Massimario di Diritto Bancario


IN GENERE

Qualifica di consumatore in capo alla persona fisica che presta fideiussione in favore della società commerciale. Consumatore - Persona fisica che presta fideiussione in favore della società commerciale - Foro del consumatore - Applicabilità - Condizioni - Assenza di collegamenti funzionali con la società - Sufficienza - Accessorietà dell’obbligazione di garanzia - Irrilevanza - Rapporto di mera parentela - Irrilevanza.
In base alla condivisibile giurisprudenza comunitaria, nonostante la natura accessoria dell’obbligazione di garanzia rispetto all’obbligazione principale, la persona fisica che presta fideiussione per le obbligazioni assunte da una società commerciale deve essere considerata “consumatore” ai sensi e per gli effetti della relativa normativa di matrice comunitaria qualora, al momento della sottoscrizione della fideiussione, non abbia collegamenti funzionali con la società stessa, quali incarichi di amministrazione o partecipazioni non trascurabili nel capitale sociale, a nulla rilevando, invece, meri rapporti di parentela con amministratori o soci. (Mauro De Rossi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 22/05/2018.


Usura - Tasso usurario - Voci ricomprese - Cessione del quinto dello stipendio - Polizze assicurative - Rientrano - Presunto carattere unitario delle due operazioni di finanziamento - Esclusione.
Secondo il chiaro tenore letterale dell’art. 644, comma 4 c.p. affinchè una spesa di assicurazione, nell’ambito delle voci economiche, risulti rilevante per il riscontro dell’eventuale usurarietà di un contratto di credito, è necessario e sufficiente che la detta spesa risulti collegata. La sussistenza del collegamento, se può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova, risulta presunta nel caso di contestualità tra la spesa e l’erogazione. Due operazioni di finanziamento concluse lo stesso giorno non costituiscono necessariamente un’unica operazione di finanziamento, bensì due fattispecie autonome e distinte anche sotto il profilo del loro inquadramento nelle categorie di cui al decreto ministeriale e della loro differente durata. (Massimo Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15/06/2017.


Piano finanziario MY Way e contratti collegati – Indicazione della facoltà di recesso – Omissione – Nullità – Segnalazione Centrale Rischi – Cancellazione.
Deve essere accertata la nullità del piano finanziario My Way e dei contratti ad esso collegati, conclusi fuori sede, in caso di mancata previsione nei moduli della facoltà di recesso. Tale facoltà deve avere il contenuto di cui al comma 6 dell’art. 30 TUF, vale a dire deve consentire all’investitore di recedere dal contratto nei sette giorni successivi alla sua conclusione senza alcuna spesa o corrispettivo in favore del promotore finanziario e del soggetto abilitato. La clausola sul recesso, pertanto, non può essere identificata nell’eventuale previsione di estinzione anticipata del contratto che è esercitabile dal cliente, ma nel corso del rapporto e a titolo oneroso.
Il risparmiatore ha diritto alla restituzione delle somme versate in forza di tali contratti nulli e gli interessi legali decorrono ai sensi dell’art. 2033 cc dal giorno dei pagamenti, posto che la banca ha chiesto il versamento di somme sulla base di un contratto la cui nullità era chiaramente evincibile.
Il risparmiatore, inoltre, ha diritto all’eliminazione delle segnalazioni alla Centrale Rischi della Banca d’Italia (o ad altra banca dati) relative al mancato pagamento delle somme dovute sulla base del contratto dichiarato nullo. (Roberta Tedeschi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 04/05/2017.


Obbligazioni Russia emesse da Mediobanca, clausole vessatorie e legittimazione di associazione di tutela dei consumatori. Legittimazione processuale di associazione di tutela dei consumatori (Codacons) - Clausole vessatorie: Obbligazioni Russia - Sussistenza.
Il Codacons Puglia (Lecce), in quanto emanazione territoriale dell’Associazione Nazionale Codacons, è legittimato ad agire in giudizio per la tutela degli interessi dei consumatori ed utenti in virtù dei poteri ad esso conferiti sia dalla Legge che dallo Statuto Nazionale del Codacons.

