sottostante. La nullità del titolo produce l'invalidità del protesto e dell'iscrizione alla centrale di allarme interbancaria. (Nel caso di specie, in sede cautelare, è stata inibita alla banca la comunicazione di cui all'articolo 9 bis della legge 386 del 1990 nonché l'inserimento del nominativo dei ricorrenti nell'archivio della centrale d’allarme). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 09/08/2012.


Cumulo oggettivo, deroga alla competenza territoriale in tema di contratti di interest rate swap. Pluralità di domande contro la stessa parte - Deroga alla competenza territoriale derogabile - Ammissibilità.

Pluralità di domande contro la stessa parte - Domanda di risarcimento danni di nullità, annullamento o risoluzione contrattuale - Rapporto di accessorietà - Esclusione - Cumulo oggettivo - Deroga alla competenza territoriale - Ammissibilità..
La proposizione di una pluralità di domande nei confronti della stessa parte consente la deroga non solo alla competenza per valore ma anche a quella per territorio derogabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La domanda di risarcimento dei danni causati dalla illegittima segnalazione alla centrale rischi delle passività derivanti da un contratto di finanziamento e da contratti collegati di interest rate swap dei quali si chiede la dichiarazione di nullità, annullamento o risoluzione non ha carattere accessorio rispetto alle altre domande e consente di derogare ex art. 104 c.p.c. alla competenza territoriale esclusiva fissata da apposita clausola contenuta nei citati contratti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lucera, 26/07/2012.


Contratto autonomo di garanzia - Esclusione - Inibitoria - Ricorso d'urgenza - Chiusura delle linee di credito - Periculum in mora - Esclusione..
Non è ravvisabile il c.d. periculum in mora idoneo a giustificare l'inibitoria dell'escussione di un contratto autonomo di garanzia nel pericolo di chiusura delle linee di credito di cui gode il debitore, potendo ciò verificarsi solo quale conseguenza della segnalazione del debitore ricorrente presso la Centrale Rischi della Banca d'Italia, segnalazione che può essere evitata attraverso il pagamento degli importi in contestazione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13/12/2011.


Segnalazione alla centrale rischi, contraddittorio con il cliente, danno all''immagine e non patrimoniale. Segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi della Banca d’Italia - Attenta valutazione della complessiva situazione finanziaria del cliente da parte della banca - Instaurazione del contraddittorio con il cliente - Necessità - Condizioni.

Risarcimento del danno non patrimoniale per lesione dell’immagine dell’ente collettivo come conseguenza della illegittima segnalazione - Natura di danno-conseguenza - Prova per presunzioni - Ammissibilità..
La banca deve procedere con l'attenta valutazione della complessiva situazione finanziaria del cliente  debitore prima di effettuare la segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi della Banca d’Italia. Nell’effettuare siffatta attenta valutazione la banca è tenuta, ove necessario, anche ad instaurare il contraddittorio con il cliente e segnatamente nei casi in cui la sua situazione finanziaria appaia complessa, nel senso che non si manifesti palesemente pregiudicata al punto da poter ritenere senz’altro a rischio la riscossione del credito. (Michele De Palma) (riproduzione riservata)

Qualora per effetto della illegittima segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d’Italia si verifichi la lesione dell’immagine dell’ente è risarcibile, oltre al danno patrimoniale, se sussistente e provato, anche il danno non patrimoniale costituito dalla diminuzione della considerazione dell'ente sia sotto il profilo della incidenza negativa che tale diminuzione comporta nell'agire delle persone fisiche che ricoprano gli organi della persona giuridica e, quindi, nell'agire dell'ente, sia sotto il profilo della diminuzione della considerazione da parte dei consociati in genere, o di settori o categorie di essi, con le quali l'ente di norma interagisca. Tale danno-conseguenza può essere provato anche mediante il ricorso a presunzioni. (Michele De Palma) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 19/05/2011.


Segnalazione in centrale rischi, limitata discrezionalità dello intermediario e onere della prova del pregiudizio e del nesso di causalità. Centrale dei Rischi – Segnalazione nella categoria “derivati finanziari” – Periculum in mora – Pregiudizio economico irreparabile – Necessità. Nesso causale tra segnalazione in C.R. e paventato danno – Onere della prova – Sussiste.

Segnalazioni in C.R. diverse dalle “sofferenze” – Discrezionalità del soggetto segnalante – Non sussiste.

