Crisi d'Impresa e Insolvenza


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 21626 - pubb. 11/01/2019

Immobile destinato ad abitazione del fallito e della sua famiglia, legittimazione

Cassazione civile, sez. I, 19 Giugno 2008, n. 16668. Est. Genovese.


Immobile destinato ad abitazione del fallito e della sua famiglia - Assoggettabilità al fallimento - Esclusione - Fondamento - Conseguenze sulle controversie concernenti la locazione - Legittimazione processuale esclusiva del fallito - Configurabilità - Fattispecie in materia di restituzione di canoni corrisposti in misura eccedente quella legale ex legge n.392 del 1978



Il fallito è il solo legittimato ad agire e resistere nelle controversie concernenti la validità del contratto di locazione avente ad oggetto un immobile destinato esclusivamente ad abitazione per sè e per la propria famiglia, atteso che, in tal caso, la locazione non integra un diritto patrimoniale compreso nel fallimento del conduttore secondo la previsione dell'art. 43, legge fall., bensì un rapporto di natura strettamente personale ai sensi dell'art. 46, legge fall., in quanto rivolto al soddisfacimento di un'esigenza primaria di vita ed inidoneo ad incidere sugli interessi della massa, perciò indifferente per il curatore; ne consegue che l'art 80, secondo comma, legge fall. (vigente "ratione temporis"), nel prevedere che il curatore subentra nel rapporto di locazione, con facoltà di recesso, non opera con riguardo al contratto di locazione che abbia ad oggetto il predetto immobile, a prescindere dalla proporzionalità o meno della sua consistenza rispetto alle citate esigenze personali, conclusione del contratto prima o dopo il fallimento, dal rispetto o meno dello speciale regime vincolistico delle locazioni degli immobili urbani e salvo, in questo ultimo caso, l'eventuale recupero alla massa di somme sottratte ai creditori ed esorbitanti dai limiti delle necessità di vita familiari del fallito stesso. (Principio affermato dalla S.C. con riguardo al giudizio promosso dal conduttore, in seguito fallito, per la determinazione del cd. equo canone ai sensi dell'art.12 della legge n.392 del 1978 e per la restituzione delle somme eccedenti tale misura). (massima ufficiale)


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