Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 2864 - pubb. 07/02/2011

Abuso del processo e natura sanzionatoria dell'art. 96, comma 3, c.p.c.

Tribunale Varese, 21 Gennaio 2011. Pres., est. Buffone.


Abuso del Processo – Sanzione – Art. 96 comma III c.p.c. come introdotto dalla Legge 69/2009 – Condanna ad una pena pecuniaria.



L’abuso del processo causa un danno indiretto all’erario (per l’allungamento del tempo generale nella trattazione dei processi e, di conseguenza, l’insorgenza dell’obbligo al versamento dell’indennizzo ex lege 89/2001) e un danno diretto al litigante (per il ritardo nell’accertamento della verità) e va dunque contrastato. In tale contesto, si comprende perché il Legislatore del 2009 (legge n. 69) abbia introdotto un danno tipicamente punitivo nell’art. 96 comma III c.p.c. al fine di scoraggiare l’abuso del processo e preservare la funzionalità del sistema giustizia. La norma introdotta dalla Legge 18 giugno 2009, n. 69 nel terzo comma dell’art. 96 c.p.c. non ha natura meramente risarcitoria ma “sanzionatoria” ed introduce nell’ordinamento una forma di danno punitivo per scoraggiare l’abuso del processo e preservare la funzionalità del sistema Giustizia, traducendosi, dunque, in “una sanzione d’ufficio” (Nel caso di specie, l’attrice aveva proposto opposizione a decreto ingiuntivo pur consapevole delle ragioni della controparte, e la lite traeva giustificazione essenziale dal fatto di essere le parti marito e moglie in fase di separazione litigiosa. Il giudice condanna d’Ufficio la opponente ad una pena di 10.000,00 Euro). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)


Massimario, art. 96 c.p.c.


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