Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 6363 - pubb. 22/08/2011

ABF Milano, 19 Aprile 2011, n. 816. Est. Lucchini Guastalla.


Deposito bancario – Deposito a libretto – Qualificazione – Mutuo.

Oneri economici – Deposito con funzione di mutuo – Misura delle spese che supera quella degli interessi compensativi – Illegittimità.



Nel contratto di deposito bancario relativo a una somma di danaro, la banca acquista la proprietà delle somma depositata ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria secondo quanto pattiziamente previsto. Ne deriva che la causa del deposito non è riconducibile alla funzione di custodia (per la quale la banca potrebbe addirittura esigere un corrispettivo), ma a quella tipica del mutuo, ove il cliente riveste la qualità di mutuante, con il relativo diritto di ricevere gli interessi sulla somma mutuata. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Nell’esplicazione dell’autonomia contrattuale, le parti possono prevedere che la banca non versi, nella detta fattispecie, interessi al cliente, ma qualora la stessa esiga il pagamento di spese in misura superiore agli interessi in concreto riconosciuti, così da addirittura “erodere” il capitale depositato, si può verificare un ingiustificato arricchimento in capo alla banca, mettendosi pure in dubbio la presenza di un elemento causale tipico del contratto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)


Nella specie, si trattava di un libretto con causa concreta di cauzione per il pagamento di canoni locatizi relativi a un immobile. Sulla prima massima il Collegio richiama come conforme il proprio precedente n. 1101/2010. E aggiunge pure che tra i patti contrattuali mancava una clausola volta a «prevedere esplicitamente la possibilità che le spese addebitate [potessero essere] superiori agli interessi accreditati».


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