Massimario di Diritto Bancario


centrali private

Rapporto di conto corrente – Sentenza di fallimento – Scioglimento ipso iure del rapporto – Sussistenza

Prescrizione del credito – Dies a quo decorrente dalla data del fallimento – Sussistenza

Intervenuta prescrizione del credito – Rettifica dei dati in Centrale Rischi a far data della consumazione della prescrizione – Necessità

La sentenza di fallimento determina lo scioglimento ipso iure del contratto di conto corrente e la cristallizzazione, alla corrispondente data, dei rapporti di debito/credito tra le parti (Cass. 19325 del 21.08.2013). (Giampaolo Morini) (riproduzione riservata)

Per il computo del termine di prescrizione ex art. 2934, 2962 c.c., il dies a quo deve essere ricondotto alla sentenza dichiarativa di fallimento. (Giampaolo Morini) (riproduzione riservata)

Ai sensi degli artt. 51, 53, 67, 107 e 125 TUB nonché della Delibera CICR del 29.03.1994 e del 11.07.2012, e delle circolari attuative della banca d’Italia, per l’intervenuta prescrizione del credito, deve essere rettificato il contenuto della segnalazione in Centrale Rischi. (Giampaolo Morini) (riproduzione riservata) Tribunale Siena, 13 Marzo 2019.


Illegittimità della segnalazione a sofferenza nella Centrale Rischi Banca d'Italia e nelle banche dati private – Omesso preavviso al cliente non consumatore – Provvedimento cautelare – Fumus boni iuris – Necessità del preventivo preavviso – Necessità del preventivo contraddittorio – Sussiste
Va confermato il provvedimento ex art. 700 c.p.c che ha ordinato la cancellazione della segnalazione a sofferenza non preceduta da preavviso, in quanto tale atto è necessario a garantire il preventivo contraddittorio tra le parti, finalizzato a consentire al segnalato di poter regolarizzare la propria esposizione debitoria e quindi evitare una pubblicità negativa e nociva, rivolta alla collettività e non ristretta ai rapporti contrattuali tra le parti. (Emilio Cancelli) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 03 Dicembre 2018.


Illegittima segnalazione in centrale rischi – Danno in re ipsa – Esclusione – Onere del danneggiato di allegare e dimostrare durata e  caratteristiche della segnalazione – Sussiste – Possibilità di desumere da tali circostanze il danno – Sussiste
La questione della dimostrazione del danno non patrimoniale da illegittima segnalazione in centrale rischi privata va ricondotta a quella degli oneri di specifica allegazione del danneggiato in punto quantomeno di durata e ambito oggettivo e soggettivo della segnalazione; opinando diversamente si graverebbe il danneggiato di una probatio diabolica, quale quella di dimostrare le ripercussioni della segnalazione che non sono percepibili oggettivamente, ovvero l'esistenza di un suo stato di disagio, di patema, di sofferenza conseguente alla vicenda che però non è passibile di una prova per testi.

Tale onere deve ritenersi assolto qualora il soggetto segnalato abbia dimostrato la durata della segnalazione ed il fatto che la notizia lesiva della sua reputazione non solo fosse stata percepibile da terzi ma fosse anche stata effettivamente rilevata da un determinato soggetto, quale l’istituto di credito al quale si era rivolto per ottenere un finanziamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 29 Novembre 2018.


Illegittima segnalazione alla Centrale Rischi – Responsabilità della banca segnalante – Onere risarcitorio – Ristoro della lesione alla riservatezza – Danno all’immagine e alla reputazione non “in re ipsa” – Liquidazione in via equitativa
E’ illegittimo il comportamento di un istituto di credito che procede alla segnalazione del cliente alla Centrale Rischi, in ragione di un asserito debito del tutto esiguo, senza valutare la posizione complessiva di quest’ultimo ed eventualmente offrire la possibilità di porvi rimedio.

Ricorre la condotta di illecito trattamento dei dati personali del cliente, in violazione delle prescrizioni contenute nel D. Lgs. n. 196/2003, quando l’istituto di credito procede con colpevole negligenza, imprudenza e imperizia all’annotazione a sofferenza di un debito non esistente, senza dare preventiva informazione all’interessato dell’imminente registrazione dei dati in uno dei sistemi di informazione creditizia.

