Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 25171 - pubb. 22/04/2021

Condanna dell’aggiudicatario inadempiente: opposizione e istanza di revoca

Tribunale Lecce, 15 Aprile 2021. Est. Memmo.


Esecuzione forzata – Opposizione agli atti esecutivi – Istanza di revoca – Inadempienza dell’aggiudicatario – Decreto di condanna dell’aggiudicatario inadempiente



E’ inammissibile l’opposizione ex art. 617 c.p.c. come anche l’istanza di revoca ex art. 487 c.p.c. avverso il decreto di condanna ex art. 177 disp. att. c.p.c. e art. 587 c.p.c., poiché quest’ultimo viene emesso in seno alla procedura esecutiva, ma non costituisce atto del procedimento, perché è destinato ad operare “fuori” di esso, come titolo esecutivo, e dunque impugnabile autonomamente ex art. 615, I comma, c.p.c..

Il decreto di condanna ex art. 177 disp. att. c.p.c. e art. 587 c.p.c. non può essere impugnato con opposizione ex art. 617 c.p.c. né con istanza di revoca ex art. 487 c.p.c., poiché proposti dopo il provvedimento di estinzione della procedura esecutiva, allorquando il Giudice dell’Esecuzione ha cessato la sua funzione con riferimento al procedimento definito.
In tale prospettiva sia l’opposizione ex art. 617 c.p.c. che l’istanza di revoca ex art. 487 c.p.c., sono inammissibili.

Il termine per l’emissione del decreto di condanna ex art. 177 disp. att. c.p.c. e art. 587 c.p.c. deve ritenersi coincidente con la predisposizione del progetto di distribuzione finale.
Da ciò consegue che: a) Il risarcimento del danno a carico dell’aggiudicatario è una conseguenza “automatica” del provvedimento di decadenza ove si verifichino i presupposti di cui all’art. 587 c.p.c., da accertare nel prosieguo dell’attività liquidatoria; b) il relativo importo, proprio perché certo e determinabile aritmeticamente in presenza dei presupposti, fa parte della massa attiva, ai sensi dell’art. 509 c.p.c., costituendo un credito “pro solvendo” da assegnare ai creditori insoddisfatti; c) il decreto ex art. 177 disp. att. c.p.c. è il titolo esecutivo che consegue al provvedimento di decadenza perché non può che essere emesso successivamente, in fase di distribuzione, per motivazioni logiche prima che giuridiche. (Marco Lezzi) (riproduzione riservata)


Segnalazione dell’Avv. Marco Lezzi



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