LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO VI
Del matrimonio
CAPO V
Dello scioglimento del matrimonio e della separazione dei coniugi

Art. 158

Separazione consensuale
TESTO A FRONTE

I. La separazione per il solo consenso dei coniugi non ha effetto senza l'omologazione del giudice.

II. Quando l'accordo dei coniugi relativamente all'affidamento e al mantenimento dei figli è in contrasto con l'interesse di questi il giudice riconvoca i coniugi indicando ad essi le modificazioni da adottare nell'interesse dei figli e, in caso di inidonea soluzione, può rifiutare allo stato l'omologazione.


GIURISPRUDENZA

Separazione dei coniugi – Omologa dell’accordo di “separati in casa” – Esclusione.
Fermo restando che sul piano personale le parti hanno facoltà di comportarsi e autodeterminarsi come meglio credono, la loro volontà non può però piegare gli istituti giuridici sino a dare riconoscimento e tutela a situazioni le quali non solo non sono previste dall’ordinamento ma si pongono altresì in contrasto con i principi che ispirano la normativa in materia familiare.
L’ordinamento non può dare riconoscimento, con le relative conseguenze di legge, a soluzioni “ibride” che contemplino il venir meno tra i coniugi di gran parte dei doveri derivanti dal matrimonio, pur nella persistenza della coabitazione, la quale ex art. 143 cc costituisce anch’essa uno di questi doveri e rappresenta la “cornice” in cui si inseriscono i vari aspetti e modi di essere della vita coniugale; è vero che in costanza di matrimonio tale dovere può essere derogato, per accordo tra i coniugi, nel superiore interesse della famiglia, per ragioni di lavoro, studio ecc.. sì da non escludere la comunione di vita interpersonale, ma ciò non autorizza ad affermare la validità di un accordo (con le conseguenze di legge della separazione) volto a preservare e legittimare la mera coabitazione una volta che sia cessata la comunione  materiale e spirituale tra le parti.
L’istituto della separazione trova giustificazione in una situazione di intollerabilità della convivenza oggettivamente apprezzabile e giuridicamente controllabile, talché non si vede come possa “oggettivamente” apprezzarsi la condizione di intollerabilità della convivenza laddove gli stessi coniugi progettino di prorogarla a tempo indeterminato per ragioni di convenienze varie.
Al desiderio dei coniugi di proseguire una convivenza meramente formale (pur legittimo sul piano personale ed attuabile nella sfera privata), non corrisponde alcun “tipo” di strumento e/o istituto nell’attuale ordinamento, ergo il desiderio non può assurgere a diritto;  non può quindi trovare accoglimento la pretesa di attribuire, con il provvedimento di omologa, riconoscimento giuridico, con i conseguenti effetti tipici della separazione coniugale, ad un accordo privatistico che regolamenti la condizione di “separati in casa”; del resto, diversamente opinando, l’istituto della separazione consensuale, se del tutto svincolato da riferimenti oggettivi, si presterebbe fin troppo facilmente ad operazioni elusive o accordi simulatori, per finalità anche illecite. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Como, 06 Giugno 2017.


Successioni - Diritto di abitazione sulla casa familiare ex art. 540 cod. civ. - Spettanza al coniuge separato senza addebito - Esclusione - Condizioni.
Il diritto reale di abitazione sulla casa familiare non spetta al coniuge separato, ancorché senza addebito, nell’ipotesi in cui la cessazione della convivenza, a seguito del regime di separazione personale, abbia interrotto il legame dell’immobile con la destinazione a residenza familiare. (Adelaide Caravaglios) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 12 Giugno 2014.