A fronte delle prove allegate dall’attore, la banca ha l’onere di dimostrare, ex art. 2050 c.c. (applicabile ai sensi dell’art. 15 del D. Lgs. n. 196/2003), di aver adottato le misure del caso, al fine di evitare il danno, oltre all’onere di offrire elementi idonei ad escludere la propria responsabilità.

All’accertata violazione delle prescrizioni contenute nel D. Lgs. n. 196/2003, consegue, a carico dell’istituto di credito segnalante, l’onere risarcitorio della lesione alla riservatezza subita dall’attore, nonché l’obbligo al risarcimento del danno alla reputazione e all’immagine dell’interessato.

Il danno alla reputazione e all’immagine, in quanto “danno conseguenza”, non può ritenersi sussistente “in re ipsa”, dovendo essere allegato e provato, da chi ne fa domanda, anche attraverso presunzioni. La quantificazione di tale danno avviene necessariamente in via equitativa, ai sensi degli artt. 1226 e 2056 c.c., dovendosi procedere a convertire in termini monetari un danno per sua natura non patrimoniale. (Oscar Sozzi) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 13 Novembre 2018.


Illegittimità della segnalazione a sofferenza nella Centrale Rischi Banca d'Italia e nelle banche dati private – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Fumus boni iuris – Omesso preavviso al cliente non consumatore – Violazione del cap. 2 sez. 2, paragrafo 1.5. della circolare n. 139/1991 della Banca d’Italia – Sussiste – Violazione dell'obbligo di protezione del contraente debole e del principio di buona fede contrattuale – Sussiste – Violazione dell'art. 4, comma 7 del Codice Privacy – Non sussiste – Periculum in mora – Determinazione o aggravamento di uno stato di crisi o sofferenza economica – Sussiste
Va ordinata in via d'urgenza la cancellazione della segnalazione a sofferenza nella Centrale Rischi della Banca d'Italia e nelle altre Centrali Rischi private operata dall'Istituto Bancario a carico della controparte contrattuale non consumatore in quanto non preceduta dal preavviso di segnalazione, il cui obbligo risiede non nell'art. 4, comma 7 del Codice Privacy, come modificato dal d.l. n. 201/2011, convertito con l. n. 214/2011 (c.d. decreto Salva Italia), ma nel cap. 2 sez. 2, paragrafo 1.5. della circolare n. 139/1991 della Banca d’Italia e, in termini generali, negli obblighi di protezione, che, in virtù del principio di buona fede, sono idonei ad integrare il regolamento contrattuale, specie in presenza di rapporti negoziali caratterizzati da asimmetria informativa ed economica, come quelli di natura bancaria.
Il periculum in mora può essere integrato ogniqualvolta la condotta illegittima altrui sia tale da determinare o aggravare, anche unitamente ad altre circostanze, uno stato di crisi o di sofferenza economica non suscettibile di una futura riparazione pecuniaria. (Emilio Cancelli) (riproduzione riservata) Tribunale Cassino, 10 Agosto 2018.


Procedimento d’urgenza diretto ad ottenere la cancellazione della segnalazione in centrale rischi - Sopravvenuta liquidazione coatta amministrativa della banca segnalante - Improcedibilità del procedimento cautelare ai sensi dell’art. 83, comma 3, t.u.b
La domanda ex art. 700 c.p.c. con la quale si chieda di ordinare alla banca segnalante di cancellare ogni segnalazione pregiudizievole per la ricorrente presso una centrale rischi va dichiarata improcedibile, a seguito della liquidazione coatta amministrativa dell’istituto di credito, ai sensi dell’art. 83, comma 3, t.u.b., atteso che quest’ultima norma preclude l’introduzione e la prosecuzione di qualsiasi azione e deve pertanto ritenersi che operi anche per le azioni cautelari. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 27 Luglio 2018.


