Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 13923 - pubb. 24/12/2015

La stabilità dell’ordinanza di distribuzione del ricavato non è corrispondente al giudicato

Tribunale Monza, 14 Dicembre 2015. Est. Crivelli.


 



Poiché la stabilità dell’ordinanza di distribuzione del ricavato non è corrispondente al giudicato, in quanto detto provvedimento essa è senz’altro travolto dal vittorioso esito del giudizio pendente relativo al titolo.
Inoltre l’art. 51 l.f., nell’interpretazione giurisprudenziale, e stabilisce che – ancorché il fallimento sia intervenuto successivamente alla definitività del provvedimento che approva il progetto di distribuzione, ma anteriormente alla consegna del denaro ai creditori utilmente collocati, gli importi ricavati dalla vendita e non ancora concretamente pagati vadano consegnati al curatore.
Ma mentre l’eliminazione del titolo esecutivo travolge anche l’avvenuta consegna degli importi e giustifica quindi la condictio indebiti, l’art. 51 stabilisce l’improseguibilità dell’azione esecutiva, che come noto si consuma e termina non già con l’approvazione del progetto, né con la sua acquisita definitività per mancata opposizione ex art. 617 cpc, sibbene a seguito della conclusione della procedura di pagamento, che sola configura l’adempimento forzato totale o parziale del credito.
A sua volta in base all’art.14 quinquies, lett. b) l. 3/12, fino all’omologazione della procedura di sovraindebitamento non possono iniziarsi o proseguirsi azioni esecutive individuali.
Anche tale norma si impone sugli atti esecutivi conseguenti all’approvazione del progetto di distribuzione, e quindi  impedisce la consegna delle somme ai creditori.
Mentre però nel caso dell’art.51 l.f., l’esecuzione diviene definitivamente improseguibile, invece nel caso della procedura di sovraindebitamento, come del resto in ipotesi di concordato, fino all’omologazione non si avrà che un effetto di temporaneo arresto del tutto equiparabile a quello sospensivo. (Alberto Crivelli) (riproduzione riservata)


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