Deve considerarsi vessatorio L’Art. 5 del Regolamento ci collocamento delle obbligazioni Russia Mediobanca poiché Mediobanca si riserva la facoltà, a suo giudizio e senza oneri a proprio carico, di cessare il pagamento degli interessi nel caso in cui rilevi attraverso informazioni pubblicamente disponibili il verificarsi e/o la sussistenza di un evento di default della Russia in relazione al suo debito estero… senza che venga per esempio prevista la facoltà del risparmiatore al rimborso anticipato del capitale. Nonché per aleatorietà, genericità ed elevato tecnicismo della clausola.

La banca, quale operatore qualificato, ha l’obbligo di attingere aliunde informazioni sulla situazione di instabilità finanziaria della Russia, mettendone al corrente il risparmiatore. E deve nel corso del giudizio fornire la prova di non essere venuta a conoscenza dell’imminenza dell’evento. (Piero Mongelli) (riproduzione riservata) Appello Lecce, 23/11/2016.


Contratto autonomo di garanzia e tutela del consumatore. Consumatori - Qualifica - Garanzia a favore di soggetto non consumatore - Nullità delle clausole abusive - Anatocismo.
La qualifica di Consumatori nei riguardi dei sottoscrittori di una garanzia a favore di soggetto non consumatore determina l’applicabilità delle norme a tutela del Consumatore e quindi la nullità delle clausole abusive contenute nel contratto anche nell’ipotesi di qualificazione della garanzia in termini di contratto autonomo. Ne consegue la nullità delle clausole limitative della facoltà di opporre le eccezioni inerenti il rapporto fondamentale, anche alla luce dei principi espressi dall’Ordinanza della Corte di Giustizia 19.11.2015 nella causa C-74/15.

Devono essere valutati come gravi motivi di contestazione del credito azionato dalla Banca quelli relativi all’anatocismo, applicato per tutta la durata al rapporto di conto corrente n. 149893 sulla base del contratto di apertura di credito del 31.3.1999 (doc. 9 opposta). Si tratta, infatti, di contratto antecedente la Delibera Cicr del 2000 rispetto al quale la Banca non ha ancora documentato la comunicazione alla correntista ex art. 7 della Delibera. (Gladys Castellano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04/04/2016.


Contratto di credito collegato e restituzione delle somme versate al mutuante in caso di risoluzione del contratto di acquisto del bene. Mutuo e finanziamento in genere – Consumatore – Microimpresa – Finanziamento finalizzato all’acquisto – Collegamento – Ipotesi rilevanti – Fattispecie – Inadempimento del venditore – Mancata consegna del bene – Risoluzione del contratto di acquisto – Restituzione delle somme versate dall’acquirente a titolo di finanziamento in capo al mutuante.
Nell'ipotesi di contratto di mutuo, in cui sia previsto lo scopo del reimpiego della somma mutuata per l'acquisto di un determinato bene (nell’ipotesi una autovettura), sussiste il collegamento negoziale tra tali contratti (di compravendita e di mutuo) ed il mutuatario è obbligato all'utilizzazione della somma mutuata per l’acquisto del bene indicato nel contratto di mutuo.
Da ciò deriva che, anche se l’acquirente non è un consumatore, della somma concessa in mutuo beneficia il venditore del bene, con la conseguenza che la risoluzione della compravendita per inadempimento del venditore, nel frattempo fallito, legittima il mutuatario a richiedere la restituzione delle rate di finanziamento pagate direttamente al finanziatore che poi avrà azione di regresso esclusivamente nei confronti del venditore, in sede fallimentare. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 09/03/2016.


Fidejussione a favore della Banca e foro del consumatore. Foro del consumatore – Fidejussione in materia di rapporti bancari – Applicabilità – Assenza di collegamento con attività di impresa o professionale – Codice del Consumo – Direttiva 93/13/CEE.
La persona fisica che si impegna a garantire le obbligazioni che una società commerciale o un professionista abbiano contratto nei confronti di un istituto bancario in base a un contratto di credito può essere considerata un «consumatore» ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, con conseguente applicazione del c.d. Codice del Consumo e, dunque, competenza inderogabile del foro del consumatore. (Franco Stefanelli) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 23/02/2016.