Centrale dei Rischi – Molteplicità di rapporti creditizi intrattenuti con numerosi istituti di credito – Ricorso al provvedimento d'urgenza – Onere della prova – Nesso di causalità tra segnalazione e lesione del merito creditizio..
In tema di segnalazioni alla Centrale rischi, la “irreparabilità” del pregiudizio di cui all’art. 700 c.p.c. si riferisce a situazioni giuridiche la cui lesione non consente una restitutio in integrum; nel caso di persone giuridiche l’eventuale pregiudizio economico riveste carattere di irreparabilità allorquando sussista il timore di decozione della società o di riduzione della sua effettiva competitività sul mercato. La parte che assume la sussistenza di tale pregiudizio irreparabile ha l’onere di dimostrare anche la sussistenza del nesso causale tra segnalazione in C.R. e  pregiudizio. (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata)

In ipotesi di segnalazioni in Centrale Rischi diverse dalle segnalazioni “a sofferenza” non è possibile sostenere la sussistenza di un pregiudizio in re ipsa. Le segnalazioni in Centrale Rischi da parte degli intermediari, con la sola eccezione della segnalazione nella categoria “sofferenze”, non presentano margini di discrezionalità per il soggetto segnalante, come risulta dall’esame della normativa di settore (artt. 51, 53, 67 e 107 TUB, nonché istruzioni adottate dalla Banca d’Italia nel novembre 2001 e giugno 2004 e successivi aggiornamenti). (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata)

In presenza di molteplici rapporti creditizi intrattenuti con numerosi Istituti di Credito, la parte che faccia ricorso al provvedimento d'urgenza di cui all'articolo 700 c.p.c. è onerata di dimostrare la sussistenza del nesso causale tra la segnalazione effettuata dalla parte convenuta e la asserita lesione del merito creditizio, alla luce della valutazione complessiva di tutti i rapporti con gli istituti di credito, e non solo dei rapporti con la Banca convenuta. (Paolo Dalmartello) (riproduzione riservata) Tribunale Nuoro, 11/01/2011.


Centrale dei Rischi – Segnalazione a sofferenza – Mancato pagamento di un debito – Sufficienza..
Un debito non onorato costituisce sicuramente presupposto per procedere legittimamente alla segnalazione a sofferenza. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò - Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 01/12/2010.


Centrale dei Rischi – Segnalazione a sofferenza – Preventivo avviso della segnalazione al cliente – Insufficienza, per sé, ai fini risarcitori. .
In presenza del presupposto sostanziale per procedere alla segnalazione, il semplice mancato invio dell’avviso non basta per fondare una responsabilità risarcitoria della banca nei confronti del cliente segnalato, là dove il cliente non sia in grado ragionevolmente di dimostrare che, in presenza dell’avviso, avrebbe provveduto a eseguire la prestazione, il cui inadempimento dà titolo per censirne il nominativo. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò - Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 01/12/2010.


Sospensione cautelare di segnalazione di sofferenza da parte di istituto di leasing. Centrale rischi - Segnalazione la sofferenza - Inadempimento a contratto di leasing - Illegittimità della segnalazione - Ricorso ex articolo 700 c.p.c. - Periculum in mora - Sussistenza - Sospensione cautelare della segnalazione..
  Tribunale Modena, 22/07/2010.


Centrale rischi, segnalazione illegittima e formulazione di offerte di ripianamento del debito. Centrale rischi – Segnalazione della sofferenza – Presupposti – Valutazione complessiva della situazione del cliente – Necessità – Accertamento della natura non transitoria della difficoltà – Necessità – Esistenza di un piano di risanamento – Formulazione di offerte attendibili – Illegittimità della segnalazione..
In considerazione del principio in base al quale la segnalazione della sofferenza alla centrale rischi può aver luogo solamente all'esito di una valutazione della complessiva situazione patrimoniale del cliente che coinvolga tutti i suoi rapporti con il circuito bancario e dunque della natura realmente non transitoria della difficoltà che ha determinato la sofferenza, deve considerarsi illegittima la segnalazione di un soggetto che, pur risentendo della crisi economica in atto, si sia attivato per ripianare le proprie passività formulando in più riprese offerte di pagamento idonee allo scopo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 30/06/2010.


