Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 22834 - pubb. 06/12/2019

Rideterminazione di sanzione e confisca in tema di abuso di informazioni privilegiate dopo le sentenze della Corte Costituzionale 63/2019 e 112/2019

Appello Milano, 05 Novembre 2019. Pres. Bonaretti. Est. Anna Mantovani.


Market Abuse – Abuso di informazioni privilegiate – Art. 187 bis TUF e art. 6, comma 2 D.Lgs. n. 72/15 – Illegittimità costituzionale – Rideterminazione della sanzione

Market Abuse – Abuso di informazioni privilegiate – Art. 187 sexies TUF – Confisca per equivalente di prodotto o profitto dell’illecito – Illegittimità costituzionale – Rideterminazione della sanzione in misura pari al profitto



A seguito della dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 6, comma 2 D.Lgs. 12/5/15, n. 72, nella parte in cui questo escludeva l’applicazione retroattiva delle modifiche in melius apportate dal comma 3 dello stesso art. 6 alle sanzioni amministrative previste per l’illecito di cui all’art. 187 bis del TUF, spetta alla Corte d’Appello rideterminare la sanzione in ragione della gravità dei fatti accertati, senza vincoli né relativi alla pregressa irrogazione del doppio del minimo edittale (ridottosi per effetto della sentenza della Corte Costituzionale), né relativi al fatto che l’importo della sanzione originariamente irrogata rientri nella cornice edittale rideterminata dalla Corte Costituzionale, pur se quale massimo importo sanzionatorio.

Alla luce della sentenza Corte Costituzionale n. 112 del 10/5/19 che ha dichiarato costituzionalmente illegittima la previsione dell’art. 187 sexies del D.Lgs. n. 58 del 1998 nella parte in cui prevede la confisca obbligatoria, diretta o per equivalente del prodotto dell’illecito (inteso anche come valore totale dell’attività di negoziazione) e non del solo profitto, non residua in capo alla Corte d’Appello alcun profilo di discrezionalità nella determinazione dell’importo oggetto di confisca che deve corrispondere strettamente alla misura del profitto conseguito. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)


Segnalazione dell’avv. Patrizio Melpignano


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