Cessione del quinto dello stipendio, estinzione anticipata, oneri economici e diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento. Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Mediazione obbligatoria – Insussistenza – Estinzione anticipata – Oneri economici – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza – Restituzione premio assicurativo da parte dell’intermediario – Sussistenza – Superamento del tasso soglia usura in circostanze non verificatesi – Insussistenza – Indeterminatezza delle pattuizioni contrattuali – Sussistenza.
Nel giudizio innanzi al Giudice di Pace non sussiste l’obbligo di esperire previamente la mediazione obbligatoria ai fini della procedibilità della domanda in quanto l’art. 320 c.p.c. prevede espressamente l’obbligo per il Giudice di Pace di tentare la conciliazione delle parti prima di procedere all’istruzione del giudizio. La natura di conciliatore e mediatore intrinseca nella figura del Giudice di Pace rende, pertanto, la mediazione esterna al giudizio una inutile duplicazione.

In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, il cliente ha diritto alla restituzione, in misura proporzionale al tempo non goduto, delle commissioni applicate in un’unica soluzione a fronte di prestazioni continuative lungo l’intera durata del rapporto (cd. rimborso “pro rata temporis”).

Il principio del rimborso “pro rata temporis” va applicato anche in relazione al premio assicurativo che deve essere rimborsato dall’intermediario in quanto unico soggetto ad avere intrattenuto un rapporto contrattuale con il cliente.

In caso di superamento del tasso soglia usura solo in particolari circostanze di estinzione anticipata mai verificatesi non si ha violazione della normativa sull’usura in quanto il cliente non ha mai dovuto corrispondere interessi superiori a quelli consentiti.

Sussiste invece l’indeterminatezza delle pattuizioni contrattuali, con relativa violazione della normativa sulla trasparenza bancaria, qualora il contratto non indichi con precisione gli oneri che maturano alla fine del rapporto o, qualora, il tasso di interessi realmente applicato in caso di estinzione anticipata sia diverso da quello indicato in contratto. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Torino, 19/11/2015.


Fideiussione bancaria e applicazione della direttiva 93/13/CEE del Consiglio concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori. Contratto di garanzia immobiliare o di fideiussione stipulato tra persona fisica e banca a garanzia di obbligazioni contratte da una società commerciale - Disciplina clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori - Applicabilità - Limiti.
Gli articoli 1, paragrafo 1, e 2, lettera b), della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, devono essere interpretati nel senso che tale direttiva può essere applicata a un contratto di garanzia immobiliare o di fideiussione stipulato tra una persona fisica e un ente creditizio al fine di garantire le obbligazioni che una società commerciale ha contratto nei confronti di detto ente in base a un contratto di credito, quando tale persona fisica ha agito per scopi che esulano dalla sua attività professionale e non ha alcun collegamento di natura funzionale con la suddetta società. Corte Giustizia UE, 19/11/2015.


La cessione del quinto dello stipendio. Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Estinzione anticipata – Oneri economici – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza – Restituzione premio assicurativo da parte dell’intermediario – Sussistenza – Vessatorietà clausole contrattuali – Sussistenza.
In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, il cliente ha diritto alla restituzione, in misura proporzionale al tempo non goduto, delle commissioni applicate in un’unica soluzione a fronte di prestazioni continuative lungo l’intera durata del rapporto (cd. rimborso “pro rata temporis”).

Il principio del rimborso “pro rata temporis” va applicato anche in relazione al premio assicurativo che deve essere rimborsato dall’intermediario in quanto unico soggetto ad avere intrattenuto un rapporto contrattuale con il cliente.

Le clausole del contratto che prevedono l’esclusione del rimborso delle commissioni non maturate in caso di estinzione anticipata del prestito, sono da considerarsi vessatorie, dunque non efficaci. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Torino, 17/03/2015.