Centrale rischi, segnalazione a sofferenza, buona fede e tutela dell’interesse del cliente. Centrale rischi – Segnalazione di sconfinamento – Segnalazione a sofferenza – Valutazione della situazione finanziaria globale del cliente – Necessità – Doveri di correttezza e buona fede – Tutela dell’interesse del cliente – Necessità..
Diversamente dalla segnalazione di sconfinamento, la segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi della Banca d’Italia non può conseguire ad un semplice ritardo di pagamento, ma richiede una valutazione ponderata della situazione del cliente con riguardo non solo alla posizione di credito del singolo intermediario creditizio, ma a quella globale e finanziaria del cliente e ciò nel rispetto degli obblighi pubblicistici di trasmissione delle informazioni sul merito creditizio e dei doveri di correttezza e buona fede contrattuale che si concretizzano anche in doveri di protezione e salvaguardia dell’interesse del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23/09/2009.


Segnalazione alla centrale rischi e valutazione della complessiva situazione del cliente. Segnalazione alla Centrale rischi – Presupposti – Valutazione della complessiva situazione patrimoniale e reddituale del cliente – Necessità..
Nel valutare la sussistenza dei presupposti per la segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi della Banca d’Italia, l’intermediario creditizio deve verificare se la complessiva esposizione del cliente supera o meno la sua capacità reddituale e patrimoniale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 07/09/2009.


Centrale Rischi, credito contestato e provvedimento d’urgenza. Centrale rischi – Credito della banca oggetto di contestazione – Erronea segnalazione – Tutela del segnalato – Necessità – Provvedimento d’urgenza – Ammissibilità..
Qualora il credito nei confronti del correntista sia in contestazione, in ragione dell’applicazione della capitalizzazione semplice od annuale, in luogo di quella trimestrale, nulla ex art. 1283 c.c., la segnalazione alla Centrale Rischi risulta illegittima ed idonea a pregiudicare in modo irreparabile la posizione del soggetto segnalato. Il provvedimento d’urgenza è dunque l’unico possibile ed idoneo a tutelare chi sia rimasto vittima di una erronea segnalazione dall’aggravamento del pregiudizio insito nel decorso del tempo necessario per ottenere una decisione sul merito a cognizione piena. (Fernando Greco) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce-Galatina, 02/07/2009.


Segnalazione alla centrale rischi, presupposti e pregiudizio per l’imprenditore. Segnalazione alla c.d. centrale rischi – Automaticità – Esclusione – Verifica in concreto della situazione di rischio – Necessità – Erronea segnalazione di crediti in sofferenza – Pregiudizio imminente e irreparabile ex art. 700 c.p.c. – Sussistenza.

Segnalazione alla c.d. centrale rischi – Erronea segnalazione di crediti in sofferenza – Pregiudizio imminente e irreparabile ex art. 700 c.p.c. – Sussistenza..
La segnalazione alla c.d. centrale rischi presso la Banca d’Italia non costituisce un fatto automatico ed implica una valutazione della banca dovendo il soggetto segnalante verificare se il proprio debitore si trovi in una situazione che induca a ritenere la riscossione del credito a rischio, tenendo conto degli elementi quali la liquidità del soggetto, la sua capacità produttiva e reddituale, la situazione di mercato in cui opera e l’ammontare complessivo del credito, fermo restando che tali elementi non possono integrare da soli i presupposti per la segnalazione laddove la concreta situazione del cliente non crei allarme quanto alla sua generale solvibilità. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

La erronea segnalazione di crediti in sofferenza alla c.d. centrale rischi integra per l’imprenditore un pericolo di danno che mal si presta ad essere oggetto di risarcimento per equivalente sicché sussiste il presupposto per ottenere, tramite il rimedio di cui all’art. 700 c.p.c., l’ordine di revoca della segnalazione stessa. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 28/05/2009.


Centrale Rischi, segnalazione e valutazione della situazione debitoria. Credito – Istituti o enti di credito – Altre aziende di credito – Vigilanza e controllo – Centrale dei Rischi – Segnalazione di una posizione in sofferenza – Condizioni.

