Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 19099 - pubb. 24/02/2018

Tribunale Roma, 21 Febbraio 2017. Est. Romano.


Società di capitali – Deliberazione assembleare – Impugnazione – Deliberazione di conferma di compenso per gli amministratori divenuto eccessivamente oneroso – In assenza di consenso degli amministratori – Difetto di interesse – Sussiste



Appare lecito dubitare della qualificazione in termini di “deliberazione” della conferma dei compensi già precedentemente determinati, che non ha contenuto né precettivo né innovativo e non assume alcun rilievo nell’ambito dell’organizzazione della società.
Non sussiste un obbligo per gli amministratori, derivante dai principi generali di correttezza e buona fede esecutiva e in ossequio ai doveri fiduciari e di perseguimento dell’interesse sociale, di rinegoziare il compenso loro attribuito che sia divenuto sproporzionato e irragionevole per il peggioramento della situazione economica della società. Pertanto, la riduzione del compenso assunta dall’assemblea in assenza del consenso degli amministratori resterebbe comunque del tutto inefficace: da qui il difetto di interesse del socio alla relativa impugnazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)


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