Proposta di mutuo non sottoscritta dalla banca e nullità dell’intero contratto. Reclamo al collegio – Opposizione all’esecuzione – Proposta unilaterale di mutuo su modulo prestampato – Accettazione – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile da parte della banca mutuante – Nullità clausola interessi ultralegali – Esclusione.
Ove si ritenga che la proposta di mutuo sia priva del requisito della sottoscrizione del legale rappresentante della Banca l’eventuale nullità non può che colpire l’intero contratto (con conseguente obbligo di restituzione dell’intera somma data a mutuo) e non soltanto le clausole sfavorevoli al reclamante. (Antonino Giunta) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 21/07/2014.


Contratto di credito al consumo – Esclusione della sua assimilabilità al mutuo di scopo e sua riconducibilità alla categoria del collegamento negoziale necessario..
Il contratto di credito al consumo, pur caratterizzandosi per la presenza di una clausola di destinazione nel contratto di finanziamento, non è riconducibile alla diversa categoria del mutuo di scopo, ma si inserisce in un’autonoma categoria di collegamento negoziale necessario (con il contratto finanziato), di derivazione legale. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 18/07/2012.


Domanda di nullità avente ad oggetto il contratto finanziato – Estensione di tale domanda al contratto di finanziamento – Ammissibilità..
Il consumatore, il quale faccia valere vizi genetici o funzionali del contratto finanziato, può chiedere l’estensione della pronuncia di nullità, annullamento o caducazione anche al contratto di finanziamento. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 18/07/2012.


Codice del consumo – Consumatore – Nozione – Rilevanza dell’attività del soggetto – Fattispecie in tema di utilizzo di conto corrente bancario..
La definizione di consumatore contenuta nell'art. 3 Codice del consumo ("..la persona fisica che agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale") fa espresso riferimento all'attività della persona e non al bene o servizio che n'è oggetto, così che un determinato servizio – nella specie un conto corrente bancario – potrà essere utilizzato da un consumatore per scopi non professionali anche se il conto, per le caratteristiche ed i servizi che offre, sia stato concepito e concretamente offerto per lo svolgimento di attività professionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/05/2010.


Contratti del consumatore – Foro competente – Clausola vessatoria – Natura processuale della norma – Applicazione ai giudizi introdotti dopo l’entrata in vigore..
La norma contenuta nel n. 19 dell’art. 1469 bis cod. civ. ha natura processuale e, come tale, va applicata ai giudizi introdotti dopo la sua entrata in vigore, anche se la controversia ha origine da contratti stipulati in data anteriore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18/10/2006.


Contratti del consumatore – Richiamo alle norme del codice di procedura civile – Natura vessatoria della clausola – Sussistenza..
L’interpretazione data dalla Corte di Cassazione (S.U. n. 14669/2003) della norma di cui al n. 19 dell’art. 1469 bis cod. civ., secondo la quale “il foro competente per le controversie tra consumatore e professionista non può essere stabilito in nessun altro luogo che sia diverso da quello in cui il consumatore ha sede” comporta che debba essere considerata vessatoria anche la clausola che stabilisca la competenza sulla base dei criteri di collegamento previsti dal codice di procedura civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18/10/2006.


Codice del consumo: foro esclusivo e foro inderogabile. Obbligazioni e contratti – Foro del consumatore – Codice del consumo – Competenza inderogabile e competenza esclusiva: distinzione..
Con l’entrata in vigore del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, c.d. codice del consumo, occorre distinguere tra il foro esclusivo del consumatore (art. 1469 bis, comma 3, n. 19 c.c., ora riprodotto nell’art. 33, comma 2 del citato d.lgs.), il quale prevede una competenza territoriale esclusiva ma derogabile con clausola che sia stata oggetto di trattativa individuale, dalla competenza inderogabile del foro del luogo di residenza del consumatore prevista dall’art. 63 del codice del consumo solo per le controversie riguardanti i contratti negoziati fuori dai locali commerciali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 27/09/2006.


Foro del consumatore e competenza per territorio. Competenza per territorio – Foro esclusivo del consumatore – Vessatorietà della clausola di deroga – Presunzione – Sussistenza.