Credito – Istituti o enti di credito – Banca d’Italia – In genere – Centrale dei Rischi – Disciplina generale in tema di trattamento dei dati personali – Applicabilità – Conseguenze – Segnalazione erronea – Responsabilità civile della Banca d'Italia – Configurabilità – Legittimazione passiva in ordine all'azione ex art. 152 del digs. n. 196 del 2003 – Sussistenza – Rettifica o cancellazione – Ammissibilità..
La segnalazione di una posizione "in sofferenza" presso la Centrale Rischi della Banca d'Italia, secondo le istruzioni del predetto istituto e le direttive del CICR, richiede una valutazione, da parte dell'intermediario, riferibile alla complessiva situazione finanziaria del cliente, e non può quindi scaturire dal mero ritardo nel pagamento del debito o dal volontario inadempimento, ma deve essere determinata dal riscontro di una situazione patrimoniale deficitaria, caratterizzata da una grave e non transitoria difficoltà economica equiparabile, anche se non coincidente, con la condizione d'insolvenza. (fonte CED – Corte di Cassazione)

Nella gestione della Centrale dei Rischi, la Banca d'Italia non si sottrae alla disciplina generale in tema di trattamento dei dati personali, dettata dal d.lgs. 3 giugno 2003, n. 196, in quanto la riconducibilità di tale trattamento all'ipotesi prevista dall'art. 8, comma 2, lettera d), del d.lgs. cit. esclude soltanto l'applicabilità della tutela amministrativa e di quella alternativa alla tutela giurisdizionale, ma non anche di quella giurisdizionale prevista dall'art. 152 e di quella dinanzi al Garante nelle forme previste dall'art. 141, lettere a) e b): è pertanto configurabile una responsabilità civile della Banca d'Italia in relazione ai danni cagionati dal predetto trattamento, ai sensi dell'art. 11 del d.lgs. cit., con la conseguenza che spetta alla medesima Banca la legittimazione passiva in ordine all'azione proposta dall'interessato per ottenere la rettifica o la cancellazione della segnalazione erroneamente effettuata, in ordine alla quale il giudice, ai sensi dell'art. 152, comma 12, può provvedere anche in deroga al divieto di cui all'art. 4 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, all. E. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 01/04/2009.


Centrale rischi e inadempimento ad un singolo rapporto. Centrale rischi – Segnalazione a sofferenza – Presupposti – Inadempimento ad un singolo rapporto – Esclusione – Effettivo rischio di insolvenza – Necessità..
Per procedere la segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi della Banca d’Italia non è sufficiente un semplice inadempimento ad un singolo rapporto, dovendo invece sussistere un effettivo rischio di insolvenza desumibile da circostanze oggettive. (Nel caso di specie, la banca aveva effettuato la segnalazione a fronte di una passività scaturita da un contratto di swap quando il cliente aveva provveduto con una transazione a definire le passività del proprio conto corrente nonchè ad estinguere un’obbligazione per la quale era stata iscritta ipoteca dal concessionario della riscossione di tributi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trapani, 20/01/2009.


Segnalazione alla Centrale rischi e doveri di verifica dell'intermediario creditizio. Centrale rischi interbancaria – Segnalazione a sofferenza – Compiti di verifica dell’intermediario creditizio – Contestazione del credito – Ragioni manifestamente non infondate..
Nell’effettuare la segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi, l’intermediario creditizio non può limitarsi alla verifica del mero inadempimento, ma deve, tra gli altri elementi, tener conto anche di eventuali contestazioni relative al credito, soprattutto laddove le ragioni opposte dal debitore a fondamento del proprio rifiuto di adempiere appaiano, sulla base di una valutazione meramente indiziaria, non manifestamente infondate o pretestuose. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Matera, 18/06/2008.


Centrale rischi – Segnalazione a sofferenza – Omessa dimostrazione delle condizioni di difficoltà economica – Illegittimità..
E’ illegittimo l’inserimento nella categoria dei crediti in sofferenza della posizione del debitore di istituto di credito di cui non risultino provate le condizioni di difficoltà economica ed in presenza del mero rifiuto da parte dello stesso di pagare spontaneamente quanto richiesto dalla banca in via stragiudiziale. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 27/05/2008.


Centrale rischi – Segnalazione a sofferenza – Diminuzione della considerazione della persona – Danno non patrimoniale – Sussistenza..
L’illegittima segnalazione alla centrale rischi determina un pregiudizio che sussiste in re ipsa e che comporta l’obbligo di risarcimento oltre che del danno patrimoniale, se verificatosi, anche del danno non patrimoniale costituito dalla diminuzione della considerazione della persona da parte dei consociati in genere o di specifiche categorie di essi con le quali il soggetto opera, la cui liquidazione deve effettuarsi in via equitativa tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 27/05/2008.