Domanda di accertamento dell’illegittimità della segnalazione in centrale rischi – Sua improcedibilità ai sensi dell’art. 83, comma 2, t.u.b a seguito della liquidazione coatta amministrativa della banca segnalante – Esclusione in virtù di una lettura costituzionalmente orientata di tale norma
La domanda di accertamento dell’illegittimità della segnalazione in centrale rischi, che non sia inscindibilmente connessa a pretesa di tipo patrimoniale, è procedibile nei confronti della banca posta in liquidazione coatta amministrativa, nonostante il tenore letterale dell’art. 83 TUB.

Diversamente opinando, un’interpretazione rigida e letterale dell’art. 83 TUB si risolverebbe in una palese violazione dell’art. 3, dell’art. 24 e dell’art. 111 Cost, ma anche e soprattutto dell’art. 6 CEDU, profilo, questo, che esporrebbe lo Stato (ed i suoi giudici) a responsabilità per violazione diretta della Convenzione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 21 Giugno 2018.


Revoca dell’apertura di credito – Segnalazione in Centrale Rischi – Debito in contestazione – Assenza di preavviso – Danno in re ipsa – Risarcibilità
E’ illegittimo il recesso dall’apertura di credito in conto corrente, operato dalla banca, con modalità tali da rendere il cliente edotto della chiusura del rapporto, in data successiva a quella in cui gli effetti dello stesso recesso si sono prodotti: l’abusiva revoca dell’affidamento è idonea di per sé a ledere l’affidabilità e l’immagine sociale del correntista, senza che incomba sul danneggiato l’onere di fornire la prova dell’esistenza del danno.

E’ altresì illegittima la segnalazione nella categoria di “sofferenza” presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia e in CRIF S.p.A. che sia stata eseguita in mancanza del dovuto preavviso al cliente (il quale, per risultare effettivo, deve sostanziarsi in una informativa completa, chiara e tempestiva) e in corrispondenza di un credito sottoposto a contestazione giudiziaria, avente i caratteri della serietà e della non manifesta infondatezza: ne consegue un danno non patrimoniale - sub specie di danno alla reputazione personale -  da ritenersi in re ipsa, liquidabile in via equitativa.

(Nel caso di specie, in particolare, in conseguenza dell’accertamento dell’abusiva revoca dell’affidamento e delle illegittime segnalazioni, effettuate dalla banca a danno del cliente, è stato riconosciuto un risarcimento pari, complessivamente, a € 8.000,00). (Maria Magro) (riproduzione riservata) Tribunale Paola, 09 Marzo 2018.


Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Preventivo avvertimento – Natura recettizia – Efficacia – Raggiungimento del domicilio del destinatario
La dichiarazione di “preventivo avvertimento”, ovvero di preavviso, di cui alla norma dell'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, ha natura recettizia, in quanto specificamente diretta alla persona dell’interessato e intesa a manifestare la decisione dell’intermediario finanziario di provvedere alla sua classificazione come “cattivo debitore”. È dunque sottoposta alle prescrizioni generali di cui agli artt. 1334 e 1335 c.c. e l’onere di preavviso risulta assolto solo quando la dichiarazione abbia effettivamente raggiunto il domicilio del destinatario, salva restando l'eventualità che quest'ultimo provi di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di averne notizia.
La prova dell’avvenuto avvertimento, di cui all’art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, da parte dell’intermediario finanziario non può dirsi raggiunta tramite la mera allegazione della circostanza dell’invio, tramite l’utilizzo del sistema Postel, da parte di quest’ultimo, né giova l’attestazione dell’intermediario, in quanto mera allegazione di parte, non essendo peraltro rilevante a tal fine l’assunzione di responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Trib. Milano, sez. I civ., Sentenza n. 6478 del 1 ottobre 2012, Giudice Bernardini

Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Dichiarazione di preavviso – Prescrizione di forme specifiche – Esclusione – Attestazione dell’intermediario

Ai fini della segnalazione nei Sistemi di Informazione Creditizia, l’invio della dichiarazione di preavviso, di cui all'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, può essere effettuato tramite l’utilizzo del sistema Postel, non essendo state prescritte dalla citata Delibera forme specifiche. Relativamente alla prova dell’assolvimento dell’onere della spedizione, è sufficiente l’attestazione dell’intermediario finanziario, atteso che quest’ultimo se ne assume la responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13 Giugno 2017, n. 14685.