Competenza per territorio – Foro esclusivo del consumatore – Eccezione relativa ai fori alternativi – Irrilevanza..
La disposizione dettata dall'art. 1469-bis, comma 3°, c.c. (che - ha "natura di norma processuale, sicché si applica -come nella specie- nelle cause iniziate dopo la sua entrata in vigore -febbraio 1996-, anche se relative a “controversie derivanti da contratti stipulati prima”) deve essere interpretata nel senso che il legislatore, nelle controversie tra consumatore e professionista, ha inteso stabilire la competenza territoriale esclusiva del giudice del luogo della residenza o del domicilio elettivo del consumatore, presumendo, per l'effetto, la vessatorietà della clausola che abbia individuato, come sede del foro competente, una località diversa (cfr. ex multis Cass. sez. un. 1 ottobre 2003 n. 14669; Cass. 28 novembre 2003 n. 18290, Tribunale di Palermo, 20 febbraio 2004, in Gius. 2004, 2443; Tribunale di Firenze, 10 dicembre 2002, in Foro toscano 2003, 180). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In tema di incompetenza per territorio del giudice adito, qualora la relativa eccezione sia formulata con riferimento all'operatività di un foro esclusivo, non sussiste l'onere della parte di contestare tutti i fori alternativamente concorrenti riguardanti i diritti di obbligazione, alla stregua dei quali il giudice d'ufficio, ove abbia eventualmente ad escludere l'operatività del foro convenzionale, dovrà individuare il giudice competente (cfr. ex plurimis Cass. 2 aprile 1998 n.3407). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 20/06/2005.


Anatocismo: tutela dei consumatori e inibitoria alle banche. Azione collettiva dei consumatori – Inibitoria del rifiuto alla restituzione di interessi anatocistici – Fondatezza – Ordine di ricalcalo degli interessi e di storno delle somme indebitamente trattenute – Legittimazione attiva dell’associazione dei consumatori ed utenti – Insussistenza – Pubblicazione dell’estratto della sentenza sui quotidiani – Ammissibilità.

Artt. 1, 2, 3 L. 30 luglio 1998 n. 281.
E’ da ritenere illegittimo, a’ sensi della l. 281/98 il rifiuto della banca al riconoscimento del diritto della propria clientela di consumatori alla restituzione delle somme indebitamente percepite in base alla clausola che prevede il calcolo anatocistico trimestrale degli interessi debitori dall'inizio di ogni rapporto bancario fino alla data del 22 aprile 2000.
Il contenuto della domanda inibitoria proposta ex art. 3 l. 281/98 consiste nell'inibire per il futuro alla banca di rifiutarsi di restituire le somme che le venissero richieste dai suoi clienti consumatori quale indebito pagamento di interessi anatocistici trimestrali non dovuti e versati in applicazione di clausole contrattuali illegittime per violazione dell'art. 1283 c.c. Tale domanda, riconducibile alle azioni di cui all'art. 3 l. 281/98, è ammissibile in quanto ha ad oggetto l'inibitoria di un comportamento a contenuto negativo consistente nel rifiuto (che non è mera inerzia) di restituire gli indebiti percepiti.
Non è ammissibile la domanda con la quale l’associazione di consumatori chiede di «ordinare alla banca convenuta di procedere al ricalcolo degli interessi debitori con conseguente storno e/o rimborso delle maggiori somme che risulteranno addebitate e/o percepite per effetto degli interessi anatocistici calcolati dall'inizio del rapporto alla data del 22 aprile 2000, nei limiti della prescrizione decennale e nei confronti di tutti i clienti». L’associazione non è, infatti, legittimata a tale domanda in quanto essa attiene al diritto concreto - personale e non collettivo - al rimborso da parte di ciascun consumatore cliente della banca. Va infatti puntualizzato che le azioni cui sono legittimate le associazioni di consumatori ed utenti ex l. 281/98 non si qualificano come class action, essendo, invece, azioni a tutela di un interesse diffuso riconducibile ad una determinata categoria di consumatori e utenti di cui si può far carico e portavoce, sempre a livello collettivo, l'associazione.

E’ da accogliere, ex art. 3, 1° comma, l. 281/98, la domanda proposta dalle associazioni di consumatori e utenti avente ad oggetto la pubblicazione per estratto della sentenza di inibitoria sui quotidiani. Tribunale Mantova, 15/09/2004.