Centrale rischi e credito contestato. Centrale rischi – Segnalazione a sofferenza di debito contestato – Contestazione non manifestamente infondata – Inibizione della segnalazione ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità..
Non è conforme alla normativa speciale di settore ed è contraria al canone generale della buona fede- ed in quanto tale deve essere giudizialmente inibita ex art. 700 c.p.c.- la segnalazione da parte di un Istituto di Credito alla Centrale Rischi della Banca d’Italia come posizione di sofferenza di un debito del cliente che risulti tra le parti contestato (cd. “credito litigioso”), qualora la contestazione abbia i caratteri della non manifesta infondatezza e sia alla base del rifiuto del debitore di adempiere. (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 21/12/2006.


Centrale rischi, segnalazione a sofferenza, presupposti. Centrale Rischi della Banca d’Italia – Segnalazione a sofferenza – Presupposti – Difficoltà di recupero del credito e insolvenza irreversibile – Distinzione..
La segnalazione a sofferenza alla Centrale Rischi della Banca d’Italia intanto può ritenersi legittima in quanto la difficoltà del cliente, senza assumere i toni della cronica ed irreversibile situazione di inadempienza o insolvenza, si riveli connotata da caratteristiche di oggettività tali da incidere sulle possibilità di recupero del credito. E tale conclusione si giustifica anche in considerazione di quella che è la funzione informativa in favore degli intermediari della Centrale Rischi, nonché del fatto che la segnalazione a sofferenza è legittima quando si è in presenza di un inadempimento protratto nel tempo ed ingiustificato che rende verosimile, ma non necessariamente attuale o attuato, il recupero coattivo, pur senza escludersi in astratto la possibilità di rientro o di ristrutturazione del debito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 06/12/2006.


Centrale rischi, segnalazione a sofferenza, presupposti. Centrale rischi della Banca d’Italia – Segnalazione a sofferenza – Presupposti – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Fumus boni juris – Sussistenza..
La circolare illustrativa di Bankitalia in ordine alle modalità di segnalazione dalla centrale rischi osserva che “l’appostazione a sofferenza implica una valutazione da parte dell’intermediario della complessiva situazione finanziaria del cliente e non scaturisce automaticamente da un mero ritardo di quest’ultimo nel servizio di pagamento del debito”. Ne deriva che per esprimere un tale giudizio, la banca deve indagare sulla situazione finanziaria del cliente nella sua interezza. (Nel caso di specie il Tribunale ha ordinato alla banca la cancellazione della segnalazione del mancato pagamento da parte di un cliente della somma di euro 168.632,64 in quanto dall’esame dei bilanci dello stesso non poteva desumersi l’esistenza di uno stato di difficoltà economica idoneo ad incidere sulla possibilità di recupero del credito da parte della banca). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 21/09/2006.


Anatocismo, segnalazione alla centrale rischi e ricorso ex art. 700 c.p.c.. Centrale rischi – Anatocismo – Erronea segnalazione di sofferenza – Periculum in mora – Sussistenza – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità..
Deve ritenersi oramai pacifica in giurisprudenza l’adottabilità del ricorso ex art. 700 c.p.c. a fronte di una segnalazione illegittima effettuata dall’istituto bancario alla centrale rischi, risultando tale segnalazione potenzialmente idonea a pregiudicare in modo irreparabile la posizione del soggetto segnalato. Qualora quest’ultimo sia un imprenditore, il periculum in mora consiste nel pericolo di danno causato dalla erronea segnalazione che mal si presta ad essere oggetto di risarcimento per equivalente in quanto, per effetto della segnalazione, la situazione patrimoniale dei soggetti potenzialmente censiti in sofferenza potrebbe degenerare in senso negativo proprio in conseguenza dell’erronea segnalazione, rimanendo il provvedimento d’urgenza l’unico rimedio possibile ed idoneo a tutelare chi sia rimasto vittima di un’erronea segnalazione dall’aggravamento del pregiudizio insito nel decorso del tempo necessario per ottenere una decisione sul merito a cognizione piena. (Nella specie, il ricorrente aveva agito al fine di ottenere la cancellazione della segnalazione di sofferenza presso la centrale rischi deducendo che gran parte della sua posizione debitoria era riconducibile alla illegittima applicazione di interessi anatocistici). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 05/02/2006.