Illegittima segnalazione alla centrale rischi – Responsabilità dell’istituto di credito per danno da perdita di chance – Sussistenza – Fattispecie
Deve essere affermata la responsabilità ex art. 2043 c.c. dell’istituto di credito che abbia illegittimamente segnalato alla centrale rischi il nominativo di un soggetto, sicché esso è tenuto a risarcire il danno patito dal primo sotto il profilo della perdita di chance da calcolarsi in base al valore attuale netto dell’investimento (nel caso di specie all’interessato era stata negata la concessione di un finanziamento bancario per avviare un’impresa diretta alla realizzazione di un impianto fotovoltaico in considerazione della avvenuta segnalazione del suo nominativo alla centrale rischi, progetto da ritenersi fattibile sotto il profilo industriale e finanziario). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09 Marzo 2017.


Illegittima segnalazione presso una centrale rischi - Lesione alla reputazione del segnalato - Risarcimento del danno “in re ipsa” - Liquidazione in via equitativa - Applicabilità
In caso di illegittima segnalazione presso una centrale rischi, sussiste il danno da lesione all’immagine sociale della persona ingiustamente indicata come insolvente: tale lesione costituisce un danno reale che deve essere risarcito senza necessità per il danneggiato di fornire la prova della sua esistenza.

Quando l’attività istruttoria non consenta di dare certezza alla misura del danno, esso può essere liquidato in via equitativa, tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto.
(Nel caso di specie, al ricorrente è stato riconosciuto un risarcimento pari a ¼ della somma illegittimamente iscritta a sofferenza). (Antonio Cavallo) (Maria Magro) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 16 Febbraio 2017.


Illegittima segnalazione – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Cancellazione – Coercizione indiretta ex art. 614 bis c.p.c. – Astreinte – Ammissibile
L’istanza ex art. 700 c.p.c. di cancellazione di una illegittima segnalazione presso una Centrale Rischi è compatibile con la richiesta di applicazione della misura di coercizione indiretta ex art. 614 bis c.p.c. (c.d. astreinte) ritenuta utile ad una solerte attuazione della decisione cautelare medesima. (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 20 Luglio 2016.


Centrale rischi - Inadempimento del debitore principale - Segnalazione automatica del garante - Illegittimità

Centrale rischi - Illegittima segnalazione - Pregiudizio grave ed irreparabile “in re ipsa” - Esclusione - Allegazione e principio di prova del danno e dei pericoli - Necessità

In caso di inadempimento del debitore principale, non si può procedere alla segnalazione automatica in centrale rischi a carico del garante e, nel caso in cui quest’ultimo ne richieda la cancellazione, è onere della banca dimostrare di aver valutato, prima di effettuare la segnalazione, l’esistenza di uno specifico rischio di inadempimento in capo al garante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
 
Qualora la cancellazione, ritenuta illegittima, della segnalazione in centrale rischi venga richiesta a distanza di un congruo periodo di tempo, non è possibile ritenere l’esistenza di un pregiudizio grave ed irreparabile “in re ipsa”, ma occorre allegare e offrire quantomeno un principio di prova in ordine ai danni o ai pericoli determinati dalla segnalazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 11 Luglio 2014.


Illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi – Risarcimento del danno non patrimoniale – Sussiste – Anche dell'ente – Sussiste – Condizioni
In ipotesi di illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi, possono essere risarciti sia il danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica, con riguardo ai valori della reputazione e dell'onore (essendo anche i soggetti collettivi titolari dei diritti della personalità a tutela costituzionale ex art. 2 Cost.), sia il danno al patrimonio, che può essere oggetto della prova presuntiva, quale conseguenza per l'imprenditore di un peggioramento della sua affidabilità commerciale, essenziale anche per l'ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, con lesione del diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza (cfr., per tali principi, le decisioni Cass. 30 agosto 2007, n. 18316; 4 giugno 2007, n. 12929; 18 aprile 2007, n. 9233; 28 giugno 2006, n. 14977; 3 aprile 2001, n. 4881; 23 marzo 1996, n. 2576; v. pure Cass. 18 settembre 2009, n. 20120, in tema di assicurazione contro i danni). In particolare, anche nei confronti dell'ente collettivo è configurabile la risarcibilità del danno non patrimoniale, intesa come qualsiasi conseguenza pregiudizievole di un illecito che, non prestandosi ad una valutazione monetaria basata su criteri di mercato, non possa essere oggetto di risarcimento ma di riparazione: allorquando, cioè, il fatto lesivo incida su di una situazione giuridica dell'ente che sia equivalente ai diritti fondamentali della persona umana garantiti dalla costituzione (Cass. 1 ottobre 2013, n. 22396; 12 dicembre 2008, n. 29185; 4 giugno 2007, n. 12929). Entrambi tali danni, inoltre, possono essere liquidati in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 c.c. (cfr. Cass. 2 settembre 2008, n. 22061). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09 Luglio 2014, n. 15609.


Errata segnalazione in Centrale Rischi di Banca d’Italia – Danno alla reputazione – Onere della prova sul danno – Risarcimento in via equitativa
In presenza di un accordo che preveda piano di rientro per una posizione debitoria con pagamenti regolarmente onorati dal debitore l’istituto di credito non può imputare le somme esclusivamente per la quota in conto capitale. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

La errata segnalazione in centrale rischi comporta un danno alla reputazione di un soggetto ed una lesione buon nome, dell’immagine, dell’onore e della reputazione economica, con evidenti conseguenze anche di natura commerciale ed sulla possibilità di accesso al credito. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

La errata segnalazione determina un danno in re ipsa che legittima al risarcimento senza che incomba sul danneggiato l’onere di fornire la prova del danno stesso, che potrà essere liquidato in via equitativa. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21 Maggio 2014.


Estinzione anticipata del finanziamento – Inadempimento dell’intermediario – Segnalazione a banca dati finanziaria.
È inadempiente l’intermediario che, in violazione dell’art. 125sexies T.U.B., impedisce al cliente di estinguere anticipatamente il contratto di finanziamento, attraverso il rifiuto di fornirgli le necessarie indicazioni per il saldo del prezzo convenuto. In tale circostanza, è evidentemente contraria a buona fede la segnalazione del cliente come “cattivo pagatore” a una banca dati finanziaria. (Livia Franco) (riproduzione riservata) ABF Milano, 05 Marzo 2014, n. 1330.


Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Dichiarazione di preavviso – Prescrizione di forme specifiche – Esclusione – Attestazione dell’intermediario
Ai fini della segnalazione nei Sistemi di Informazione Creditizia, l’invio della dichiarazione di preavviso, di cui all'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, può essere effettuato tramite l’utilizzo del sistema Postel, non essendo state prescritte dalla citata Delibera forme specifiche. Relativamente alla prova dell’assolvimento dell’onere della spedizione, è sufficiente l’attestazione dell’intermediario finanziario, atteso che quest’ultimo se ne assume la responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Cass. civ., Sez. I, Ordinanza n. 14685 del 13 giugno 2017, Presidente Giancola, Consigliere Relatore Dolmetta.

Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Preventivo avvertimento – Natura recettizia – Efficacia – Raggiungimento del domicilio del destinatario

La dichiarazione di “preventivo avvertimento”, ovvero di preavviso, di cui alla norma dell'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, ha natura recettizia, in quanto specificamente diretta alla persona dell’interessato e intesa a manifestare la decisione dell’intermediario finanziario di provvedere alla sua classificazione come “cattivo debitore”. È dunque sottoposta alle prescrizioni generali di cui agli artt. 1334 e 1335 c.c. e l’onere di preavviso risulta assolto solo quando la dichiarazione abbia effettivamente raggiunto il domicilio del destinatario, salva restando l'eventualità che quest'ultimo provi di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di averne notizia.

La prova dell’avvenuto avvertimento, di cui all’art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, da parte dell’intermediario finanziario non può dirsi raggiunta tramite la mera allegazione della circostanza dell’invio, tramite l’utilizzo del sistema Postel, da parte di quest’ultimo, né giova l’attestazione dell’intermediario, in quanto mera allegazione di parte, non essendo peraltro rilevante a tal fine l’assunzione di responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01 Ottobre 2012.


Assegno - Protesto - Cancellazione dall'elenco protesti e dalla centrale di allarme interbancaria - Danno all'immagine e patrimoniale - Conseguenze sui rapporti di fido esistenti - Nullità del titolo emesso senza data.
L'inserimento del nominativo di un soggetto nell'elenco dei protesti redatto dalla camera di commercio e nella centrale di allarme interbancaria è idoneo a provocare di per sé un danno di immagine e patrimoniale per le conseguenze che possono derivare in ordine ai rapporti di fido esistenti (nel caso di specie, il Tribunale ha ordinato la cancellazione del protesto di un assegno ritenuto nullo perché emesso senza data). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 19 Agosto 2011.


Centrale rischi – Centrali private – Preventivo avviso al debitore della iscrizione a «cattivo pagatore» – Necessità – Prova dell’avvenuta spedizione e dell’avvenuto ricevimento – Necessità – Forme di spedizione che consentano di dare certezza alla data di spedizione e di ricevimento.
E’ dovere dell’intermediario di avvisare in anticipo il debitore dell’imminente segnalazione a «cattivo pagatore». E’ pure onere dell’intermediario di dare la prova dell’avvenuto invio e dell’avvenuto ricevimento della comunicazione, con forme di spedizione che comunque consentano di conseguire la certezza sia della data di invio sia pure di quella di ricevimento. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 14 Gennaio 2011, n. 116.


Centrale dei Rischi – Segnalazione a sofferenza – Mancato pagamento di un debito – Sufficienza.
Un debito non onorato costituisce sicuramente presupposto per procedere legittimamente alla segnalazione a sofferenza. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò - Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 01 Dicembre 2010.


Centrale dei Rischi – Segnalazione a sofferenza – Preventivo avviso della segnalazione al cliente – Insufficienza, per sé, ai fini risarcitori.
In presenza del presupposto sostanziale per procedere alla segnalazione, il semplice mancato invio dell’avviso non basta per fondare una responsabilità risarcitoria della banca nei confronti del cliente segnalato, là dove il cliente non sia in grado ragionevolmente di dimostrare che, in presenza dell’avviso, avrebbe provveduto a eseguire la prestazione, il cui inadempimento dà titolo per censirne il nominativo. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò - Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 01 Dicembre 2010.


Centrali Rischi private – Segnalazione di «cattivo pagatore» – Preventivo avviso al cliente – Necessità – Mediante lettera raccomandata – Necessità.
Al fine di consentire all’interessato di eliminare il presupposto della segnalazione come «cattivo pagatore», l’intermediario è tenuto ad avvertire il medesimo  dell’imminenza della segnalazione in uno o più sistemi di informazioni creditizie. Per assicurare la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c. si richiede la produzione della lettera raccomandata con la relativa ricevuta di spedizione. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Roma, 12 Novembre 2010, n. 1300.


Centrale Rischi – Errore della banca segnalante – Responsabilità da false o inesatte informazioni – Danni patrimoniali – Necessità, per il risarcimento, di riscontri probatori – Danni non patrimoniali – Danno da lesione del diritto alla reputazione di buon pagatore – Liquidazione equitativa.
In caso di segnalazione errata a una Centrale dei Rischi, la banca risponde dei danni causati. Per il risarcimento dei danni patrimoniali, che il cliente afferma di avere subito, occorre comunque che questi produca degli opportuni riscontri probatori. Per i danni non patrimoniali, invece, è evidente che l’erronea segnalazione causa un danno da lesione del “diritto alla reputazione di buon pagatore”, che può e deve essere liquidato in via equitativa. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Daniela Maddalone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10 Novembre 2010, n. 1258.